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I numeri di telefono che non si cancellano mai

In Amici, Anomalie, Ironia on 11 settembre 2012 at 16:22

Non so, credo non succeda a tutti, però a me succede, qualsiasi cosa capiti non riesco mai a cancellare un numero di telefono sul mio cellulare. Già succede, involontariamente, quando un telefonino dà forfait, ma volontariamento io non riesco a farlo. Credo appartenga ad una delle mie idiosincrasie: come quella di non poter dormire con le ante degli armadi aperti o non riuscire a tenere le porte delle stanze di casa chiuse… (che a pensarci bene potrebbe sembrare un controsenso).
Quella di non cancellare i numeri di telefono, che non uso più, mi costringe ad avere una rubrica interminabile, di cui, molta parte, composta da numeri che riguardano la mia attività, ma altri ovviamente dei miei amici, ossia quelli che lo sono ancora e sono moltissimi e quelli che non lo sono più, che pur essendo un numero minore, sono la parte più dolorosa della rubrica. Poi i numeri, ancora più difficili, sono quelli degli amici che non ci sono più per sempre, ossia quelli che nel corso della vita ci hanno lasciato (notate bene che non riesco ad usare la parola: deceduti… e neanche niente di simile) insomma di quelli: cancellare il nome e il numero è una cosa che mi strazierebbe il cuore, come se, con un gesto così banale, io potessi davvero cancellarli anche dalla mia memoria o dare alla nostra amicizia una fine definitiva che non voglio dare.
Pensandoci bene è come se, ad un certo punto della mia giornata, potessi potenzialmente sentire il bisogno della loro voce e li potessi ancora chiamare…: “Ciao, sono io, come va?” e potessi sentire la loro immancabile risposta “Bene, ho avuto molto da fare…” Certo starei attenta a non dir loro “Ciao, è da un pezzo che non ci sentiamo, ma dove eri finito…?” perché lo so questo sarebbe di cattivo gusto e avrei il sospetto che i più simpatici una pronta risposta me la darebbero e pure macabra, a dirla tutta.
Non so davvero se sia una brutta cosa essere incapaci di tagliare i rapporti con gli amici anche quando la separazione è definitiva. Questo mi succede anche con gli amici che si sono trasformati, anche ingiustificatamente, in nemici. Tenere il numero mi consente che se dovessi dire di nuovo le mie ragioni, gliele potrei dire direttamente, senza mettere in mezzo altri, in fin dei conti non ho mai avuto paura di dire quello che penso in modo diretto e sincero, se possibile evitando le offese personali, anche se qualche volta… vabbè! anche se hanno fatto capolino nella mente per fortuna sono riuscita a trattenermi in tempo. L’esperienza di vita vissuta con me stessa, sarà servita almeno a qualche cosa.
L’unica possibilità è il famoso telefono defunto, che quasi mai dialoga, negli ultimi rantoli della sua esistenza, con il nuovo telefonino che lo sostituirà. Io credo che le cose abbiano un’anima e che il vecchio telefonino sia quasi sempre geloso della propria intimità, un po’ come in “Toy’s story” odia farsi sostituire da alcunchè, e pertanto si tiene i suoi segreti e se li porta via nella sua memoria, in modo che quando tu lo abbandoni ne porti con te sempre il rimpianto assieme a quel numero di telefono che mai più potrai recuperare, perchè mai più incontrerai quella persona e mai più potrai ricomporre l’amicizia che era vostra in un tempo passato.
Il nuovo telefonino si ricompone di una sua memoria personale, di dati nuovi e un po’ distaccati, almeno per i primi tempi. L’unico pregio è che azzera anche le inimicizie, e su questo non posso che pensare in una sua positività. Ricominciare da zero, in una tabula rasa mentale e affettiva, può essere anche una buona cosa, magari fossi più giovane e fossi meno attaccata al mio mondo relazionale. Vale a dire che se “mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata sicuramente un treno…” e che se sapessi cancellare i numeri di telefono inutili nel mio cellulare sarei sicuramente un’altra persona. Chissà mai, un giorno, prima o poi, quei numeri potrebbero essermi utili e se non lo saranno almeno li terrò lì a farmi compagnia.

