rossaurashani

Segni indelebili di un conflitto

In Cultura, Gaza, Guerra, Informazione, Le Giornate della Memoria, Nuove e vecchie Resistenze, Pietas on 27 settembre 2011 at 23:57

Sono rimasta piuttosto basita dalla notizia che il Museum of Children’s Art (MOCHA) di Oakland ha cancellato la mostra dei disegni dei bambini palestinesi di Gaza, sotto la spinta di enormi pressioni di gruppi pro-israeliane. Il Consiglio di Amministrazione del Museo, che ha votato per la cancellazione della mostra d’arte una settimana fa, a causa delle enormi pressioni da parte di gruppi pro-israeliani, malgrado abbia ricevuto una lettera del Middle East Children’s Alliance (MECA), sottoscritta da migliaia di sostenitori in tutto il Paese, in cui si chiedeva di rivedere la decisione, ha alla fine deciso ugualmente di censurarla.
Strana cosa davvero se si pensa che dalla parte di chi ha fatto pressioni per la censura, vengono organizzate gite scolastiche in varie parti del Paese per vedere Musei sull’Olocausto e sugli orrori nazisti. Diciamo che almeno per i bambini, non ci dovrebbero essere due pesi e due misure, soprattutto in un Paese dove la Libertà e la Democrazia si esporta come un prodotto di largo consumo.
Proprio la banale notizia che qui riporto, mi capita nel momento in cui mi è stato chiesto di organizzare nella mia città, una mostra di disegni di bambini palestinesi affetti da PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Sindrome terribile che affligge bambini sottoposti allo stress di bombardamenti, sparatorie, escursioni di carrarmati e bulldozer, rapimenti, privazioni varie, detenzione e torture fisiche e psichiche. Insomma tutto quello che un conflitto senza precedenti può provocare su un bambino che originariamente sarebbe sano.
Io credo che in Italia questa mostra si terrà e sarà sicuramente una grande esperienza umana. I bambini, si sa, per loro natura, sono  sensibili ed è facile ferirli nel profondo, lasciando dei segni indelebili che non riusciranno mai a dimenticare. I disegni sono lo specchio di questa realtà e non comprendo come ci siano persone indifferenti e pronte a far tacere questo denuncia che va al di là degli interessi territoriali e politici di un paese.
I bambini nei loro disegni trasferiscono tutto il loro sofferto, scene di guerra e di sangue, di aerei e bombe, di carroarmati e soldati, descrivono il dolore e la morte come se fossero una cosa di tutti i giorni, ma nella loro crescita la paura e l’ansia, la depressione, l’incapacità di interagire con gli altri e anche i semplici mal di testa li rendono dei bambini spezzati.
Non è consolatorio pensare che questa sindrome non si presenti solo nei bambini arabi che comunque ne sono affetti per l’80% dei casi, ma che pure i bambini israeliani ne soffrono almeno per il 20%. Che tristi primati! Esistono molti trattati e convenzioni, che spesso si sovrappongono, nonché protocolli e risoluzioni, che regolano il trattamento dei bambini in situazioni di conflitti del tipo instauratosi nel Medio Oriente, eppure sono del tutto disattesi. Rimanderei alla lettura di un documento, che ho avuto da una ONG che si occupa di disagio infantile, che parla in modo chiaro e puntuale di negazione dei diritti basilari dei bambini palestinesi nei Territori Occupati sottomessi all’arbitrario dominio di Israele. “Relazione sulle principali violazioni dei diritti dei minori palestinesi detenuti commesse da Israele.” dell’Avv. Dario RossiAssociazione Giuristi Democratici. Da questo trattato ho imparato che i bambini, in molti casi, ma in questo, in particolar modo, sono considerati meno di niente e vengono usati al solo scopo di intimidire e vessare una popolazione che ha l’unica colpa di abitare un territorio che è nelle mire di un paese colonialista e xenofobo. Ma questo in genere non si può dire perché c’è subito qualcuno che ti accusa di antisemitismo, dimenticandosi che le cose che dico io vengono denunciate da una moltitudine di ebrei e israeliani contrari all’occupazione e alle poltiche apertamente sionistiche dello Stato d’Israele.
Io non comprendo, e su questo sono in buona compagnia, come uno Stato che ha raccolto molto persone che sono sfuggite dall’Olocausto si comporti nello stesso modi di chi, questo Olocausto, l’ha prodotto. Non esiste religione o propaganda che tenga. Non esiste voglia di lasciare il passato dietro di sé, se quel passato nulla ti ha insegnato. Il tuo presunto diritto non può essere la mia eliminazione fisica e morale. La tua idea di sicurezza non può negare i miei diritti. La determinazione di un popolo non può vietare l’autodeterminazione di un altro. Ed è proprio su questo terreno che ci si dovrebbe confrontare. Le sofferenze dei bambini sono la manifestazione evidente delle nostre colpe. Chi non riesce a comprendere quanto male si può fare ai propri figli, e ai figli degli altri, non è degno di averne e nemmeno è degno di essere annoverato tra gli esseri umani. D’altra parte perfino gli animali a volte hanno comportamenti più umani dell’animale uomo. Non credo che senza un minimo di etica e di coscienza civile riusciremo mai a trovare la strada e il tempo sufficiente per cancellare i segni lasciati nei bambini da questi stupidi e disumani conflitti.

