rossaurashani

Posts Tagged ‘Berlusconi’

Se questo è il nuovo che avanza…

In Giovani, Gruppo di discussione politica., Ironia, La Sinistra, Mala tempora currunt on 31 ottobre 2011 at 23:41

E’ da tempo che evito ad entrare nelle beghe della politica italiana, non solo perchè la cosa mi sconforta, ma anche perchè mi diventano sempre più incomprensibili le ragioni delle parti. Parti politiche s’intende, quelle che ormai dai più, vengono chiamate “casta”.
Non nego che a suo tempo, avevo cercato di seguire le vicissitudini iniziali del Partito Democratico, senza mai, comunque arrivare a tesserarmi. Tutto sommato com’è nel mio carattere, mi sono data da fare, con bancarelle, raccolta firme, volantinaggio. Insomma sono scesa in campo, con tutta la mia buona volontà.
Sinceramente l’esperienza è stata stramaledettamente deludente. Il circolo, salvo qualche raro tentativo di analisi, era il ritrovo di persone fuori della realtà, chiuse nei propri confini asfittici, senza la capacità di sognare in grande, di sconfinare. Un piccolo mondo chiuso in sé stesso.
Smisi di andare perchè l’ho trovato tempo perso e anche stramaledettamente deprimente.
Ogni tanto qualcuno tenta di farmi tornare, con la scusa che quando arrivo io e mi decido a parlare riesco a far “ruggire le pecore”. In poche parole mi scontro quasi con tutti, ma per qualcuno di loro è il momento più emozionante da tanti mesi a quella parte.
Insomma quasi sempre finiscono col dire che non si dovrebbe far parlare chi la tessera non ce l’ha. Ci rimette un po’ la democrazia, ma sai quanto è piacevole raccontarsela tra loro. Mica si deve guardare in faccia la realtà. Basta solo dirsi quanto bravi si è e quanto gradimento si ha.
Ragionandoci sopra poi che: se questo è il Partito Democratico, chissà cos’è un qualsiasi altro partito della maggioranza. Non oso pensarlo. Diritto di critica nullo. Sebbene anche da quest’altra parte non si scherza.
E allora perché oggi mi va di riparlarne? Beh, semplice: perchè ho ascoltato l’intervento del politico che impersona il “nuovo che avanza”. Veramente qualcuno dice che è il nulla che avanza, ma diamogli giustamente almeno la possibilità di raccontarsi. Il nuovo è un ragazzotto sotto i quaranta, dall’aria del bravo ragazzo che ha smesso da poco i pantaloncini da boy scout, per scendere in campo e portare alla riscossa il suo gruppo preferito, detto dei “rottamatori”. Tanto per dire quelli che vogliono sostituirsi ai padri, per fare meglio e di più. Sì, perchè anche lui è sceso in campo non per se stesso, ma per servire l’Italia (dov’è che l’ho già sentita questa?). E poi sia chiaro che lui non intende candidarsi, questo non l’ha ancora detto apertamente, ma a differenza degli altri lui pensa che: “la sinistra deve innovare. Non può difendere i diritti dei garantiti e lasciar morire gli esclusi. Chiedere a un lavoratore di lavorare un anno o due di più per avere un asilo nido in più, credo sia equo. E credo che preoccuparsi dei trentenni precari o dei cinquantenni espulsi dal mercato del lavoro sia più di sinistra che discutere dell`articolo 18. Rabbrividisco a sentire certe posizioni contro la lettera Bce lanciate da chi non prenderebbe voti nemmeno nel suo condominio.”
Rimango davvero perplessa quando sento che la stazione Leopolda si apre agli applusi nel sentire tanto geniale e giovane impegno. Strozziamo i lavoratori per migliorare la vita di altri più infelici di loro. Se questo e il nuovo che avanza, allora comprendo quella che fu la mia prima impressione quando lo sentii parlare: questo ha più ambizioni di un politico, vecchia maniera, in scalata del suo personale successo. Ma questo è ancora poco. Che poi dopo che se ne andò a cena ad Arcore per parlare della sua città, Firenze, allora tutto fu chiaro, abbiamo per le mani il nuovo Berlusconi in formato giovane e rampante, che mette tutte le sue energie per fare carriera evitando così di sprecarle con le escort, purtroppo però questo è iscritto al PD.

