Mario

Sulla fine di un tiranno

In Guerra, Informazione, Pietas on 21 ottobre 2011 at 15:21

I CONTENUTI DI QUESTO VIDEO POSSONO ESSERE INAPPROPRIATI E OFFENSIVI, CHI VOLESSE CONTINUARE LA VISIONE E’ STATO AVVISATO DEL CONTENUTO

Invio questo contributo alla riflessione a:

1) a tutt* i plaudenti, sinceramente democratici ma un po’ distratti,
2) a tutt* coloro che – come me – erano convintamente e attivamente critici di Gheddafi e del suo trattamento dei migranti anche quando il governo italiano ci faceva affari

3) a tutt* coloro che credono che la legalità internazionale sia in serio pericolo, visto l’agire e le dichiarazioni di chi rappresenta organizzazioni internazionali e sovranazionali… oltre a quelle di capi di stati che sembrano ballare sulla preda… di cui si stanno dividendo le spoglie

4) a tutt* quell* che invece non se ne sono accort*

5) a tutt* gli altri che vogliono leggere, criticare, diffondere…

…ma per favore, manteniamo un po’ di dignità, almeno quella! La piètas è ormai roba d’altri tempi e si confonde con la pena o l’emozione indotta dalle immagini, perciò non ne parliamo neanche…

 Patrizia Cecconi

Libia. MACELLAZIONI FINALI, CARNEFICI (NATO-CNT), PLAUDENTI (BAN KI MOON, NAPOLITANO, UE…) E ASTENUTI

1.   Ecco la nuova Libia di Napolitano, di Ban Ki Moon, di Barroso e di tutti gli altri che hanno espresso oggi soddisfazione. Eccola in questo video atroce: fra tante altre immagini che invece erano montaggi (http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&feature=share&skipcontrinter=1) riprende un essere umano gravemente ferito, strattonato, circondato dalle blasfeme urla “allah u akbar” che accompagnano le esecuzioni di Al Qaeda, in Iraq come in Libia (da mesi ormai), come altrove. Macellazione: il termine è appropriato, perché il sangue scorre, le urla di soddisfazione degli esecutori si levano come gli onnipresenti colpi di fucile, e l’indifferenza per le sofferenze dei viventi scannati è la stessa che c’è nei macelli per animali. Del resto, ricordate che in Iraq, i militari americani dicevano ridacchiando di aver fatto il tiro al piccione con i soldati iracheni? In Libia, Nato e i suoi alleati del Cnt hanno fatto tabula rasa di molti civili e di moltissimi lealisti; e dire che avrebbero dovuto limitarsi a far rispettare la no-fly zone e a proteggere i civili se minacciati. Chi minacciava in civili in genere (e tanto più nel caso delle città assediate da fine agosto)?  Le truppe armate del Cnt. Alleate e protette dalla Nato come se fossero civili.

2.   Allucinante, un assassinio ordinato o compiuto direttamente dalla Nato dai paesi “democratici”. Dai paesi consumisti e militaristi, anche durante la crisi. Allucinante ma non per Ban Ki Moon, per il quale questa giornata è “storica” per la Libia. Ban Ki Moon è il segretario generale delle Nazioni Unite!! Lo stesso che non ha speso un parola su questa guerra, nemmeno sui civili di Sirte assediati e uccisi (e immaginarsi se può provare pietà per i soldati libici sui quali la nato ha fatto il tiro al tacchino. E Napolitano? Anche lui contento. Napolitano è il presidente della Repubblica italiana: ci rappresenta davvero questo guerrafondaio capo (il più accanito di tutti, a parlare di “iniziativa umanitaria”)? E i capi dell’Unione Europea che si compiacciono della nuova era? Ci rappresentano? Forse sì. Questo è l’”orrore su cui si fonda il consumismo” (frase di un’amica); sì, anche in tempi di crisi.

3.   Oggi 20 ottobre vicino a Bani Walid è stato assassinato anche Sheik Ali, ottant’anni, capo tribale della tribù Warfalla. Uomo di pace, non aveva in casa nemmeno un fucile da caccia.

4.   Non si è risparmiato nulla ai perdenti, per ridicolizzarli meglio. Un pro-Cnt (di quelli che senza la Nato non avrebbero fatto un passo) mostra la “pistola d’oro” che avrebbero trovato nelle tasche di Gheddafi! E poi naturalmente, dove l’hanno trovato ferito (è poi “morto in custodia”)? Saddam lo pescarono, barbone, in una buca, per avviarlo subito alla forca. Gheddafi, dicono, si era rifugiato ferito in un tubo di cemento sporgente dalla sabbia. Così hanno cercato di annullare il fatto che sia rimasto fino all’ultimo nel luogo della Libia più pericoloso, Sirte.

