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Archive for the ‘Un libro al giorno’ Category

140) Fiorirà l’aspidistra

In Un libro al giorno on 24 ottobre 2010 at 8:00

L’orologio batté le due e mezzo. Nel piccolo ufficio in fondo alla libreria del signor McKechnie, Gordon – Gordon Comstock, ultimo membro della famiglia Comstock, ventinovenne e già piuttosto muffito – oziava dietro il tavolo, aprendo e chiudendo col pollice un pacchetto da quattro penny di sigarette Player’s Weights.
I rintocchi armoniosi di un altro orologio, più lontano – quello del Principe di Galles, sull’altro lato della strada – incresparono l’aria stagnante. Gordon fece uno sforzo ed erettosi sulla sedia ripose il suo pacchetto di sigarette nella tasca interna della giubba. Avrebbe dato qualunque cosa per una fumatina; ma gli erano rimaste soltanto quattro sigarette. Si era al mercoledí ed egli doveva riscuotere soltanto venerdí. Sarebbe stato atroce rimanere senza tabacco quella sera e tutto il giorno dopo.

Soluzione
Titolo: FIORIRA’ L’ASPIDISTRA
Autore: GEORGE ORWELL

Trama: Gordon Comstock, il protagonista, è un ribelle impegnato in un’aspra battaglia contro il mondo comandato dal denaro. Si mantiene lavorando come commesso presso una libreria di Londra, mentre coltiva delle modeste aspirazioni letterarie, frustrate da una serie di insuccessi (gli scritti che spedisce alle case editoriali vengono regolarmente rifiutati) e minate dalla sua stessa insicurezza. Il denaro diventerà per lui un’ossessione e una linea di principio: nel tentativo di respingere quasi asceticamente la schiavitù dei soldi, Gordon arriverà a dover rinunciare ad una semplice cena con la ragazza amata, Rosemary, piuttosto che essere costretto ad avere un “buon posto” di lavoro nel campo della pubblicità, e a sottomettersi così ai codici sociali dell’epoca. In questa sfida, che si preannuncia disperata, la pianta di aspidistra, il fiore nazionale inglese, diventa per il protagonista l’emblema dell’opaca rispettabilità borghese e del conformismo. Anche lui ne possiede una, che maltratta e trascura volontariamente, cercando di farla morire.
Gordon finisce coll’isolarsi sempre più dal suo contesto di provenienza, la piccola borghesia, e mette in atto una sorta di declassamento volontario, che lo porta a scendere uno dopo l’altro i gradini della scala sociale, e a vivere in condizioni di povertà e squallore sempre maggiori. La sua figura di riferimento è l’amico Philip Ravelston, un intellettuale dell’alta borghesia aderente al marxismo, che per Gordon assurge a prova vivente della forza del denaro: per quanto si sforzi di accostarsi il più possibile alle condizioni di vita delle classi più povere, infatti, Ravelston non può recidere le proprie radici nella classe di provenienza, di cui conserverà intimamente lo schema morale e gli atteggiamenti.
Caduto in un cupo vittimismo, Gordon è scosso infine dalla notizia di una prossima paternità, insieme alla sua Rosemary. L’evento sembra l’unico in grado di donargli entusiasmo e speranza. Rifiutata senza esitazioni la possibilità di un aborto, egli è costretto ad assumersi quelle responsabilità che aveva fino ad allora scansato, bollandole, appunto, come scelte di ordinario conformismo. Prenderà lavoro presso quell’azienda pubblicitaria che aveva tanto odiato (considerandola uno strumento del più bieco capitalismo); la stessa aspidistra gli sembra ora una pianta decente e simpatica, e meravigliosamente resistente, tanto da essere sopravvissuta a tutte le sue angherie; insomma, volente o nolente Gordon rientra nei canoni della vita borghese, per scoprire infine che non è poi così male.

138) La guerra dei figli

In Un libro al giorno on 22 ottobre 2010 at 8:00

Alle nove di sera la cucina è da considerrsi zona neutra, deserta come il teatro di una battaglia conclusa. I resti della cena sono stati riposti, avvolti dentro pezze di tela e sistemati nella ghiacciaia, accanto ai blocchi celesti che si comprano al mattino. Il tavolo è stato sparecchiato, i piatti lavati sgocciolano sul marmo del lavello. Soltanto l’odore del riso con l’uovo e la fontina, quel riso giallo che si appiccica al palato, restituisce la stanza alla sua funzione. C’è una pace intensamente precaria, pace di tutti filati via. Emma per prima.

Soluzione
Titolo: LAGUERRA DEI FIGLI
Autrice: LIDIA RAVERA

Trama: 1967: la tredicenne Emma, carina e paziente, e la diciassettenne Maria, ironica e ribelle, sono in vacanza in montagna con il Padre e la Madre.
È una Famiglia della media borghesia torinese, dove si insegna ai figli a difendersi dal mondo. Maria, com’era prevedibile, scappa di casa. Emma sa tutto ma, combattendo una nascente pietà per i grandi, tace.
La ritroviamo dieci anni dopo, alle prese con un aggravarsi di quell’intimo conflitto fra complicità e compassione: Maria ha dichiarato guerra al mondo dei Padri. Una guerra armata. Emma la capisce eppure la disapprova. E intanto si impegna a crescere, cercando un nuovo assetto per sentimenti desideri e bisogni.
Con questo romanzo, dove una storia privatissima si intreccia con la Storia del nostro paese, Lidia Ravera rivive gli anni Settanta: il sogno di poter restare per sempre figli, l’impeto collettivo verso la trasformazione della società e lo sconcerto di fronte al duro discorso del sangue.
La violenza, i morti, gli agguati.
La forza de La guerra dei figli è nella capacità di evocare la confusione di quegli anni lontani restando fedele al punto di vista di una ragazzina che diventa donna e alla scelta stilistica di raccontare il passato come se fosse il presente. Sobriamente, senza retorica, senza cedere al senno di poi, componendo il quadro attraverso una accurata collezione di dettagli.
Lidia Ravera, scrittrice, sceneggiatrice e giornalista, dopo aver raggiunto la notorietà con il romanzo di esordio Porci con le ali, ha scritto molti libri di successo.

137) Diario minimo

In Un libro al giorno on 21 ottobre 2010 at 8:00

[Il presente manoscritto ci è stato consegnato dal guardiano capo delle carceri comunali di un paesino del Piemonte. Le notizie incerte che l’uomo ci diede sul misterioso prigioniero che lo abbandonò in una cella, la nebbia di cui è avvolta la sorte dello scrittore, una certa complessiva, inspiegabile reticenza di coloro che conobbero l’individuo che vergò queste pagine, ci inducono ad accontentarci di ciò che sappiamo come ci appaghiamo di quel che del manoscritto rimane – il resto roso dai topi – e in base al quale pensiamo che il lettore possa farsi un’idea della straordinaria vicenda di questo Umberto Umberto (ma non fu forse, il misterioso prigioniero, Vladimiro Nabokov paradossalmente profugo per le Langhe, e non mostra forse questo manoscritto l’antivolto del proteico immoralista?) e possa infine trarre da queste pagine quella che ne è la lezione nascosta – sotto la spoglia del libertinaggio una lezione di superiore moralità.]

Nonita. Fiore della mia adolescenza, angoscia delle mie notti. Potrò mai rivederti. Nonita. Nonita. Nonita. Tre sillabe, come una negazione fatta di dolcezza: No. Ni. Ta. Nonita che io possa ricordarti sinché la tua immagine non sarà tenebra e il tuo luogo sepolcro.

Soluzione

Titolo: DIARIO MINIMO

Autore: UMBERTO ECO

Tema: Giocoso e intelligente, forse troppo per comparire sugli scaffali dei supermercati: è quasi incredibile immaginare questo libro non tanto tra i bestsellers (titolo che comunque merita) ma tra i più letti. Perché? Perché non è affatto immediato e presuppone una cultura letteraria e di base tanto ampia da far impallidire il cittadino medio. Non voglio con questo scoraggiare la lettura che è, a mio parere, godibile, nonché meritevole, ma prevenire eventuali abbandoni a metà, o dopo le prime trenta pagine: si sappia che Diario minimo è una raccolta di saggi, più o meno semplici, a partire dagli anni sessanta, in cui Eco si cimenta con la sua ironia intellettuale a discutere di problemi etici, letterari, storici, esistenziali…
Si aggiunga che viene dato per scontato il background culturale del lettore e, pertanto, ritengo non sia una lettura nazionalpopolare come si potrebbe immaginare dal titolo. Al contrario, si tratta di un’arguta riflessione sulla società, sulla vita e sulla letturatura. Da capire e da rileggere in momenti diversi del proprio percorso nella società, nella vita e nella letteratura. Per trovarlo cambiato e trovarsi cambiati.

136) Lolita

In Un libro al giorno on 20 ottobre 2010 at 8:00

«Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.»

Soluzione

titolo: LOLITA

autore: VLADIMIR VLADIMIROVIC NOBOKOV

tema:Il Professor Humbert Humbert, voce narrante del racconto, annoiato insegnante quarantenne di letteratura francese, per circostanze fortuite e inaspettate fa la conoscenza di Dolores Haze, dodicenne ribelle e maliziosamente spregiudicata che gli richiama in mente il suo primo amore da tredicenne. Nonostante la differenza di età, egli perde completamente le testa per la ninfetta tanto da sposarne la madre per rimanere al suo fianco.
Dopo la morte della signora Haze, i due cominciano un lungo vagabondaggio da un motel all’altro in giro per gli Stati Uniti fino a stabilirsi in una nuova città dove Humbert si fa passare per il severo padre all’antica di Lolita e la iscrive ad una scuola femminile.
Humbert tiene Lolita praticamente prigioniera, ma si lascia persuadere a permetterle di frequentare una scuola di teatro dove conosce Quilty.
Lolita per fuggire, convince Humbert a riprendere i vagabondaggi, ma, ben presto, ricoverata in ospedale per una malattia, riesce a sfuggire alla sorveglianza e a dileguarsi con un uomo adulto che si è fatto passare per lo zio.
Dopo circa tre anni, Humbert, riceve una lettera da Lolita, ormai diciassettenne, che gli scrive di essere sposata, in attesa di un figlio e bisognosa di danaro. Humbert va a trovarla, le consegna i soldi lasciati dalla madre e cerca di portala con sé, ma riceve un secco rifiuto e riesce solo a farsi dire il nome di chi aveva aiutato Lolita nella fuga: Quilty.<
Humbert va a cercare Quilty e lo uccide, arrestato per l’omicidio, scrive in carcere, in attesa di processo, il libro di memorie: “Lolita o le confessioni di un maschio bianco vedovo” (Lolita or, The Confessions of a White Widowed Male). da wikipedia

135) Buio prendimi per mano

In Un libro al giorno on 19 ottobre 2010 at 8:00

Una volta, quando ero bambino, mio padre mi portò sul tetto di una casa che aveva appena preso fuoco.
Mi stava facendo fare il giro della caserma dei pompieri, quando arrivò una chiamata e io dovetti sedermi accanto a lui, sul sedile anteriore del camion, ascoltando terrorizzato le ruote che stridevano nelle curve, mentre il rimorchio si snodava, le sirene fischiavano, il fumo si rovesciava davanti a noi, denso, azzurro e nero.
Dopo un’ora i pompieri avevano spento le fiamme, mi avevano arruffato i capelli una decina di volte e mi avevano ben nutrito, nei limiti delle possibilità offerte da un venditore ambulante di hot dog: allora mio padre aveva preso per mano e mi aveva fatto salire sulla scala antincendio.

Soluzione

titolo: BUIO PRENDIMI PER MANO

autore: DENNIS LEHANE

tema: Pat Kenzie riceve da una nota psichiatra l’incarico di proteggere il figlio perseguitato da minacce e messaggi anonimi. Sembra un caso di facile soluzione. È l’inizio di un incubo. Una serie di terrificanti omicidi, apparentemente senza legame, lo riporta di prepotenza nel passato, agli anni dell’adolescenza, vissuti nel quartiere degradato di Dorchester a Boston. Le vittime, su cui l’assassino ha infierito orribilmente, crocifiggendole e mutilandole, sono tutte persone che Pat Kenzie ha conosciuto. Nel corso di una frenetica caccia all’uomo, condotta anche con l’aiuto di Angie Gennaro e del fedele Bubba Rogowski, Pat si rende conto che il prossimo bersaglio potrebbe essere lui… (da http://www.ibs.it/code/9788838483103/lehane-dennis/buio-prendimi-per.html)

134) Cercando nel buio

In Un libro al giorno on 18 ottobre 2010 at 8:00

Le ciccione ce la fanno. Le ciccione ce la fanno. Le ciccione ce la fanno, altroché se ce la fanno.
Katie Waddington arrancava sul marciapiede diretta alla sua auto, e intanto ripeteva tra sé il solito mantra a ritmo col passo pesante. Scandiva le parole mentalmente, non tanto per il timore di passare per matta perché parlava da sola, quanto perché il solo pronunciarle avrebbe richiesto uno sforzo eccessivo ai suoi polmoni fin troppo provati, che già reggevano a stento. Come pure il cuore che, a sentire quello sputasentenze del suo medico curante, non era destinato a pompare sangue in arterie sempre più incrostate di grassi.

Soluzione

Titolo: CERCANDO NEL BUIO

Autore: ELIZABETH GEORGE

Tema: Qualcosa ha portato Eugenie Davies a Londra in una piovosa notte autunnale, qualcosa che non potrà mai raccontare perché quella notte la donna è stata uccisa, travolta intenzionalmente da un’auto sbucata dall’oscurità. Chi poteva volere la sua morte? Quel delitto può forse avere qualche collegamento con il fatto che Eugenie era la madre di Gideon Davies, il celebre violinista colpito inspiegabilmente da una grave forma di amnesia che da mesi gli impedisce di suonare? Così, mentre il giovane, con l’aiuto di un terapeuta, s’immerge negli abissi della propria memoria, l’ispettore Thomas Lynley, incaricato di seguire il caso, e la sua aiutante Barbara Harvers si dibattono in una ridda d’ipotesi legate alla complicata storia della famiglia Davies, mettendo in moto una spirale di dolore, rabbia e odio che minaccia di travolgere chi vuole scoprire la verità.  (da  http://www.ibs.it/code/9788850205004/george-elizabeth/cercando-nel-buio.html)

133) Con le peggiori intenzioni

In Un libro al giorno on 17 ottobre 2010 at 8:00

Bepy sentì di non avere scampo diverse ore dopo aver incassato la diagnosi di tumore alla vescica, quando tra il novero sterminato d’interrogativi agghiaccianti scelse: Potrò ancora scopare una donna o tutto finisce qui?
Sebbene tale dilemma possa apparire una patologica inversione delle priorità, per lui, nell’estremo frangente, risultò più spaventoso lo spettro della compromessa mascolinità che l’orrore del nulla: forse perché nel suo immaginario impotenza e morte coincidevano, anche se la seconda era preferibile alla prima, se non altro per il conforto dell’assenza eterna… O forse il salto nel buio che aveva condotto quest’uomo di successo alla bancarotta finanziaria era stato troppo fulmineo per non scalfirgli l’integrità emotiva.

Soluzione

Titolo:  CON LE PEGGIORI INTENZIONI

Autore: ALESSANDRO PIPERNO

Tema: Il romanzo parla delle gesta dei membri della famiglia alto borghese romana dei Sonnino attraverso tre generazioni, dal nonno Bepy Sonnino, passando per Luca sino a Daniel, l’io narrante. I difetti e gli eccessi di padri e figli vengono raccontati con precisione da Piperno, il quale non risparmia critiche a quella classe altolocata pregna di una falsa etica ebraica. L’autore riprercorrendo le orme di autori come Proust, per la scrittura e lo stile, Philip Roth e Saul Bellow per quella letteratura puntuale, lucida ma soprattutto critica con gli ebrei, spazia nelle innumerevoli differenze tra personaggi e generazioni.
I Sonnino non sono certamente una famiglia modello, il loro stile di vita è al suo interno del tutto corrotto dai vizi e da un certo malessere tipico della società moderna. Sullo sfondo la rievocazione storica, dagli anni del felice dopoguerra sino ai nostri giorni, alle inquietudini dell’11 settembre e quindi del terrorismo.

132) Tutti i nomi

In Un libro al giorno on 16 ottobre 2010 at 8:00

Sopra la cornice della porta c’è una placca metallica lunga e stretta, rivestita di smalto. Su sfondo bianco, le lettere nere annunciano Conservatoria Generale dell’Anagrafe. Lo smalto è crepato e sbrecciato in alcuni punti. La porta è antica, l’ultimo strato di vernice marrone si sta scrostando, le venature del legno, visibili, ricordano una pelle striata. Ci sono cinque finestre sulla facciata. Appena si varca la soglia, si sente l’odore della carta vecchia. Certo è che non passa giorno senza che in Conservatoria entrino incartamenti nuovi, degli individui di sesso maschile e di sesso femminile che fuori continuano a nascere, ma l’odore non cambia mai, in primo luogo perché il destino di ogni foglio nuovo, subito dopo l’uscita dalla fabbrica, è quello di cominciare a invecchiare, in secondo luogo perché, di solito più spesso sui fogli vecchi, ma tante volte su quelli nuovi, non passa giorno che non si scrivano cause di decessi e relativi luoghi e date, ciascuno apportando i propri particolari odori, non sempre offensivi per le mucose olfattive, come dimostrano certi effluvi aromatici che di tanto in tanto, impercettibilmente, attraversano l’atmosfera della Conservatoria Generale e che i nasi più fini identificano come un profumo composto metà di rosa e metà di crisantemo.

Soluzione
Titolo:TUTTI I NOMI
Autore:JOSE’ SARAMAGO

trama: Il signor José lavora alla Conservatoria Generale dell’Anagrafe. È un uomo abitudinario e grigio, una figura apparentemente senza storia, senza misteri. Nella realtà, però, il signor José coltiva un hobby assolutamente speciale: copia diligentemente e di nascosto le documentazioni conservate presso l’Anagrafe e riguardanti personaggi famosi, dove si riportano i nomi dei genitori, gli indirizzi, le date importanti della vita. José colleziona queste informazioni e le aggiunge a ritagli di giornale, fotografie, materiale vario sulle celebrità. Ha la fortuna di abitare in un piccolo appartamento adiacente alla Conservatoria, alla quale può accedere ogni notte, aprendo una vecchia porta, per “rubare” le informazioni private delle “star”. È tuttavia sempre un po’ rischiosa questa sua attività, qualcuno già sospetta… Dunque una sera José, vittima di timori e incertezze, tormentato dalla paura di essere scoperto, raccoglie affrettatamente e per sbaglio (insieme ad altri moduli da portare a casa, copiare e riportare a posto) qualcosa che nulla ha a che vedere con il resto: l’incartamento riguardante una donna sconosciuta di trentasei anni. Da quel momento José non ha più pace: deve andare a cercarla, vederla, parlarle, sapere di più su di lei. Questa indagine diventa un’ossessione per lui, e per raggiungere il suo scopo falsifica documenti ufficiali, interroga alcune persone ingannandole sullo scopo delle domande, ruba, mente, si trasforma. (Da http://digilander.libero.it/nicolotti/Saramago/nomi.htm)

