rossaurashani

Amore e corazze – Una storia difficile

In amore, Donne on 4 settembre 2012 at 15:39

Difficile scegliere le parole per questa storia. Ce ne sarebbero molte da dire e anche molte da tacere, forse come tutte le altre storie e forse, in questo caso, di più. Mi scuso fin d’ora con gli attori, ma non posso essere precisa e nemmeno completamente informata, ma è una storia e come tale va raccontata, con la sua parte di verità e l’altra parte di fantasia come io penso ogni storia debba mantenere.
Anche stavolta c’è una lei. Una creatura fragile e riccioluta, non che le due cose: fragilità e riccioli non possano convivere insieme, ma quei riccioli si confanno più a una creatura ribelle e decisa, cosa che lei non è. Almeno oggi non lo è più, forse ieri lo era, un ieri un po’ lontano purtroppo.
Lei aveva avuto dei sogni. Già, direte, tutti hanno sogni, soprattutto da giovani, ma i suoi erano sogni un po’ troppo… come dire?… sognanti se mi passate il gioco di parole. Lei sognava di trovare affetto e protezione, una sua famiglia, quella del tipo straordinario, insomma la famiglia che vedi nelle pubblicità in televisione, in poche parole “quella del mulino bianco”. Per realizzare questo sogno l’Italia era poco e lei, riccioli in testa, come suo unico lasciapassare, era partita per un paese lontano.
Lì la famiglia l’aveva fatta, ma sai com’è, sarà stata la distanza o il fatto che di “mulini bianchi” non si dovrebbe mai parlare, quella famiglia era stata una terribile delusione e alla fine lei si era trovata, invecchiata e scacciata da quel paese, divorziata con due figli (difficili) a carico.
Cosa fa una donna fragile, per non soccombere ad un destino patrigno e disdicevole? Beh… si organizza, torna nella sua città di origine, cerca casa, lavoro e scuole per i suoi figli, sperando che ormai il peggio sia passato. Si mette una bella corazza dura per non sognare più e per non chiedere più a nessun uomo di entrare nei suoi sogni. Si rimbocca le maniche e si butta nella nuova avventura, dentro al territorio che l’aveva vista ragazza e che tutto sommato era la sua terra originaria, il suo substrato. Ma quella terra non è la terra dei suoi figli, quella terra e una terra matrigna e non accogliente per loro. Sì, certo, le scuole sono belle, disponibili, accoglienti, ma sono scuole italiane e per questi ragazzi stranieri, sono quanto di più difficile e complicato si possa trovare, soprattutto in una fase d’età difficile e, ad essere generosi, poco gentile.
E il primo a dare forfait è il ragazzo, forse solo per meno voglia di sbattersi in un paese diverso e per dei risultati dubbi.
La ragazzina più giovani invece, un po’ per curiosità e un po’ per compiacere la madre e poi più testarda come ogni donna sa essere, si è fermata e ha frequentato la scuola, con tutte le difficoltà del caso, riuscendo anche a conquistare una lingua nuova, un esito scolastico discreto e anche delle amichette da frequentare.
Lei, la fragile madre ha strappato in due il suo cuore. Quando è partito il figlio la sua corazza si è fatta più dura e il cuore le si è sfaldato come neve al sole. Ne aveva tenuto un po’ di quell’amore per rendere migliore la vita alla figlia che ormai pensava di aver portato oltre la fase del non ritorno.
Ma a volte basta un granello di sabbia e la bilancia pende dove non avresti pensato avesse potuto pendere mai.
Era estate e il figlio maggiore era tornato per una vacanza e il cuore di madre massacrato dal distacco aveva iniziato a sperare. Lei aveva parlato ancora di scuola e di futuro, lo aveva blandito con l’idea di ridiventare famiglia, magari non del “mulino bianco” ma almeno quella parvenza di famiglia dove l’amore tutto supera ecc. ecc. ecc.
Ed invece il risultato da qualche giorno era diventato un incubo, il peggiore che lei avesse sognato: pure la figlia aveva deciso di partire, di ritornare nel “suo” paese, ovviamente con dispiacere di lasciare la madre, ma con il desiderio di riconquistare il padre. Vuoi vedere che pure lei sperava di ritrovare la famiglia del “mulino bianco” dall’altra parte del mare?
Che fare??? Se l’era chiesto mille volte in quei giorni, ma non aveva scelta, sapeva che doveva dire di sì alla partenza anche della figlia, non c’erano “santi che la potessero aiutare” o la figlia partiva oppure sarebbe scappata di casa… e, che senso aveva imporre una volontà che non sarebbe servita che ad allontanare i suoi figli da lei?
I figli ora sono partiti… non si sa, perchè la storia non lo dice, con che pensieri in testa e con che tristezza nell’animo. Tutto sommato, in genere, ai figli interessa poco delle necessità umane dei genitori, loro vogliono avere le loro comodità e se ogni genitore, non ha il buonsenso di rinunciare alla propria vita per il bene dei figli… beh viene da sè, che non è un buon genitore, e che deve fare conto con tutti i suoi sensi di colpa.
Quindi lei, la fragile donna con la corazza, era rimasta a guardare l’aereo che si allontanava, incredula, sconfitta.
Ormai con l’involucro durissimo, ma completamente vuoto d’amore. Ora sì che non sapeva più che fare, ora sì che vedeva davanti a sè il fallimento, ma dove aveva sbagliato? Doveva forse per caso lasciare tutto quello che era riuscita a costruire in quell’anno passato e seguire i propri figli in un paese che non l’aveva voluta e che l’aveva fatta sentire una reietta? Avrebbe dovuto subire il ricatto dei figli che la volevano dove, per lei, e lo sapeva bene, sarebbe stata la fine, come donna ed essere umano?
Belle domande non vi sembra? Ognuno di noi avrà una bella ricetta da proporre sicuramente, ma, chi ha ragione non c’è verso di saperlo.
Lei è rimasta, per ora, con i suoi riccioli scompigliati e incanutiti precocemente e con la sua corazza vuota e senza amore… con la fragilità e la voglia di nascondersi nella depressione.
Mi spiace, stavolta nessuna favola bella con il suo luminoso finale rischiarerà questa storia. L’ho detto che era una storia davvero difficile, che a volte quello che succede è ingiusto ed inacettabile, e non esiste corazza per salvare un po’ di amore per se stessi. Ecco cosa mancava dentro quel cuore, cosa faceva restare vuota quella corazza inacessibile: un po’ di stima e un po’ di considerazione per se stessi… e forse se ritrovasse quella goccia d’amore per sè, alla fine, malgrado tutto, lei sarà salva.

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  1. ………testimonianza dura e toccante di come la vita, scorrendo, ci attraversa……..ci segna. I dubbi di una madre……..sono i dubbi della Vita e da essi si può solo imparare in silenzio.

    • E quel silenzio costa, purtroppo….

      • ……la vita vissuta implica che tutte le tessere del proprio mosaico costino tantissimo……………la coerenza con se stessi costa!…………rinunzie…amarezze…il rischio di spersonalizzarsi è immenso………ma non bisogna mai perdere la rotta!…..un grande ciao. G.

  2. fragilità? no. la protagonista si è trovata una psicologa, una con le palle, anzi no, le ovaie. Le ha detto chiaro: togliti dalla testa questa cosa della fragilità, con i colpi di incudine chee ti sei presa tu in testa anche un buddha avrebbe vacillato.
    Ora lei è via per lavoro, dove spera di rimanere per lungo tempo. La corazza va bene, anzi. Nel momento in cui aveva abbassato le difese, è arrivato il pieno attacco. Mai rilassarsi. Ci aveva creduto per un momento che ci sipotesse rilassare, andare in vacanza ecc. Ma non si può, se hai fatto errori in passato, mai abbassare il ponte levatoio. Non è rimasta a guardare nessun aereo. Ha accompagnato chi doveva accompagnare all’aeoroporto. Ha vissuto il lutto come doveva viverlo, si è sfogata, si è trovata un aiuto a pagamento e si è rimessa a lavorare.
    Come ha sempre fatto.
    Ci sono genitori anziani da aiutare ed amici a cui tendere una mano. L’amore c’è. Quello di un uomo? Sinceramente, non gliene potrebbe fregare men che meno. Gli uomini che sono venuti si sono tolti gli sfizi e se ne sono andati incuranti di tutto il resto.
    C’è molto altro amore. E non del mulino bianco.
    Progetti? Nessuno. Non ne fa più, non ne farà mai più.
    E va bene così.

    • Già, quel fraglle era provocatorio, nessuna donna è fragile, quando prende le sue responsabilità e sostiene una situazione come quella sulle proprie spalle. E ricominciare… sempre ricominciare,,, ce la farà e non potrà mai rimproverarsi di non aver tentato. sbagliare è umano, perseverare è diabolico… deve ricominciare stavolta per se stessa, meglio se aiutata da una persona esperta, meglio se ci crede e se vuole davvero venirne fuori. Amarsi è l’unica soluzione consentita….

    • Vari ed eventuali tipi di amori, nessuno meno importante.
      Lungi da me, Martina, che sono l’iceberg di cui sotto che l’amore se deve arrivare arriva pure se lo rigetti e non serve un aereo x volare.
      Basta un poco di serenità.
      Bello che i tuoi genitori abbiano una figlia che li ama così, non è scontato.

  3. ……..buongiorno………leggevo un pò del tuo blog……….guardavo stupito la tua lorica segmentata luccicare al sole……….il tuo cimiero piumato…………i pugni stretti……….ma non notavo armi……………..intanto l’iride degl occhi era un lampo.
    p.s. :altieridasta ha corretto il suo username in quello che vedi………….un saluto

    • Caro amico, difficile chiamarti con un nome 🙂 (ma qualè?), se hai letto qualcosa del mio blog, avrai capito che io sono nata combattente e resistente e che ho smesso comunque la corazza molto tempo fa. Io combatto a corpo libero perchè non approvo più le corazze che ho portato per troppo tempo e sai perchè l’ho smessa? Perchè le corazze non difendo mai dalla sofferenza, ma troppo spesso difendono dall’amore, lo tengono distante, lo avviliscono, pertanto via la corazza e più amore nella vita… questa e la mia scelta, che comunque non vale per tutti. Nel caso di questa “fragile” donna la scelta forse era obbligata e ne comprendo anche le ragioni… non so come avrei reagito alle sue disavventure, forse meglio o peggio di lei, forse avrei sbagliato di più o avrei scelto una strada totalmente diversa… almeno, per fortuna, non ho mai pensato alla famiglia come un luogo di sogno e ad un uomo come qualcuno che mi potesse difendere e accogliere, insomma su qualcosa ho fatto diverse scelte, forse peggiori, ma più fortunate.
      grazie comunque per l’attenzione e spero di averti ancora tra i lettori e commentatori 🙂

  4. ……il mio nome è Guglielmo…….Willy per i pochissimi amici…….speravo in una risposta dal tono che varia tra la sincerità…..lievemente piccata……. alla Pippi Calzelunghe per intenderci…….ed un manifesto di speranza…….tanto necessaria……..soprattutto in tempi da lupi come questi……dove ogni umano sentimento ha un valore pari allo zero e con certe parole ci si sciacqua la bocca ma poi………dove si introduce cacca nel ventilatore…..con gli ovvi risultati che sono sotto gli occhi di tutti………..un saluto……. con profonda stima…………

    • Caro Willy (se posso) non ho più l’età per fare la Pippi, ma lo spirito di sicuro, credo che la storia sia seria perchè tocca i sentimenti più profondi e delicati di una donna: i figli. So che la mia lei si crede debole, ma alla fine non lo è. Sbagliare è umano come ho detto e io comprendo molto di più gli errori degli altri, i miei li persono poco, ma il luccichio negli occhi non lo voglio togliere… 🙂 A me la vita a dato e tolto moltissimo, e tutto sommato sono felice di essere quella che sono e di avere quello che ho, mi sento fortunata e so che seppur donna matura, per quanto con meno speranze di una volta, so che riuscirò ancora ad avere molto… e lo auguro anche agli altri, amici vecchi e nuovi e anche nemici… tanto si fa presto ad essere generosi con la felicità… 🙂 a presto

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