Mario

E alla donna disse: partorirai con dolore…

In Donne, Informazione, personale, uomini on 22 febbraio 2012 at 23:24

Ultimamente, per l’evidente ragione che nei giornali passa di tutto di più, a volte mi perdo le chicche più gustose o più mostruose del nostro sistema. Come tante altre volte la chicca non l’ha perduta l’amica blogger MadDog che col suo Aridaje ci illumina.

“Tutto questo, proprio a seguito della presentazione, a fine gennaio, delle nuove linee guida sul parto chirurgico, pubblicate dall’Istituto Superiore della Sanità, in cui si scrive che il parto cesareo è una strada percorribile solo quando il feto è in posizione podalica, quando la placenta copre il passaggio del feto o se la madre è diabetica e il feto pesa più di 4,5 chilogrammi.” Fonte
Tanto si sà che le donne devono partorire con dolore, mica si può intervenire se un bimbo che non ce la fa ad uscire perchè ha il cordone ombelicale legato intorno al collo, non semplicemente legato, no proprio, diciamo pure annodato, nel vero senso della parola. Certo non bastano otto ore di parto pilotato e il bambino che come uno jo-jo, ad ogni spinta, se ne torna nella sua bella posizione. Certo il cervellino va in crisi di ossigeno, certo che l’istinto lo spinge a non darti una mano, se ne sta lì, rannicchiato nel suo nido e ha deciso che proprio uscire non gli va, in barba a quello spocchioso di ginecologo che si vanta a saper far nascere i bambini… lui… il cretino.
Alle ostetriche che all’arrivo in ospedale con ginecologo di fine turno avevano visto la mal parata, lui aveva detto: “Pensate con la vostra testa… questo bambino lo faccio nascere io!” e sparisce per tutta la giornata. Le ostetriche già vedono come si mette la cosa e aspettano che termini il suo turno. “Quel “coglione” li fa nascere lui i bambini con il dolore delle donne”, dice una. “Abbi pazienza fra poco cambia il turno e vedrai che troveremo il modo” mi dice l’altra. E difatti dopo un’infinità di ore, viene il terzo ginecologo e tra una doglia e l’altra lo metto alle strette, faccio domante assennate, anche se ogni parola mi è difficile, il fiato mi viene a mancare e provo un freddo assoluto in una afosissima giornata di luglio. E lui finalmente decide: “Forse è meglio intervenire.”
E ha fatto benissimo, alla fine era la decisione che gli ha salvato il culo, quel bambino non sarebbe nato da solo e se, per caso, l’avessero fatto nascere a forza, avrebbe avuto probabili conseguenze e sofferenze cerebrali. Gli è andata bene stavolta, ed è andata bene pure a me. Quello era il tempo che il cesareo si poteva anche fare, non è che te lo negavano perchè costava troppo, senza contare, poi, quanto sarebbe costato all’ospedale un neonato nato morto e una puerpera che se ne usciva,  si sarebbe trasformata in una bomba a frammentazione.
“Partorire è una cosa naturale, le donne sono nate per questo, perchè dovremmo togliere loro il piacere di partecipare a questo grande evento?” Ma ci prendete in giro? Allora facciamo così: Uno lo fate voi di bambino e il secondo lo facciamo noi, tanto per “partecipare”. E ce ne sarebbero di cose da fare in piena e completa partecipazione, a cominciare dai cicli mestruali e poi tutti i casini ormonali che ci portiamo dietro. Sarà anche vero che i ginecologi degli ospedali o cliniche del sud ci marciano, magari basterebbe pagare un cesareo quanto costa un parto che il gioco sarebbe fatto. A nessuno verrebbe la voglia di proporlo per sfizio. E per quanto riguarda le donne, vogliamo una volta tanto, farle partorire senza  sforzi epici e dolori tantalici?
Non venite a dirlo a me cosa prevede la Genesi: “alla donna disse: moltiplicherò i tuoi dolori e il tuo gemito, con dolori partorirai i figli; e verso tuo marito la tua avversione, ma lui ti dominerà”… Ma che dio generoso e matrigno, l’epidurale non gli passava nemmeno per l’anticamera del cervello.
Basterebbe un po’ di buon senso. Il cesareo è sempre un intervento cruento e se è possibile evitarlo si deve fare, ma allora cerchiamo di accompagnare queste benedette donne nel percorso del parto, senza lasciarle sole e male accudite. Molte paure si superano e la sicurezza deriva proprio dalla possibilità di percorrere anche una strada estrema pur se il bambino non è podalico e la madre non è diabetica. Dare delle regole e minacciare l’invio dei Nas non porta certamente ad una libertà di decisione matura e ponderata.
Ancora il medico al posto di Dio, con la libertà di decidere la vita o la morte del proprio paziente e le donne ancora relegate alle fattrici di sempre, che se devono partorire almeno non si lagnino troppo e che ci costino non più del dovuto. Tanto è così naturale avere un bambino, però è sempre un uomo a dirlo.
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  1. Come al solito tu riesci ad esporre la questione in maniera molto più chiara e precisa di quanto non riesca a fare io. 😉
    A me parte subito l’embolo. :mrgreen:

