rossaurashani

Stop the war on children – Basta la guerra sui bambini

In Gaza, Guerra, Informazione on 9 novembre 2011 at 13:54

Bozza Manifesto Mostrada Mirnaloi Sammour
COMUNICATO

Bambini in guerra – La guerra dei bambini..
Un viaggio tra disegni, parole e musica per raccontare come i bambini vivono, sentono e attraversano la guerra e come immaginano il loro futuro

Roma – Venezia Dal 2 al 9 dicembre 2011

Mohammed (*) , sette anni, di Gaza, orfano, disegna solo carri armati, usa solo il nero e il rosso e e con le sue matite graffia il foglio.
Nour (*) , 12 anni , disegna ad occhi chiusi perché li aveva chiusi e dormiva quando i soldati sono entrati nella sua casa e gli hanno portato via la famiglia, lasciandola da sola per cinque giorni e cinque notti .

Poi c’è Mansour, 9 anni, che così si immagina il suo futuro da adulto:
Quando sarò presidente, sarò il presidente della Spagna perché amo molto la Spagna.
Io vivrò a Barcellona e la prima cosa che farò è che raccoglierò il mio esercito per andare a salvare la Palestina

*****
Da Gaza a … VeneziaRoma si inaugura una mostra di disegni e poesie dei bambini che vivono in zone di guerra, organizzata da Hope NGO (associazione umanitaria internazionale).
Senza connotazioni politiche, la mostra vuole indagare su come i bambini stanno vivendo la guerra, cosa ha tolto loro e come la violenza sia ormai una presenza quotidiana nelle loro vite, tanto da compromettere spesso anche il loro futuro. Molti di loro mostrano i segni della PTSD (Sindrome post trauma). Per tutti i bambini l’adulto ha perso ormai il ruolo di punto di riferimento e di protezione che invece nella vita “normale “ ha.
Lo scenario cambia quando si guarda ai disegni dei bambini del Sudafrica: giallo, arancio, verde e azzurro riempiono i fogli di una speranza che laggiù comincia a farsi più concreta.
Accanto ai disegni, si trovano i quadri di alcuni pittori mediorientali tra cui il siriano Ismail Shammoud e la palestinese Shahd Sallumane e le musiche sono state offerte dal compositore ebreo Rick Siegel.

Il problema è che le stesse organizzazioni umanitarie non possono spesso garantire assistenza a lungo termine perché operano con tempi stretti e condizioni nelle zone colpite dai conflitti.

La mostra è un’occasione per aprire una finestra, gettare un occhio là dove normalmente non arrivano le telecamere e in città blindate come Gaza e per osservare la guerra con gli occhi dei bambini

(*) I nomi sono di fantasia per ragioni di sicurezza

Per ulteriori informazioni: hope2011_2011@libero.it

Mirna Loi Sammour
HOPE Organization For Palestine Emergencies

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  1. Come faccio a organizzare la mostra nel mio paese???

  2. Innanzi tutto se sei su Facebook mettiti in contatto con Mirnaloi Sammour, lei ha le date e le adesioni. Se non riesci a contattarla posso darti una mano a organizzare almeno inizialmente. Primariamente il nome della città e i contatti che pensi di mettere in atto per trovare la sala dove tenere la mostra. Noi di Venezia ci siamo rivolti alla Municipalità che ci ha proposto di portarla in altre 4 sedi oltre quella di partenza. Insomma non è facile ma nemmeno difficilissimo!. Auguri e se ti serve siamo qui.

  3. Io sono di Montefiascone, un paese di 15.000 abitanti in provincia di Viterbo, e pensavo di proporre l’evento in comune, che sicuramente potrebbe predisporre le sedi più appropriate, come i saloni della Rocca dei papi.
    Purtroppo non riesco a contattare Mirna tramite FB, potreste darmi delucidazioni magari sull’evento organizzato a Venezia, circa i costi e l’organizzazione?? In generale s’intende 🙂
    Grazie

    • Manuel, ci siamo rivolti alle Biblioteche Municipali, abbiamo presentato un progetto che comprendeva il titolo “Post Traumatic Stress Disorder – I bambini disegnano il conflitto” e la presentazione di un certo numero di disegni, poesie e pensieri di bambini gazawi, con finalità conoscitive e divulgative, indirizzate alle scuole elementari, medie e superiori. Abbiamo organizzato pure un evento: un convegno tenuto da alcuni relatori tra i quali un pediatra palestinese, un psichiatra veneziano, una professoressa presidente di una Onlus per la Palestina, una scrittrice ebrea, un prete che si occupa di centri Pace e di attività in Palestina.
      La parte grafica l’abbiamo preparata qui a Venezia, ma possiamo passarvela per farvela personalizzare. Le biblioteche ci stampano le locandine e provvedono all’affissione. Noi provvediamo agli inviti (autoprodotti. Le spese in questo caso sono minime in quanto abbiamo solo allestimento mostra, buffet autoprodotto (piatti palestinesi con ricette scaricate da internet 🙂 ) e cena per i convenuti da fuori. Abbiamo trovato per mancanza di tempo una stanza offerta per due realtori e il terzo lo ospito io.
      Potresti tentare anche di trovare qualche sponsor (trattoria, pizzeria, arci, cgil, camera di commercio, associazione che potrebbe farti risollevare le finanze in cambio di pubblicità, marchio su locandine o ringraziamenti all’inaugurazione.
      Altri enti dovresti cercarteli tu, tra quelli che sono in genere più attivi nel campo culturale e sociale.
      Le date sarebbero da concordare con Mirna perchè lei ha la scaletta delle mostre che sono in procinto di partire anche in altre città, la contemporaneità deve essere compatibile alla disponibilità dei disegni che non sono moltissimi e quindi vanno equamente distribuiti.
      Ti do la mail del nostro gruppo restiamoumanivik@gmail.com. Se mi contatti ti posso dare il numero di telefono di Mirna oppure anche chi potresti contattare per creare l’evento. Non è difficile ci vuole solo un po’ di insegno e buona volontà, tanto meglio se si è supportati da altri.
      Un caro saluto
      Ross (luciindescai)

  4. Ti ringrazio tantissimo! 😀 Io con i/le ragazzi/e dell’associazione onlus di cui faccio parte e di cui ne sono il presidente ci interessiamo spesso a eventi del genere e tentiamo di organizzarli sul nostro territorio, al fine di sensibilizzare la popolazione locale e di contribuire a cambiare, per quanto è nelle nostre facoltà, le situazioni in esame.
    Ti contatto al più presto per avere il numero di Mirna; per quanto riguarda le date, considera che stiamo anche organizzando un piccolo evento di beneficenza dalle nostre parti nei giorni di Natale, che non sarebbe male poter fondere con l’iniziativa della mostra! 😉
    Grazie ancora di tutto e a presto!

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