rossaurashani

Due o tre appunti di buonsenso

In Anomalie, Guerra, Informazione on 29 novembre 2012 at 15:22

Oggi è il 29 novembre 2012, giornata mondiale ONU per la Palestina, e proprio oggi Mahmoud Abbas, presenterà la richiesta a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina come membro osservatore all’assemblea ONU. Questo malgrado tutti i ricatti e ricattini per bloccare la volontà di autodeterminazione dei palestinesi.
Le mie perplessità, non si riferiscono a questo, perché ritengo che sia ora che la Palestina venga in qualche modo riconosciuta, essendo realmente un’entità politica e sociale col diritto di autonomia e autodeterminazione, ma sono realmente strabiliata dalle posizioni di alcuni paesi dell’Europea.
Mi chiedo come può la Gran Bretagna, tralasciando la sua gravissima e determinante responsabilità nel conflitto Israelo-palestinese dire: “Io ti riconosco come Stato osservatore, solo se ti impegni a non denunciare Israele per crimini di guerra…” .
A parte il fatto che è un ricatto bello e buono e anche dei più meschini, ma non è che dicendo così affermi che Israele questi crimini di guerra li ha fatti davvero e che preferisci non vengano giudicati?
E’ la richiesta di un paese civile, moderno e democratico?
Direi che come molte altre dichiarazioni, quella dell’Inghilterra dovrebbe essere considerata alla stregua di un ricatto politco ingiusto e vessatorio.
Di seguito c’è il problema dell’Italia: è giusto che un governo non eletto dagli italiani si pronunci su un affare di politica estera, in rappresentanza del popolo italiano e per suo nome e conto?
Ultimo appunto: non è che la Germania che vota no lo faccia solo per la sua lunga coda di paglia nei confronti degli ebrei, che si sa non è che alla fine siano tutti israeliani, e soprattutto sionisti.
Ovviamente si capisce da che parte sto, e anche che non amo i calcoli che vengono fatti in base ad interessi e a presunti utili di ritorno. Io che sono ancora idealista, non posso accettare la realtà di poltiche internazionali che non tengano conto dei diritti umani e soprattutto del diritto all’autodeterminazione di un territorio che figura da troppi anni sotto occupazione armata e sotto assedio di un altro paese che si autodefinisce democratico, e su questa definizione ho sempre più dei dubbi se non certezze.
Ma, è chiaro che sembrerò spovveduta e qualcuno dirà che non capisco niente di politica, però, d’altra parte,  io cerco l’Utopia… mica mi dò delle arie di sapere come si governa il mondo, ma almeno, al problema, ne ho un approccio umanitario ed è questo che mi importa.

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  1. Secondo fonti dell’ONU sono già 30’000 i morti (civili e soldati(ribelli e non)) dall’inizio di questa guerra ossia tre mesi dopo la primavera dei popoli arabi, il 15 marzo 2011 iniziarono le guerriglie contro le forze dell’ordine sotto il comando di al-Assad. Cosa sta succedendo veramente lì ? Pare che abbiano disattivato Twitter e i media non siano più in servizio….non ne parlano un granché di quel che sta accadendo laggiù. E quel che ne dicono i vari massmedia non sono proprio illuminanti… Siamo prossimi ad una guerra batteriologica come vuole far credere Obama il “Grande”? Intervento Onu contrastato da veto della Cina e della Russia…USA annuncia intervento armato se c’è minaccia di guerra chimica…Se gli USA intervengono allora Cina e Russia (con il corteo degli anti-americani ovvero Iran, Iraq, Arabia Saudita e vari Emirati) entreranno in conflitto… Il che ci guiderebbe dritti dritti ad una 3° guerra mondiale… Qualcuno di voi è più informato? A me questa disinformazione disturba…C’è qualcosa che non quadra. Voi che ne dite? (astenetevi di dire baggianate, se non siete seri meglio non dire niente).

    • La serietà dell’argomento richiede serietà di considerazioni, richiede conoscenza e informazioni. Parlare di Siria è sicuramente problematico e complesso perchè pretende una presa di posizione da parte di noi occidentali che resta comunque un mero esercizio o tentativo di comprensione.
      Noi non siamo siriani e difficilmente possiamo sapere qual è il bene per questo paese, Certo non possiamo non vedere i morti, la carneficina continua e neppure le forze trasversali che muovono la rivolta. Non sempre la ribellione è garanzia di buona volontà e di futura democrazia, e di questa considerazione purtroppo sono piene le fosse. Prima di parlare vorrei sapere di più e comunque mai sostituirmi agli attori di questo paese e del suo momento storico.
      Posso solo dire che il popolo siriano vive sulla sua pelle questo conflitto, come succede a tutti i popoli che sono sottomessi ad una condizione come quella siriana. o quella palestinese. Comprendo e condivido, sostengo l’aiuto al popolo e ai suoi bisogni, ma non riesco ad appoggiare una scelta politica che non è e non può essere mia, lo stesso vale per la Palestina.
      Ovviamente è la mia modesta posizione…

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