  2. Come ti ho già raccontato, la mia unica esperienza positiva in Irlanda sono state le nascite dei miei figli, avvenute per fortuna prima dei tagli alla sanità, personale stupendo, davvero umano e competente (e meno male sennò me li facevo davvero da sola i figli)… ginecologa donna, sarà stata questa la differenza? Ma non penso… in entrambi i casi l’epidurale l’ho avuta semplicemente con uno schiocco di dita. Ma era un ospedale eccezionale, lo dicevano tutti (l’avevo scelto apposta 😉 ).
    Va detto però che l’Italia da sempre ha la reputazione per il numero di parti cesarei più alto del mondo occidentalizzato (sono cifre dell’organizzazione mondiale della sanità, non me le sono sognate). Non conosco con esattezza le nuove norme, ma forse qualcuno ha voluto metterci un calmiere… e conosco anche una donna che in Italia ha avuto due gemelli con parto naturale, cosa che avviene molto raramente. L’aveva scelto lei, ha voluto il totale controllo della situazione ed il ginecologo l’ha lasciata fare, monitorando ovviamente che il tutto avvenisse in sicurezza. Dipende dal medico. Insomma quelle storie mi suonano strane, io invece ho sentito e sento in continuazione storie qui in Italia di chirurghi che tirano fuori il bisturi al primo ritardo o complicazione, anche quando le donne erano contrarie e volevano procedere “con dolore”. E sappiamo tutte che il cesareo è un’operazione di notevole entità, da cui ci vuole un po’ per riprendersi… insomma io il secondo me lo sarei evitato volentieri. Stiamo attenti a non generalizzare…

    • Sono ovviamente d’accordo che alla donna aspetti la scelta, ma che al medico passi l’ultima parola, soprattutto quando c’è pericolo per uno o tutti e due i pazienti, soprattutto minacciato dalla mannaia dei Nas, questo veramente no! Il fatto di scegliere di fare il parto naturale e doloroso, chi più chi meno, è una possibilità civile che va benissimo, ma come dice giustamente Mad, la scelta non mi deve essere imposta dall’alto. Ovvio che forse i chirurghi a volte preferiscano intervenire (ma non è una prassi, anzi) per rimpinguare le proprie tasche (visto che un cesareo dà un bonus che il parto non dà) ma allora basta non dare il bonus, mica minacciare di mandare i Nas.
      E poi c’è una cosa che mi chiedo: ma è proprio giusto che in questo secolo le donne debbano sempre soffrire perchè così la natura vuole? Se ti levano un neo o un dente te la danno l’anestesia? E allora perchè una donna spaventata o veramente sofferente questo non lo può fare?
      Per me, se fosse stato possibile, avrei avuto un figlio con un parto normale e senza chiedere l’epidurale, ma sarei stata fortunata in quanto sono piuttosto resistente al dolore. Ma quando ho avuto mio figlio mi sono incazzata perchè mi rendevo conto di stare un male cane senza risolvere niente. due centimetri sono entrata in ospedale e avevo ancora due centimetri quando mi hanno portato in sala operatoria, dopo ore e ore di travaglio. Pazienza il dolore, ma mio figlio non sarebbe nato vivo se avessero insistito e forse se fosse sopravvissuto avrei partorito “naturalmente” un figlio andicappato. Quindi sarà alto il numero delle donne italiane che partoriscono con cesareo e magari molti di questi sono immotivati, magari vengono fatti solo per motivi “economici”, però le “linee guida” potrebbero bacchettare da una parte senza però entrare in merito alla decisione paziente-dottore.
      A volte anche una donna isterica può creare grossi problemi, più di un bambino podalico. Ma questo lo penso io e magari ho una mentalità poco “economnica”.

