Mario

Ferri da calza e ciuffi di prezzemolo…

In Anomalie, Cultura, Disoccupazione, Donne, Economia, Informazione, Pietas, politica on 8 gennaio 2012 at 0:13

E siamo tornati nel medioevo futuro.
In mezzo alla distrazione generale e alle giustificazioni più becere, stiamo tornando indietro di decenni, sia nei diritti civili che in quelli sociali, per non parlare poi dei diritti del lavoro.
Tutto si giustifica, soprattutto se le ragioni toccano le tasche di chi ha interessi finanziari da difendere, oppure se si applicano regole e strettoie create da chi, queste regole le detta per mere ragioni di scarsa apertura mentale ed umana.
Le ragioni di queste riflessioni, oltre alle notizie che quotidianamente ci tempestano, relative alla contrazione sempre più acuta dei diritti dei lavoratori, a favore di un maggior arricchimento di chi i soldi li aveva prima ed oggi, che la crisi impazza, ancora di più ne ha, ce ne sono altre che sempre di più si ripetono e che ci lasciano con l’amaro in bocca e il veleno nel cuore.
Oggi leggevo: Tornano gli aborti clandestini e mi chiedevo cosa mi fossi persa di questa nuova Italia che si rattrapisce su se stessa e perde, ogni giorno, sempre di più, in dignità e qualità umane.
Non siamo più un paese dove si investe sull’educazione e sulla prevenzione, ma siamo diventati un paese di divieti e burocrazie assurde, di ostacoli alla civiltà e al progresso. Meglio riportare le donne (perdute?) melle mani delle mammane o negli incubi di una medicina “fai da te” piuttosto che investire su una assistenza e una prevenzione, atta a far crescere una Nazione di donne, autodeterminate, libere, mature e pronte ai difficili passi e alle complesse sfide del futuro.
L’articolo prende il volo dosandoci una generica raccolta delle evidenti difficoltà che una donna “ingravidata” incontra nella sua volontà di decidere del suo corpo e della sua condizione. Qui non si parla più di diritti minimi garantiti, qui si lascia tutto in mano ai consigli di ciarlatani o di persone che per il loro interesse abbandonano le donne di fronte a decisioni assolutamente dolorose e a volte davvero non volute.
Non parlo evidentemente della terribile vergogna che prova una donna ad abortire, ma di quella che non prova il medico dissenziente che non assiste, nelle strutture ospedaliere pubbliche, donne in difficoltà, con grande bisogno di aiuto e in condizioni psicologiche molto fragili.
Ma d’altra parte tutto ormai si giustifica e si autoassolve.
Un mio amico neuropsichiatra, con la sua schietta toscanità, ogni volta che viene interpellato per spiegare scientificamente, cosa la psichiatria potrebbe fare per l’aumento dei suicidi nella categoria degli over quarantenni, nel momento che si trovano licenziati e fuori dal mondo lavorativo, risponde andando su di pressione: “E a me lo chiedete??? Io non ci posso fare una mazza di niente. Volete che non si ammazzino? E allora dategli un lavoro!” E ci aggiunge pure un “Coglioni!!!” con una bella C aspirata che gli viene proprio da Dio.
Ecco, così la penso pure io: volete che le donna vivano la maternità in modo sano, cosciente e ragionato? Dategli una preparazione e una conoscenza del loro corpo e sui metodi per avere figli voluti e senza pericoli. Dategli un’assistenza ospedaliera sicura ed umana e una protezione certa e nessuna donna morirà più di ferri da calza e ciuffi di prezzemolo, anche se oggi si chiamano con nomi più fantasiosi ed esotici.

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  1. Queste notizie mi danno una grande tristezza. La 194 è una legge bellissima, che ci copiano in tutt’Europa. Così inizia “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.” Ma quanti l’hanno letta? Leggetela: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_845_allegato.pdf
    Una legge storica. Per la prima volta si tutela la salute della donna. La donna non più come macchina riproduttiva. La donna con una sessualità autonoma.
    Quante cose si danno per scontate, eh? Contraccezione, consultori, prevenzione. Tutte cose che non ci sarebbero senza la 194. Questa legge su cui ora sputano tutti. La legge per cui molte di noi hanno fatto campagna, hanno votato.
    “nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna” dice la legge.
    Rispetto. Dignità.
    Ma che ne sanno gli obiettori di rispetto e dignità? Loro che trasgrediscono una legge che ha salvato così tante vite, tramite la prevenzione ed il controllo medico.
    Un altro sintomo della nostra società in disintegrazione.
    E tanto chi ci rimette la salute? Non loro. e certamente non gli uomini, che si sono certamente divertiti. Ops.

  2. Ho letto l’articolo che hai linkato e mi ha dato tanta tristezza. Come sai, non considero l’aborto una conquista, per me è raccapricciante considerarlo il vessillo della “maternità libera e responsabile”, cionondimeno è chiaro che l’aborto assistito, in una struttura ospedaliera, è il male minore per donne che abortirebbero comunque, e nelle condizioni che sappiamo.

    Leggendo il tuo articolo, all’inizio non capivo il motivo del ritorno all’aborto clandestino, poi sono andata al post cui ti riferisci e ho letto che non esistono quasi più medici non obiettori. Ora, io che lotto contro l’aborto, ma sembro essere una delle poche a pensarla così, mi chiedo come sia possibile che invece la percentuale di medici antiabortisti lieviti improvvisamente, e non vorrei che il motivo fosse quello che che ha trovato unanimamente d’accordo, v. discussione da aquila, sia abortisti che antiabortisti: i falsi obiettori.

    Su questi medici c’è stata un’immediata convergenza di opinioni: sono la feccia dell’umanità.

    Però ripeto, la classe medica non può essere totalmente formata da feccia dell’umanità, mi rifiuto di credere che la professione medica sia stata scelta esclusivamente da gente che ha più a cuore il dio denaro che la salute dei pazienti. E poi, parlate dei medici quasi fossero esclusivamente maschi, la medicina non è loro appannaggio, ci sono moltissime donne ginecologhe: e allora, come mai tutti questi obiettori?

  3. Se non sei disposto a seguire le leggi dello stato e ad eseguire aborti a norma della 194, una delle leggi più avanzate d’Europa in termini di regolamentazione dell’interruzione delle nascite (per favore LEGGETELA. Adesso ci faccio un post.), sei libero di fare un altro mestiere, non devi fare il ginecologo. Se diventi ginecologo in un paese come l’Italia, in cui l’aborto è previsto, devi mettere in conto queste cose. Come se uno psichiatra si rifiutasse di trattare casi di psicopatia perché “gli da fastidio”. Ovviamente i ginecologi guadagnano un pacco di soldi. E’ una professione che attira nonostante gli inconvenienti. Che però si possono ovviare mettendo a rischio la salute delle pazienti.
    Troppo comodo.

  4. Care amiche come avete potuto vedere su questo post ho omesso alcuni dati, che tutto sommato non sono nemmeno i più importanti. Non sono stata lì a menarla con la storia della continua corrosione di leggi che avrebbero potuto essere il nostro miglior esempio di civiltà, o con la questione morale “aborto sì o aborto no”. Ho appena accennato al fatto che il mondo in cui viviamo, è fortemente condizionato dalla questione “profitto”. Un’azione ha senso solo per il tornaconto economico che produce, mai per la funzione etica o sociale ed esemplare intrinseca.
    Ecco che la nostra società ha queste forte connotazioni, che a dirsi negative è solo eufemismo. Di chi ci si occupa? Non certo dei deboli, dei diseredati, degli invisibili, quindi dei vecchi, dei bambini e delle donne, neanche poi in questo ordine di importanza.
    Se poi a queste valenze “economiche” ci aggiungiamo anche una notevole ottusità, legata a mentalità maschiliste di “potere assoluto”, potere che comporta anche la decisione delle regole di una comunità, allora ci troviamo di fronte ad un paese che ha una legge onorevole, che prevede sia la prevenzione che l’assistenza (piuttosto completa, sia in un caso che nell’altro anche se carente sul sostegno a lungo termine) e si vede invece retrocesso ad un paese del terzo mondo perchè non riesce a garantire l’applicazione della stessa legge.
    Qui non si parla se una donna deve avere diritto di decidere, che comunque è indispensabile che sia così, e nemmeno se fa bene o male a decidere per abortire o per tenersi il bambino, ma lo Stato deve garantire a questa donna l’assistenza medica adeguata a sostenere la sua libera decisione e non deve costringerla a gogne di nessun tipo, che intervenendo, come atto finale, sulla psiche finiscono per costringerle a decisioni altrettanto tragiche, sostenendo un rischio terribile e creando “un mercato sotterraneo” abietto.
    Per quanto riguarda i medici, i paramedici ed i farmacisti, nel primo e ultimo caso categorie protette da lobby molto condizionanti, ci troviamo di fronte a persone senza deontologia, giudizio inevitabile se si pensa che hanno scelto la “professione” di aiutare con le loro conoscenze e la loro “arte” i pazienti che vi si rivolgono. Un chirurgo non può scegliere se fare un’appendicite oppure un intervento a cuore aperto a seconda della voglia che ha o del tornaconto che ne ottiene. Potrà solo scegliere in base a priorità medica, mai su una scelta “morale”. Non sono professionisti della morale no? Ci sono già abbastanza i preti per quella e per fortuna non sono nemmeno tutti a praticarla.
    E’ un’atrocità spingere le donne a mettere a rischio la propria vita, quando potrebbe essere savalguardata, solo per una presunzione di correttezza e moralità malamente considerata. Dare opportunità e capacità decisionale alle donne è aumentare le risorse per educarle e per prepararle alle loro scelte, ma anche per sostenerle nelle decisioni qualsiasi esse siano.
    Sì è triste vedere che tutto va a rotoli e che nessuno ne parla e nessuno se ne prende carico. Siamo troppo poveri per alzare la testa? No, siamo solo troppo poveri di qualità ed impegno. Però lo sapevamo già, in questo mondo ognuno pensa a sè e non tiene conto che pensare agli altri soprattutto su cose di principio vuol dire pensare al nostro futuro e a noi stessi. Ma dirlo a voi due che lo dico a fa’ 😉 so benissimo che siete sulla mia lunghezza d’onda.

    • Sono con te parola per parola, non avrei potuto dirlo bene come te 😉 Hai centrato il fatto pricipale. La lobby antiabortista NON DA’ POSSIBILITA’ DI SCELTA. Invece io sostengo che ogni donna è libera di fare ci che vuole secondo coscienza, e la bellissima 194 ci consente di gestire le nostre coscienze con responsabilità e protezione medica. O forse è meglio scrivere “consentirebbe”, dato che le lobby da te citate ed il fatto, purtroppo, che l’Italia è troppo vicina al vaticano, non danno possibilità alla legge di venire applicata come si dovrebbe. Proprio in virtù di questa legge si ha una libertà di scelta. Scriviamocelo in fronte così da non dimenticarcelo: libertà di scelta.
      Provengo da un paese che questa libertà non la consentiva. Come dire: il tuo corpo e il tuo senso morale sono in mano nostra, decidiamo noi per te.
      Eh no.

    • Ross, decidere se praticare o meno un aborto non è la stessa cosa che decidere se fare un’appendicectomia o un intervento a cuore aperto. I medici obiettori (parlo sempre di quelli veri, inutile tornare sugli altri che ci trovano tutti d’accordo) si rifiutano di porre volontariamente fine a una vita, non di fare un intervento che non li intriga.

      Ancora, il medico obiettore non vuole spingere la donna a mettere a rischio la propria vita, semmai a tenersi il bambino. Se questa poi decide lo stesso di rischiare la vita pur di non avere un figlio, non può attribuirne la responsabilità al medico.

      Gli abortisti dicono che il medico, la legge, non possono decidere del corpo della donna, ma allora, perché la donna può decidere del corpo del suo bambino? E che decisione poi!

      Un’altra cosa, e con questa rispondo alla questione che hai sollevato più avanti: Martina dice che, grazie alla 194, ai consultori, all’opera di prevenzione insomma, nessuna delle sue amiche e conoscenti ha avuto bisogno di ricorrere all’aborto, mentre tu mi dici che un medico abortista poi non si ritrova a far altro che quello, essendo tra i pochi disposti.

      Ora, la domanda mi sorge spontanea: un medico fa parecchi interventi al giorno, e se è ridotto a praticare solo aborti, ma quanto abortisce la gente? Ci sono dei conti che non mi tornano.

      Comunque passo avanti a rileggere gli altri interventi, e semmai riprendo il discorso sui successivi.

      • Scusa Diemme questo non è un incontro su chi ha ragione e chi ha torto, e non è nemmeno sui conti da far tornare. Se le donne statisticamente stanno disertando gli ospedali dove dovrebbero poter abortire in tutta sicurezza (o quasi), e dove i medici dovrebbero essere umani e disponibili, mi spieghi perchè mettono a rischio la vita?
        Non parlo solo di banale diversità di opinioni, parlo di situazioni reali e mai scontate. Le donne non abortiscono per sport e per mantenersi un corpicino da modella e credo che tu lo sappia e non voglia vederlo.
        Parliamo chiaro esistono sempre più ospedali che non praticano quello che la legge consente e nei pochi che lo fanno c’è un solo medico che non è obiettore. Il conto lo fai presto a fare.
        Comunque non è su questo che stiamo discutendo.
        Per quanto riguarda i consultori li stanno chiudendo uno dopo l’altro con un notevole disagio della popolazione femminile. Siamo ridotti che alcuni esami che venivano fatti nei consultori oggi ti trovi a farli in una roulotte itinerante… dio santo il massimo dell’intimità. Ah, però mettono delle sedie di plastica sul bordo strada così aspetti in piena privacy 😦
        Riderci sopra ci vuole coraggio.

      • Cara Ross, il discorso è molto lungo, e anche interessante, perché si stanno sviscerando sempre più fatti e argomenti.

        Quello che è successo al medico di cui parli, succede ovunque (ovunque in Italia almeno), e non parlo solo di classe medica. Ci sono persone per le quali, forse proprio perché davvero al servizio del prossimo, la riconoscenza di questo prossimo è l’unico ritorno della propria attività: per me, che faccio un altro mestiere, è esattamente la stessa cosa.

        Tu mi parli di consultori che stanno chiudendo, ma questo non è un attacco alla 194, non è un attacco alle donne, semplicemente fa parte di un sistema che ci ha succhiato l’anima, e ci dà sempre meno servizi in cambio di un prelievo economico sempre maggiore.

        Tolgono i consultori, ma chiudono pure ospedali interi, a prescindere dai reparti, chiudono aule delle scuole, chudono tutto, ci stanno depredando di tutto, non ne farei una questione strettamente legata alla 194 e a tutto il pianeta donna.

        Tornando a bomba, e qui quasi of topic, è vero che penso che ci sono donne che abortiscono per sport e per mantenersi un corpicino da modella, le ho conosciute di persona, e forse non sono io quella che non vuole vedere.

        I casi che ho riportato quando ho scritto da aquila, sono tutti di persone che conoscevo e, ti ripeto, quella che ha abortito per reale necessità non mi è ancora capitato d’incontrarla, ma detto così capisco che non renda quello che voglio veramente dire, e il discorso sarebbe lungo.

        Quella della prevenzione che sta venendo meno, delle roulotte itineranti anziché i consultori, hai ragione, è un drammatico ritorno al medio evo ma, ripeto, fa parte di un impoverimento della nazione a tutti i livelli, e dubito che la Chiesa c’entri qualcosa (abbenché se la Chiesa pagasse l’ICI ho l’impressione che quei soldi basterebbero per riaprirne qualcuno di consultorio).

  5. Non solo una stato sociale che si prenda cura dei propri cittadini, ma uno stato più umano.

    Un saluto dai Marinai di Vongole & Merluzzi

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/01/03/occupy-myself/

  6. […] figlia e le sue amiche questa scelta potrebbero non averla più. Come leggo in giro, come leggo sul blog di Rossaura, sono ricominciati gli aborti clandestini. Altri tipi di mammane, chimiche e sotto forma di […]

  7. L’obiezione di coscienza poteva avere un senso per i medici entrati in servizio prima dell’approvazione della 194.
    Per quelli dopo, no. Non ci sono giustificazioni che tengano.
    Quelli dopo sono quelli del “no la mia coscienza (pubblica) non me lo consente, l’aborto è un omicidio gnè gnè gnè, ma vieni pure nel mio studio privato che sistemiamo tutto con duemila euro a botta basta che nessuno sappia, eminenza, allora per quel posto da primario?”.
    Come giustamente avete già detto, nessuno obbliga queste persone con una pistola puntata alla tempia a fare i ginecologi.
    Onori e oneri, miei cari. Non vi sta bene? Benissimo, andate a fare i gommisti, allora.
    Prendere in ostaggio il corpo delle donne significa tenere in mano una società intera.
    E ‘sta feccia cristicola ci sta alacremente provando, oh se ci sta provando.
    E che poi non mi vengano a dire che il vaticano non è una delle cause principali dell’arretratezza civile, morale, etica ed economica di questo amatissimo, stramaledetto paese, per cortesia, piantiamola che alle favole ho smesso di credere da un bel pezzo.

    • Cara MadDog, se io faccio il medico, se voglio e sono in grado di salvare vite umane, io la gommista non la vado a fare.

      L’obiezione di coscienza è prevista, e io la esercito (se non fosse prevista, m’inventerei qualcos’altro). Diverso, come ho sempre detto e ripetuto, è il caso dei falsi obiettori, sciacalli che davvero vendono il corpo e i drammi delle persone per il dio denaro.

      Penso che, nei due schieramenti che si stanno formando, pro e contro aborto (e non dico pro e contro 194, perché io sono contro l’aborto, ma tutto sommato la 194 l’accetto), l’unica cosa su cui siamo d’accordo è che i falsi obiettori sono feccia.

  8. Mi sento a disagio, credo che qui questo sia e debba essere un discorso tutto al femminile. Certo ho una mia posizione e sono per la civiltà e contro la barbarie, per la libertà e contro chi vuole toglierla, la libertà, magari solo agli altri. Vorrei solo dire che forse non sarebbe ininfluente se si cercasse di bloccare l’occupazione della sanità da parte di “Comunione e Liberazione”. E all’obiezione si dovrebbe rispondere che primo: le strutture pubbliche debbono rispettare la legge pertanto gli obiettori vonno ad esercitare altrove poiché c’è bisogno di medici non-obiettiri. E si dovrebbero inasprire le pene per chi esercita l’oborto privatamente mentre pubblicamente (e pro carriera) si veste da anima candida. Evito (spero) qualsiasi appiglio polemico.

