Mario

Se non posso ballare non è la mia rivoluzione

In Donne, Giovani, Nuove e vecchie Resistenze, Parola di donne on 5 novembre 2012 at 1:11

L’hanno chiamata la rivolta dei gelsomini. Bel nome vero? Fa pensare al profumo dei fiori e a giovani donne sorridenti che vogliono cambiare il mondo. Ma non è così. La rivoluzione non è cosa da donne, non qui, non nella mia terra.
Perchè ribellarsi se poi non cambia niente? Io sono donna in un paese che vuole rinascere, ma un paese per soli uomini, per me non c’è cambiamento. Non c’è modo di cambiare la mia realtà.
A casa mia siamo due sorelle. Mia sorella ha 25 anni, due figli un altro in arrivo. Non lavora se non in casa. E’ cambiata, non è più lei. Non ha più tempo per le nostre chiacchere, per i sogni. Mia madre è un’ombra sul muro di casa.
Io ho studiato, faccio l’avvocato e lavoro in uno studio del centro. Il mio ragazzo fa la guida turistica e a febbraio ci sposeremo. Ma io ho paura. Lui mi dice che a febbraio io smetterò di lavorare, ci penserà lui a me. Mi dice che allora metterò il velo perchè diventerò una donna come sua madre: dignitosa. Ma io non posso pensarci. A che serve ribellarsi e andare in piazza, rischiare la vita e respirare i lacrimogeni se poi io non posso nemmeno andare a ballare. Sarà stupido, ma io voglio poter andare a ballare, voglio solo avere la libertà di andare a ballare senza nascondermi dietro ad un velo. Se non ho nemmeno questa libertà allora… avrà anche il profumo dei gelsomi, ma questa rivolta non è mia e mai lo sarà. Se per noi donne non cambia nulla, nessun cambiamento ci sarà nella società, non cambieranno i nostri mariti e i nostri figli rimarranno sempre uguali ai loro padri e ai loro nonni. Non fate la rivoluzione, non fatela in nostro nome, perchè niente cambierà, soprattutto il nostro destino.

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  1. ………mi hai fatto pensare al romanzo “Mille splendidi soli”……..un libro bellissimo…….una storia cruda ma fatta di vita……..concordo con il tuo post e lo faccio mio con convinzione……un saluto……Willy

    • Chissà perchè la storia della donna non va quasi mai al passo della storia globale… sicuramente abbiamo delle colpe, tutte diverse da quelle che ci attribuiscono. Non sappiamo forse ragionare da uomo. Qualche volta mi viene imputato di pensare come un uomo, eccerto, non me ne vanto e nemmeno ne faccio una tragedia sempre essere umano sono. Magari pensarla come un uomo senza metterci dentro anche i suoi difetti, questo sì che sarebbe il massimo.
      La storia mi è stata ispirata dal vero racconto del fidanzato di questa donna. Continuava ad insistere che la sua futura moglie dopo il matrimonio si sarebbe ritirata in casa e avrebbe messo il velo. Io pensavo: possibile che la cultura fosse in grado di stroncare la vita sociale di quella ragazza? Lui sosteneva che era lei a volerlo. Io mi sono permessa di non credergli. Ai miei tempi, dispiace dire così perchè sembra un’eternità, e poi anche lo è, ero la sola a sostenere alcune posizioni che a quel tempo venivano vissute come estreme. Ero atea, volevo andarmene di casa e lo feci, volevo vivere la mia vita, fare le mie scelte e non sposarmi assolutamente, non volevo figli almeno fino a che non lo avessi deciso, e volevo lavorare e costruirmi il mio ambiente e il mio futuro. Tutto che mi costò fatica. Le mie amiche sognavano il matrimonio, la casetta, i figli e lasciavano il lavoro per accudirli, salvo poi a lungo andare confessare che avevano fatto un errore enorme.
      Non so se è solo la mia cultura ad avermi aiutato, oppure se ero nata per essere ribelle, ma spero che sia nella natura umana uscire dalla gabbia e…. magari poter andare a ballare senza mettersi il velo.

