rossaurashani

Il presepe col muro (di Laura Marcheselli)

In amore, Viaggi on 19 gennaio 2015 at 11:08

IMG_0115

Siamo appena saliti sul pullman, ancora un po’ acciaccati dal sonno, sono più o meno le 7 e mezza e dobbiamo partire sempre a queste ore antelucane perché sennò non si fa a tempo a rispettare il programma, visto che la notte scende repentinamente alle 17, ora locale (cioè quando da noi sarebbero le 16).
Luisa comincia l’attività di banditrice che ha “intrapreso” da quando ci siamo trasferiti nell’albergo Sahara di Beit Sahour, praticamente Betlemme. Evidentemente, negli anni ha conosciuto moltissimi artigiani e venditori che confidano nel suo arrivo assieme a gruppi numerosi per poter fare qualche affare.
Comincia con “due presepi di legno d’olivo per 5 euro!” e voltata verso di noi dal posto di prima fila a destra, impugnando il microfono nella mano sinistra, ci fa vedere gli oggetti che decanta. Posso immaginare che il venditore sia giù, fuori dal pullman e che le passi i suoi oggetti per farceli vedere. Luisa sa fare anche questo, oltre a sapere tutto quello che riguarda la Palestina: politica, letteratura, storia, arte, persone, soprattutto le persone che conosce; è incredibile vedere quanto la amano tutti quelli che incontriamo, che la ringraziano e l’abbracciano. Sa tradurre velocemente da e verso l’inglese, parla con una semplicità e un’efficacia rare. È dotata di una naturalezza che ho incontrato raramente nella mia vita.
“Due stelle con i personaggi del presepio sempre di legno d’olivo, sempre 5 euro!”
E alza queste figurine che noi ben volentieri acquistiamo, perché di lei ci fidiamo, perché in quello che fa c’è una spontaneità unica.
È l’ultimo giorno di visita; tutto quello che abbiamo già visto ci ha colpiti al cuore e alla mente.
– Annuncia il presepio col muro, non lo prendo. Dice che la sera il signore che li vende verrà all’albergo.
– Visita al muro con tutte le testimonianze che ho poi trovato nel libro comprato al centro pace
– Visita al campo profughi Aida: il tetto, i murales, i martiri, la guida con occhi tristi e una quota di disperazione all’interno dell’ottimismo della volontà.
– La vista della casa fra gli ulivi al di là del muro , il racconto dei bambini che ci abitano, obbligati ad un percorso pazzesco: arrivare al check point di Gerusalemme e rientrare poi verso Betlemme per raggiungere la scuola del campo –che in linea d’aria si trova a circa 500 metri da casa loro.
– La testimonianza della donna del negozietto circondato dal muro
– La fantomatica tomba di Rachele
– La coscienza che si può venire a Betlemme senza vedere nulla di tutto ciò, ma solo la piazza della mangiatoia e la chiesa della natività
– I bambini che giocano ad un’intifada che fa un po’ di paura, vestiti di nero, col volto coperto, una bandiera di Fatah: metà ISIS, metà OLP
– Il freddo nel locale del comitato di resistenza popolare
La sera ho comprato il presepe col muro.

  1. Immagine carica di emozioni. Pensare che a molte persone non farebbe il minimo effetto fa male.

    E.

    • Sai, eravamo in 50 in questo viaggio, alcuni erano già stati in Palestina, altri no. Quelli che non c’erano mai stati, per quanto si considerassero persone informate ed interessate, si sono accorte di non sapere davvero niente in confronto alla situazione che hanno visto lì. E lo dico sempre a chi vuol sapere: andate in Palestina, guardate con i vostri occhi, tornate a parlarne, questo è tutto quello che chiedono i palestinesi. E questo è tutto quello che possiamo fare.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: