Mario

Il mare rubato

In amore, Anomalie, Viaggi on 9 gennaio 2013 at 20:36

SONY DSC

Non c’è nulla di rude in questa terra, nemmeno il deserto. E’ bella la terra che si raccoglie in colline a volte brulle e a volte boscose, è bello il mare anche se è stato del tutto rubato.
Il mare se lo sono preso loro, tutto, e la costa l’hanno trasformata in un susseguirsi di grattacieli con qualche spicchio per le vacanze delle loro famiglie in cerca di pace. Tutto rubato, anche quello della striscia di terra che si chiama Gaza. Lì il mare è solo uno specchietto per le allodole, è solo e comunque un lato del carcere che porta quel nome.
Ho visto un giorno un video dal titolo “Palestina – Sognando il mare”, perché in Palestina non si sogna solo di riavere la propria terra ma anche di poter vedere ancora il proprio mare, una delle tante risorse che ora, i palestinesi, hanno negate. Quel video che ho visto, girato con un semplice telefonino, mostrava cinque ragazzi che si inventavano il mare nel cortile di casa, pescando nel catino di plastica le paperelle e leggendo il giornale al sole crudele della loro terra occupata.
E così io, invece, incontro il mare di Haifa e quello di Jaffa, ne percepisco di lontano l’odore e lo cerco con gli occhi e con i sensi… io donna di mare, nata con l’acqua salata mescolata col sangue nelle vene, io che senza il mare mi sento male, mi manca l’aria, mi par di morire… io, stranamente, solo ora mi rendo conto che in questo paese non c’è stata solo una sottrazione di territorio, non è solo un negare terre da coltivare e su cui vivere, su cui costruire la propria casa o sulla quale far crescere i propri figli, ma anche furto dell’acqua dolce o salata, quella magia che serve a non far rinsecchire e morire la vita, per liberare ancora l’immaginazione verso il futuro.
Ma i palestinesi hanno convissuto anche con il furto del mare, quello spazio visivo e olfattivo che fa parte del movimento della vita. Quel mare di cui io non saprei farne a meno… e loro? Sanno e sapranno farne a meno per sempre?
Il mio viaggio continua, ma improvvisamente devo scendere dalle stradine della città vecchia al lungomare antico, non posso fingere di non sentirne il richiamo… cerco un varco per avvicinarmi all’acqua e poterla toccare… ma il varco non c’è. Anche questa libertà è stata proibita, vietata.
E vivo la perdita di un diritto, di una possibilità di crescere in libertà, in compagnia dei miei pensieri e delle mie riflessioni… Rivivrò tutto, di nuovo, quando andrò nella Valle del Giordano e cercherò come una scema il fiume della mia immaginazione, che non c’è più, rubato e rinsecchito, pure quello, senza provare alcun rispetto per l’ambiente e l’uomo, per il diritto di tutti, per i diritti degli altri.
Ad un certo punto decido di toccare l’acqua del mare e vedo i miei compagni di viaggio che mi guardano stralunati… sembrano chiedermi: “Ma cosa stai facendo, cosa vai cercando?” Cosa posso rispondere se nemmeno io riesco a spiegare che sto cercando l’odore della libertà…

Annunci
  1. Grande testimonianza come solo il tuo grande cuore sa dare. ma si sa… io amo questa Donna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: