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Archive for the ‘Berlinguer’ Category

Al dio dei viandanti

In Berlinguer, Miti ed eroi, Pietas on 15 giugno 2009 at 7:53
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Il fiume rosso

In Berlinguer, politica, uomini on 11 giugno 2009 at 7:54

11 giugno 1984 – 13 giugno 1984

Le parole a volte non servono a spiegare un’emozione. In questo caso parla per me quel fiume rosso della nostra memoria.

Io ricordo Enrico

In Berlinguer, Miti ed eroi, politica, uomini on 9 giugno 2009 at 8:52

enrico

11 giugno 1984

Dopo pochi giorni è nato mio figlio. Era troppo vivo il ricordo di Enrico. Ci avevo pensato. Il nome glielo avrei anche dato, ma mi pareva troppo. Mi pareva indelicato.

Mi ricordo quel milione di persone che aveva affollato,in quel giorno di sole, le strade di Roma. Gente semplice, gente importante. Amici, conoscenti e popolo. Il rosso dominava. La commozione era forte e chiudeva le gole in silenzi imbarazzati.

Anche quella volta avevamo un grande Presidente, il più grande. Fumava la pipa e aveva visto una lunga vita. Lui ci ricordava la resistenza. Lui era commosso come tutta l’Italia.

Sono passati 25 anni. Mio figlio avrà 25 anni fra qualche giorno. Non si chiama Enrico solo perchè ho voluto che nessuno dei due si confondesse con l’altro. Oggi ricordo e penso se con lui a parlare a questo popolo disperso e avvilito, ci sarebbe potuto essere tanto scoramento. Avremmo avuto da subire ancora questa sconfitta di idee e valori.

La risposta io ce l’ho. Forse è solo un’idea balorda.  Forse è solo voglia di credere che la Storia avrebbe potuto essere diversa. Oggi quella storia me la racconto in silenzio, nei miei pensieri. Quella storia è andata perduta. Oggi è buio che promette il baratro. Quella invece  è fatta di sole e di bandiere che sventolano orgogliose del loro colore rosso. E’ fatta di popolo che fatica ma che sorride perchè sogna un futuro di pane e lavoro. E’ fatta di una moralità e correttezza che non lascia dubbi e che non cerca la via facile agli interessi personali. E’ fatta di comprensione e di progetti che raccontano anche la storia degli altri.

Ho visto il mio ragazzo, che non sa perchè non dovrebbe sapere, con le lacrime agli occhi a guardare il video del tuo funerale. Io riguardo ogni tanto il video del tuo ultimo discorso e non riesco mai ad arrivare alla fine. La tua fine, la nostra fine.

Io ricordo Enrico e mai come ora rimpiango.

Pole la donna permettirsi di pareggiare coll’omo?

In Berlinguer, Donne on 7 dicembre 2008 at 19:39

Dall’animata discussione sorta dal post sulla frase della Beauvoir,  che additava la cultura e la società come causa del “concetto” di donna nel tempo. Oggi propongo il concetto di donna di Cioni Mario. Tratto dal film “Berlinguer ti voglio bene” guardate  lo spezzone “Il dibattito” e poi basta con la tombola, sospensione di ricreativo, principio avviare il Culturale, tema del dibattito “Pole la donna permettirsi di pareggiate coll’omo?”…..

Almeno così avremo un’idea più chiara della condizione della donna nella società italiana (o toscana) che poi è la stessa cosa. 😉

Noi siamo di quella razza…….

In Berlinguer, Cinema on 3 luglio 2008 at 13:24

Dolce Enrico a 24 anni dalla tua morte ti ricordiamo ancora con grande rimpianto.

In Berlinguer on 11 giugno 2008 at 23:20

Dolce Enrico
(Antonello Venditti, 1991, “Benvenuti in paradiso”)

Enrico, se tu ci fossi ancora
ci basterebbe un sorriso
per un’abbraccio di un’ora.
Il mondo cambia, ha scelto la bandiera
l’unica cosa che resta è un’ingiustizia più vera.
Qui tutti gridano,
qui tutti noi siamo diversi
ma se li senti parlare sono da sempre gli stessi.
E quante bugie, quanti segreti in fondo al mare
pensi davvero che un giorno noi li vedremo affiorare?
Oh no, non dirmi no
dimmi che quel giorno ci sarò.
Chiudo gli occhi e penso a te, dolce Enrico
nel mio cuore accanto a me, tu sei vivo.
Chiudo gli occhi e tu ci sei, dolce Enrico
tu sorridi accanto a me.
A S. Giovanni stanotte la piazza è vuota
ma quanta gente che c’era sotto la grande bandiera.
E quante bugie, quanti segreti in fondo al mare
dimmi che un giorno, davvero, noi li vedremo affiorare?
Oh no, non dirmi no
dimmi che quel giorno ci sarò.
Chiudo gli occhi e penso a te, dolce Enrico
nel mio cuore accanto a me, tu sei vivo.
Chiudo gli occhi e tu ci sei, dolce Enrico
tu cammini insieme a me.

Luca Barbarossa “Le cose da salvare”
1994, Columbia

Ho messo tra le cose da salvare
i quadri di PICASSO e di VAN GOGH
CENT’ANNI DI SOLITUDINE, IL VECCHIO E IL MARE
la voce di FRANK SINATRA e NAT KING COLE
le note di MICHELLE e YESTERDAY
i pugni che tirava CASSIUS CLAY
e quella notte davanti alla TV
un’astronave e un uomo che scendeva giù.
“Ho messo tra le cose da salvare
i goal in bianco e nero di PELE’
L’ITALIA DEL 25 APRILE
BENIGNI che tiene in braccio BERLINGUER”
l’armonica di BLOWIN’ IN THE WIND
il sogno di MARTIN LUTHER KING.
Ho messo tra le cose da salvare
un vecchio giradischi che non va
valigia di parole nuove
nostra voglia la nostra voglia di libertà di libertà
Ho messo tra le cose da salvare
LA DOLCE VITA e SINGIN’ IN THE RAIN
PERTINI e la sua pipa da mondiale
gli assali di JIMI HENDRIX e JOHN COLTRANE
i guai di PAPERINO e CHARLIE BROWN
LA CARICA DEI 101 e PETER PAN
la mia chitarra i miei stivali da rodeo
e quel sedere che porti in giro come un trofeo.
Ho messo tra le cose da salvare
i baffi ed il bastone di CHARLOT
i tuoi sorrisi da fotografare
i film di ALBERTO SORDI e di TOTÒ
Ho messo tra le cose da salvare
la nostra VESPA che non muore mai
e tutti quanti i baci che mi hai dato
e tutti quelli che ancora mi
darai che mi darai
Ho messo tra le cose da salvare
un vecchio giradischi che non va
una valigia di parole nuove
i nostri viaggi la nostra voglia di libertà di libertà

Per approfondire su L.Barbarossa
http://utenti.lycos.it/sevifidate/b/barbarossal_lecosed.htm

tratto da http://spazioinwind.libero.it/solegemello/enrico.html

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