131) Romeo e Giulietta

In Un libro al giorno on 15 ottobre 2010 at 8:00

Due famiglie, spettabili entrambe per grado, vengono alle prese nella gentil Verona, ove è posta la nostra scena, e di sangue civile si arrossano le contrade. Due stipiti ostili discendono due amanti infelici, che colla loro morte pongono fine ai litigi antichi delle loro case. Nel lasso di due ore vedrete […]

Soluzione
Titolo: ROMEO E GIULIETTA
Autore: WILLIAM SHAKESPEARE

trama:Nel prologo, il coro racconta agli spettatori come due nobili famiglie di Verona, i Montecchi e i Capuleti, si siano osteggiate per generazioni e che “dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto”.
Il primo atto comincia con una rissa di strada tra le servitù delle due famiglie, interrotta da Escalus, principe di Verona, il quale annuncia che, in caso di ulteriori scontri, i capi delle due famiglie saranno considerati responsabili e pagheranno con la vita. Quindi fa disperdere la folla. Paride, un giovane nobile, ha chiesto al Capuleti di dargli in moglie la figlia quattordicenne, Giulietta. Capuleti lo invita ad attirarne l’attenzione durante il ballo in maschera del giorno seguente, mentre la madre di Giulietta cerca di convincerla ad accettare le offerte di Paride. Questa scena introduce la nutrice di Giulietta, l’elemento comico del dramma. Il rampollo sedicenne dei Montecchi, Romeo, è innamorato di Rosalina, una Capuleti (personaggio che non compare mai). Mercuzio (amico di Romeo e congiunto del Principe) e Benvolio (cugino di Romeo) cercano invano di distogliere Romeo dalla sua malinconia, quindi decidono di andare mascherati alla casa dei Capuleti, per divertirsi e cercare di dimenticare. Romeo, che spera di vedere Rosalina al ballo, incontra invece Giulietta.

Romeo e Giulietta, dipinto di Ford Madox Brown

I due ragazzi si scambiano poche parole, ma sufficienti a farli innamorare l’uno dell’altra e a spingerli a baciarsi. Prima che il ballo finisca, la Balia rivela a Giulietta il nome di Romeo. Rischiando la vita, Romeo si trattiene nel giardino dei Capuleti dopo la fine della festa. Durante la famosa scena del balcone, i due ragazzi si dichiarano il loro amore e decidono di sposarsi in segreto. Il giorno seguente, con l’aiuto della Balia, il francescano Frate Lorenzo unisce in matrimonio Romeo e Giulietta, sperando che la loro unione possa portare pace tra le rispettive famiglie.
Le cose precipitano quando Tebaldo, cugino di Giulietta e di temperamento iracondo, incontra Romeo e cerca di provocarlo a un duello. Romeo rifiuta di combattere contro colui che è ormai anche suo cugino, ma Mercuzio (ignaro di ciò) raccoglie la sfida. Tentando di separarli, Romeo inavvertitamente permette a Tebaldo di ferire Mercuzio, che muore augurando “la peste a tutt’e due le vostre famiglie”. Romeo, nell’ira, uccide Tebaldo. Il Principe condanna Romeo solo all’esilio (perché Mercuzio era suo congiunto e Romeo l’ha solo vendicato): dovrà lasciare la città prima dell’alba del giorno seguente. I due sposi riescono a passare insieme un’unica notte d’amore. All’alba, svegliati dal canto dell’allodola, messaggera del mattino (che vorrebbero fosse il canto notturno dell’usignolo), si separano e Romeo fugge a Mantova.
Giulietta dovrebbe però sposarsi tre giorni dopo con Paride. Frate Lorenzo, esperto in erbe medicamentose, dà a Giulietta una pozione che la porterà a una morte apparente per quaranta ore. Nel frattempo il frate manda un messaggero a informare Romeo affinché egli la possa raggiungere al suo risveglio e fuggire da Mantova.

