Mario

Ma sarà normale?

In Anomalie, Disimpegno, musica on 19 febbraio 2012 at 13:30

Non capisco come mai l’Italia strozzata dalla crisi, malgrado tutto, non riesca a fare a meno del Festival di Sanremo.
E’ vero, siamo un paese di santi e di navigatori, quindi di San Remo sono molto devoti in tanti. Ma io non capisco perchè non me ne può fregare di meno.
Colgo qui, in rete, e  per la strada discorsi surreali: Ma hai visto Loredana Bertè? Ma è proprio conciata da buttar via! E Bersani… quale Bersani? quel Bersani… no l’altro Bersani… e tu ti allontani senza sapere di quale stavano parlando. Tutto sommato la vita è piena della “farfallina” della Belen e del vestito tutto nudo della vergatina di turno, silenziosa e ovviamente incapace di parlare.
Ma io non so. Non ho visto e non riesco a sentirmi in “palla”, il gioco lo fanno gli altri e io sono tagliata fuori, e forse è proprio quello che voglio. Certo è che mi sono almeno risparmiata Gigi d’Alessio, su questo non c’è niente da dire. Ma tutto il resto? Sarà normale che non mi senta coinvolta?
Magari mi sento male perchè la Grecia e alla frutta e il resto d’Europa si chiama fuori, anzi ci dà dentro. Penso alla situazione della Siria, non capisco una mazza come non ho capito la passata situazione della Libia e quella ancora in atto in Egitto e tra parentesi a Gaza, manca da giorni la corrente elettrica, l’unica centrale funzionante è senza gasolio, Israele non lo lascia passare.
Sarà, appunto, che mi interesso di cose banali, quotidiane, di ordinaria amministrazione e ogni volta che c’è il Festival mi trovo impegnata in altre attività. Sarà per questa mia congenita propensione alla distrazione… Eppure amo la musica. Eppure quando sento un bel pezzo lo capisco subito, sento le farfalline nello stomaco (non quelle della Belen) e i brividini sulla schiena. E allora perchè sono sicura che non mi sto perdendo niente? Sono malata di esterofilia? Ma no. Anche la canzone italiana mi emoziona, ma c’è canzone e canzone e in genere non calca l’Ariston.
L’unica cosa che mi manca un po’ sono i fiori… fanno tanto primavera, annunciano l’uscita da un inverno lungo e nevoso. Altro che Sanremo, qui c’è bisogno di musica buona e sole, l’unico sollievo a questo periodo di m…. crisi.

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  1. Pensa che all’ultimo festival di sanremo che ho visto per intero, la tv era ancora in bianco e nero ed i Ricchi e Poveri ancora in configurazione “pre-corna occhiene”.
    Lo subisco come tutti ogni anno. Non c’è scampo.
    Eppure amo la musica italiana, non mi pare proprio di essere un’esterofila tout-court.
    Però………
    Però, ho visto per sbaglio Patti Smith duettare con un coso con la barba pseudointellettualoide di provenienza incerta.
    Il confronto m’è apparso davvero impietoso. Per il coso con la barba.
    Lei era un dinosauro, eppure il virgulto barbuto che le stava al fianco (di una quarantina d’anni buoni in meno) pareva morto, in confronto.
    Altra classe. Altra caratura. Altra professionalità.
    Dopo questo, le celentaniadi farfallinate con pietoso contorno di sbroccamenti RAI e CEI, sono il meno.
    Che poi non mi riesce neppure di abbaiare furiosamente contro Belen come fanno talune.
    Probabilmente se il contorno della farfallina fosse così anche per me, non ci penserei due volte a farla vedere in giro con legittimo orgoglio. Pure aggratis.
    Perchè piacerebbe a me, prima che a chiunque altro. Mica per l’omino che guarda.
    Boh?
    La chiusa di tutto questo sbrodolamento?
    Che se è vero, come taluni dicono, che sanremo è lo specchio fedele della società italiana, allora siamo morti.
    Solo che non ce ne siamo ancora accorti.
    E ci siamo pure scelti una lapide in saldo.

    • Intanto per poterne parlare mi sono vista il video della discesa farfallosa della Belen… il che mi fa dire: Tutto lì? E’ vero che però far immaginare è meglio che far vedere 😉
      Come giustamente diceva l’autrice del post sul blog linkato da Martina, far vedere la farfalla per denaro invece che farla vedere aggratis fa una bella differenza e giustamente non si capische chi sostiene che preferirebbe andare a pulire le scale, piutto che…, ma dove si è visto. Che poi sinceramente mica tutti hanno quel fisico… ma tralasciamo, tanto ogni anno di festival si lascia dietro una quantità infinita e superficiale di polemiche alle quali non presto attenzione, ma non è una cosa che oproprio mi impongo, è che mi viene naturale.
      In effetti ricordo pure io il festival in bianco e nero e pure i fiori erano in bianco e nero che non fa proprio tanta primavera, ma piuttosto di niente è meglio piuttosto.

      • Non è che voglio fare l’avvocato del diavolo “pro-belen”, eh.
        E’ che nel marasma di critiche che l’hanno travolta (mosse soprattutto da donne) a me è risuonato nella mente il “così una vecchia, mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto”.
        E mi son chiesta se tutta questa furia iconoclasta, seppur partendo da un’istanza giusta, ovvero l’evidente mercificazione del femminino ad ogni livello, in realtà non finisse con lo strabordare in un “astio di genere” dettato in gran parte dalla sora invidia (il famoso “vorrei, ma non mi si filano manco di pezza”).
        E a me, il ruolo di vecchia zia invidiosa non mi garba punto.

  2. Al rischio di apparire snob e radical chic (purtroppo cara Mad, così appariamo ad alcuni 😉 ) anch’io dico che non guardo Sanscemo da 25 anni e non me ne sarebbe fregato menchemeno di guardarlo quest’anno. La farfalla ed il vestito trasparente (ma se n’era pure messo uno uguale Cher quando vinse l’Oscar, non che la tipa si sia inventata niente…) mi sono stati sbattuti in faccia (niente secondi significati 🙂 ) su facebook, per cui non ho potuto prescindere.
    Ross, è un po come pane e arena, date al popolo disilluso un po’ di divertimento nazionalpopolare e tutto si dimentica. La canzone d’autore è una cosa del passato, non certo a Sanscemo, forse l’ultima canzone d’autore lì fu di Tenco e ci si ammazzò pure. Ti chiedi se è normale? Per l’italiano medio, sì. Il problema è che questa cosa adesso è davvero inguardabile (almeno così mi è stato riferito) ed è più un problema del servizio pubblico televisivo che non dovrebbe mandare in onda una cosa del genere finanziata coi soldi dei contribuenti. La BBC ad esempio non si sognerebbe mai, volerebbero delle teste.
    Non dimentichiamoci che questo il paese in cui Berlusconi ha regnato indisturbato per 17 anni. Non ci dovrebbe meravigliare più niente.

    • Berlusconi è entrato nelle nostre vite attraverso la tv in modo facile facile, me li ricordo ancora i vari Drive In e succedanei. Il festival mi pare più o meno lo stesso genere, invece di venderti un’idea, un sogno cretino e molta merce di cui non hai bisogno si vendono canzonette, dischi e il sogno di potercela fare pure tu anche se stoni come una campana fessa.
      Bellissimo il post, mi piace sentir dire pane al pane e vino al vino… comunque è una realtà triste quella delle donne normali che farfallina o no, non ci arrivano a fine mese.
      Maledetti venditori di sogni, ci danno il contentino poi se non si riesce a scalare la montagna e solo unicamente colpa nostra.

  3. scusate, per riallacciarmi a Mad, leggete questo post: http://menoepausa.wordpress.com/2012/02/19/se-mi-pagate-mostro-la-farfalla-anchio/ , è dieci mnuti che rido… 😀 so che quel blog è un “tantino” estremo, ma secondo me stavolta ha davvero ragione 😆
    (mi è arrivato tramite facebook ed ho preferito non condividerlo lì, alcuni avrebbero potuto fraitendere :p )

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