  9. Nò, cara @Martina …. hai espresso anche Tu nel tuo blog ed assai bene, come @Rossaura, e come non pochi blogger che amiamo frequentare, la tua corretta e appassionata visione della Legge n. 194, una Legge bellissima che non pochi vorrebbero sabotare con atti ignobili e subdoli, giacchè il confronto “a viso aperto” è già stato stravinto dai sostenitori della legge nel corso del REFERENDUM POPOLARE !!!
    Un @Medico veramente onesto e animato da reali ideali, un @Medico che abbia optato ( o opti … ) per il rifiuto ad assistere Donne che abbiano deciso di interrompere la gravidanza, all’ interno dei rigorosi limiti imposti dalla Legge ( e non “per diporto” …. ) e dentro una struttura ospedaliera pubblica, un @Medico che abbia un minimo di coscienza ( e non soltanto la voglia di far carriera ed arricchire il proprio portafoglio …. ), questo stesso @Medico ( e per fortuna, ce ne sono ancora … ) non va a lucrare soldi e carriera in un Ospedale Pubblico dichiarandosi anti-abortista, ma si dovrebbe rifiutare di accedere nelle corsie, potendo : 1) esercitare la sua professione in Ospedali religiosi – 2) idem, in “cliniche private” – 3) idem, presso il suo studio privato e/o ambulatorio – 4) idem, privatamente, giacchè un @Medico fa sempre comodo, ed ancora devo conoscere medici che abbiano fatto la fame poichè nessuno li chiamava per le loro prestazioni .
    Ma nò, questa è coerenza che fa male al portafogli ed all’ ambizione, è assai più facile accedere, magari con la spinta ‘pelosa’ della sacrestia, in una struttura pubblica, e giocare con la salute delle Donne in ambasce …. molto, moooolto più facile, ed ipocrita !
    Qui, non dobbiamo pensare a “@medici turpi che pratichino aborti clandestini”, non ce ne è bisogno, per smascherare l’ ipocrisia di chi voglia sabotare questa Legge, è sufficiente riflettere sul fatto che :
    1) La Legge 194 NON OBBLIGA NESSUNA DONNA ad abortire, è dunque una Legge di sostegno e di servizio a cittadine italiane, e non di coazione con risvolti penali a chi si rifiuti di rispettarla .
    2) Chi fra le Donne, per motivi ideali o religiosi NON voglia abortire, può liberamente portare avanti la gravidanza, magari affidandosi a @Medici onesti e con oneste finalità .
    3) Lo Stato Italiano, a norma della Carta Costituzionale, è uno “STATO LAICO E DEMOCRATICO”, e non uno stato talebano, o komeinista, o confessionale, E’ LAICO, E CONSIDERA ALLA STESSA STREGUA OGNI CITTADINO/CITTADINA, A PRESCINDERE DALLA RAZZA, DAL CENSO E DAL CREDO RELIGIOSO !
    4) Si rifletta sull’ integrità morale di un @medico anti-abortista che, a prescindere se sia coerente con i suoi principi sulla vita e sulla morte o se sia invece un cialtrone da anfratto, DA UNA PARTE PERCEPISCE UNO STIPENDIO DALLO STATO E DALL’ ALTRA DEFINISCE QUELLO STESSO STATO “ASSASSINO” !!!
    E’ vero, “pecunia non olet” … ma certo sulla coscienza degli incoerenti, quella pecunia dovrebbe puzzare assai !
    @Bruno

  10. Ecco, MadDog ha espresso il mio pensiero, al centimetro. Caro Bruno, sappiamo che l’Italia sulla carta (costituzionale) è una cosa, e di fatto è un’altra. sappiamo quanto il vaticano sia ingerente, proprio quel vaticano che non paga l’ICI e che si è appropriato di diritti che non gli appartenevano. E’ la stessa gente che vietava l’uso dei preservativi in un’Africa divorata dall’AIDS.

    Tempo fa qualcuno postò la testimonianza di una sua amica a cui un medico obiettore rifiutò di fare il pap test perché aveva una depilazione totale. Adesso, ma stiamo scherzando? Ovviamente questa persona fu denunciata, ma dubito che ci sia stato alcun seguito. Lei dovette andare da un’altra parte. Questi sono gli eccessi a cui porta il fanatismo. E chi ci va di mezzo?

  11. Riporto il commento scritto nel blog di Martina
    Non tutti i medici sono obiettori, ma quelli che non lo sono vengono privati di una carriera e del loro lavoro più congeniale, ossia quello di far nascere i bambini.
    Inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito, ci sono molti medici che si dichiarano obiettori, proprio per non dover sacrificare il loro futuro lavorativo. E com’è che succede? E’ semplice, da quando gli ospedali sono in mano a personaggi che fanno del profitto il loro credo, le questioni si aggravano. Comunione e Liberazione è una bella organizzazione, ovviamente cristicola (come direbbe Mad) ma di fede finanziaria e quello crea l’assurdo che non sono veramente antiabortisti, ma mostrano un atteggiamento che asseconda le loro tasche.
    Allora capita che l’unico medico che è disponibile ad essere medico davvero e a non badare alle regole del mercato, finisce ghetizzato nella sala operatoria e finisce col fare solo aborti, cosa che per un povero ginecologo non è certo la ragione di vita. E va in pensione depresso e ridicolizzato.
    E scusate se lo dico, non basta dare un colpo al cerchio e uno alla botte, non basta pensare ai propri casi e sull’argomento essere tiepidi, non si possono accettare i poliziotti che entrano nella camera di una paziente che ha abortito, oltre al periodo massimo, per gravi malformazioni del feto, non si può non cacciare con calci in culo chi con i vestitini dei neonati, va a coglionare le donne che decidono l’interruzione della gravidanza, qualsiasi siano le loro ragioni, non possiamo trovare medici che ti trattano come un’appestata perchè decidi per l’IVG (ma se ne vadano negli ospedali del vaticano o nelle cliniche private e nel contempo se ne vadano pure affan…) non si può accettare che un sindaco picchiatore autorizzi la formazione del “cimitero degli angeli” dove vengono sotterrati i feti, che a dirla tutta sono solo di un punto più in là di un pannolino usato. E scusate ancora se sono cattiva, ma non dirò mai o quasi mai ad una donna che ha sbagliato a mettere al mondo un bambino, a meno che quel bambino poi non lo butti nel cassonetto oppure non lo faccia morire di fame, freddo e stenti.
    La legge 194 è una dimostrazione di civiltà, e questa legge come molte altre leggi civili ci viene pian pianino erosa da una miriade di ostacoli e difficoltà che riducono le donne a prendere strade diverse e molto, ma molto pericolose.
    Non mi invento che nella sanità, come nella scuola tutto viene fatto con modalità da azienda privata, sembra che il pubblico sia solo perdita di denaro, mentre ridurre le donne, i vecchi e i bambini in elementi da succhiare e spellare questo sembra invece il destino di oggi e futuro.
    Dimentichiamo che siamo stati bambini, siamo donne e diventeremo vecchi e i nostri figli vivono delle nostre risorse e diventeranno donne o uomini senza un vero futuro e senza possibilità di trovare facilmente un lavoro che dia loro sicurezza, che faranno domani per noi vecchi? Che potranno fare? E noi che forse avremo una pensione che non basterà nemmeno per vivere, ma che ci toccherà usarla per permetterci un po’ di assistenza … beh (qui aggiungerei una risata molto ma molto amara) scordatevelo, fateli bene questi stupidi conti della serva: quanti di noi si possono permettere una casa di riposo oppure una badante?.
    Insomma c’è un motivo perchè in Italia non si fanno figli e chi li fa ne fa uno ed è anche troppo.
    Per una donna avere un figlio è determinante sia in bene che in male, è la cosa più bella , ma è anche la più dirompente. Chiedetelo a quelle che hanno un lavoro e che firmano già prima di iniziare, le loro dimissioni, nel caso rimanessero incinte. Chiedete quanto lo Stato prevede per l’aiuto delle ragazze madri, non come carità, ma come possibilità di impiego e di inserimento nella vita normale. Fate i conti di quanto si deve pagare per mettere il proprio figlio al nido. Io lo ricordo bene, prendevo poco più di un milione e pagavo 480.000.= di retta per un bambino di 4 mesi al quale preparavo i biberon con il mio latte e provvedevo alla fornitura dei pannoloni in quanto allergico a certe marche e mi pagavo anche un affitto in aggiunta.
    Per questo mi fanno ridere quelli che si scagliano contro l’aborto e ti dicono Dio vede e provvede…. ma non è che Dio sia un maschio sciovinista?… Se non lo è qui qualcosa non quaglia. E tra parentesi da quel che so ci ha pure dato il libero arbitrio, quindi cerchino, certi sepolcri imbiacati, di tenersi le proprie convinzioni, come io non sbandiero le mie. Io il libero arbitrio lo so usare e non ho bisogno di nessuno che mi dica come dovrei fare.

    • Ok, cominciamo dalle cose su cui sono d’accordo: “non si possono accettare i poliziotti che entrano nella camera di una paziente che ha abortito, oltre al periodo massimo, per gravi malformazioni del feto, non si può non cacciare con calci in culo chi con i vestitini dei neonati, va a coglionare le donne che decidono l’interruzione della gravidanza, qualsiasi siano le loro ragioni”. Hai ragione, sono cose inaccettabile, non conosco questi episodi, ma ti credo sulla parola, sono deprecabili, vergognosi e privi di equilibrio e buon senso.