La favola di Biancosconi e dello specchio magico

In politica on 20 gennaio 2011 at 12:36

Chi l’avrebbe mai detto che un piccolo parrocco di campagna Don Scarmoncin di Mandriola – Albignasego riuscisse a scrivere una favola di oggi. Non c’è lieto fine o forse sì. Basta crederci fermamente.
C’era una volta… una regina cattiva e gelosa e ogni mattina appena sveglia si metteva davanti al suo grande specchio e chiedeva:
– “Specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame”?
Lo specchio rispondeva sempre:
– “Sei tu, mia regina. Non c’è al mondo alcuna più bella di te”.
La regina si tranquillizzava contenta e tutto continuava senza troppe scosse in un silenzio irreale e mortifero.
La regina non aveva a cuore il suo Regno e ancor meno i sudditi… l’unico suo interesse era lei stessa.

Poniamo il caso che un uomo possieda tutto, o quasi: salute, denaro, successo, una bella famiglia invidiata, amicizie con “gente che conta”,
– controlla l’informazione,
– controlla la pubblicità, e la fa per le sue industrie e attività,
– favorisce la carriera di personaggi che possono favorirlo,
– elargisce regali da capogiro a giornalisti, imprenditori, personaggi dubbi ma potenti, banchieri, giudici,
– possiede case editrici, Banche e Società di Assicurazione,
– sono sue ville e palazzi in tutte le città e zone più belle del mondo,
– controlla direttamente, o tramite interposta persona, una molteplicità di Società finanziarie,
– fa schioccare le dita, e qualcuno gli porta, oltre la colazione o l’aperitivo, anche uno stuolo di donne e ragazzette, pronte e prone a compiacerlo; ecc…
Quest’uomo per tenere il ritmo degli impegni e del lavoro avrebbe poco tempo per riposare, ma il poco che riesce a dormire tra una fatica e l’altra, ogni mattino guardandosi allo specchio (i sondaggi) chiede:
– “Chi è il personaggio più importante, bello, forte, bravo, buono, simpatico, amato, sexy… del mondo”?
E il sondaggio (lo specchio magico) ogni giorno gli risponde:
Sei tu: l’unico, l’assoluto, l’infallibile, l’immortale…
Sei tu che crei la morale, la giustizia, la verità…
– Sei tu che decidi ciò che è giusto e sbagliato, ciò che è bene e male… sei tu la misura delle cose e delle persone.
– Sei tu che puoi costruirti case, ville, mausolei, parchi, piscine… mentre tutti gli altri “incapaci” trovano solo vincoli paesaggistici, storici e urbanistici;
– Sei tu che puoi spostare fondi o crearli dal nulla…
Sei tu che puoi regalare lo Stelvio e un Parco nazionale per avere il voto di un voltagabbana
– Sei tu che puoi avere mogli, amanti, prostitute e ragazzine... e anche l’approvazione del confessore e del Papa…

Lo specchio continua ogni giorno, ogni mattina a rassicurarlo:
– Il più bravo sei tu.
– Tu sei l’unico.
– Tu sei il necessario.
– Tu sei l’assoluto.
– Tu sei l’Unto di Dio.
A nessuno è venuto in mente che lo specchio potesse essere truccato o falso?
Anche alla regina, che non è sciocca, viene questo dubbio:
– Lo specchio è un “vero specchio” o è uno specchio che riflette l’immagine che si vuole vedere?
Potrebbe essere che lo specchio (il sondaggio obbediente e pagato dall’interessato) rifletta non l’immagine vera, ma quella che si desidera.
E’ uno specchio intelligente, furbo e obbediente come tutti a corte… o quasi tutti…
A chi conviene vedere la verità?
Tutti ci guadagnano continuando a vedere ciò che “conviene vedere”.
E la regina, pur intelligente e capace, è troppo piena di sé e della sua bellezza, nessuno osa contrariarla; lei vive nel suo mondo dorato.

