rossaurashani

Andare per funghi

In amore, Donne on 8 ottobre 2011 at 20:21

Che bell’ottobre, il sole c’era ancora, gli venne voglia di piantarci il naso dentro a quella luce e di godersela tutta. Meglio di quando era estate, perché  quel sole non lo reggeva, il caldo davvero non lo sopportava.
Era la stagione giusta. Avevano deciso di andare a funghi. O almeno lei aveva deciso e l’aveva buttato giù dal letto ad un’ora che il bosco era tutto uno sbarluccichio di sole e rugiada. Lui era ingrugnito.
Ogni settimana era la stessa storia, aveva sempre meno voglia di raggiungere la casa ai monti. Ogni scusa era buona, ma si poteva capire, lavorava fino a tardi ed era stanco. Lei queste cose le aveva sempre capite.
Non amava creargli problemi, ma un po di aria buona non gli avrebbe fatto male, di questo era sicura. Magari ci avrebbe messo un po’ a lasciare quell’aria offesa e distratta, ma avrebbe capito che era il momento di staccare, non si può stare sempre con la testa da un’altra parte… su qualcosa che nemmeno lei, per quanto tentasse, capiva pienamente.
Non sapeva com’era successo, ma d’improvviso senza rendersi conto le venne voglia di provocarlo, di metterlo in difficoltà e di fargli mettere a fuoco un po’ l’attenzione.
Avevano preso per un pendio scivoloso dove si sentiva più forte l’odore dei funghi e della terra umida.
“Volevo dirti che ormai so tutto…” L’aveva buttato lì, facendo attenzione che non le scappasse da ridere. “Tutto…?” aveva chiesto lui con voce strana, quasi strozzata. “Sì, tutto proprio tutto.” Si era fermata per dare un effetto drammatico alle parole. “Ti ho fatto seguire da un investigatore… e ho scoperto tutto….” Che baggianata e lui ci credeva? Era sbiancato e come per sorreggersi si era appoggiato ad un abete con un’aria spaventata e allo stesso tempo basita, che non gli aveva mai visto.
Il pensiero era volato più veloce della luce. No, non era possibile, lui ci stava cadendo… ma come faceva ad essere così stupido? E poi in che cosa stava cadendo? Lei si stava aggrappando ad una speranza che subito le era parsa scivolosa come il terreno del bosco. Possibile che l’avesse tradita? Possibile che confessasse così, senza tentare una difesa? Aveva letto, in qualche stupido giornale di donne, che gli uomini che tradivano confessavano, e bastava niente per farli cadere… ma davvero era così sprovveduto? Non ci poteva credere. E poi lui non poteva…, come avrebbe potuto?… “Senti Claudia, mi dispiace…” “Come ti dispiace maledetto stronzo!” “Mi dispiace… ma lei mi ha… insomma mi telefonava in continuazione, mi ossessionava… mi diceva che se… insomma si sarebbe, avrebbe tentato… sai come sono le donne?” “No… non lo so come sono le donne… io non sono una donna… io sono una stupida! Sei un bugiardo, un mascalzone: Mi dicevi: “Ho una riunione” bastardo!, “Stasera sono stanco lasciami stare” schifoso!, ma non hai proprio dignità?” “Senti Claudia non possiamo andare avanti così… io desidero prendermi un periodo di riflessione, devo capire i miei sentimenti”. “Vuoi che ti dica cosa ne devi fare dei tuoi sentimenti?…”
Incredibile, una manciata di secondi, uno scherzo stupido, fatto così per fare, e quell’idiota… le stava dando il benservito. Si sentiva morire. La vita le si stava sgretolando davanti agli occhi, e nemmeno questa certezza riusciva a fermare la fiumana di brutte parole che le salivano alla bocca. L’aveva presa in giro, quel maledetto ipocrita. L’aveva probabilmente derisa, quel figlio di puttana. Con quella scema… ma quale scema? La sua collega con quell’eccesso di curve e quel riccioli biondi da svampita? Una cassiera del bar del centro dove prendeva solitamente il caffè? La Simona, quella compagna di scuola che lo faceva tanto ridere? Avrebbe dato una cifra per sapere. Ma forse non voleva saperlo per paura dei confronti, perchè forse si sarebbe sentita ancora più stupida per quello che stava accadendo. Forse non avrebbe retto. “Fausto, perchè?” (Era stata lei ad affermare che quando le coppie si tradivano, mai nessuno chiedeva perchè, ma solo per chi?) “…Non lo so, è successo…” A lei scoppiava la testa e gli occhi le si erano riempiti di lacrime, e non vedeva niente, e non comandava più il suo corpo, aveva le mani chiuse a pugno davanti al viso e le gambe che scalciavano come quelle di un cavallo. Sarebbe rimasta sola, ed era la cosa più terribile che potesse succedere. Lui l’avrebbe lasciata sola per una… puttana. E non poteva fare a meno di dirglielo: “E’ una puttana lo sai?” e dicendo così aveva dato un calcio al terreno e aveva lanciato lontano sassi e foglie marcite… Ed ecco proprio lì si era formato uno spazio tra le radici dell’albero e il muschio bagnato, ed eccolo grosso come un pugno, il più bel porcino della stagione. “Cazzo che bello!” Aveva pensato e per un attimo fu tentata di lasciarlo lì perchè non era il momento. Perché il dolore era troppo forte e anche perchè da quel dolore non si sarebbe più sollevata. Ma la tentazione di tirarlo su era troppo forte. Pure le lacrime si erano diradate e il respiro mozzato stava riprendendo un ritmo normale. Non ce la faceva a resistere. Che avesse pensato quello che voleva a lei non gliene fregava più niente. Quel deficiente aveva rovinato la sua vita e lei si era fatta ingannare come la più grande cretina del creato. Non meritava pietà. Con velocità sorprendente si calò a raccogliere il porcino. “Sai Fausto che ti dico? Mavaffanculo!” E con il resto di dignità che le rimaneva si avviò verso casa. Ormai la decisione l’aveva presa, era meglio che sparisse dalla sua vista, ci avrebbe pensato l’avvocato e lo avrebbe spennato ben bene, non avrebbe avuto pietà. Intanto appena rientrata avrebbe buttato fuori quei suoi quattro stracci di merda. Avrebbe chiuso casa e sarebbe andata in centro a fare compere. Per ora, ed era proprio una bella soddisfazione, si godeva il profumo del più bel porcino della stagione.

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  1. Ah, dolci ricordi 😀 😀 😀
    Single & happy, vostra.
    🙂

  2. Hai ragione… alcuni uomini valgono almeno un tartufo 😈

  3. Adesso capisco perché preferisci il mare. 😉
    Sai che mi piace ma mi piace proprio il post.

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