      Sono ancora d’accordo sul fatto che una madre è in grosse difficoltà, ricattata sul lavoro, messa alle strette economicamente financo dagli asili nidi: ma davvero vogliamo risolvere tutto questo con l’aborto? Io penso che dobbiamo lottare contro gli asili nido a pagamento, contro la mancanza di aiuti alla madre, contro la discriminazione e i licenziamenti da maternità sui posti di lavoro: abortire perché il mondo è questo significa avallarlo.

      • Veramente non stavo avvallando nulla, ci mancherebbe, non sono qui per giudicare, se non nei casi di donne che invece di abortire buttano i bambini nel cassonetto, oppure com’è successo l’anno scorso in quella famiglia di senzatetto con cinque figli dove il più piccolo ha trovato la morte per inedia, freddo e malnutrizione, allora sì che divento giudice e non perdono. Non si fanno figli solo per l’incapacità di prendersi le responsabilità o per altre idee, diciamo fondamentaliste, e soprattutto non si mettono in condizioni di difficoltà e sofferenza estrema. Ci sono anche le madri che fanno prostituire le figlie in età da bambole e quelle che vivono la loro vita sulla pelle dei figli e ci sono un’infinità di altre questioni che riguardano genitori che avrebbero fatto bene ad abortire i loro figli piuttosto che dargli una vita infame e tormentata (ma questa è un’idea mia e non pretendo che venga condivisa). Se è più giusta una soluzione che un’altra dipende dalla prospettiva non ti pare?
        Certamente con questo post non intendevo e l’ho premesso subito di prendere una parte invece dell’altra. Abortire si o no non ha niente a che vedere con il fatto che in un paese dove esiste una legge adatta per consentire la diffusione di una cultura della prevenzione e della decisione libera e cosciente, e viene prevista l’assistenza e il supporto di una donna che prende o non prende una certa decisione, insomma in un paese come il nostro non è possibile angariare le donne che sono costrette a prendere questa terribile decisione e costringerle a percorsi alternativi pericolosissimi.
        Perchè su questo non ho dubbi, si tratta di una decisione che segna indelebilmente una donna.
        Ora io so che tu sei contraria e io non lo sono, sia chiaro non sono un’abortista spensierata, ma penso che come tu sei libera di prendere la tua decisione libera e responsabile di tenerti un figlio o una figlia, anche in situazione estrema e hai le “palle” per sostenere una situazione simile (anche un lavoro e un carattere e forse una famiglia dietro le spalle) ci sono donne in situazioni molto diverse che non hanno nè le tue stesse idee nè le tue possibilità e allora? E allora che fai? Le scoraggi? Le umilii? Le fai sentire vermi ed assassine? Le allontani dalle strutture ospedaliere e le fai abortire con ” i ferri da calza e i ciuffi di prezzemolo”?
        Non credo cara Diemme. Potrai disapprovare e avere idee differenti, ma spero che, come penso loro non siano intervenute sulla tua decisione di tenere la figlia che hai a prescindere dalla situazione, non credo tu ti senta superiore per il fatto che loro invece non ce la facciano.
        La legge non serve per chi i figli li vuole in ogni modo tenere, a qualsiasi costo, suppongo che a quelle la legge non interessi troppo, a meno che non serva alla propria sorella, cugina o figlia, nei casi estremi, allora forse la legge prende un aspetto umanizzante, ma serve a chi invece ne ha bisogno e sai com’è… : “io posso non essere d’accordo con te, ma a costo della mia vita farò di tutto perchè quello che pensi venga rispettato” perchè lotterò per la tua libertà visto che la considero un bene prezioso ed indispensabile.
        I casi descritti sono reali e anche molto pubblicizzati sia da i pro che dai contro e forse i secondi sono molto più accaniti.
        Il ginecologo in questione è un caro amico che ha dato dignità ed onore alla categoria nell’ospedale della mia città. Avrebbe potuto diventare un pezzo grosso, ma è rimasto solo un medico gentile ed umano. Ha scelto la pensione perchè a parte la riconoscenza di molte donne che si sono sentite ascoltate e considerate, non solo in fase di aborto, ma anche in quella di nascita dei loro figli, è sempre rimasto isolato dalla classe medica mediocre e disumana di quel reparto.
        Ecco perchè la mentalità che si è instaurata negli ultimi anni nella nostra società mi è difficile da digerire e da accettare. Chi sei tu per giudicare gli altri? (non sto parlando di te Diemme, che malgrado possa essere in disaccordo su alcuni punti, penso non ti schiereresti mai per la chiusura dei consultori e per l’abolizione della legge), Ma parlo di un tu benpensante che crede di asvere ragione e di poter pretendere che gli altri si allineino al suo pensiero (dominante? spero di no!).

  12. Cara Ross, agire per la vita significa agire per la vita, non per una morte lenta al posto di una veloce: per tutti quei bambini e bambine, picchiati, violentati, mandati per strada a mendicare o venduti a qualche pedofilo, è chiaro che sarebbe stato meglio non essere mai nati, ma voglio ben dare per scontato che questo sia assodato e non è ciò di cui stiamo parlando.

    Ancora, tu mi dici che io ho avuto le palle, un lavoro, un carattere e forse una famiglia dietro le spalle e che ci sono donne in situazioni molto diverse che non hanno nè le mie stesse idee nè le mie possibilità: ecco, parlo sempre di quelle che ho conosciuto, e facendo mente locale mi rendo conto che avevano tutte più possibilità di me, e l’unica cosa ad essere diversa erano, per l’appunto, le idee.

    Troppo sonno per continuare, ti do la buonanotte.

    • Continuo a non credere di essere in posizione molto diversa dalla tua, a fronte di persone che fanno scelte superficiali, esiste una massa di persone in gravi difficoltà, anche se fosse, già sarebbero determinante le questioni di età e considerazioni economiche.
      Io non posso sapere delle esperienze che tu hai avuto, posso solo sapere delle mie e credimi non ho trovato mai nella mia ormai lunga vita una solo donna che abbia scelto l’aborto come soluzione ad un problema banale e altrimenti risolvibile. Avere un figlio richiede una “preparazione” non genericamente ideologica, ma mentale strutturata. Non so se sono chiara, non basta dire: i bambini hanno diritto di nascere, ma devono avere anche un ambiente e una situazione di accoglimento più o meno decente. Le esaltazioni sentimentali aiutano poco, anzi niente perchè conducono velocement alla disillusione. Avere un bambino non è ottenere un giocattolo, esistono le grandi soddisfazioni, ma anche gli inevitabili problemi e i sacrifici, per i quali molte donne non sono preparate, soprattutto in giovane età. Allora meglio non avere un figlio piuttosto che dare la vita ad un bambino destinato all’infelicità. Ma parlarne così è un esercizio teorico che non conduce a niente.
      Le donne di cui parliamo a prescindere dalle ragioni che possono sembrare più o meno valide a seconda di chi le valuta, sono donne che abortirebbero comunque e che hanno diritto all’assistenza e alla scelta libera. Non ne farei una valutazione morale, a questo punto la tua vale la mia non credi? Tu dai valore di vita a tutto tondo dal momento del concepimento e io no, tu sei in “buona” compagnia (purtroppo assieme anche a chi rende questa legge sempre più avvilita e difficile da utilizzare) spingendo le donne a “pratiche” poco ortodosse e io invece in altrettanto “buona” compagnia sostengo l’assistenza e la libertà di decisione. E allora che parliamo a fare? Tu non mi convincerai visto che parti da un punto di vista parziale e prevenuto che però consideri assoluto, dal tuo punto di vista la legge è ingiusta e andrebbe cancellata (suppongo). Da parte mia invece ho una legge approvata che considero una pietra miliare della nostra civiltà. So che si tenta di cancellarla e anche di riportare indietro l’emancipazione della donna di decenni, e purtroppo chi la pensa come te (perchè non tutti sono dotati di intelligenza e sensibilità) in genere si schiera contro e apprezza tutti gli ostacoli che vengono messi sul cammino, presenza di associazioni per la vita comprese (quelle che sventolano i completini e che gridano: assassine per dire). Insomma qui si è schierate o da una parte o dall’altra, ma non si può stare a metà del guado. O le donne possono essere autodeterminate e poter scegliere se avere un figlio oppure sono obbligate ad una scelta forzata per questioni, lmralistiche-religiose, oppure per una qualche idea fatalistica di destino o per non so che altro (scelta obbligata da condizionamento, e su questo non ci piove sopra).
      Quindi continuo a dire: che parliamo a fare? Ti scandalizzi che ci siano medici scandalosamente motivati per fare gli obiettori? Lo scandalo sta sia nella volontà di fare carriera a scapito della deontologia, sia nel non fare quello che sono comunque chiamati a fare: salvare vite umane, che nel caso specifico è una donna che esiste con pensieri, sentimenti e legami sociali e dall’altra parte un feto che potrebbe diventare dopo la nascita un “luogo” di pensieri, sentimenti e legami sociali, ma che prima lo è solo nella testa di chi si esalta attorno a quel potenziale futuro.
      Tu pensi davvero che per quei medici valgano moralmente i diritti di quel feto? Tu pensi davvero che di fonte al pericolo di vita tra una madre e un bambino non ancora nato, si scelga come succedeva una volta la vita del bambino? Lo sai chi decideva qualche decina di anni fa? Lo sai di chi era il diritto?…. lasciamo stare che il discorso si articolerebbe all’infinito.
      E’ vero comunque che tutto per un criterio “economico” travisato viene cancellato, ma almeno cerchiamo di non cancellare i diritti della gente. E’ mia convinzione che alla società costa meno gestire l’assistenza per donne, bambini ed anziani di genere sociale piuttosto che personale, sono in altri luoghi che vanno fatte le economie… ma su questo siamo pienamente d’accordo.

