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“Un popolo senza terra per una terra senza popolo” ovvero come occupare una terra che non ti appartiene con il benestare di Dio.

In Anomalie, Informazione, Le Giornate della Memoria, Nuove e vecchie Resistenze, personale on 27 giugno 2012 at 22:43

Per molto tempo ho sostenuto inutili discussioni con persone che partivano dal presupposto che, tutto quello che non confermava le loro poco provate teorie, era assolutamente falso. Pertanto essendo il loro pregiudizio assoluto, nessuna prova concreta o ragionamento teorico o pratico poteva far di loro delle persone atte, almeno in parte, al dubbio.
Si possono consumare molte parole, portare prove, parlare anche con la voce di intellettuali di comprovate qualità, ma niente smuove la loro certezza: la loro è una fede, è pertanto è la verità.
Nulla possono i saggi di Shlomo Sand, docente di Storia contemporanea all’università di Tel Aviv che dalla sua posizione di persona probabilmente laica crede fermamente che sia un”Invenzione la razza ebraica”. Troppe sono le prove storiche e le interpretazioni personali delle scritture atte a comprovare il diritto delle popolazioni ebraiche al territorio palestinese, tanto da chiedersi se la diaspora sia quella che porta alcuni ebrei in Israele, piuttosto di quella che ha fatto vivere tante persone, di religione ebraica, in territori che a tutti gli effetti erano la loro patria.
Ma tutto questo a quale scopo? Forse quello di dare uno Stato ad una popolazione non autoctona rubando la terra ad una popolazione che invece ne era proprietaria a tutti gli effetti? Beh sinceramente: sì!
Alla fine mi viene da pensare che a volte, un Dio immobiliarista, fa veramente molto comodo e risolve ogni problema etico e morale che ci potrebbe venire di fronte ad un’occupazione, questa sì, senza nessun motivo accettabile eticamente e moralmente.

La casa degli armadi

In amore, personale on 26 settembre 2011 at 10:23

Era sera ed ero in una casa nuova, grande, piena di porte, di finestre e di porte finestre che davano su belle terrazze. Era una bella casa sì, ma io non ci stavo a mio agio, mi sentivo un po’ prigioniera, anche perchè non riuscivo a chiudere tutte le porte degli armadi e quelle delle terrazze e anche gli armadi che stavano nelle terrazze. Io odio stare in una stanza con le ante dell’armadio aperte. Io sono armadiofobica. In una stanza con l’armadio aperto non ci dormo. E stavo lì a chiudere le ante ed ero incavolata perchè chi le aveva aperte se ne fregava delle mie manie e sapevo che lo faceva solo per darmi fastidio e per tenermi occupata. Ma quanti armadi aveva quella casa! Io non ci potevo stare in una casa così. E lì c’era Giorgio. Che strano dopo quattordici anni c’era lui ad aprire gli armadi della mia vita.
E io avrei dovuto essere contenta. In fin dei conti era tornato, ma a pensarci bene io avevo un’altra vita e ormai non volevo più che tornasse. Ma che ci favevo nella casa degli armadi? Certo, avrei dovuto essere lì, perchè io con Giorgio ero sposata, ma la mia vita io la vivevo con Michele e per Giorgio non c’era più posto. Ma avrei dovuto dirglielo a Giorgio e non sarebbe stato facile, avrei anche dovuto avvisare Michele che sarei tornata a casa tardi, ma avevo tutti gli armadi da chiudere e Giorgio teneva sotto controllo il mio telefonino. Strano che Michele non chiamasse, sembrava sapere che…, ma cosa sembrava sapere? Io non volevo stare con Giorgio volevo stare con Michele, ma ero spaventata. Giorgio non aveva mai accettato di dividermi con qualcuno e non mi avrebbe mai permesso di uscire da quella casa e soprattutto aveva in mano il mio telefonino…
Ah che ansia, Michele dove sei?
Mi sveglio con il cuore in gola, come una bambina spaventata. Michele è qui e gli armadi sono tutti chiusi. Allungo la mano e trovo la sua. “Che c’è?” “Ho fatto un brutto sogno.” Mi stringe fra le braccia. “Dai adesso sono qui che proteggo il tuo sonno.” “Ma era un sogno…..” “Su dai, sta tranquilla, non può succederti niente.” “E se qualcuno ci separasse e rovinasse il nostro amore?” “Questa volta non ti perderò e lottero come un leone per tenerti.” Spegne la luce e mi si mette vicino. E’ straordinariamente bello il buio insieme a lui se gli armadi di casa sono tutti chiusi.

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