L’amore al tempo di Facebook

In Amici, amore, Anomalie, Ironia on 21 novembre 2011 at 18:11

Vi siete accorti che la nostra vita, almeno per buona parte di noi, non la parte migliore perchè questo non è detto, ma una grossa parte, è scandita dai contatti Facebook?
Se devo essere sincera alcuni amici, molto cari, li ho conosciuti pure io in rete, attraverso un altro social net, ma erano altri tempi, tempi preistorici, e poi quello era un luogo dove ci si “sortiva” per il contenuto di quello che si postava, a volte anche lunghe dissertazioni su una breve frase, su temi importanti e decisivi, mai sui piccoli accadimenti e pensierini quotidiani, che tutto sommato di importanza ne hanno molto poca.
Per carità io non ho nulla contro FB, se non altro perchè, proprio qui ho ritrovato il mio fidanzatino della gioventù che è diventato, a tutto titolo, il mio compagno della vecchiaia. Certo sarebbe stato difficile ricontattarci in un altro modo, perchè stavamo in due città diverse, ma sai com’è, il destino scrive storie che non si immaginerebbero mai.
Ma non è della mia storia che voglio parlare, anche perchè è già di per sè così strana, che non può essere usata come denominatore comune per le altre. Voglio invece parlare di tutte le storie che si intrecciano in questo luogo di “perdizione” e di tutti gli amori che nascono e che muoiono, delle amicizie che fioriscono e che vengono recise rapidamente e della vita che si dipana tra uno scritto ed un altro.
Parliamo degli annunci del mattino: “Sto a letto oppure mi alzo mi faccio il caffè e poi torno a letto?” “Affanc… chi ha inventato il lavoro, se lo becco….” oppure la cattiveria dell’ora di pranzo: “Oggi fagioli, salsicce e polenza e pure un’aggiunta di funghi che male non fa…” e io lì a cogitare e soffrire sulla minestrina dietetica.
Alla sera un bel “buona notte e sogni d’oro“, oppure “‘notte me ne vado a cuccare“, “ciao a tutti ci si vede domani” e mille altri modi per lasciare la scena.
E tutto questo non è poi così innocuo, come sembra. Lo spunto me l’ha dato una cara amica che oggi sempre su FB, visto che abitiamo a una trentina di km. di distanza, mi raccontava di essere stata mollata (sempre nello stesso luogo) in diretta dal moroso incontrato sempre lì che l’ha cambiata con un’altra frequentatrice assidua del suo profilo.
Cosa tragica se non fosse che, uno così, per l’alto valore che ha, si dovrebbe poter cambiare subito con un altro profilo qualsiasi di FB, senza piangerci sopra nemmeno una lacrima.
E’ probabile che la prossima volta, la mia amica, si fiderà molto meno di una conoscenza fatta, maturata e disillusa proprio su questo grande libro faccia, che ha dei pregi sicuramente, come per esempio aiutare chi è solo, a sentirsi parte di un grande mondo attivo e bisbigliante, ma a pensarci bene però, è comunque un mondo illusorio, un grande specchio dove ci si riflette e dove le nostre paure lasciano il passo ad un po’ di tracotanza.
Un amico poi l’ha fatta ancora più grossa. Bazzicava su FB parlando di politica, ed era bello sentirlo parlare, sia per le idee che per la sua cultura. Io sono sua amica, mica virtualmente, lui lo conosco davvero e pure tutta la sua bella famiglia.
Poi da un giorno all’altro ha preso a parlare in poesia, di amore di quello vero con la A maiuscola.
La cosa mi era parsa strana e a dir la verità mi aveva pure preoccupato, non perchè lui parlasse d’amore, ma perchè non sproloquiava più sul nostro ex primo ministro. Un giorno gli ho chiesto se aveva problemi col lavoro, anche se in genere questo tipo di problemi non ti fa vaneggiare in versi, tutt’al più sacramentare in volgare ed in effetti i problemi non stavano lì. Si era innamorato e aveva lasciato la famiglia per una nuova lei conosciuta in rete ma di un’altra regione molto più a sud.
Non voglio giudicare i sentimenti umani nemmeno le situazioni che si formano e che si disfano sotto l’effetto delle illusioni, magari a volte si azzecca meglio così, che dopo un fidanzamento così lungo da chiamarsi ormai d’argento come ci raccontava Faber nel suo Matrimoni per amore.
Insomma sul libro delle facce le situazioni sentimentali si alternano: impegnata/o con…., sposata/o con…., single, situazione difficile-tumultuosa-terremotata-decostruttiva e così via, tanto che a volte una si accorge di essere mollata proprio lì dove c’era il suo nome e poi non c’è più.
La cosa che mi sembra ancora più strana e che non ci si trova più nel posto di lavoro, all’università, oppure sul tram, oggi il modo più usato per incontrarsi è nascondersi dietro quella “fotina” dell’attrice tutta curve oppure dietro il carapace del tronista di turno. Che poi alla fine è una bella fatica mettere assieme la realtà con l’immaginazione, possibile che tutti i fighi e le bellocce viaggino via internet? E possibile che poi se appena appena riesci a rimediare un incontro ti venga poi, ad affrontare la realtà, il latte alle ginocchia? Mai nessuno che risponda alla domanda: “Come sei? Perchè dalla foto non è che ti si veda benissimo…” risposta “Eh no caro mio, levati tutte le illusioni, io so’ tutta n’antra cosa!” Facendo sì che invece di pensare che si ha a che fare con uno sgorbio di natura, si pensi inevitabilmente che l’angelo che pensi di avere di fronte, qualche volta nelle foto non esce proprio un gran che bene.
Ma questo è il tempo dell’amore su Facebook e dopo aver digitato l’account troverete scritto in caratteri cubitali: “lasciate ogni speranza o voi che entrate” si sa come si entra, ma di certo non si sa come si esce :-).

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