Un mattino però, la regina davanti allo specchio, rivolge la solita domanda:
– Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio, che si è sempre adattato ai desideri della sua padrona, e che aveva sempre preferito riflettere l’immagine desiderata piuttosto che quella reale, ha un sussulto di dignità e di orgoglio; potrebbe venire buttato via… ma non può continuare a mentire tutta una vita:
– Da qualche parte è nata una bella e fresca ragazzina, Biancaneve, che potrebbe insidiare la tua bellezza.
Ma lo specchio, quella mattina, non si ferma qui, e continua:
– tu fingi di essere più alto di quello che sei realmente, perchè tutti davanti a te chinano la testa e incurvano la schiena,
– tu fingi di muoverti e camminare come fossi un atleta, ma non sapresti fare una corsa e nemmeno arrampicarti su una pertica,
– tu fingi di sorridere, ma i tuoi denti sono tutti impostati su una dentiera,
– tu fingi che tutto vada bene, ma non hai la percezione della realtà che stanno vivendo milioni di famiglie del tuo regno,
– tu fingi di rispettare i valori della famiglia, ma tu ne hai distrutto almeno due o tre,
– tu fingi sicurezza, ma tutto si regge come un castello di carte,
– tu fingi di essere democratico, in realtà sei una piccolo despota,
– tu fingi di fare il bene di quanti hanno fiducia in te, in realtà tu fai solo i tuoi interessi,
– tu fingi di essere un uomo attivo e pratico, mentre sei solamente un imbonitore, malato di onnipotenza, con il culto della personalità, venditore di fumo;
– tu fingi di aiutare i lavoratori, mentre favorisci solo i ricchi;
tu fingi alleanze e amicizie con i grandi della terra, in realtà ti guardano come un mentecatto presuntuoso,
tu fingi le tue doti di grande amatore: novello Rodolfo Valentino latin-lover, made in Italy, in realtà ti ingozzi di viagra,
tu fingi di amare le donne, in realtà le paghi, le usi e le getti…
– tu ti illudi che le folle ti amino perchè ti acclamano… lo hanno sempre fatto con tutti i dittatori.

Quel mattino la regina ha un capogiro… quasi sviene…. poi lentamente si riprende e allora succede il finimondo:
Spacca lo specchio in mille pezzi.
Biancaneve viene immediatamente allontanata.
Il castello alza le sue mura, le torri e i ponti… diventa imprendibile.
La regina terrorizzata si aggrappa al potere, al suo denaro, ai suoi cortigiani, ai suoi amanti, alle istituzioni, a quanti ha beneficato, a quanti ha corrotto… non vuole cedere…
La morte piuttosto che cedere il potere.
“Se deve morire Sansone, devono morire anche tutti i Filistei”.
Ciò che servirebbe ora è:
– una nuova Biancaneve o un Principe azzurro… ma non se ne vedono in giro…
– uno specchio che dica la verità
– sette nani che si diano da fare, nani se ne vedono un’infinità, ma sono degli incapaci…
– un principe che scopra Biancaneve e la riporti a corte…
che i sudditi comincino a sentirsi cittadini…
E’ un sogno?
Ma perchè non provare almeno a sognare, in questi tempi bui?

Ma chi paga le telefonate del Presidente?

In Anomalie on 3 giugno 2010 at 12:21

Dopo la simpatica telefonata del Presidente del Consiglio durante la trasmissione Ballarò e la faccia tosta che ha mostrato nell’accusare di mentire il giornalista di Repubblica  riguardo alle sue affermazioni sulle  giustificazioni all’evasione fiscale e ai sondaggisti che lo davano in caduta libera, mi è sorta prontamente una domanda, anzi due:
Pagherà lui le bollette telefoniche per le sue chiamate alla Rai?
Ma soprattutto siamo sicuri che paghi il canone Rai?
Ai posteri l’ardua sentenza, a meno che non siano posteri giustizialisti.