      • Cara Ross, anche io penso che le nostre posizioni non siano “molto” diverse, ma diverse senz’altro.

        Mi dici che io cancellerei la 194 e no, non la cancellerei ma, forse diversamente da te, la considero il male minore, non una grande conquista.

        Ovvero, come dice Martina, è una legge bellissima relativamente a quanto prevede come prevenzione e servizi ma, per quello che regola l’aborto, non cambio idea, ed è solo un tampone che, di fronte alla scelta che potrebbe essere di perdere due vite o una sola sceglie, giustamente, di salvare il salvabile.

        Non sono d’accordo poi che si possa nascere “destinati” all’infelicità, ci sono figli che sono nati in famiglie ricche che sono finiti infelici o addirittura suicidi, e figli nati in condizioni drammatiche che hanno cambiato, in positivo, i destini del mondo (ma questo non te lo devo raccontare, so che lo sai).

        Nel mio piccolo ho conosciuto una signora, assolutamente antiabortista, che sosteneva che, in base a certe teorie, lei non sarebbe dovuta nascere, visto che è venuta alla luce in piena seconda guerra mondiale, sotto i bombardamenti: eppure, ha avuto una vita tranquilla, completa e soddisfacente, ed è ben lieta di essere nata.

        Ecco, io non credo alla predestinazione alla felicità o all’infelicità a seconda delle condizioni di nascita.

        Ma perché ritieni il mio punto di vista “parziale e limitato”? Usi spesso espressioni “limitanti” quando non sono d’accordo con te, e questo non aiuta certo il dialogo, anche se sono cose che, francamente, mi faccio scivolare addosso.

        Comunque ti rispondo su un altro dei punti che sollevi, se per caso ti chiedessi come la penso: se la scelta di vita o di morte è tra la madre e il bambino, anche per me (e per la mia religione a quanto mi risulta, abbenché la mia idea si sia formata indipendentemente) è da salvare la madre, a meno che non sia lei stessa a volere una cosa diversa (come quelle che rifiutano la chemioterapia per non danneggiare il bambino).

  13. Prima di uscire da questo argomento, seguendo il consiglio saggio di @Mario che – giustamente ! – ci ricorda che in questa dolorosissima evenienza che pone una Donna di fronte ad una scelta terribile per lei …. E’ LA DONNA CHE DEVE DIRE L’ ULTIMA PAROLA, vigilando noi uomini che in nessun caso e da nessun cialtrone ( laico o ecclesiastico … ) le venga recata alcuna offesa e sia, al contrario, assistita adeguatamente da ogni struttura pubblica all’ interno del servizio sanitario, voglio soltanto ricordare un episodio personale .
    Mia Moglie – pur non avendo mai sofferto ( buon per lei …. ) alcuna malattia al seno – uscì qualche anno fa dalla ASL del nostro territorio ( dove, “da giovane funzionaria” conosciutissima in zona per la sua battagliera predisposizione a lottare per chi soffra, aveva davanti a sè una brillante carriera per le sue conoscenze professionali nell’ ambito della sanità …. ) “per abbracciare il volontariato” dell’ A.N.D.O,S. ( Associazione Nazionale Donne Operate al Seno ), dove tuttora opera “gratuitamente” al servizio di tutte le Donne, in particolare di quelle operate al seno o che abbiano problemi da diagnosticare, ma anche di chiunque, afflitto da malattie gravi, sia vessato da regolamenti “pelosi” o da strutture pubbliche o da @medici che, anzichè mettersi al servizio del cittadino, curano spudoratamente i loro “interessi di bottega” . .
    Bene, nel gennaio 2011, la governatrice della Regione Lazio, @renata polverini, soppresse ai fini del risparmio per la spesa sanitaria regionale (sic!) 6 posti letto nel Day Ospital di Anzio-Nettuno, una microstruttura virtuosa nata e portata avanti da personale ( medico e paramedico ) estratto dal volontariato, con macchinari acquistati con donazioni pecuniarie dei cittadini e con i proventi degli spettacoli ( concerti, opere teatrali, riviste …. ecc. ) che d’ estate si tengono, a cura dell’ A.N.D.O.S. e delle “Associazioni contro il cancro”, dalle nostre parti approfittando del gran numero di villeggianti che frequentano Anzio e Nettuno nella stagione estiva . Di fronte a questo infame sopruso, mia Moglie, a partire da fine giugno, con lettere di denuncia sui giornali, tenendo in ogni luogo pubblico raggiungibile conferenze in cui spiegava, carte e risultati alla mano, l’ importanza vitale di questa piccola struttura, e raccogliendo su tutto il territorio – con uno sforzo per lei immane – ben 23.000 firme di cittadini “di qualunque orientamento politico”, ad ottobre è riuscita “a far reintegrare questi sei posti letto” che danno respiro ed assistenza a chiunque si ammali di malattie tumorali . Per tutta l’ estate, ho collaborato con lei e con le poche sue amiche che l’ aiutavano, vivendo insieme a Donne coraggiose che si sono battute contro tutti, decine di migliaia di Donne di ogni tipo e di ogni età, che mi hanno aiutato a capire non poco di loro e delle loro esigenze, ed a comprendere che, senza lotta, è assai arduo “strappare servizi che sono dovuti ai cittadini”, e che invece vengono loro sottratti per meschini interessi personali ( carriere di primariato, potenziamento di “strutture private” a danno di quelle pubbliche, bramosia di lucrare su tutto, pur di arricchirsi sulla pelle dei cittadini più indifesi, ecc. ecc. ) . Si è parlato molto anche della Legge 194, ed ho trovato unanime parere che sia una delle poche leggi giuste al servizio delle Donne, da difendere con ogni mezzo, giacchè anche l’ aborto è inteso, da parte dei cialtroni infami, come un mezzo per far soldi sulla pelle altrui, senza misericordia alcuna, senza rispetto per nessuno . Ho ascoltato testimonianze da rabbrividire, da parte di Donne che dovettero ricorrere “ad una struttura pubblica” per interrompere la gravidanza, interromperla per gravissimi motivi, tutti contemplati dalla legge di stato, e che pure furono oggetto di scherno da parte dei @medici stessi, trattate da donnacce di strada, senza assistenza, e sarebbero potute “schiattare”, ove fossero mancati quei pochissimi @Medici coraggiosi che si adeguarono alla legge e si ricordarono di essere medici, e non giudici di un tribunale dell’ inquisizione ! .
    Ha straragione @Rossaura, “è tempo di finirla” con l’ ipocrisia delle maschere e delle false battaglie ideologiche, bisogna che da parte nostra si denunci con ogni mezzo a nostra disposizione questa situazione gravissima, che vede assottigliarsi il numero dei @Medici onesti ed erodere piano piano la Legge 194, è ora che si denunci ogni ipocrisia, ogni subdola manovra mirata a cancellare, surrettiziamente, una delle poche leggi “oneste” che dispongano un sostegno concreto, da parte dello Stato, alle Donne !!!
    Qui, non c’ è alcuna battaglia di principio da portare avanti, non c’ è alcuno scontro di fede, giacchè stiamo parlando di una legge “che non obbliga” alcuno/alcuna ad abiurare la propria fede o i suoi principi esistenziali, e dunque si cominci a pretendere, da parte di noi liberi cittadini e cittadine, che i @medici anti-abortisti escano immediatamente dalle strutture pubbliche e vadano a fare i medici dove meglio gli aggrada, “ma fuori” dagli Ospedali dello Stato, che debbono porsi “all’ esclusivo servizio di chi soffra”, al servizio di qualunque cittadino e cittadina abbia un problema di salute, senza chiedergli prima nè il certificato di religione a cui appartenga, nè quali siano le sue idee esistenziali e/o politiche : una paziente che stia soffrendo, non deve più trovarsi di fronte un @medico (sic!) a braccia conserte “perchè la sua coscienza (sic!) gli impedisce l’ intervento”, ma deve sentire il conforto umano di tutto il personale intorno a lei, poichè questo la legge prevede, e questo è suo diritto di ottenere !
    Massimo rispetto, ed ammirazione, per quelle Donne che intendano mettere al mondo un bambino, contro ogni rischio sia per il nascituro, sia per se stesse, ma altrettanto rispetto, ed uguale ammirazione, e massimo sostegno medi o e paramedico, preventivo e successivo, per quelle Donne che, al contrario, abbiano seri motivi per interrompere la loro gravidanza, e massima pietà per loro da parte di tutti ( se si ha un benchè minimo sentimento di ‘humana pìetas’ ) , giacchè la loro scelta lascerà comunque in loro un dolore mai cancellabile !!!
    @Bruno

  14. Grazie, Bruno. Sì! non è per una sorta di fellonia che mi sono sottratto né per qualche motivato rigurgito al dialogo (conosco fin troppo bene le due posizioni e il pensiero, già espresso, delle persone). Non è nemmeno per poca conoscenza dal punto di vista sanitario, non fosse altro perché ho passato una vita (33 anni) accanto ad una infermiera professionale ed era come se mi fossi sposato all’ospedale. E gli episodi riportati (i pochi ricordati) non hanno bisogno di commenti e non possono essere posti in dubbio, v’è una notevole documentazione. In realtà, come detto, ho una mia precisa posizione e Ross sa che mi troverà sempre al suo fianco; qui e in tutte le battaglie che riguardano la difesa dei diritti delle donne. Ciò che impedisce il dialogo è l’assunto che da una parte si considera l’inizio della vita la nascita mentre dall’altra si considera il concepimento. Certo, io agnostico, son cresciuto in uno strano mondo, nel mondo di una religione che difende la vita salvo poi indire guerre sante, benedire gli eserciti esportatori di pace e democrazia armate, etc. cioè pronto a trovare giustificazioni per togliere la vita a chi ha già cominciato a percorrerla. Mi rintano allora nel silenzio non per evitare una polemica ma consapevole dell’inutilità della stessa. E mi taccio. La verità ultima se sono stato laconico è perché credo veramente che sui problemi che riguardano principalmente l’universo femminile sia ora e tempo che impariamo a far parlare le donne e ad ascoltarle.