      • ………si nasce estremisti……..con la speranza di non morire democristiani!!!!!!…….e comunque………il genere umano…a mio modesto parere……ama farsi del male…..a prescindere dai sessi…… Un tempo…le donne…..probabilmente perchè più lontane dalla gestione e dalla stanza dei bottoni……erano più inclini al sentimentalismo razionale……qualcosa che spesso si rivelava vincente nei confronti dei mali della società…… .Non appena anche lei ha incominciato a fare capolino nel mondo dei potenti (e ce ne sono oggi di donne nelle segrete stanze)…….ha incominciato a comportarsi ne più ne meno come noi maschietti……..con tutte le accezzioni del caso…….e questo è stato il guaio……..che ha privato la società dell’unico supporto credibile e genuino……..passi per il maschio rappresentare una sorta di braccio armato della consorteria umana……..ma il contraltare rappresentato dalle donne….con il loro coraggio figlio dell’amore che sono in grado di sprigionare nei momenti decisivi……figlio dell’orgoglio di lottare sempre e comunque per la vita……anche quella degli altri………ecco…….è questo secondo me che sta venendo meno nella società attuale………dove solo attività zoccolatiche dai più vari aspetti sembrano avere la meglio………la donna col trolley che passa d’estate da uno yacht all’altro…….che si asperge di lozioni e balsami………che ripara e mette a posto ogni suo piccolo difetto estetico……..questo passa oggi il convento……..e noi maschietti più consapevoli (gli stronzi volutamente li ometto)……sì…….siamo disorientati di fronte a questo macrocosmo femminile………a questo modello che ci viene propagandato……non siamo più certi di nulla……….un tempo la parola “condividere” aveva un senso…….ma oggi?………ecco perchè il coraggio di una donna…….il vero amore di una donna……..non dovrebbe fare notizia……..ma dovrebbe essere la regola……..proprio perchè tutta la generazione postbellica (dal 48 ad oggi)…..ha fallito miseramente….ed anche quei successi che sembravano preludere a qualche cosa di buono…….si sono rivelati un tremendo bluff………con quali conseguenze lo vediamo tutti………l’ateo poi……presuppone sempre una ricerca……che può portare alla Fede…..che non è quella che ci viene propinata da una confessione…….ma è quella che si sperimenta ogni giorno sulla propria pelle e che si confronta con Dio (Allah se preferisci…….Jahvè o Manitou)……..anche avere Fede è rivoluzionario (lo era sicuramente un S.Francesco…….lo è stata madre teresa di Calcutta)………le donne arabe sono fortunate……..hanno qualcosa per cui combattere che non sono balocchi e profumi……..e pensare che più di mille anni fa la loro società era all’avanguardia……..se ci penso……..vedi com’è la storia dell’Uomo?…….tortuosissima……..tostissima……dove la lotta per la sopravvivenza trascende ogni sentimento……..eppure di sentimenti c’è un tremendo bisogno……..soprattutto oggi. ……..una forte stretta di mano…….ed un grazie per la possibilità di confronti così interessanti……..con te mai nulla è banale……..ciao…………. Willy

  2. La syria è la terra del jasmine, forse di altro stato si tratta perchè tra tutti gli stati del MO é quello meno rigido e con meno imposizioni.
    Molti stati MO impongono questo, come molti mariti di una certa fetta di italia( e non solo) segregrano, stuprano e usano mogli come colf e pezzi di carne da scopata.
    Questo é il mio piccolo pezzetto da operatrice di un centro contro la violenza alle donne.
    Non c’è ceto sociale( come spesso in MO) sono spesso militari, carabinieri, spesso poluziotti, tanto… Come e a chi li denunci?
    Questi peró non fanno notizia.
    Le notizie sui reati del femminicidio in italia, riguardano coppie italiane eh…

