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La giornata dell’Amnesia, ovvero essere spettatori silenti di altre atrocità.

In Anomalie, Antifascismo, Guerra, Informazione, Le Giornate della Memoria, Nuove e vecchie Resistenze, personale, Pietas on 4 febbraio 2012 at 1:08

 Lo so quest’anno non ho avuto tempo di scrivere il solito post commemorativo del Giorno della Memoria. Abitudine che trovo salutare, per il valore morale che ha, anche se mi rendo conto che molte persone e più qualificate di me lo fanno meglio e che pertanto ogni mio apporto risulta al confronto insignificante.
E’ giusto ricordare l’ingiustizia perpetrata verso altri esseri umani inermi. Le immagini e le storie degli ebrei, rom, omosessuali, oppositori rinchiusi e sterminati nei campi di concentramento, non possono essere dimenticate. E’ spaventoso il male che è stato fatto, come è criminale il silenzio di chi sapeva.
Ma la domanda determinante è: chi sapeva? Erano pochi? Molti? Nessuno? Difficile dirlo, anche se è evidente che tutti sapevano, chi molto e qualcuno meno, ma tutti sapevano. C’erano i rastrellamenti, e i treni venivano caricati e partivano, passavano, tutti li vedevano e nessuno parlava. E allora ti chiedi: come si convive con la propria coscienza, sapendo di aver saputo? La risposta io non ce l’ho. Non credo avrei sopportato. E’ troppo difficile per il mio carattere restare muta di fronte ad un’ingiustizia, nemmeno oggi ci riesco, nemmeno ora accetto la verità comoda, la deresponsabilizzazione generica, il fatto che quello che non è a me non mi riguarda.
E allora come mai c’è così tanta gente intorno a me che è spettatrice silenziosa e “falsamente incosciente” di quello che accade? E oggi sarebbe anche più facile conoscere, approfondire. Non parlo di sapere, perchè per sapere si sa, solo che si cerca una giustificazione, una assoluzione frettolosa, generica.
Ma non c’è giustificazione per la smemoratezza, se ha già prodotto nel tempo così tanti danni. Essere spettatori silenti e immemori quanto ci costerà? Quando saranno alla portata di tutti le storiche ingiustizie e atrocità odierne a cui noi abbiamo assistito e che non abbiamo denunciato, come ci sentiremo? Come faremo a convivere con una simile responsabilità?
Continuo a non sapermi dare risposta. Vorrei da quest’anno, però, inserire nelle commemorazioni la Giornata dell’Amnesia. Quella giornata che ti fa chiedere se davvero hai pensato che il tuo impegno preso di fronte a tanta malvagità passata, appunto quella che ci ha fatto dire: MAI PIU’, forse non basta più e forse richiede un nuovo impegno, un approfondimento maggiore, una partecipazione memore che abbiamo dimenticato. Una giornata dell’Amnesia dove tutto va riconsiderato e da spettatori ciechi e silenti si diventi attori della vita, in tutte le sue parti, anche più nascoste e volutamente negate. Poter dire davvero MAI PIU’, e non ANCORA SI RIPETE, poter riuscire a convivere con se stessi e con gli altri in serenità e senso di completezza. Io voglio ricordare tutto e voglio che i diritti umani abbiano per tutti lo stesso valore, voglio che sia rispettato il valore umano in ogni luogo e in ogni situazione, voglio vedere un mondo di giusti che sappiano tendere la mano, di forti che garantiscano la sicurezza di tutti, vorrei un mondo partecipato. Probabilmente solo così domani sapremo perdonare e perdonarci.
E nel frattempo un solo invito che non mi dimenticherò mai di ripetere: malgrado tutto e soprattutto Restiamo Umani.

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    • Come si fa ad essere spettatori e fingere di non vedere? E come si fa ad essere carnefici dopo essere stati vittime? Sì lo so è umano anche questo anche se preferirei dire che è più vicino all’essere disumano, per me l’umanità è quella che mette insieme e non divide, che include e non esclude, quella che prova i sentimenti migliori e non l’odio e la presunzione. L’umanità non è debolezza è forza potente e rivoluzionaria, può cambiare il mondo… e allora perchè no?

  1. E’ spaventoso il male che è stato fatto.
    E’ spaventoso il male che si sta facendo.
    Ma a quanto pare alcuni si ritengono più “vittime” di altri.
    E questo è ancora più spaventoso.
    L’orrore non ha numero.
    Nè categoria.
    Perchè se ammettiamo che l’orrore abbia numero e categoria, allora ci sarà sempre qualcuno che si sentirà titolato ad esercitare il suo “diritto di carnefice” sugli altri.

    E qui mi fermo. Prima che mi sparino.
    Metaforicamente, s’intende.

    • Sono pienamente d’accordo, la giornata della memoria dedicata alla shoah ci dovrebbe insegnare che certi orrori non sono più accettabili, sono da escludere per sempre dalla nostra vita. E’ questa la lezione. Inutile fare di questo giorno un simulacro vuoto, deprivato dal suo significato più profondo, Se tutto quello che è successo mai più dovrà accadere, dovremmpo restare allerta perchè tutto questo non accada ancora o che sia già accaduto senza una nostra giustificatissima reazione.

      “Perchè se ammettiamo che l’orrore abbia numero e categoria, allora ci sarà sempre qualcuno che si sentirà titolato ad esercitare il suo “diritto di carnefice” sugli altri.”
      Parole molte belle su cui val la pena di meditare.
      Grazie Mad

  2. Non mi interessa far apparire la realtà come desiderano gli altri, io sono il giudice di me stessa, è la mia coscienza, il mio cuore, i miei pensieri, il mio essere che parla attraverso la mia voce e il mio corpo. Capisco al 1000% cosa intendi e credo sia identico a ciò che sento io…io la spettatrice della mia vita non la voglio più fare 🙂 Restiamo Umani, un grande abbraccio!

  3. Il “mondo dei giusti” non esiste. Non esiste, altrimenti non esisterebbero le guerre. Le discriminazioni. Le carestie. Il razzismo. La fame endemica che sta sterminando intere popolazioni. eccetera. Devo andare avanti? Il mondo dei giusti non esiste perché Homo sapiens è prevaricatore. si sa che non si impara.
    L’unico risultato che abbiamo avuto da quell’atroce esperienza è che ora l’Europa, sì il cuore della civiltà moderna che si è scannata per gran parte del ventesimo secolo, è in pace. Finalmente.
    Per raggiungere altre paci, bisognerà che passino altri secoli. Noi impariamo lentamente. Non sappiamo condividere, non sappiamo tollerare. Non è necessario neppure accettare. “Tollerare”, appunto, sarebbe abbastanza.

    • Sei pessimista, ma anche molto realista, forse dovremo credere meno all’umanità, perchè gli uomini sono immemori comunque, però com esosteneva Vittorio, non posso fare a meno di credere e lottare. Giovedì abbiamo parlato a 300 ragazzini e non una sola parola è stata vana, magari un po’ alla volta in molti dimenticheranno, ma se solo uno di loro capirà il messaggio che abbiamo loro portato tutte le nostre fatiche non saranno state vane.

  4. Tutto molto chiaro, fin troppo chiaro, senza rischi di dubbio. Nulla da dire. Forse avremmo bisogno di un giorno della NABKA. Spero nel giorno che non avremmo più bisogno di un giorno. Restiamo umani con Vik.

    • Non è possibile riconoscere alla Palestina un giorno della Nakba perchè metterebbe in dubbio il MAI PIU’ del giorno della Memoria della Shoah… assurbo negare una cosa per matenere viva un’altra.

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