    • Caro Mario, perché dici che è un problema delle donne? Non sono vostri i figli che concepiamo? Non è a un vostro figlio che togliamo la vita se abortiamo?

      Un mio amico, contrario all’aborto quanto me, stava con una donna che a un certo punto rimase incinta, e il bimbo non lo voleva. Lui disse: “Nessun problema, lo tengo io”, ma lei si rifiutò, non lo voleva e basta.

      Fino all’ultimo lui si accorò di non uccidergli quel figlio, che l’avrebbe tenuto lui senza chiederle mai niente, che non si sarebbe neanche accorta di averlo. Le provò tutte, ma senza successo: lei il figlio non lo voleva, non lo voleva e non lo voleva, ma soprattutto non voleva la gravidanza.

      Lui ne rimase traumatizzato, e fu allora che pensai che noi donne abbiamo una gran fortuna a poter decidere, ad avere il coltello dalla parte del manico: lei può decidere se portare avanti la gravidanza o meno, lui deve solo subire la di lei decisione.

      Ma questo decidere sulla pelle dell’uomo, in tutte queste discussioni non è mai stato preso in considerazione.

  15. Semplicemente… non ci sto. Non mi farò trascinare nella polemica. Ho già provato questa ebrezza e non mi interessa. Le mie donne possono testimoniare come io sia sempre stato presente vicino a loro. Esco da altre esperienze. Vedo un mondo al maschile. Per me l’emancipazione, il rispetto e l’autodeterminazione sono ancora tutte da costruire. Già! io sono un fortunato, sempre stato, questo non mi impedisce di pensare agli altri. Restiamo umani.

  16. Decidere “sulla pelle dell’uomo?”. 😯
    Non faccio ulteriori commenti, scusate farei degenerare la discussione.

  17. Cara Diemme nessuna intenzione di offendere riguardo alla limitatezza di alcuni giudizi e la ragione non era la differenza di opinioni fra te e me, ma all’evidente tentativo di superficializzare e qualunquismizzare un atto profondamente toccante e lacerante per una donna. Se poi ci vogliamo aggiungere anche i diritti degli uomini alla paternità, beh allora aggiungiamoci pure il ridicolizzare.
    Non sostengo che tutti i figli tenuti anche se non veramente voluti e nati in situazione limite non abbiano il diritto di esistere. Sono nati e quindi esistono e possono essere felici di essere nati e anche possono diventare grandi personaggi importanti per la società, ma questo che c’entra? E che c’entra che nelle famiglie “perfette” nascano o vengano cresciuti degli infelici. Non è di questo che parliamo. Non è della loro proiezione futura, perchè la donna che non vuole o non può avere figli (qualsiasi sia la ragione) non si bea di questa proiezione, qualcosa simile alla pubblicità del mulino bianco (figli belli, intelligenti, ben vestiti, sani e già svezzati) insomma questo è il mondo dei sogni, la realtà conduce la donna a fare una scelta che è impegnativa in entrambi i casi solo che in uno coinvolge davvero un essere umano vivente, nell’altro solo un’idea di un essere umano. Comunque non sto dicendoti “limitata” a te specificatamente, ma alla valutazione parziale dello scenario che conduce una donna a scegliere. Tu in qualsiasi situazione sceglieresti di tenerti un figlio a prescindere dallo stato di salute o dagli handicap che può avere e dalla situazione fisica, economica e psicologica della donna. Ovviamente io darei priorità a tutte le altre ragioni, che forse a te potrebbero sembrare ininfluenti, ma evidentemente a te non a chi è in quel momento coinvolto nella situazione. Io rispetto la scelta degli altri, che potrei anche non condividere, potrei anche personalmente non farla mai, ma questo non toglie che non difenda la libertà di scelta di chi la pensa diversamente da me. Difatti rispetto anche la tua idea di maternità che seppur non coincide con la mia, almeno è libera e indipendente, ma non moralmente superiore.
    Se poi vogliamo inserire anche la protezione della paternità allora cerchiamo di mettere sulla bilancia tutti i figli nati da un genitore (maschio) assolutamente in disaccordo. Di padri che non volevano diventare tali ne conosco in dosi industriali, invece di quelli che lo volevano e sono stati brutalmente disillusi nemmeno uno, che sarà mai?
    Sono d’accordo con Martina, su questo stendiamo un pietoso velo.

  18. […] Continua la polemica su aborto, libertà di scelta, obiezione di coscienza, che in questi giorni ha imperversato su blog amici, quali Aquila, Martina, Ross. […]

  19. !?!
    😯

  20. Bruno, siamo interessati a non continuare nessun tipo di dialogo né su questo né su altri temi con la persona. Io personalmente ho tolto il link al suo blog dal mio. Ero un visitatore abituale (gionaliero), forse a qualcuno sembrerà strano ma posso sopravvivere anche senza. Il racconto della sua storia, il suo racconto, mi aveva mosso ad una solidarietà. Oggi credo, e non starò a spiegarlo, non sia una bella persona. Inoltre il nostro tempo è molto assorbito dal lavoro che stiamo facendo per la palestina e altre cose nel mondo reale. Sarebbe in palese contraddizione a quanto crediamo fdermamente ed inutile. La rete è solo una aprossimativa immagine del mondo reale. Lì i bambini muoiono sul serio, ma quelli sono solo bambini palestinesi. Non ho altro da aggiungere e non ha senso per noi insistere né lasciarci provocare. Domani siamo a Milano, Giovedì a Roma, domenica prossima in Brianza, sempre per il nostro attivismo. Come vedi me ne sono già fatto una ragione. Un abbraccio e concludo con la famosa frase dell’attivista Vittorio Arrigoni che titola il suo libro di memorie da Gaza sotto piombo fuso e detta la filosofia del lavoro nostro e del nostro gruppo: “Restiamo umani”.
    http://emmedigi.wordpress.com/2011/12/22/i-bambini-di-gaza-disegnano-il-conflitto-a-murano/

  21. Conclusione amara la tua, @Mario, ma la capisco benissimo !
    Si fanno tratti di strada insieme, ci si lascia poi e ci si perde …. e inaspettatamente, ad onta di tutto, ci si ritrova per perderci ancora, e fa male …. giacchè qui nel blog, non credo che battemmo parole vuote, ma esternammo sentimenti, rimpianti, sogni, prospettive, amarezze e tutto questo non si cancella mai, credo . i
    Fui portato qui da te e da @Ross proprio da @Diemme-Ifigenia, e come ho scritto oggi nel suo blog di questo le sarò sempre grato, poichè in te e in @Ross ho trovato Persone meravigliose, e tantissimo ho imparato da voi, soprattutto che non c’ è sogno che non possa avverarsi quando lo contenga un cuore grande almeno come il sogno !
    L’ attività che portate avanti, è degna di ogni considerazione, poichè è al servizio dei più deboli e dei senza difese, ed è espressa da te e @Ross con una tensione etica tanto alta quanto umile ….
    Faccio quindi mia la tua esortazione “Restiamo umani” … e ti abbraccio @Mario !
    Hasta la victoria, siempre !!!
    @Bruno De Angelis