    • Come ho già detto questa è una storia romanzata. Evidentemente vista dalla mia parte che non è la parte della ragazza, egiziana. Non parlo di Syria anche perchè conosco poco di quella società e di quel paese. Sabri, il fidanzato che stava convolando a “giuste” nozze mi diceva che lei aveva studiato da avvocato e che lavorava e che avrebbe abbandonato di lì a poco io lavoro per il matrimonio e per mettere il velo. Lui sostneva che lei ne era felice… e come ho detto io mi sono trovata piuttosto spiazzata. Alla richiesta se non pensava che fosse uno spreco aver studiato tanto per poi rinunciare a tutto, lui mi ha guardato come se avesse visto un’aliena, poi ricordandosi che ero straniera mi ha rassicurato che lì le donne sanno qual è il loro posto e ne sono felici….
      Va beh ometto quello che ho ulteriormente pensato 🙂
      Però è evidente che io vedo l’autonomia della donna come primaria… non per niente sono donna e inoltre generalizzo le mie idee, ma dovrei tener conto di altre culture e di altre abitudini.
      A parte pensare a Mille piccoli splendidi soli, ma anche a Il colore viola, insomma bene o male credo che esiste un modo trsversale di essere donna e di non essere uniformata.
      Sulla violenza, le imposizioni, la mentalità non potrei mai sostenere che il MO è un fanalino di coda, potrei invece sostenere che il nostro paese sta messo proprio male… lo sostengo a ragione veduta visto che io stessa, per l’età che ho, ci ho avuto a che fare per lungo tempo, direttamente o indirettamente.
      Quindi la rivolta del mondo arabo dovrebbe anche consentire al genere femminile una maggior autonomia e presenza anche sulla scena sociopolitica. A proposito comunque consiglio di vedere il film Aya25 di Ossama ElMeligy sulla reale capacità di una donna del nuovo Egitto di essere in prima linea e di funzionare anche come stimolo per il pigro andamento di vita del genere maschile (arabo o meno che sia).
      Sempre felice dei tuoi interventi
      Besos

  3. Willy, dire “le donne arabe sono fortunate” mi sembra un paradosso. L’uomo, o nel migliore dei casi certi uomini (fai tu), ha un grande senso di sopraffazione, di riscatto nei confronti dei più deboli. La donna, come genere, fa parte di questi più deboli. Le eccezioni non entrano nell’analisi. Dietro le porte si svolgono (molto spesso nel silenzio) drammi cosidetti elisabettiani o più prosaicamente “violenze domestiche” o psichiche. L’uomo che dice alla donna: quando saremo sposati potreai non lavorare glielo dice come le facesse un regalo mentre sta decidendo e condizionando il futuro di una persona altra. Forse dovremmo impegnarci di più in quella che potremmo chiamare “educazione all’amore” ma anche al rispetto. Con simpatia…

  4. @ Willy

    Sai Willy io non sono mai propensa di dire che è giusto come la penso io, sarebbe un discorso stupido e assolutamente fuorviato. Dico semplicemente che moltissimi schemi precostituiti, come la religione o il diffuso concetto di decenza o di oppurtuno, ha tenuto in gabbia la donna di tutte le società, fin quella matriarcale (non molte per la verità) che attribuivano alla donna un ruolo ben preciso e invalicabile.
    Certo lo stesso vale per l’uomo, ma a lui viene concesso più spazio e anche la possibilità di non allinearsi nei canoni comuni.
    Essere donna aliena, ossia non omologata, è un esercizio di vita che viene fatto a nostro rischio e pericolo. Ecco perchè molte donne che tendono ad affermare la loro autonomia vengono violentate e spesso pure uccise. Il perchè è chiaro, e forse inutile analizzarlo, la donna è vissuta come un oggetto di proprietà da usare a proprio piacimento e non si deroga mai, perchè ogni suo atto di indipendenza diventa un’insubordinazione inaccettabile, un tradimento, un’attività da punire e sedare, subito.
    Ovviamente molte donne non ci vedono niente di male, anzi si beano di gelosie perverse e di costrizioni insopportabili… che posso dire, forse sono più fortunate loro, forse chi si ribella rischia troppo e non riesce a vincerla mai, ma non è possibile niente di diverso, quando si nasce così si può rinunciare anche all’amore se quell’amore è davvero sbagliato o criminale come ci racconta un noto programma televisivo sull’argomento.
    Non spingo le donne quiete alla rivolta, annoto solo che alcune della mia generazione 40 anni dopo hanno ammesso di aver buttato via anni della loro vita per niente, di aver rinunciato ad un proprio senso della vita a favore dei figli che per quanto grati, se ne vanno per il mondo senza dirti grazie. Curando persone anziane che per quanto generoso fosse ti succhia parte della vita e tutte le energie che ti rimangono.
    Io oggi sono fortunata, ho un compgno che la pensa come me e che naturalmente ha rispetto e considera necessaria l’autonomia degli esseri umani. La vita va vissuta in condivisione, ma non in interdipendenza. Ma sai quante cose ci sarebbero da dire… 😉

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