Se questo è il mondo…

In Anomalie, politica, Religione on 12 aprile 2010 at 15:40

Stamattina pensavo agli infiniti stimoli (leggasi “conati”) che le faccende di questo mondo mi suggeriscono. Per esempio seguo schifata le varie giustificazioni e le alzate di scudi che gli alti prelati della Chiesa cattolica pongono come sbarramento allo sfascio di questo millenario “corpo”. Sembra proprio che di corpo corrotto e deviato si tratti. Di questo è fatto il quotidiano “chiacchiericcio” demente di certi personaggi che, per difendere posizioni indifendibili, perdono l’amor proprio nonché la faccia. Ma il problema è a scapito di chi? Non certo di un Papa a dire il vero non molto amato che, malgrado il dogma della fede, sulla sua infallibilità spirituale, si trova a dover giustificare una fallibilità umana e religiosa oltremodo oltraggiosa. La domanda è d’obbligo: perché preoccuparsi di tutti quei poveri bambini non nati, a causa di madri debosciate ed assassine, che li hanno abortiti e non delle centinaia e centinaia di vittime innocenti dei soprusi dei preti pedofili? Per i primi l’orrore non c’è stato e non ci sarà mai più, per i secondi invece tutta la vita, che hanno avuto e avranno, non basterà a cancellare tanta infamia. Non voglia poi quel loro Dio, facile ad adattarsi alle situazioni, che non preveda il ripetersi della loro storia e non li trasformi in mostri dal comportamento simile. Allora sì che la diffusione del male sarà a moltiplicazione geometrica. Altro che Diavolo in Vaticano. Il male si diffonderà come un virus letale. E questo la Chiesa, per pararsi il culo, non lo dice e soprattutto non lo persegue. Ma si sa, la colpa è del popolo ebraico che non ha altro da fare che inventare fandonie per liberarsi della divinità fatta uomo. Non solo bisogna far attenzione perché i pedofili son tanti, milioni di milioni, come le stelle del salame, e suddivisi in categorie, quindi perché prendersela solo con i preti e non piuttosto con i ragionieri o i saldatori? Che poi a pensarci bene i ragionieri una pagina sporca ce l’hanno…
Ma se ogni giorno ci beviamo queste splendide secchiate di cacca, non possiamo fare a meno di aggiungerci dei tramezzini di “merde” e uso il francese proprio perché è dai francesi che il “nostro” ha preso l’ispirazione. Forse non vi eravate accorti che il governo non aveva sufficiente potere, forse pensavate che possedere tante televisioni, tanti giornali e giornalisti (non vorrei offenderne l’Ordine chiamandoli giornalisti) bastasse alla concupiscente voglia del Capo Supremo (che se mi sente chiamarlo così, sono certa di provocargli un orgasmo). Eh no cari miei, Lui non si accontenta, vorrebbe fare le riforme e pure condivise, ma… proprio non ce la fa, Lui non ha tempo per aspettare, la corona di re la vuole subito e se non gliela danno subito se la compra con i soldi suoi.
Qualcuno si dimena, ma fa la figura del pesce nel barile. Qualcuno parla, ma farebbe meglio a tacere. Anche per fare l’opposizione ci vogliono le palle e mica si comprano al mercato le palle, in genere ci si nasce, anche se dello stampo di quelli con le cose al posto giusto, se ne è persa la forma.
Voi direte: “Embè, tutto qui?” E no cari miei non finisce qui la nuotata. Una secchiata e due o tre tramezzini e poi via in un mare di merda. Esiste anche l’affare “Emergency”. Come si poteva eliminare quell’ospedale messo lì a controllare l’umanità di una guerra? Ma dai è semplice, lo fanno tutti i poliziotti del mondo, ecchè non avete mai visto un telefilm? Si filma il ritrovamento di droga, armi e qualche volta anche bombe, che come si sa sono sempre tenute dentro al cassetto sia negli ospedali di pronta emergenza che nelle scuole durante i G8.
Avete il vomito anche voi?
Beh se non l’avete vuol dire che il vostro stomaco è foderato da una bella spanna di pelo e vi consiglio la carriera ecclesiastica oppure quella politica, ché negli ultimi tempi poca differenza fa.
Se questo è il mondo… per favore fermatelo che io voglio scendere.

14 motivi per morire piddini (ma anche no)