    • Caro @Bruno, sull’argomento vorrei solo chiarire un punto, anche se credo di sapere che comunque tu hai già compreso. Non ho animosità verso Diemme, anzi, in ogni caso la sua storia, o quanto io conosco di lei, mi muove se non totalmente a simpatia, almeno profondamente a comprensione. Molto spesso si fanno scelte coerenti col nostro pensare, altre volte si adatta il pensare alle scelte fatte. E’ umano, non è solo una debolezza e più che altro un tentativo di forza che cerchiamo nelle cose.
      Quando le ho detto che non è corretto usare le frasi decontestualizzate, e a volte addirittura non dirette a lei, per farsi una ragione, ha un significato plurimo: primo non sono tenuta a farmi portare a zonzo e il suo tentativo infastidisce, secondo trovo la questione non proprio pregevole. In genere, personalmente, non ho bisogno di farmi forte dei giudizi degli altri, avessi anche il mondo contro, e almeno in questo caso così non è, quello che asserisco sarebbe sempre e comunque opera mia, di cui rispondo direttamente, senza bisogno di conferme.
      Ovviamente avrei potuto usare più diplomazia, a volte si possono dire le cose con ironia e in modo meno diretto, ma non è questo il mio modo di essere, sono diretta e certamente non riesco ad essere connivente o assecondare un comportamento che ritengo falsamente amichevole.
      Sull’argomento e non solo su quello è chiaro da sempre che non abbiamo punti in comune e malgrado questo credo di essere in grado di sopportarlo, non tutti possono pensarla come me, è chiaro, ma non pretendo che quelli che non la pensano come me, lo debbano fare per forza. Su questo dissento con quello che mi ha detto, sono appunto molto democratica. Sono per la libertà di scelta e non entro mai sulle scelte degli altri. Magari mi incazzo davanti a medici poco etici che preferiscono lasciare le donne in difficoltà, piuttosto che mettere in difficoltà la loro carriera. Qualcuno magari obietta davvero, ma allora forse farebbe meglio a fare l’ostetrico invece del ginecologo e guarda caso succede pure alle donne medico, che pure per loro la carriera conta di più che l’avere figli.
      Insomma non si può giudicare sulle motivazioni, ma come già scrissi come si comportano questi medici di fronte all’intervento di separazione di due gemelli siamesi che hanno in comune un organo vitale? Di fronte al pericolo di vita di tutti e due viene effettuata una scelta, e si salva il gemello che ha più probabilità di vivere. Cosa chiameremo quel chirurgo che uccide un bambino vivo ? Assassino?
      Insomma partire da presupposti diversi non vuol dire che c’è chi si sente superiore e chi invece viene additato come assassino. Tu ti tieni il figlio di una violenza mentre io no, tu hai un ottimo capoufficio, mentre il mio mi licenzia se viene a sapere che resterò assente per maternità, tu trovi un uomo che vuole talmente tanto quel figlio che metterebbe pure a rischio la tua vita, mentre, nel mio caso, dopo aver pensato che sono una megera ricattatrice mi invita ad abortire e mi lascia lì come una pelle di stracchino. Non dico che questo sia lo scenario più probabile, lo dico così per dirne due possibili, ma anche non così lontani da certe realtà. Allora perchè tirar fuori i diritti dei poveri maschietti, perchè dipingere le donne come sanguisughe e perchè attribuire al caso l’emancipazione della donna malgrado l’orrore del femminismo?
      Io ritengo che la lotta per l’emancipazione della donna sia importante e determinante per dare la possibilità a tutte le donne di saper decidere per la loro vita e per poter non subire, come è successo per secoli, la loro condizione femminile.
      Io credo nelle persone, a tutti consento lo spazio per vivere la propria vita, ma pretendo di mantenere il mio spazio perchè solo così viene garantito per tutti.
      Essere un esponente del “Movimento per la vita” non è nè bene nè male, fino a che si rimane dentro il proprio spazio. Ma che sarebbe un esponente di quel movimento se non dirasse per i reparti a sventolare completini di neonati con in faccia il sorriso degli unti dal signore?
      Questo trovo disonesto. Fingere di essere d’accordo per poi coinvolgerti in polemiche sterili. Ma non ti basta la libertà che ti è stata concessa. C’è qualcuno mai che ti ha detto con voce profetica “Devi Abortire!” ?
      E poi per quanto riguarda la ciliegina sulla torta: l’affermazione di essere filoisraeliana… ma perchè non avere il coraggio di dire quello che davvero significa? Io tengo per gli uni perchè li ritengo migliori degli altri, e perchè secondo me hanno tutti i diritti, mentre gli altri, i terroristi, potrebbero morire tutti. Allora c’è un errore: non si dice filoisraeliani, ma filosionisti, razzisti dal comportamento nazista. Diverso sarebbe se almeno ci fosse un minimo di autocritica ed invece … non c’è volontà di amicizia, come non c’è volontà di pace. Ma sopravviveremo.

      • Ieri notte su questa storia ci avevo fatto un post che spero non venga frainteso. Forse è già stato frainteso. Insomma, sapete come la penso, qui non devo spiegarmi. Però la parola scritta è un mezzo potente per convogliare idee, e si possono fare danni. Io continuo a non capire le posizioni di chi non lascia scelta. Perché io su molte cose in passato la scelta non l’ho avuta, proprio perché donna. Ma tralasciamo. Come ho scritto, a volte le parole sono pietre, e possono fare male. Non solo le parole, ma anche le immagini. Le prese di posizione estreme. Le verità assolute. Le certezze che non lasciano spazio a scelte. Ecco, queste sono tutte le cose che in passato hanno bloccato lo sviluppo dell’uomo. Che hanno causato dolore, infelicità. Disperazione.
        Io sul mio veterofemminismo a volte ci cazzeggio, lascio anche che i miei amici (uomini) più cari mi ci prendano amorevolmente in giro. Ma sono uomini in gamba quelli che lo fanno, lascio fare, so some trattano le donne, loro. Sono quelli che tendono una mano senza prendere.
        Incredibile come chi abbia una posizione opposta alla mia non sappia prendersi in giro….

      • Mah, a dirla tutta sinceramente, certa gente io la spedirei su Marte a calci nel culo senza crearmi troppi problemi, con buona pace del dialogo e della tolleranza (credo sia chiaro a tutti, oramai, come io non sia esattamente materiale da “porgi l’altra guancia”).
        Scrivere papiri di giustificazioni e precisazioni per gente così significa dare loro un’importanza ed un peso che francamente non hanno ed assecondare manie di protagonismo (e di vittimismo) che si commentano da sole.
        Detto senza offesa, Ross, io passerei oltre.
        Non ne vale la pena.

      • Detto in parole povere, MadDog, è quello che volevo dire io. 🙂

  22. E’ sempre una conclusione amara. Mediata dal fatto che più che nella realtà nel mondo virtuale la persona non si presenta per quello che è ma ancorpiù per quello che vuole apparire. Mediata dal fatto che già fui cacciato dalla “amica” a suo tempo e che pertanto non mi addolora troppo ub buonismo di facciata. La vita e l’amore sono l’arte dell’incontro. Ci si trova e ci si lascia. A volte si crede d’esser fatti l’uno per l’altro, per poi scoprire che ci si era sbagliati. L’uomo ne è soggetto. Ciò che ci fa pendere a questa presa di posizione è l’impressione che non vi sia onestà nell’argomentazione. Io non sono un intollerante e conosco persone che difendono le stesse posizioni, magari non tutte le stesse in una sola persona, ma ho avuto la sensazione, spesso, di una certa faziosità, di furbizia, di tentativi manipolatori. Non mi interessa crearmi consenso su nulla. Credo in dei valori e li porto avanti. Non sono nemmeno interessato al chiacchiericio salottiero o a un finto vogliamoci tutti bene. A Gaza, su cui stiamo lavorando, ci sono dei carnefici e delle vittime, non si può chiedere che gli uni amino gli altri. Scusa la fretta ma cvome detto siamo in partenza. Magari ci torniamo.

  23. @Martina
    nella rete ci finisce di tutto e anche qui come in altri luoghi non puoi pescare solo quello che desidereresti pescare. Capita che al di là della volontà di dialogare e di capire ci si trovi di fronte a una posizione che consideri inaccettabile. E su questo sono in piena sintonia con quanto dici “le prese di posizione estreme, le verità assolute e le certezze che non lasciano spazio a scelte” non fanno per me e lotterò sempre per sostenere questo possibilità, quella ossia di poter fare scelte personali, sicure e garantite senza la supervisione di chi si crede in qualche modo autorizzato a giudicare. So quale è stata la tua storia e credimi, da amica, non dimentico che anche per te come per me, la tanto agognata e cercata autodeterminazione è uno dei punti su cui non cederò. E spero di non vederci mai retrocessi dai diritti che sono stati la nostra lotta per una vita.

    @Mad
    Hai ragione, non ci si deva far coinvolgere mai quando già si sa dove una discussione ti può portare. Forse erroneamente penso che le parole funzionino meglio del silenzio, anche nel caso di disaccordo, ma probabile che si tratti di un esercizio inutile come in questo caso.
    Non temere sono passata oltre già molto prima dell’inizio della discussione. Eh sì so bene che “porgere l’altra guancia” non è nel tuo stile… ma anche nel mio credimi, e tutto sommato hai ragione tu un calcio in culo e via su Marte …. 😀

