Mario

Siamo a 800

In Senza Categoria on 11 settembre 2013 at 8:30

800

Questo è il mio blog e questo è il mio post numero 800.
Sia chiaro che non amo i bilanci e le statistiche e neppure le valutazione postume, ma qualche volta mi capita di rileggere qualche post del mio blog e mi chiedo se è vero che l’ho scritto io.
Smemoratezza o presa di distanza?
Non so e poco importa. Oggi al numero 800 mi piacerebbe parlare della mia apprensione per l’andazzo politico del nostro paese, dell’Europa e del mondo tutto. Può sembrare una presa di posizione qualsiasi, ma non lo è. Non si tratta di qualunquismo o di cinismo storico, si tratta che non ci vedo chiaro e non penso più a soluzioni alternative.
In un mondo di apparenza e non di sostanza, con l’ammirazione per il denaro ed il successo, con lo scambio dei valori etici con quelli estetici, con un prezzo per tutto e una morale svendibile, come si può parlare di “un altro mondo possibile”? Come si può rivalutare quello che nel mercato non vale più niente?
Ecco, finisce che il livello 800 lo ricorderò solo per questa depressione “post ideologica”. Proprio io che non avevo mai smesso di sperare.
Certo che fa ridere sperare che la dignità vinca sull’interesse o che il popolo silenzioso di quelli che non si riconoscono nell’andazzo comune rialzi la testa e agisca. Che poi in quel popolo indolente ci sono pure quelli che non se ne fregano niente dei destini del mondo. Sono solo attenti a non far calpestare il loro piccolo orticello. Gli indifferenti di Gramsci o gli ignavi di Dante, odiati o messi all’inferno, sopravvivono sempre e comunque.
Insomma sono a livello 800 e per fortuna convivo bene con me stessa anche se ho perduto amici ed amori, illusioni e speranze. Ho comunque incontrato altri amici, altri amori e illusioni e speranze che saranno presto deluse.
Per fortuna è umano adattarsi e sopravvivere anche nella cattività, però di una cosa sono sicura ed è che comunque non mi adeguerò, che sarò sempre una voce fuori dal coro e che morderò la mano di chi cerca di farmi chinare la testa, magari lasciandogli la dentiera attaccata. Continuerò a pensare che l’unico tornaconto che vale e quello che accomuna la gente più bisognosa di aiuto e di difesa, che il successo è fare quello che si sogna nella vita, ma che il tuo sogno non potrà mai essere un incubo per gli altri.
Non lascerò segni nella storia, io sono nessuno. Ma se potessi trovare altri a cui prendere la mano, davvero le cose potrebbero cambiare.

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