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  1. “Le sofferenze dei bambini sono la manifestazione evidente delle nostre colpe.”
    Già. Queste parole sono una verità assoluta, qualsiasi sia il contesto in cui si trovino questi bambini. Fanno un male cane.
    Io questa mostra l’avrei colentieri organizzata qui a Saronno dove ho molti agganci, ma Mario mi ha precisato che viene installata solo in grandi città 😦
    Comunque andrò a visitarla a Milano, dove mi sembra sia già in fase di organizzazione.
    I nostri figli pagano sempre per le nostre colpe ed i nostri atti egoisti. Sono loro le vittime, sempre.

    • Per la questione della mostra perchè non ti metti in contatto con chi msta organizzando a Milano? Come vedi anche Roma parte assieme a Venezia nello stesso giorno. Abbiamo pensato di dividere il materiale in originale e di produrre il resto in copia, quindi perchè Milano e Saronno non potrebbero farlo?
      Altra cosa: l’organizzazione di Roma ha il suo percorso e quella di Venezia ne ha un altro, per esempio noi faremo un piccolo convegno di apertura tenuto da un medico pediatra palestinese, uno psichiatra di Venezia ed una giornalista ebrea italiana. Faremo anche una performance di lettura poesie di bambini e brani di autori ebrei israeliani e palestinesi. Sarà una jam session sul tema aiuto ai bambini vittime dei conflitti, in questo caso palestinesi. Non credo rispecchi le decisioni per l’avvio della mostra di Roma…. quindi libertà assoluta. Quello che intendo è che ogni apporto alla causa bambini è benvenuto e se il Comune di Saronno è un comune sensibile, datti da fare che tutto serve.
      C’è una profonda verità in quello che ho scritto, ma è una realtà ineludibile, se potessimo scegliere di essere genitori perfetti lo sceglieremmo non credi?
      Un bacio

    • Sembra che Milano non parta per divergenze ideologiche….. 😦 quello che vuol dire non te lo spiego perchè sarebbe troppo triste da sopportare….

  2. Mah, fammi tacere, se no dico improperi. Detesto la censura in ogni sua forma!
    Complimenti per il post, molto vero…

  3. Martina, lo dico sempre, spero di non essermene scordato con te: “Sentite Ross o Mirnaloi”. Come vedi Lei sa essere più precisa. La sua risposta mi dimostra che sono un uomo fortunato. Un abbraccio, ma GRANDE
    Mario
    P.S. (è una novità) Anna Luridiana, per Milano, potrebbe tirarsi indietro.

  4. Ora ho un pochino le idee più chiare..Speriamo di riuscire ad organizzare qualcosa a Genova. Mi faccio sentire telefonicamente domani sera o al max venerdì. Un caro saluto a tutti 🙂

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