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Accecate dall’invidia.

In Donne, Ironia, uomini on 20 settembre 2011 at 14:18

Da ieri, ma con valore retroattivo, mi è stato detto che noi donne italiane, di fronte alla “bellezza di successo”, ossia quella che porta alla presenza e al letto degli alti vertici dello Stato, abbiamo una reazione di bieca invidia. La cosa mi ha messo sul chivalà. Ma allora è bassa invidia guardare certi personaggi importanti come dei voraci predatori, dall’aria schifosamente viscida e inaffrontabile? Voglio dire è tutta invidia quella che provo per la “escort” di turno, che si intasca l’obolo per la sua bellezza? Insomma il mio rammarico è che non ho più il fisico e l’età per essere passata di mano, usata e stropicciata da quattro vecchi bavosi? Già, non lo sapevo, che il desiderio repesso della mia vita è sempre stato quello di entrare a Palazzo da bipede e finire la serata da materasso, che poi mica basta stendersi cara Terry De Nicolò, bisogna pure “attivarsi” in modo concreto e forsennato. Il successo a quel livello porta molto spesso ad una grande faticaccia, che ti viene riconosciuta certamente nella bustarella finale, ma la fatica resta e lo schifo pure. Non sarà mica anche questa colpa della nostra assurda invidia?
Francamente, con tutte le differenze del caso, mica perché non fossi caruccia, ma perché mi veniva offerto un lavoro di responsabilità, come coordinatrice nell’Ufficio Stampa e come PV (che starebbe per porta voce) nella segreteria di un noto politico locale, mi sono trovata nell’evenienza di rifiutare, ringraziando sentitamente. Un “lavoro” di quel genere non mi era congeniale, sai com’è: l’invidia…! Ma non volevo rischiare di trovarmi le sante mani di questo grande “personaggio di successo” in luoghi molto privati, magari in cambio di qualche bella cena in buona compagnia, che tra parentesi, da questo attacco avrei anche saputo difendermi. Quello che per me era inaccettabile, ma forse per te cara Terry è una bazzeccola, sarebbe stato mettere a servizio di una causa e di un uomo per cui non avevo la minima stima e considerazione, la mia modesta intelligenza e competenza. Ma si sa, la bellezza sfuma e bisogna farla fruttare. Hai ragione bella mia, noi donne comuni non facciamo che roderci tutte le notti per i vostri trionfi di belle “patonze”. Ma cosa vuoi abbiamo almeno una consolazione: all’arrivo della prima ruga ci risparmiamo la fatica e la spesa di un tempestivo suicidio senza appello. Sarà poco, ma è quello che mi consente di diventare serenamente vecchia e di non dovermi sputare su di un occhio ogni volta che mi guardo ad uno specchio.

Passo dopo passo

In La leggerezza della gioventù on 23 novembre 2010 at 11:59

Gabri era uscita di casa sbattendo la porta. Si era pure scordata di prendere su la chitarra. Era arrabbiata e delusa. Si sentiva incompresa e angariata da quei due che dicevano di essere i suoi genitori. Non facevano che dire: “Perché non ti vesti come Maria?” “Non vedi che è più carina di te, più curata.” “Non vedi che si fa voler bene da tutti e tu invece…” Lei non voleva farsi voler bene da tutti. Almeno non lo voleva più. Voleva andarsene di casa e finalmente liberarsi di loro e pure di quella sorella che non faceva che renderla antipatica ed insicura. Mary quella bella. Mary la bionda e volubile figlia di quella vecchia coppia.
Gabri si sentiva davvero un relitto. Lei era nata tarchiata e nera. Nessuna grazia. Ma non era stupida però, non come sua sorella. Un giorno gliel’avrebbe fatta vedere lei. Si sarebbero rimangiati tutte le loro critiche. D’altra parte a lei nessuno aveva dato niente. Nessun regalo nella sua culla. Niente fate che l’avrebbero cambiata in una dolce fanciulla e tanto meno niente principe azzurro. Ne aveva di che dormire prima di un bacio. Perché le cose dovevano andarle sempre così? Perché proprio a lei?
Piena di rabbia si era avviata in piazza. Magari avrebbe trovato qualcuno con cui sfogarsi, magari avrebbe trovato Michele, lui era sempre così disponibile… Sperava che non fosse con Rossana. Se Michele era con lei non l’avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo. Ma perché gli uomini erano così scemi? Sempre pronti a rimanere folgorati dalla bella di turno, magari oca.
Michele sarebbe stato il suo ragazzo ideale se non ci fosse stata Rossana. Ne era certa, se lo sentiva dentro. Lui l’apprezzava e le parlava lungamente di poesia e di libri, come di musica e di amicizia. Se non fosse che aveva messo gli occhi sulla sua amica, l’avrebbe sicuramente conquistato… erano simili in fin dei conti, a parte Rossana a lui non interessava davvero la bellezza. Aveva come lei altri valori. Ma accidenti perché Rossana non si levava dalle palle? Tempi difficili per lei: desiderava ardentemente delle cose che non riusciva a raggiungere mai.

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