In politica on 22 dicembre 2009 at 14:57


Tratto da Micromega Il Criminoso di Andrea Scanzi

Ecco 14 motivi per cui sarà bello morire piddini. Ecco perché il Pd mi fa godere (ma anche no).
Militando nel Pd non hai l’obbligo di dire cose intelligenti. Non hai neanche l’obbligo di dire cose. Più che altro, militando nel Pd non hai proprio l’obbligo. Non hai. E basta.
Il risotto mantecato di D’Alema è tuttora meraviglioso, e –se hai un po’ di fortuna– a tavola potrai trovare anche Vissani, Violante e i pizzini autografi di Latorre. Daje.
Nel Pd uno come Jovanotti è derubricato alla voce intellettuale. Questo, a una prima analisi, suona frustrante. Ma a una seconda, no: se Jovanotti è un intellettuale, c’è speranza per tutti.
Il Pd è una panacea placida e assonnata. Rassicurante. Per aderire al progetto, basta non prendere mai posizione (se non sbagliata). E quando qualcuno –i soliti cacadubbi giustizialisti– vi farà notare che così fate il gioco di Berlusconi, potrete sempre rispondergli –citando l’Enciclica Proraso di Polito o il Vangelo secondo Macaluso– che “noi siamo per il dialogo”. “noi siamo per la democrazia”. “Noi siamo buoni”. Hasta Bicamerale Siempre.
Il Pd era il partito perfetto di Rutelli.
Il Pd è il partito perfetto della Binetti.
La linea politica del Pd è l’impalpabile. Però ammantato di sicumera (altrimenti poi non fai pendant con Nanni Moretti).
Il Pd è l’acqua calda che tarda a uscire dal rubinetto (cit). Non un difetto, bensì l’ulteriore stimmate della vostra santità democratica. Perché voi siete puri e casti: come l’acqua (appunto). Mentre gli altri sanno solo criticare; dicono solo no: e voi lo sapete, che così non si risolve nulla. Voi siete per costruire, mica (solo) per distruggere. Ebbene, cari (cari, cit) polli di allevamento, rampognate costoro –i disfattisti– con parole di fuoco, battezzandoli –all’acme dell’invettiva– con un epidittico (?): “Andate a sculacciare i billi con quell’analfabeta di Di Pietro e quel terrorista mediatico di Tartag… ah ehm Travaglio”.
Il Pd gode di buona stampa. E ancor più buoni salotti. Se sei triste, puoi farti invitare dalla Dandini. Se sei ancora più triste, puoi farti invitare da Fazio. Se sei ancora più triste, puoi comunque ridere a caso per una battuta della Littizzetto. Ognuno ha le amache (cit) che si merita.
Solo dentro il Pd puoi provare l’ebbrezza che dà il rimpianto per Veltroni. Non è nostalgia, non è passatismo: è canna del gas. Lisergico spinto. Meglio del peyote.
Il Pd è così vecchio che chiunque abbia meno di 87 anni (età cerebrale) sembra gggiovane.
Il Pd è un Vic 20 in attesa di formattazione, così lento all’avvio che qualsiasi file chiamato Serracchiani pare l’ultima versione di Adobe Photoshop.
Il Pd è così tardo che in confronto Debra Morgan è una guitta.
Il Pdmenoelle è la polizza per la vita di Silvio Berlusconi e del berlusconismo.

No B day in Berlin

In Anomalie, Antifascismo, politica on 12 dicembre 2009 at 13:00

Sabato di sole a Berlino. Avevamo deciso di passeggiare da Alexander Platz fino alla Porta di Brandeburgo. Passeggiata lunga con qualche puntata di “ostalgia” (così si chiama la nostalgia o fascino che si prova a pesare a quello che era Berlino est prima dell’abbattimento del Muro), non che l’ostalgia sia una vera nostalgia, anzi, la realtà della DDR era inaccettabile, grigia e terribilmente triste, ma come sempre il passato sembra migliore visto a distanza e poi Berlino est è comunque davvero affascinante, tanto da far dimenticare il recente tormentato passato. Insomma mi fermo a parlare a Carlo Marx e a Engels nel parco. Sì, sono un po’ scoraggiata per la situazione politica dell’Italia. Mica dimentico che al di là delle Alpi ho lasciato una situazione politica veramente imbarazzante. Chiedo a Carlo “Che fare?” Lui non risponde, guarda lontano verso est. Ha un atteggiamento freddo e distaccato. Forse il “che fare?” l’avrei dovuto chiedere a Lenin, che su questo mi sembrava ragionevolmente e praticamente più attrezzato. Fa freddo. Guardo sui banchetti i cappelli dell’esercito russo e decidiamo di prendere, per un amico indomabile, un berretto da bolscevico. So che lo apprezzerà soprattutto in questi tempi senza coraggio e senza ironia. Intanto guardandoci intorno arriviamo alla Porta di Brandeburgo. Il luogo della riunificazione. Nel 1989 il Muro fu abbattuto e qui si compì l’ultimo atto di quella storia terribile. Attraversiamo la Porta imponente al suono di “Bella Ciao”. I Modena City Ramblers ci fanno affrettare il passo. Sorrido. Incredibile! Mi accorgo che senza saperlo sto partecipando al No B Day in Berlin. Tanti sono i giovani e variopinti. Molti sono gli italiani. Molti i curiosi di altre nazionalità. Tutti sorridono e soprattutto comprendono. B non è famoso solo da noi. E’ triste, ma purtroppo è così. La manifestazione non sembra granché organizzata, ma è divertente e piena di musica. La “polizei” guarda da lontano non esageratamente interessata. Scatto delle foto e penso a questo post per il blog. Penso anche che forse forse non è vero che questa generazione di giovani è proprio tutta rovinata dalla televisione del Presidente. Poi penso che forse in Germania non è così facile vedere quella Tv. In albergo prendo solo Rai 1 e non me ne faccio un cruccio. Forse i giovani qui non sono e non saranno mai sudditi di B. Almeno così credo. Almeno così spero. Piano piano mi allontano costeggiando sempre il Muro, ma sempre a sinistra, continuando il percorso nella Berlino est di oggi che così non si chiama più. Io ed il mio compagno ci guardiamo sorridendo. E’ stato un momento in cui il peso degli anni si è sciolto come neve al sole. 😉

Testo di Ascanio Celestini – Performance Maksim Cristan

Bocca Mafiosa

In Anomalie, Disimpegno, Ironia, musica, politica on 12 ottobre 2009 at 13:14

Lo chiamavano Bocca Mafiosa
portava l’amore portava l’amore
lo chiamavano Bocca Mafiosa
portava le gnocche a Villa Certosa

appena egli scese in campo
contro le forze della sinistra
tutti si accorsero in un lampo
che era un colluso ed un piazzista

chi fa politica per un ideale
chi se la sceglie per professione
Bocca Mafiosa né l’uno né l’altro
lui per scampare alla prigione

ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
a frequentare le minorenni
fino a tradire la propria moglie

e fu così che da un giorno all’altro
Bocca Mafiosa subì l’affondo
degli scoop de La Repubblica
e dei giornali di tutto il mondo

ma tutti gli uomini del Presidente
con una strategia surrettizia
sui tg e nelle televisioni
non diffondevano la notizia.

Si sa che la gente mantiene il silenzio
come Mills fece per l’assistito
si sa che la gente mantiene il silenzio
se tale silenzio è retribuito

così una escort mai stata ministra
che le parole del premier registra
si recò alla procura di Bari
a testimoniare sui loschi affari

e rivolgendosi al Cavaliere
e all’avvocato suo faccendiere
disse “le cose che ho rivelato
saran valutate da un magistrato”

e quelli andarono da “Il Giornale”
e rilasciarono un’intervista:
“quella schifosa c’ha qualche mandante
sicuramente un comunista”

“E arrivarono a diffamarmi
questi cosacchi questi cosacchi
se qualcuno vuole incastrarmi
risponderò con le mie armi”

il senso etico non è una dote
di cui sian colmi i politicanti
ma quella volta a difendere Silvio
non si schierarono tutti quanti.

Dietro al suo culo c’erano tutti
Minzolini, Fede, Gasparri
con una lingua talmente asciutta
che sembravano dei ramarri

ad osannare chi da trent’anni
con le sue imprese, con le sue imprese
ad osannare chi da trent’anni
condiziona tutto il paese

c’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva “candidami alle europee
te la do se mi fai far carriera”.

ma gli scandali di Berlusconi
che siano tangenti o che sian condoni
nella Repubblica delle Banane
durano solo due settimane

e all’occasione successiva
con altre zoccole si divertiva
chi ebbe un lavoro chi ebbe una spilla
lui solo in mezzo a tante Brambilla

persino il parroco lo disprezza
per la sua lotta all’immigrazione
lo spot effimero della monnezza
il nucleare, la sicurezza

e con Obama neopresidente
inevitabile è il paragone
a loro un giovane vincente
a noi un maniaco col pannolone!

Il voto degli immigrati

In politica on 7 ottobre 2009 at 13:20

neroQuesto articolo è tratto da Internazionale ed esprime la scelta di Cléophas Adrien Dioma nato in Burkina Faso che vive in Italia da dieci anni riguardo alla sua eventuale possibilità di votare nel nostro paese. Questa sua scelta politica mi sconcerta, ma quanto di più dovrebbe sconcertare la logica salottiera del nostro centrosinistra?

Internazionale 30/09/09 22:53
-Internazionale- Il meglio dei giornali di tutto il mondo

Se la sinistra non si sveglia

Posted By Francesca Spinelli On 24 settembre 2009 @ 20:30 In nuovi italiani | Comments Disabled

Cléophas Adrien Dioma è nato in Burkina Faso e vive in Italia da dieci anni.
Io voto Fini. Gianfranco Fini. Perché non posso votare Silvio Berlusconi. Perché non riesco a pensare di dover votare Franceschini. Perché non conosco bene Bersani. Credo che sia importante farci questa domanda. Per chi votano gli immigrati? Per chi votano i neri, i marocchini, gli albanesi, i romeni o le badanti?
Qualche volta, se penso alla risposta, sono spaventato. Molti dei protagonisti della rubrica di Internazionale “Volti nuovi” voterebbero per Berlusconi. Quasi tutti i miei amici africani parlano bene di Fini. Sembra il messia. Sanno tutti i suoi discorsi. Lo sentono dire che l’Italia è già multiculturale e che bisogna dare la cittadinanza ai figli degli immigrati.
Prodi è il politico meno amato perché non ha fatto niente per migliorare la situazione degli stranieri. Bossi è “matto”, e non dobbiamo tenere conto di quello che dice. Berlusconi, invece, è un self made man. Partito dal nulla, è diventato un uomo ricco e un politico potente. Yes, we can. Quindi, anche per noi sfigati immigrati, si può fare. Allora se devo votare, voto Fini e/o Berlusconi.
A sinistra parlano troppo. Chi ha sentito Franceschini fare proposte concrete? E Bersani? Cosa vogliono fare per l’immigrazione? Da uno a dieci, quanto ci considerano importanti? Per le primarie del Partito democratico siamo sempre stati chiamati a votare. E ne siamo contenti: almeno pensano anche a noi. Ma poi, niente. È finita. Grazie fratelli, non ci servite più.
È un’ipocrisia e ce ne siamo resi conto.
Quando passerà la legge sul voto amministrativo degli immigrati, voteranno quasi tutti per il centrodestra. A meno che la sinistra non si svegli prima.
Il 2 ottobre Cleophas Adrien Dioma sarà a Ferrara [1] per il reading antirazzista delle 19.30 nella piazza Municipale.

Article printed from Internazionale: http://www.internazionale.it/home
URL to article: http://www.internazionale.it/home/?p=6845
URLs in this post:
[1] Ferrara: http://festival.internazionale.it/programma.php

La Perdonanza è una danza, che si balla nella latitanza……

In Anomalie, Informazione, Ironia, politica, Religione, Vaticano on 4 settembre 2009 at 15:53

Anch’ io ho qualcosa da nascondere: ho mangiato, da bambina, la Nutella di mio fratello. Comunque, se a Feltri non interessa posso ancora dormire sonni tranquilli. Non so, però, come regolarmi con T.Bertone. Ci vado e mi sottometto? Oppure me ne frego come fa Berlusconi? Magari a pensarci bene scrivo un articolo su Topolino e mando il Commissario Basettoni alla “cena”, tanto lui ha sempre avuto un ottimo rapporto con quelli della Banda Bassotti.

la Perdonanza di Garbo

Berluscom e la pubblicità progresso

In politica on 14 settembre 2008 at 18:33

Sono giorni e giorni che il mio morale è basso, troppe cose da sostenere, troppi discorsi che non mi piacciono, troppa gente che non pensa, troppe notizie che mi spaventano e mi preoccupano. Ovviamente non penso al mio futuro, penso al futuro di mio figlio e a quello di questo Paese che malgrado mi deluda, amo profondamente.
Oggi propongo una piccola pubblicità che parla di un piccolo uomo, che si ispira ad una grande pubblicità che parla di un uomo immenso… per un momento mi sono divertita anche se il mio sorriso era oltre ogni evidenza molto amaro.
Giudicate voi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: