rossaurashani

Piano, piano, dentro ai sogni

In Amici, amore, Donne, Giovani, La leggerezza della gioventù on 9 settembre 2014 at 16:19

amore nascosto

Che fossi distante non era un buon motivo. Me l’avevano detto e mi è sembrato di saperlo già, di averlo sempre saputo. Ma era da tanto che non ci si vedeva, e ormai il non vedersi era diventata un’abitudine.
Me l’hanno detto e tu non c’eri già più ed eri tornato proprio nella tua città a morire. Strana cosa tornare alla vita vecchia e lasciare quelle isole lontane, ma questo solo per morire, solo per rimettere il proprio corpo vicino alla tomba dei tuoi genitori. Avrai avuto amici sul tuo letto d’ospedale? Si saranno ricordati di te? Avranno saputo? Io no, ma tutto sommato è meglio così, forse non avrei accettato di vedere l’offesa della malattia. E poi ci ho pensato: di te nemmeno una fotografia, nemmeno un’istantanea tra un gruppo di amici, niente, proprio niente solo i ricordi.
Ricordo e ricordo solo dei momenti, quello che pensavo e quello che provavo, ma solo momenti rivolti a me stessa, tu c’eri, ma sfumato nel ruolo dell’amico, come un vecchio amante che non si conta più.
Con te era stato bello condividere l’amore per il cinema e per la vita, mai troppo vicini da condizionare le nostre scelte, mai troppo lontani da non sapere le cose importanti per l’uno e per l’altro.
Ricordo la tua casa piena di finestre, ma rinchiusa dentro come se tu non amassi la luce, eppure era sole il tuo sorriso, era mare il tuo odore e io veleggiavo in quel porto senza cercare nessuna terra per approdare, senza cercare rifugio. Mi davi le chiavi ed io nei momenti di iperattività, quando non c’eri e quando ero sola, aprivo alla luce, e pulivo i pavimenti, cambiavo le lenzuola e facevo tornare lindo quel bagno essenziale da uomo solo. E tu eri un uomo solo, sempre troppe donne, ma mai davvero per sempre, con quelle che tu chiamavi mogli e venivano da tanti posti improbabili e quelle che erano le tue fidanzate di sempre, che smaniavano alle tue infedeltà. Eri un uomo solo ed infedele, sincero e scanzonato, imprevedibile… ma io lo ero di più. Entravo nella tua vita, quando tu non c’eri, e sparivo appena ritornavi in un inutile rincorrerci ed evitarci, eppure avevamo molte cose da dirci, ma io non volevo parlare di me, non volevo che tu invadessi il mio mondo. Un rapporto perfetto, che andava bene, ma solo in quel momento delle nostre vite.
Avrebbe potuto proseguire in eterno: vecchi amici e grandi confidenti, ma qualcosa doveva essere fatta, io non ero felice, non ero me stessa e tu lo sapevi bene, lo percepivi nella mia tristezza nel mio disagio e un giorno dicesti quello che andava detto… e io ti ascoltai fino alla fine e presi la decisione, ti restituii le chiavi e ti abbracciai, mai così grata, mai così presente.
E da quel giorno salvo qualche breve momento di sana nostalgia, non c’eravamo più cercati e avevamo ripreso la nostra strada, a dir la verità, mai lasciata.
Seppi a distanza molte cose di te, seppi di amori interrotti e di quelli nuovi che ti avevano portato lontano, forse finalmente avevi preso pure tu una decisione, come l’avevo presa io quel giorno.
Ricordo quella sera, in mezzo a quella storia senza inizio né fine, mentre andavamo per strada come in un mare in tempesta, la tua voce che mi diceva ” Sai a volte guardo te e vedo mio figlio…” un figlio che tu non avevi e non hai mai avuto, un figlio che io ho avuto ma non avrei mai voluto avere con te. Ti era costato davvero tanto coraggio. Strana cosa la vita, ti dà e ti leva, ti promette e non mantiene e se invece lo fa è quando tu meno te lo aspetti e quando meno ci credi. E ora è chiaramente finita. Non ti vedrò mai più, e mi pare impossibile, non per me, che ormai ero fuori della tua vita, ma per te che avevi una vita alla quale forse ci tenevi e a cui io non avevo mai sufficientemente pensato. E mai ti avevo ringraziato per quelle chiavi che mi avevano comunque dato un rifugio e per quella gentilezza dei tuoi occhi che sorridevano sempre e per quell’amore libero e troppo generoso che non sapevo apprezzare, al quale non ero abituata e che non avrei saputo apprezzare ancora per troppo tempo.
Ti ho cercato in un social net e ho trovato alcune fotografie, troppo distanti, ma tu eri distante, troppo nebulose e tu lo eri fin da allora. Nessuna informazione in più. Restano solo i miei ricordi che qualche volta fanno capolino nei sogni, piano piano, come una vecchia canzone a fior di labbra.

  1. E’ molto bello e sincero e sentito e spotaneo. Unica piccola pecca: mancano un po’ di virtgole, ma questo è nelle tue corde e nel tuo entusiasmo per le cose e le persone.
    Mi piace e… ti amo

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