  3. Daccordo non generalizziamo. E ci saranno anche delle situazioni di abuso.
    Non lo metto in dubbio.
    Tuttavia questa a me sembra una decisione che comunque deve rimanere nell’ambito del rapporto medico-paziente.
    Il terzo incomodo che cala normative dall’alto, annullando di fatto la possibilità di scelta della donna e rimettendo la decisione ultima solo ed esclusivamente al medico (come le nuove linee guida di fatto sembrano proprio fare) e comunque anche per quest’ultimo entro un range ben definito di casi, mi pare estremamente pericoloso.
    Tanto più pericoloso in un paese come l’italia, dove la gran parte degli ospedali, di fatto, è in mano cattolica. Con le conseguenze che questo comporta.
    Provare a ragionarci sopra e valutare altre alternative per sanare eventuali abusi che non sia calare la solita mannaia sempre e solo sull’anello più debole, non si poteva proprio fare, eh?

    • Cara Mad continuo a dire che gli ospedali dovrebbero andare in mano a chi ha una visione del mondo molto laica e se vogliamo prosaica :-). Denuncio da molto che gli ospedali, da quando hanno voluto trasformarli in Aziende e da quanto esiste la possibilità di farli diventare possibilità di lucro sono stati invasi da quella pessima genia che sono CL (Comunione e Liberazione) che di peggio non c’è. Una volta si sarebbe detto: gruppo di Farisei (offendendo terribilmente questi ultimi). Ipocriti, sepolcri imbiancati, fingono di essere pii per non pagar pegno. Non ti dico poi i maneggi che ci sono dietro… Ti basti dire che, esempio lampante il nostro, in una città come la mia, praticamente abitata da vecchi, fortemente problematica per la viabilità (o hai le gambe buone o ti riduci alla fame) che hanno fatto? Hanno chiuso tutte le unità sanitarie locali e hanno costruito il nuovo ospedale (mannaggia a loro), cattedrale in mezzo al deserto, fuori della carta geografica. Non ti dico la facilità di raggiungerlo per un veneziano o per un isolano dell’estuario. Meglio la morte senza appello. Poi ti dicono che in città c’è il pronto soccorso. Luogo che sembra un grande piazzale, neanche dovessimo parcheggiare degli autobus, ma il pronto soccorso si riduce ad un corridoio dove si parcheggiano lettighe in fila e gente in piedi di età media sopra i settanta…
      Capirai se non perdo pure io il lume.
      Intanto la cattedrale nel deserto per raggiungerla ci voglio aquile, cammelli e altri mezzi e se sei moribondo puoi pure usufruire di motroscafo + autoambulanza, l’elicottero no perchè per Venezia non vale. Però durante il ricovero (che deve essere breve in quanto hanno ridotto i letti) potresti usare il supermercato, l’agenzia viaggi e l’impresa di pompe funebri che sta all’interno. Utile no? E’ vero hanno chiuso tutti perchè i morti difficilmente vanno al supermercato e a fare viaggi, se non con la bara e allora l’impresa di pompe funebri funziona. Ma pure quella se ne è andata. Sai com’è i veneziani sono affetti da ironia congenita, bare e buoi ai paesi tuoi e per organizzare il funerale tornano a casa.
      Questo per dire che se la mentalità fosse diversa e gli ospedali in mano non a speculatori, ma a gente veramente umana, le cose andrebbero diversamente e si farebbe il bene della gente e non quello delle proprie tasche. Ma lasciamo stare che se mordo avveleno…

