Mario

Tornare sui propri passi…

In Amici, amore, Anomalie, Giovani, La leggerezza della gioventù, musica, personale on 8 giugno 2012 at 14:50

Un dilemma che mi sono posta in questi ultimi tempi e al quale non sono riuscita a dare risposta è: la vita ti consente la possibilità di tornare sui tuoi passi? Te lo consentono gli altri e te lo consente pure il tuo orgoglio?
La domanda che mi sono posta urge di risposta, ma forse neanche tanto… credo che la natura e il tempo risolva molte cose. Una volta non ci avrei creduto, ma oggi sono possibilista.
La questione è nata seguendo la storia di due ragazzi a cui voglio molto bene e che seguo con attenzione, ma a distanza (per non essere considerata invadente, che non sia mai :-)). La storia è questa, un po’ romanzata, ma stiamo tra il più e il meno, anche se non toppo lontani.
Lui è un ragazzo giovane, un’età che ai miei tempi (e già dire questo la dice lunga) sarebbe stata di un certo peso, ma che oggi è una bazzeccola, praticamente poco al di sotto dei 30 anni. Lei è coetanea, ancora iscritta all’università, per i suoi motivi: non le bastava una sola laurea e aveva voglia di cambiare. Due città diverse a 500 km di distanza, più o meno. Lei molto attaccata alla famiglia di origine e alla sua casa, alle sue abitudini e ai suoi amici, lui invece molto autonomo, cittadino del mondo, anche se predilige la sua città, ritornare, da ogni sua assenza anche lunga, in un luogo, il suo, di nascita e di elezione.
I due ragazzi si frequentano per molti anni. Due gocce d’acqua nel mare delle amicizie e dell’amore, condividendo anche se a distanza molto di più di quello che pensavano. Poi una decisione inconsulta: lasciarsi.
Qui le cose si ingarbugliano perchè non si sa chi ha fatto cosa, ma io il sospetto ce l’ho. Se dovessi appunto scrivere questa storia di invenzione, direi che lui, più libero di movimento e meno attaccato alle sue abitudini, avrebbe desiderato che lei prendesse le distanze dalla famiglia e decidesse che farne della propria vita, con  riferimento a lui, in attesa di questo gli era scappato un intreccio con una ragazza molto meno distante e più bisognosa della sua protezione.
Ovviamente queste sono cose che non si fanno e lui alla fine non sapeva che pesci pigliare e gli era sembrato più sensato chiudere con l’altra goccia del suo mare.
La goccia non l’aveva certo presa bene, ma ad onor del vero sapeva di avere qualche colpa nel non riuscire a decidersi e ad essergli e ad avere un vero punto di riferimento in lui. Per fortuna il rapporto pur prendendo le distanze, non si è deteriorato mai in rivoli di rancore e risentimento.
Sembrava davvero che le loro due vite avessero definitivamente preso la strada della separazione.
Io sapevo che lei era la donna per lui, ma non potevo dirlo. Chi sono io per poterlo dire? Nessuno. Però lo vedevo incassare le cose belle della vita come se non ci trovasse gusto, come se una parte di lui gli fosse stata negata. Lei, aveva tentato pure di rimettersi in strada: un altro ragazzo che trattava come un amoretto da ragazzina, come se la responsabilità di un rapporto duraturo le fosse stata negata.
Beh, di fronte a tanto scempio mi era venuto a mente la mia storia strana, di quell’amore lasciato tanto tempo prima, di tutte le storie che ci stavano in mezzo, del ritrovarsi e capire che era allora che aveva bussato l’amore. Perchè tutto quello che c’era stato in mezzo non era l’amore che c’era ma era quello che mancava, ma forse non è chiaro il concetto. Per troppo tempo ho cercato l’amore negli altri e dentro di me e non sapevo che c’era e che mi mancava. Beh insomma poi l’ho ritrovato ed è tornato tutto a posto.
E mi pareva che per loro, i ragazzi di questa storia, avrebbe potuto essere lo stesso, ma con un finale diverso. E se non si fossero ritrovati più?
Io l’amore l’ho ritrovato e apparteneva a quei 16 anni terribili e meravigliosi, e mi sento una persona con una fortuna sfacciata, ma loro ci sarebbero riusciti? Avrebbero superato i km. di distanza, le differenze di carattere, gli amori intercorsi, e avrebbero capito? Perchè, chiaro, amarsi si amano, io lo so, io lo sento dentro, tra parentesi l’ho sempre saputo, e so anche che se uno dei due avrà il coraggio di farsi perdonare (quel molto che è passato) tutto può ricominciare e diventare la loro vera vita per sempre (insomma sempre è una parola grossa, ma qualche volta va pure detta, dai).
Ora le cose stanno in bilico, suppongo che tutto dipenda da lei, se avrà il coraggio di perdonare e di abbandonarsi a quell’amore naturale che era stato il loro grande impegno di prima, ma innanzi tutto il loro porto sicuro, la loro palestra per diventare forti e crescere e per credere in se stessi.
Qualche volta bisogna lasciarsi per capire. Qualche volta bisogna riincontrarsi per risentire quel tuffo al cuore che si era dimenticato e che era perduto nella memoria. Cosa vincerà? La ragione? Il cuore?
Questa partita mi appassiona, e vorrei parlare e dire, ma taccio perché se io so, come dovrebbe finire il gioco, non è giusto che ne riveli le regole. Quelle sono tutte da scoprire e le difficoltà sono tutte da superare. Non c’è esperienza degli altri che serva, è solo dentro di noi che possiamo trovare la grande capacità di tornare sui nostri passi.

Beh, auguri, ragazzi, che il peso del tempo vi sia lieve 🙂 per quanto mi riguarda 42 anni sono volati e adesso posso dire di non avere più qualcosa che mi manca…

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  1. Come accade per fortuna non dici, anzi taci, altrimenti… C’è una grande anima romantica dietro queste parole e la voglia di sognare. Anch’io auguro agli altri una fortuna simile alla mia ma aspetto prima di creare le storie. Le storie, queste storie, quelle vere, non vorrei che dovessero poi dolermi e deludere.

  2. Scaramantico eh? Tutto sommato è tutto molto difficile, ma io glielo auguro con tutto il cuore. Qualche volta si può tornare sui propri passi e scoprire che non si era mai persa la strada…
    Niente delusioni, la vita consente quello che può e ogni essere umano ha una dose di fortuna da acchiappare al volo… se sarà sarà 😀

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