Mario

Tutti eroi anzi agnelli

In Anomalie, Mala tempora currunt, politica, uomini on 25 ottobre 2011 at 22:54

Mi chiamo Giuseppe e sono un poliziotto. Sì, sapete uno di quelli malpagati, ma che ormai c’è dentro e si adatta. Veramente non tutti sono come me, c’è anche chi ci crede o che fa finta di crederci, ma non mi piacciono quelli, perchè riescono a fare il nostro lavoro, ma si prendono delle gratifiche extra e fanno cose… che a me non va di fare.
Sabato scorso ero a Roma, mi hanno mandato con la mia squadra da un commissariato di fuori. Io sono nato al nord e a Roma ci sono stato solo qualche volta, ma tanto vale perchè dalla caserma si esce poco e poi a che fare? Nel mio gruppo siamo tutti giovani e non abbiamo ancora fatto il callo quando il capo ci tratta come dei coglioni, ma questo è il mio mestiere e mi dà da mangiare.

Dicevo: sabato eravamo di servizio alla manifestazione di quei fessi che sono qui solo per darci il tormento. I nostri dirigenti non ci hanno detto niente di quello che poteva accadere, però ci hanno chiarito una cosa: “State in campana, ma qualsiasi cosa succeda, paratevi il culo. Insomma non si interviene, per quello ci pensa la Mobile che loro sanno cosa fare.”
Antonio che è figlio di un carabiniere ha chiesto: ” Ma sono previsti disordini?” e quelli hanno risposto: “Ma a te che te ne frega. Se succedono sono cazzi loro.” E se ne sono andati ridendo. Antonio ha aggiunto: “Anche stavolta ci mandano a sgozzare l’agnello”.

Lui ne sa di più perchè ha esperienza e poi si può dire che in casa sua tutti hanno i piedi piatti. Ci dice che la figlia di 17 anni di sua sorella va alle manifesazioni, lui alla sua non lo permetterebbe mai, preferirebbe aprirgli la testa piuttosto, così almeno non trova nessun collega che glielo fa per lui. A volte penso che sia fin troppo cinico, ma se dice questo, una ragione ci sarà pure.

Io queste cose non le capisco. Non mi interesso di politica mi faccio sempre i cavoli miei, ma quando mi sento preso in mezzo, provo una rabbia che non posso spiegare. Non capisco perchè ci sono 4 cretini che fanno le manifestazioni e che mi impediscono di fare turni decenti quasi tutti i fine settimana. Se ne stessero a casa loro, sarebbe meglio per tutti. E poi che vengono a fare? Non hanno ancora capito che qui non si leva un ragno dal buco. A noi che teniamo bordone a questo governo, ci lesinano i soldi persino per la carta igienica pensa che nemmeno la benzina ci danno per fare il nostro lavoro. Ma ti pare che dobbiamo prenderci le maledizioni da tutti… e a che pro?

Così io penso, perchè ho deciso di entrare in polizia proprio per non dover tutti i giorni sbarcare il lunario. Intanto di coglioni da arrestare ne trovo sempre e il lavoro non manca. Non credevo che poi alla fine mi trovavo ancora a lesinare il pane… ma non è per questo che ho cominciato a parlare, almeno non è solo per questo… Sabato mi sono sentito una merda, ma mica perchè sono successi quei fatti lì, quelli sono fatti che capitano sempre. Siamo abituati. Solo che questa volta ci hanno esposto noi ai pericoli senza permetterci di muovere le mani per difenderci e disfare quei quattro esaltati che ci prendevano in giro. Vero che non erano proprio quattro, ma solo pochi a parer mio la stavano facendola fuori dal vaso. Io ci ho occhio per queste cose e capisco chi sarebbe meglio prendere e buttare nel pattume. Ma l’ordine era: non intervenire. Antonio era molto nervoso, aveva voglia di menare le mani, diceva che non si poteva fare così, che qualcosa non quadrava e che quell’organizzazione iniziale e i disordini sapeva tanto di militare.

Abbiamo chiesto varie volte rinforzi, ma ci dicevano che erano impegnati su altri fronti, oppure che ci avrebbe dato una mano la Finanza. Allora Antonio è andato su tutte le furie. Che ci fanno quelli con noi? Ma allora è vero che ci mettono qui sperando che siamo noi a fare gli agnelli.

A questo punto ho pensato che, sia che stai da una parte che dall’altra, non c’è scampo. Sei una pedina in mano al potere. E questo mi faceva incazzare anche perchè ormai era tardi e noi avevamo in stomaco solo un panino da mezzogiorno. E poi l’odore dei lacrimogeni veniva anche dalla nostra parte  e arrivavano i sassi  e le imprecazioni. Eravamo noi a dover fare l’agnello sacrificale come aveva detto Antonio. E sinceramente non mi pagano a sufficienza  per rimetterci la vita. E pensare che avevo illusioni su come mi sarei sentito a fare questo mestiere. Pensavo che mi sarei sentito orgoglioso della divisa. Bel fesso sono. Che poi nemmeno la divisa ci passano e dobbiamo arrangiarci coi jeans che per la verità non sono d’ordinanza. E io che pensavo che avrei fatto l’eroe e che avrei avuto una vita sicura… ma sicura di che?  Una volta finisco con il manganellare le nipote dei miei colleghi e un’altra sto qui a farmi manganellare dai miei colleghi vestiti da teppisti, o forse no. Chi può dire che sono colleghi quelli. Forse Antonio vede troppi film americani. Forse noi siamo davvero eroi dei nostri tempi.

(ogni riferimento a fatti e persone realmente esistiti è puramente casuale e poi chi può immaginare che le forze dell’ordine possano parlare e agire così? Nessuno, esiste solo nei brutti racconti di fantapolitica)

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  1. Chi non sopporto è proprio chi manda a farsi massacrare gli altri.

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