  24. Intanto, @Ross e @Mario …. come è andata ???
    Vi pensavo, dopo l’ ultimo commento di @Mario che annunciava che eravate in partenza, e vi pensavo preoccupato, poichè voi due, insieme ad un gruppo di gente che crede nei diritti dei più indifesi ( come l’ indimenticabile @Vic … ), nel proseguire la vostra attività rischiate in proprio, ma questa circostanza non vi frena, poichè sarebbe impossibile per voi, e per me, e per tantissimi altri, poter continuare a vivere con le orecchie tappate, tanto grande è il ribrezzo per chi sfrutta gli altri, qualunque ne sia il motivo, anche se fosse “per amore” !
    Il diritto all’ autodeterminazione, il diritto di scelta, il diritto di esprimere la propria libertà senza negarla agli altri, non appartiene a questo o a quel popolo, non rientra fra i comandamenti di questa o quella religione, ma è il frutto naturale – talvolta amaro, poichè lo si è scritto col sangue sulle pagine della Storia – di “ogni” popolo e di “ogni” cittadino o cittadina che calpesti le rughe improvvide della terra !
    Non ho una fede religiosa, è notorio, ma non smetterò mai di pensare che se Dio esiste, non potrà mai essere contro chi rispetta i popoli ed i loro diritti “ad essere liberi” comunque e dovunque . Se la Legge 194 avesse sancito un obbligo ad interrompere la gravidanza, se la normativa andasse a scovare Donne che, per nessun motivo al mondo vorrebbero abortire e, nel caso che volessero portare a compimento la loro gravidanza, le portasse coattivamente sul tavolo operatorio, sarei il primo a combatterla, e la combatterei per il solo motivo “che forza la volontà” di una persona . Ma al contrario, questa bellissima legge non forza nessuno, accompagna “ogni scelta” e farla morire lentamente e surrettiziamente, come stanno facendo gli ipocriti dopo aver straperso il Referendum Popolare, sarebbe il più scellerato dei delitti !
    Non dimentichiamocelo mai, sosteniamo quei medici coraggiosi che se ne fregano delle loro carriere pur di “essere i Medici di tutti/tutte” ( come quel Medico, @Ross, di cui ci hai parlato Tu nella tua città ), e denunciamo sempre l’ ipocrisia degli obiettori …. non devono prevalere in una struttura pubblica, ed in uno Stato che è “laico e democratico” : vadano ad esercitare la loro professione in cliniche e/o ospedali privati e/o religiosi ( ce ne sono abbastanza, per accoglierli … ), vadano nei loro studi e nei loro ambulatori, vadano dovunque, ma la smettano di rompere i coglioni, definendo “assassini” i loro ben diversi colleghi mentre, da ipocriti e ruffiani, gli fregano le carriere negli Ospedali pubblici !!!
    @Bruno

    • Ti ringraziamo Bruno per il tuo appoggio e la comprensone. Sì, ci stiamo muovendo con difficoltà, ma anche con entusiasmo a favore di una causa che può sembrare lontana dai nostri problemi di tutti i giorni, dal nostro paese, dalla nostra realtà, ma esistono, a mio avviso delle cause comuni e dei soggetti che sono di importanza comune, tali, da essere considerati “bene comune” da difendere.
      Dici bene tu quando parli di difendere una legge che umanamente considera tutte le partri e le accompagna con chiarezza e dignità verso la propria scelta. Così pure certe realtà fanno parte del nostro bagaglio di civiltà, perchè, per me, civiltà non è solo le mie abitudini, le mie leggi, la mia libertà, le mie regole, il mio bagaglio culturale e le mie capacità, bensì è tutto quello che io riesco a comprendere e a considerare mio bene e mia pertinenza, come la libertà degli altri, che è libertà mia e di tutti.
      Il discorso si farebbe lungo e sarebbe inutile affrontarlo in questi commenti ad un post che metteva solo in evidenza la volontà proditorio di cancellare di fatto una legge civile e di volerla sporcare con pretesti e ipocrisie che non merita e che non fanno onore a quelli che la detestano.
      Sui medici del tipo di cui abbiamo parlato, non ho molto da aggiungere. Spesso con mio figòlio ed i suoi amici, tutti laureandi o laureati di varie facoltà, si affronta l’argomento del tipo di preparazione e coattazione con cui vengono irregimentati per diventare: medici, avvocati, tecnici, professori e sinceramente il tipo di regime che prepara un medico alla professione e quanto di più condizionante che un corso di studi possa mettere in atto.
      Ma anche su questo non mi dilungo, usciremmo dal seminato inutilmente, anche se sarebbe un interessante argomento da affrontare.
      Come sai condivido buona parte delle tue idee, quindi mi trovi assolutamente in armonia con quanto dici, capisco anche che a differenza di te reagisco alla provocazioni (nel caso ci fossero) o a tentativi di manipolazione (anche queste nel caso ci fossero) con una certa veemenza e passione. Non è diplomatico e può sembrare eccessivo, ma a volte non si può stare alla finestra a guardare aspettando che la burrasca passi, soprattutto quando si ha a che fare con persone intelligenti che dovrebbero usare le loro capacità più a comprendere e ad una disponibilità generale alla comprensione umana che a convincere gli altri di aver ragione. Come diceva Martina se il veicolo del messaggio è straordinario ed intelligente, dovrebbe veicolare un messaggio altrettanto positivo, ma se invece il messaggio diventa negativo, la manipolazione ossia il veicolo non è accettabile che passi. Questo sta nel mio DNA e siccome non sono mediatrice, lo dico fuori dei denti.
      Forse qualche amico me lo perdonerà… 🙂

  25. Caro Bruno, il giro dei nostri incontri è cominciato molto bene. Persone splendide, informate e motivate. S’è perlato dei progetti ISM e di quelli del BDS. Inutile entrare in dettagli perché le cose corrono talmente veloci. Già stasera a Milano si ricordano i morti bambini di piombo fuso. Una piccola cosa solo voglio aggiungere a quanto detto dalla mia cara Compagna: forse ho fatto cose che potevano presentare qualche timore in più nelle mie attività politiche o a sostegno dei giovani a disagio. Non credo che quello che facciamo oggi comporti rischi o almeno non ci penso. Ritengo che se ci si muove nel timore non si può portare a compimento nessun progetto. Credo che lo stesso Vittorio fosse cosciente dei pericoli che correva ma poi, nel momento di esporsi, esorcizzava tutto ed era solo nella convinzione della giustezza del gesto. Questo è solo un pensiero mio. RESTIAMO UMANI.

  26. Ho già detto, nel mio precedente commento, che mia Moglie, sacrificando tutta l’ estate e parte dell’ autunno, è riuscita a far ripristinare “i sei posti letto”, nel Day Hospital Oncologico per ‘malati terminali’ nel nostro territorio, soppressi a gennaio s.a. dalla governatrice del Lazio @renata polverini, raccogliendo insieme ad un manipolo sparuto di compagne ( tutte donne con problemi al seno … mentre mia Moglie, fortunata lei, non ne soffre ) “ben 23.000 firme” traversali, non legate cioè a questo o quel partito, ma alle necessità di chi soffra il peggiore dei mali : il tumore, e per le donne il tumore al seno, il peggiore fra le circa 150 tipologie tumorali, eppure quello che, grazie all’ azione preventiva esercitata da decenni “da volontari” ( medici, paramedici, gente comune di ogni estrazione ) che offrono le loro prestazioni “a titolo gratuito”, è stato abbattuto per quasi l’ 80%, e questo è un dato soggetto a continuo miglioramento . Come raccontato, io ho collaborato con lei sia per le denunce sui giornali, sia per tutto quanto di concreto potessi assicurare a lei ed alle sue coraggiose collaboratrici dell’ A.N.D.O.S. ! Conosco quindi bene i rischi che mia Moglie corre, in questa sua continua lotta contro “gli interessi sporchi dei privati” e dei medici che, attratti dalle prospettive di carriera ( primariato ), che non di rado si legano con quella dei fornitori sanitari disonesti ( non tutti … ) e dei politici cialtroni ( che soverchiano quelli onesti e appassionati ), che non si tirano indietro per far soldi, “anche” quando si tratti di farli sulle malattie altrui .
    Ma mia Moglie, come me, come per fortuna tanti, considera i suoi rischi e le sue fatiche “un niente” di fronte all’ interesse della collettività più esposta al dolore ed alla vessazione dei potenti, e non molla mai la presa .
    Cara @Ross, talvolta nei luoghi pubblici in cui ci rechiamo insieme ( mercati, locali bar o ristoranti, cinema, teatri, conferenze, manifestazioni di piazza … ), “è lei” che mi prende per la manica della giacca e mi trascina via, quando mi vede appassionarmi fino al punto di venire alle mani con i cialtroni “che fingono” di non conoscere la realtà, allineati e coperti dalla loro ruffiana ipocrisia che è sempre al servizio del @berlusca di turno !
    Sono un passionale, amica mia, e non a caso ho scelto la metafora del @cavaliere errante … e quando vedo inutile ogni umana e onesta maniera di considerare le situazioni “mettendosi anche nei panni di chi soffra” e non per stile calligrafico, bensì per dolorosa condivisione”, quando armato di corazza e spadone mi scaglio contro i delinquenti “ben vestiti e dal parlar forbito” …. ebbene debbo a mia Moglie, e solo a lei, se non mi hanno ancora arrestato o peggio !!!
    Diversamente con gli amici, quando mi siano entrati nel cuore, non mi stanco mai di mediare e di sforzarmi per portare tutti ad un più pacato ragionare …. talvolta riuscendo a comporre innaturali inimicizie, talvolta nò, e la cosa mi amareggia molto …. ma questa è la vita, e non potremmo viverla diversamente !!!
    Scrisse @John Donne, many and many years ago, in a kingdom by the sea :
    “Nessun uomo è un’Isola,
    intero in se stesso.
    Ogni uomo è un pezzo del Continente,
    una parte della Terra.
    Se una Zolla viene portata via dall’onda del Mare,
    la Terra ne è diminuita,
    come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
    o una Magione amica o la tua stessa Casa.
    Ogni morte d’uomo mi diminusce,
    perchè io partecipo all’Umanità.
    E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
    Essa suona per te.” ….
    Correva il XVI secolo …. ma nel mio sentimento, all’ ombra dei miei ideali ( ed ideali di tantissimi altri, come ben sapete anche voi due che li condividete … ) è come se questi versi immortali fossero stati scritti “domani” !
    Un abbraccio …
    @Bruno

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