5.   E’ stata la Nato a colpirlo? Ecco cosa dice il colonnello Lavoie in una di quelle dichiarazioni che a leggerle rivelerebbero altrettanti crimini di guerra o violazioni della risoluzione 1973 (alla quale la Nato ha continuato ad aggrapparsi): “aerei della Nato hanno colpito due veicoli militari pro-Gheddafi che facevano parte di un gruppo di veicoli militari che manovravano vicino a Sirte”. Allora ho chiesto all’ufficio stampa della Nato (cjtfuppress@jfcnp.nato.int):  come mai avete colpito quei veicoli?” Loro, coda di paglia, si lanciano in una excusatio non petita: “La Nato li ha colpiti perché erano una minaccia per i civili. La Nato non prende di mira individui specifici”.  Allora ho risposto: “Non vi ho chiesto quale obiettivo specifico fosse quello. Ma in che modo minacciavano i civili? Dov’erano i civili minacciati?” Allora hanno fatto rispondere a Lavoie: “given the nature of their conduct these armed vehicles continued to represent a threat towards civilians”. “Data la natura del loro comportamento, erano una minaccia. I combattimenti sono continuati fino alla caduta di Sirte”. Il tirapiedi di Lavoie aggiunge che non può aggiungere altro. Ma è chiarissimo: visto che Lavoie si riferisce ai combattimenti, significa che gli unici civili che la Nato ha voluto proteggere sin fall’inizio del resto, erano gli armati del Cnt. Ma ciò è illegale.

6.   Dunque quando si farà un processo alla Nato sarà sempre troppo tardi.

7.   E qui, gli occidentali – anche i “movimenti” – che sanno tutto (ma anche là, gli arabi addormentati da Al Jazeera), che hanno fatto? Non ha indignato quasi nessuno, nemmeno gli indignati, il macello che dura dall’inizio delle bombe (già: prima, i famosi 10mila o seimila morti erano stati un’invenzione. Lo hanno dichiarato gli stessi che l’avevano denunciato all’Onu…). Forse perché qui è dal 1945 che il cielo non ammazza di bombe e molti difettano di immaginazione. Adesso diranno: “Eh però era meglio processarlo…”. Siamo democratici e civili, noi gli altri li processiamo gli altri (noi stessi mai). Ammazziamo solo con le bombe e la rapina economica ed ecologica. Di cui le guerre come questa sono conseguenza e causa. Ma come mai non se ne rendono conto?

Marinella Correggia

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  1. Anch’io ci volevo scrivere una cosa ma non ho avuto tempo.
    Una cosa sulla pietà umana.
    Sul fatto che guardando quelle immagini ho pensato subito a un gruppo di scimpanzè. Avete presente? Non i Bonobo, quelli pacifisti, quegli altri, quelli che ci assomigliano di più, quelli violenti. Con cui dividiamo il 98% del nostro corredo gentico.
    Che urlano e saltano e ammazzano a colpi di bastone chi non gli sta più bene.
    I media che all’unanimità mostrano le immagini.
    I pagliacci che lanciano epitaffi in latino di cui non sanno il significato.
    Il mondo che perde la sua umanità, se mai l’avesse avuta. Un paese (un altro) lasciato in mano ai fondamentalisti. lasciato in mano a quelle persone, che vanno in giro a urlare, saltare e ammazzare a colpi di bastone.
    Che non hanno fattto propri i fondamenti della giustizia.
    Un essere umano, è un essere umano, sia che si trovi in un aereo sopra Lockerbie che in un tunnel di cemento, inseguito da delle belve incivili.
    Perché andava bene scatenargli contro le belve. Perché andava bene a tutti, lo sappiamo, non dargli un processo civilizzato, umano.
    Evoluto.
    Vuol dire che scriverò.

  2. Cara Martina so bene qual è la tua posizione che è pure la mia, e anche quella di queste amiche. Non è possibile che nei nostri tempi ancora si vivano certi eccessi assurdi e orgiastici come ai tempi del medioevo.
    Non è sopportabile oltre che persone per quanto disumane e fuorviate vengano appese con una corda sul collo, come Saddam, uccise e buttate in mare come Bin Laden o massacrate come Gheddafi.
    Certo stiamo parlando di “guerre” che fingono di chiamarsi umanitarie e umanitarie certamente non lo sono. E oggi quei paesi democratici e civili che le sostengono niente fanno per moderare gli estremismi, per dare un’immagine più umana e fondamentalmente etica del loro agire.
    Sembra quasi che se ne freghino anche delle apparenze. Questo lo è un po’ per tutti non solo nel caso del nostro governo da burletta.
    Sarà la crisi, ma l’avidità sembra oscurare ancora una volta la ragione.
    Ad alti livelli c’è sempre stata la volontà nascosta di manovrare senza farsi notare i destini del mondo. Oggi non c’è più paura dell’opinione pubblica e della critica, oggi si fa tutto alla luce del sole e davanti ai media.
    Ma in che mondo viviamo?

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