      • Comunione e fatturazione, mia cara Ross. Comunione e fatturazione.
        Che poi io mi rendo perfettamente conto di sembrare un disco rotto, però il problema esiste non è che me lo invento.
        I guasti provocati dall’infiltrazione del cancro vaticano (e delle “caritatevolissime” organizzazioni ad esso collegate) nella sanità italiana (per tacer del resto) sono evidentissimi per chiunque abbia almeno un mezzo neurone funzionante.
        E che VOGLIA vedere come stanno le cose.
        Io sarà prevenuta finchè vuoi, ma tra tutti gli sprechi del comparto sanitario (ospedali finiti e mai messi in funzione, cattedrali nel deserto, appalti e ristrutturazioni a dir poco “allegri”, riduzioni di fondi alla sanità pubblica che vengono dirottati solo ed unicamente sul settore privato, indovina in mano a chi, salvo poi ritrovarci con “santissime” voragini “a la don verzè”, operazioni mutuabili che forse forse mutuabili non dovrebbero essere o lo diventano “miracolosamente” e vogliamo poi parlare, ad esempio, delle legioni di merdosi obiettori di coscienza che rendono allo Stato un servizio a metà, ma lo stipendio lo prendono intero? E via così.) non credo proprio che l’opzione parto cesareo sia un problema tale da dover mandare addirittura i NAS negli ospedali.
        Capirai che a me la cosa mi puzza un filino.
        Tra l’altro, in questo paese s’è visto come sia facile passare da una raccomandazione, da un “sarebbe preferibile”, da una “linea guida” ad un “si fa così e basta”, magari perchè si mira ad un posto da primario.
        Posso anche sbagliarmi, eh, magari la faccio più grossa di quello che è, però……………………. dopo la legge 40, i casini per la pillola del giorno dopo, i continui attacchi alla 194, i sedicenti movimenti per la vita piazzati negli ospedali, la distruzione dei consultori, il putiferio Englaro, l’impossibilità di avere uno straccio di educazione sessuale fatta come di deve, ostacolare cesareo e parto indolore mi sembrerebbe essere l’ultimo tassello rimasto da posizionare per completare il puzzle medievale del sistema italia.

  4. @ MadDog

    ……………………. dopo la legge 40, i casini per la pillola del giorno dopo, i continui attacchi alla 194, i sedicenti movimenti per la vita piazzati negli ospedali, la distruzione dei consultori, il putiferio Englaro, l’impossibilità di avere uno straccio di educazione sessuale fatta come di deve, ostacolare cesareo e parto indolore mi sembrerebbe essere l’ultimo tassello rimasto da posizionare per completare il puzzle medievale del sistema italia.

    Questa frase vale più di qualsiasi post sull’argomento. Il nostro non è un solo dubbio, ma una certezza. E i tempi si fanno sempre più bui e le donne stanno sempre più in silenzio. Possibile? Sì, possibilissimo. Se si torna al medioevo vuol dire che chi opera e sappiamo questi da dove provengono, di medioevo se ne intendono e sanno anche come fare per inculcare alla gente la paura e la poca stima in sè.
    Maledetti opportunisti ipocriti.

  5. ribadisco che su questa situazione mi devo informare di più e lo farò senz’altro. Mad, comunione e fatturazione? Questa me la segno :lol:!!!
    Mai negate le infiltrazioni del vaticano, sapete come la penso sulla 194 e su quello che sta succedendo a questa bellissima legge di prevenzione e consultori. Però come ha fatto notare Ross, sarebbe anche ora che le donne prendano in mano la situazione… io non avrei mai accettato di avere figli in un ospedale gestito da suore, avere i figli dove li ho avuti è stata forse l’unica mia scelta consapevole nella mia maternità. Forse è ora che lo facciamo tutte, è ora che ci informiamo… non è necessario diventare donne isteriche in sala travaglio, perché se le donne fanno i figli informate, non hanno bisogno di ricorrere alla crisi… ribadisco, io sono stata molto fortunata. Mi sentivo sicura, in totale controllo, davvero aiutata. Non ho avuto neppure un momento di panico o di disperazione, nonostante i grossi problemi incorsi durante entrambi i miei travagli, ho tutt’ora un ricordo molto positivo di quelle esperienze. Per avere un’epidurale, in entrambi i casi,mi è bastato sussurrarlo, anche perché in quel momento non avrei avuto la forza per nient’altro 😀 Certo, ci sono medici e ostetriche migliori di altri, così va per tutto. Sta alla donna informarsi e prendere la situazione in mano. Se in un ospedale non c’è un anestesista disponibile 24 ore su 24 per l’epidurale, semplicemente non ci fai il figlio.
    Mi ricorderò sempre una simpatica ostetrica che ci faceva il corso preparto. Ci disse “se durante il travaglio vi si avvicina qualcuno a dirvi ‘fai questo, fai quello’, dategli pure un pugno in faccia. Durante il travaglio gli ormoni vi daranno una forza eccezionale, per cui il risultato sarà spettacolare. In più, nessuno vi dirà nulla perché tutti sanno che una donna in travaglio è un animale ed è impossibile ragionarci. Oltretutto avranno anche paura di prenderesi un altro pugno.”
    Era seria.
    Svegliamoci donne.

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