Romeo e Giulietta (Atto V, scena III), Incisione di P. Simon da un dipinto di J. Northcode

Sfortunatamente il messaggero del frate non riesce a raggiungere Romeo poiché Mantova è sotto quarantena per la peste, e Romeo viene a sapere da un servitore della famiglia del funerale di Giulietta (una interessante incongruenza nella storia: come avrebbe fatto il servitore a tornare a Mantova dopo aver assistito al “funerale” di Giulietta?). Romeo si procura un veleno, torna a Verona in segreto e si inoltra nella cripta dei Capuleti, determinato ad unirsi a Giulietta nella morte.
Romeo, dopo aver ucciso in duello Paride, che era giunto anche lui nella cripta, e aver guardato teneramente Giulietta un’ultima volta, si avvelena pronunciando la famosa battuta “E così con un bacio io muoio” (Atto 5 scena III). Quando Giulietta si sveglia, trovando l’amante e Paride morti accanto a lei, si trafigge così con il pugnale di Romeo.
Nella scena finale, le due famiglie e il Principe accorrono alla tomba, dove Frate Lorenzo gli rivela l’amore e il matrimonio segreto di Romeo e Giulietta. Le due famiglie, come anticipato nel prologo, sono riconciliate dal sangue dei loro figli, e pongono fine alla loro guerra. (da wikipedia)

130) Sotto i venti di Nettuno

In Un libro al giorno on 14 ottobre 2010 at 8:00

Addossato al muro della cantina, Jean-Baptiste Adambsberg fissava l’enorme caldaia che due giorni prima aveva interrotto ogni forma di attività. Era successo un sabato, il 4 ottobre, con la temperatura esterna scesa intorno a un grado e un vento che veniva dritto dall’Artico. Il commissario, inesperto, esaminava la calandra e i tubi silenziosi nella speranza che il suo sguardo benevolo ravvivasse l’energia del marchingegno o facesse apparire il tecnico che doveva venire e non veniva.

Soluzione
Titolo: SOTTO I VENTI DI NETTUNO
Autore: FRED VARGAS

trama: Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg sente ogni giorno di più l’ostilità dei suoi colleghi del commissariato del XIII arrondisment a partire dal suo vice, Adrien Danglard, sino agli ispettori Retancourt e Favre. In questo clima viene preparata la trasferta di otto elementi della squadra in Québec, dove sono stati invitati dalla GRC, Gendarmerie Royale du Canada, la polizia a cavallo canadese, per un corso di aggiornamento sulle rilevazioni scientifiche.
Pochi giorni prima di partire, il commissario si imbatte per caso in un omicidio che gli suona familiare: una giovane donna uccisa con tre coltellate al petto. Proprio come le altre vittime di un serial killer che Adamsberg (e solo lui) insegue da una vita. Le ferite mortali infatti corrispondono a quelle inferte da un tridente e il commissario sospetta da sempre di un giudice, Fulgence, tanto rispettato quanto temuto in tutta la Francia: un vero e proprio fantasma, un vecchio giudice assassino seriale dai connotati quasi fumettistici, sembra essere tornato con il suo spaventoso tridente da un lontano passato a infierire sullo svagato commissario Adamsberg.
L’esperienza in Canada è scandita da nuove esperienze investigative, buffe espressioni quebecchesi e lunghe passeggiate nei paesaggi innevati della zona. Qualche giorno dopo il suo ritorno a Parigi, Adamsberg viene informato che è di nuovo richiesta la sua presenza in Québec, e il suo capo lo manda, scortato dall’imponente ispettore Retancourt. In Québec una giovane donna è stata uccisa lungo un sentiero, lungo il fiume Outaouais, spesso battuto dal commissario durante le sue lunghe e frequenti passeggiate. E il sovrintendente della GRC, Laliberté, sospetta di Adamsberg, che grazie a uno stratagemma di Retancourt riesce a fuggire e tornare in Francia dove è ufficialmente latitante.
Qui comincia la sua personalissima indagine per incastrare una volta per tutte il giudice e il suo tridente e in questo è coadiuvato da un’anziana hacker, Josette e la chiave dell’indagine risulterà essere un famoso gioco da tavolo di origine cinese, il mahjong. (DA WIKIPEDIA)