rossaurashani

Nessuno può sapere

In Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù on 23 ottobre 2014 at 19:50

pupee

Era bella. Non che fosse certo che lo sarebbe rimasta, però fin da piccola aveva quel certo non so che, difficile da spiegare, insomma non era una bambina comune. Un’aria che colpiva e che stimolava curiosità, qualche volta anche forte antipatia. Nei suoi occhi non c’era mai remissione, non c’era serenità solo e sempre mare in burrasca.  Erano occhi che ti graffiavano dentro, forse per il colore, forse per quel non so che, ma non facevano sentire a proprio agio nessuno.

Lei benché piccola non sapeva perdonare e non veniva mai perdonata. Eppure aveva i riccioli vaporosi, gli occhi scuri dal taglio orientale e la pelle diafana, un nasetto impertinente che sosteneva una mascherina di lentiggini minutissime, due fossette ed un sorriso luminoso che non usava mai. Non parlava molto ed era per quello che nessuno riusciva a capire cosa le passasse per la testa.

A volte mentre seguiva le lezioni a scuola riusciva ad innervosire l’insegnante, che spesso la mandava fuori della classe, senza che lei avesse detto neanche una parola. Nessuno poteva capire perché quella sua aria da saputella indispettisse così tanto. Veniva davvero voglia di far abbassare le ali a quella ragazzina impertinente, non doveva continuare a guardare con quell’aria critica, quegli occhi da furbetta, che un po’ ti deridono e un po’ ti cazziano.

Nessuno poteva capire, nessuno poteva sapere, che lei stava lì ad ascoltare e che cercava di capire come mai il mondo non era quello che si mostrava, che la gente diceva una cosa e ne pensava un’altra, che tutti sembravano buoni e accoglienti, ma erano quasi sempre ipocriti ed egoisti, che erano bugiardi… bugiardi e traditori.

Non voleva imparare ad essere come gli altri, ma non voleva sentirsi diversa, superiore. Voleva solo potersi affidare e fidare del mondo, ma avrebbe imparato molto presto ad essere diversa e ad andarne fiera e poi soprattutto a stare da sola.

  1. Se non fosse che… ho conosciuto una bambina simile, solo che quando l’ho conosciuta era già donna. Tutto il resto quadrerebbe tranne il fatto che non è più così silenziosa. Tutt’altro. Verrebbe da dire: chi si loda si sbrodola. Un abbraccio, amore.

  2. La storia di quella bambina è molto lunga e complicata ed io, senza grande merito, ho aperto uno spioncino… non sempre il suo agire fu così coerente, era figlia del suo tempo, aveva capito molte cose, ma non quelle importanti e vitali forse non sempre era riuscita a stare con sè stessa e a bastarsi, ma una cosa le era chiara e forse l’aiuto a crescere: doveva imparare a far da sè e non doveva affidarsi agli altri (gran bella cosa ma anche gran brutta cosa) però una cosa di vitale importanza per lei.
    Tutti si credono diversi in qualche modo, però pochi sono davvero diversi e a lungo andare capiscono di non aver potuto (fortunatamente o sfortunatamente) essere come tutti gli altri.
    Non è nè un pregio nè un difetto, ma qualcosa difficile da gestire, ma è difficile da capire e da spiegare. Ecco quella bambine era un’extraterrestre, una estranea e non è umano vivere così.

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