rossaurashani

Gli angeli del fango

In Amici, amore, La leggerezza della gioventù, Le Giornate della Memoria on 7 novembre 2011 at 23:50

Chi se li ricorda ancora? Io sì e un motivo c’è. A quel tempo avevo solo 15 anni e avrei voluto essere un angelo del fango pure io, volevo sporcarmi le mani di quel fango ed essere utile pure io, volevo restare nella storia per una di quelli che avevano tirato fuori Firenze da qualla melma limacciosa e riportata alla luce come ad una nuova vita.
Inutile dire che allora ero troppo piccola per andarci ed oggi sono troppo vecchia per desiderare di rifarlo. Eppure certe pulsioni non cambiano, giovani o vecchi, quel che si ha dentro diventa inarrestabile, di fronte alla necessità.
Li guardo con i pantaloni rimboccati e le braccia nude, le magliette sporche e la voglia di sorridere anche lì dove il fango l’ha avuto vinta sulla vita.
Sono giovani e sanno stare in ogni luogo, sono belli e non si può che ammirarli.
Ieri come oggi. Ragazzi delle superiori e studenti universitari, precari e senza lavoro, operai in cassa integrazione e madri di famiglia, tutti in strada a spalare la melma e a trasportarla lontano. Ma dove? Me lo chiedo ma è una domanda inutile. Loro lo sapranno. Sanno ormai tante cose e non hanno bisogno che nessuno gliele insegni.
Mi stupisce ormai da tanti anni accorgermi che i giovani vanno nel mondo in modo molto più sciolto e autonomo di quello che sapevamo fare noi. Non sono solo bamboccioni senza spina dorsale e senza dignità, come ce li disegnano i media. Sono geniali, inventivi, vivono di tutto e di niente, non hanno ormai più bisogno di sicurezze, si arabattano, si sbattono. Non si incontrano solo in discoteca, si trovano anche per la strada, felici di essere qualcuno, di servire a qualcuno.
Sono belli più del sole che fa capolino tra le nuvole. E fanno miracoli, liberano le strade e le piazze di tanta lordura, piccoli eroi che saranno presto dimenticati.
Penso al 15 ottobre, alla manifestazione che non hanno lasciato arrivare nella piazza, li c’erano giovani che sfasciavano tutto, qui ci sono giovani che ricostruiscono. Eppure lungo la strada del corteo del 15 c’erano ragazzi che risistemavano i cassonetti ribaltati dagli altri, c’era quelli che aiutavano a ripulire dai vetri quei negozi che erano stati vandalizzati e c’erano anche quegli altri che hanno giocato ai cani rabbiosi come se fossero davanti ad un video gioco, ma chi tradiva chi? Me lo chiedo, ma non intendo rovinare questa bella sensazione. Non intendo pensare che il male coesiste con il bene, e forse non so nemmeno se è davvero così, è che molto spesso il bene vince e questo è quanto di meglio possa capitare agli uomini :-).

  1. Splendente riflessione, amore, piena di quel grande cuore che hai. Non dimentichiamo mai che c’è un Italia migliore e che ne facciamo parte.

    • Dici che pure noi siamo tra i migliori? 😉 Eh sì mi piace pensarlo.
      Ma dei giovani mi faccio affascinare ogni giorno di più. Se ne sono tati nascoti per tanto, troppo tempo, oppure siamo noi che li abbiamo nascosti perchè pensavamo che non fossero in grado di affrontare questo mondo. Ma il ondo è loro e sono loro a doverci fare i conti. Io consegno il mio testimone molto volentieri , non ho velleità di apparire o di esserci, posso solo dare una mano per far sì che possano prendere il volo.
      Però è anche bello invecchiare così come stiamo facendo noi
      Ross

  2. Non so se appartengo ai migliori, non credo, ma mi piace pensare di essere dalla parte un po’ più giusta. I giovani hanno la carica per fare le cose gratuitamente, già questo li colloca in un ambito di realtà diverso da questo in cui tutto e’ mercificato. Sono ragazzi non angeli, se li chiamiamo così, come fa la stampa domani non vedremo più la loro realtà, i loro immani problemi. Che sono nostri, oltre che loro, se vivranno bene vivremo bene anche noi. Il ricordo del ’66 ancora mi emoziona e di li’ a poco il mondo sarebbe cambiato, speriamo accada nuovamente anche se in modo differente, per riaccendere la speranza che si può cambiare.

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