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Quel pezzo di cielo che è sceso nella piazza

In Donne, politica, Sinistra e dintorni on 14 febbraio 2011 at 13:26

Non esistono parole per descrivere la grande emozione nello scendere in piazza ieri. Nella mia città, le piazze si chiamano campi, anche se ormai l’erba non ci sta più. Le autorità locali non ci volevano credere. “Donne in piazza? Se non ora, quando? Ma ne verranno una decina! Si sa che le donne sono disorganizzate, caciarose, dove credono di andare?” Ed ecco che ci rifiutano il Campo, quello grande e ci relegano nella piazzetta, quella piccola. Tanto basterà e ne avanza.
Eh si sa, per quel che succede fuori non si ha orecchio, ma quando c’è maretta in casa allora… “Come ci vai anche tu? E con i bambini poi… ma può essere pericoloso!” “E’ ovvio, scemo, se sto su quel campetto, senza sponde sul canale e nessuna via d’esodo, qualsiasi cosa succeda è in acqua che vado a finire!” Dietrofront. Ci ridanno la piazza grande e noi donne (e uomini) di buona volontà ce la prendiamo tutta e anche di più.
E’ stata una festa, molto più dell’8 marzo, ancora di più del 25 aprile e del 1 maggio. Il cielo è sceso in piazza con tutti i colori dell’arcobaleno. E’ entrato in piazza l’entusiasmo, l’intelligenza, l’ironia, la solidariertà e la tolleranza. Quella qualità che ci manca con te caro Presidente del Consiglio, proprio il peggiore negli ultimi 150 anni. Millantatore di qualità. Uomo senza scrupoli che si chiama imperatore di un regno che non è ancora suo. Sta tentando di comperarlo tutto, ma non gli bastano i soldi per comperare anche la nostra dignità. E nella dignità, vecchio imbecille, c’è molto di più di quello che credi. C’è Storia, Memoria, coraggio, orgoglio, voglia di lavorare e crescere, di studiare e cambiare il mondo, intelligenza e caparbietà, pazienza e fantasia.
La vita ci ha assunto senza dover superare alcun casting. Non ci ha chiesto se eravamo belle o brutte e generose dei nostri tesori. Ci ha buttato allo sbaraglio senza nessun Papi a protezione. E vuoi che non ci bastasse un passaparola? Vuoi davvero che non sapessimo usare la nostra testa per pensare? Vuoi che non fossimo in grado di usare la nostra fantasia? Siamo donne e uomini senza additivi noi. Proviamo emozioni senza doversi doppare caro mio e questo non c’è prezzo che lo paghi. Tu non sei un uomo politico, sei solo una macchietta, quello buono per le barzellette che si raccontano agli amici in pizzeria. Sei l’uomo minimo che malgrado le protesi non riesce a decollare. Che ci possiamo fare se siamo avanti anni luce? Dovrai arrenderti perchè ormai sei il re nudo e pure le tue donne prezzolate lo sanno e lo dicono senza mezzi termini: neppure il tuo culo ti salverà.
Dimettiti e torna a riposo. Lascia che l’aria si depuri e che l’Italia si ripulisca. Lascia spazio alla vita che rinasce e che ha diritto di fiorire. Ascolta e trema di fronte al cielo che ti schiaccerà.

Pesce d’aprile

In Ironia, politica on 13 aprile 2010 at 10:57

Questa me l’ero persa 😀

Ansa, 1 aprile 2010. Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, ha diffuso il seguente comunicato: “Anch’io, come Veltroni, getto la spugna. Non ce l’ho fatta. Mi dimetto. Però ho chiesto le dimissioni anche di tutto il gruppo dirigente del partito. È ora di lasciare spazio a una nuova generazione. A noi mancano le idee, non le persone: abbiamo centinaia di amministratori locali giovani, onesti e preparati che aspettano solo di mettere il loro entusiasmo al servizio del paese. Dobbiamo riaprire le sezioni, far tornare i cittadini, ricominciare a parlare con la gente. Abbiamo sbagliato a lasciare che la destra e il suo leader prendessero progressivamente il sopravvento: quando potevamo ancora fermarli, li abbiamo sottovalutati. È stata una sciocchezza. Abbiamo sbagliato a trascurare le vere emergenze nazionali: la lotta alla mafia e all’evasione fiscale, lo sviluppo del mezzogiorno, la scuola e l’università, la difesa dell’ambiente, una politica economica a favore delle donne e dei giovani. Per tutto questo vi chiedo scusa. Arrivederci”.
Pesce d’aprile.
Giovanni De Mauro

da Internazionale n.840

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