rossaurashani

Senza parole

In amore, Anomalie, personale on 8 settembre 2016 at 11:23

“Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti in una ormai celebre frase di un suo altrettanto celebre film. E le parole sono importanti, eccome se lo sono. Specialmente quelle non dette. Quelle taciute. Quelle tradotte malamente con surrogati che mai potrebbero nemmeno lontanamente raccontare l’ombra delle parole che si vorrebbe nascondere, tacere, negare. Perché l’atto stesso di pronunciare implica il conferire realtà a quel che si pronuncia. Le parole che tacciamo, le parole che non osiamo esclamare ad alta voce, le parole che mascheriamo di sinonimi immeritevoli, quelle stesse parole saranno i macigni che tortureranno la nostra coscienza il giorno in cui non avremo più la possibilità di esprimerle nel luogo, nel tempo e con le persone a cui appartenevano di diritto. Le parole non dette sono aborti che lasciano vuoti amari nelle vite di chi le aspettava e in quelle di chi avrebbe dovuto avere più coraggio per pronunciarle.”

L’ho lette oggi sul profilo di un’amica e mi hanno colpito così tanto che non me le levo dalla testa. A volte non ci si pensa ma si trascina la propria vita con questi macigni sul cuore. Parole non detto, parole non sentite, parole per sempre, se mai esistono parole che durano per sempre. Persone che si sarebbe voluto raggiungere con parole usate come un ponte, parole che curano le ferite, parole che feriscono e uccidono, parole di rabbia e di saggezza. Parole assolute, importanti, indimenticabili.

Eppure sono solo queste le parole che contano, quelle che cambiano e che ti cambiano, quello che valgono la pena di pronunciarle o di ascoltarle, tutto il resto è fuffa, oblio, rumore, ciarpame. Le parole inutili, nebbiose, noiose e deleterie che riempiono l’aria e la soffocano, quelle parole sono senza senso, sono un’offesa all’intelligenza, sono la vacuità rumorosa del nostro tempo.

Io ho passato una vita senza la capacità di dire quelle parole, quelle che restano, quelle che fanno la differenza, quelle che se ci penso posso solo dire che in realtà non le conosco, non so cosa dire e come dirlo. Ho perduto una persona molto vicina e in tanti anni di vita insieme, solo una volta gli ho detto parole che erano graffi, lui non rispose, non aveva parole capaci di farlo, era rimasto senza parole. Come non capirlo? Se pure io non ero attrezzata per quelle parole? Successivamente le parole non dette mi pesavano così tanto sul cuore che si trasformarono in sensi di colpa, ma colpa di cosa se a cercare quelle parole non ne trovavo nessuna che potesse essere adeguata, significativa  o ancora definitiva?

Probabilmente io sono una persona che è nata e vissuta senza parole, quelle vere, quelle che sono un motivo valido per vivere. Vorrei poter dire che nella mia vita ho parlato sottintendendo che nella stessa misura ho vissuto, ma non è così, non ci sono parole per descrivere la solitudine ed il silenzio troppo rumoroso che ci accompagna. La vita si può anche descrivere, ma lo spirito e i sentimenti sono senza parole e si conservano gelosamente dentro di noi, senza poterli condividere con gli altri.

 

  1. Sì, le parole sono importanti. Un abbraccio affettuoso. (Ho ritrovato la password, ci sono!)

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