rossaurashani

Documenti resistenti – I Refuseniks

In Nuove e vecchie Resistenze on 9 settembre 2011 at 9:58

Ho trovato in un sito una parte di storia di Israele che mi mancava totalmente: sempre della serie “gli israeliani contro l’occupazione”. In questo sito troviamo la storia dei Refuseniks che sono primariamente degli obiettori di coscienza, ma che si spingono fino ad essere degli oppositori alla politica espansionistica di Israele. Qui di seguito riporto la lettera inviata da un gruppo di studenti di una scuola media superiore israeliana nell’anno 2001, firmata da 62 ragazzi. Nel 2002 ne venne spedita un’altra con 300 firme. Ricordo che il servizio di leva obbligatorio per i maschi è di 3 anni e per le femmine di 2. L’esercito israeliano (IDF Israeli Defense Force) che viene chiamato anche IOF ossia Israeli Occupation Force, manda i ragazzi di leva a combattere nei “Territori” con le conseguenze del caso. Chi si rifiuta di prestare servizio sopporta la corte marziale e molto spesso viene severamente punito. Quasi sempre viene obbligato a passare in carcere più tempo del servizio militare stesso e viene richiamato annualmente per un mese in quanto inserito nella riserva. La cosa che mi ha davvero sconvolto è che ogni ragazzo o ragazza di leva non deve mai separarsi dal suo fucile, nemmeno in licenza… questa sì che è una vera educazione alla guerra 😦

La lettera degli studenti delle classi superiori (Shministim)

Al Primo Ministro Ariel Sharon,
Noi sottoscritti, giovani cresciuti ed allevati in Israele, siamo sul punto di essere chiamati per prestare servizio nello Tzahal. Protestiamo davanti a Lei contro la politica aggressiva e razzista condotta dal governo israeliano e dal suo esercito, e La informiamo che non intendiamo prendere parte alla realizzazione pratica di questa politica.
Ci opponiamo energicamente alla violazione dei diritti umani messa in atto dal governo israeliano. Espropriazioni di terre, arresti, esecuzioni sommarie, demolizioni di case, isolamento, tortura e rifiuto di prestare soccorsi sanitari, sono solo alcuni dei crimini che lo stato di Israele sta compiendo, in flagrante violazione delle convenzioni internazionali da esso stesso ratificate.
Queste azioni non sono solamente illegittime: non ottengono il loro scopo dichiarato, cioè, promuovere la sicurezza personale dei cittadini. Questa sicurezza sarà ottenuta solo attraverso un giusto accordo di pace tra il governo israeliano e il popolo palestinese.
Di conseguenza obbediremo alle nostre coscienze e rifiuteremo di prendere parte agli atti di oppressione contro il popolo palestinese, atti che dovrebbero essere chiamati per l’esattezza azioni terroristiche. Ci appelliamo alle persone della nostra età, ai ragazzi chiamati alla leva, ai soldati attualmente nell’esercito e ai riservisti affinché facciano lo stesso.

Per conoscenza
al Ministro della Difesa, Binyamin Ben-Eliezer
al Capo di stato maggiore dello Tzahal, Shaul Mofaz

19 Agosto 2001
(seguono 62 firme)

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  1. Bellissimo e molto opportuno, anche per quanto stiamo facendo, per l’impegno che stiamo prendendo in favore della pace. In Youtube ci sono anche video con intervista a Refuseniks. Solo un piccolo appunto alla tua introduzione: l’avrei conclusa con un ironico e sarcastico: “questa sì che è una vera educazione alla pace”. Ti amo, smack. 🙂

    • Come sai, ci siamo chiesti spesso, come non sia possibile che all’interno di una situazione sbagliati, non si formino degli atriti, una specie di anticorpi contro un viris che diventa letale. Un popolo cresciuto a considerare bestie senza diritti un altro popolo, dovrà pur accorgersi , prima o dopo, che ha a che fare con persone che hanno comunque lo stesso diritto no? Israele ha la potenza del denaro e molti suoi figli sono nei posti che chiamiamo: luoghi di potere. Un paese che può manipolare la realtà. Ecco perchè al suo interno ci sono poche voci e quelle poche sono soffocate. Per parlare di Israele bisogna poterne uscire e alla fine queste persone diventano indesiderate e non possono più tornare. Sarebbe strano davvero trovare una forte opposizione, all’interno del paese. Comunque, colpa della crisi, mi pare che pure lì le cose stiano cambiando.
      Per quanto riguarda la Palestina, i tempi sono maturi, fra qualche giorno si tratterà del riconoscimento dello stato di Palestina, potrebbe essere il primo passo per riconoscere i diritti di quel popolo, ma Israele sa che il giorno che la Palestina sarà stato richiederà di tornare nei territori occupati e allora Israele si troverà a dover fare i conti con un’entità ben precisa, avrà interlocutori e il mondo che starà a guardare. Non potrà più bombardare un territorio a nome della propria sicurezza, ma ogni azione sarà un’azione di guerra. Sarà possibile?
      Sono andata oltre lo so 🙂 il mondo è disposto ad insegnare la pace ai palestinesi, ma non imporla agli altri.Un bacio al dormiente

  2. Beh, mi sarei sorpresa se non ci fossero stati obiettori a quel tipo di servizio militare, lungo, di tipo professionistico e pericoloso…. ma, lasciami indovinare: il servizio civile sostitutivo non esiste 😦

    • Servizio civile ad Israele si chiama carcere e diserzione…. maccheticredevi che eravamo nel paese delle fate 🙂
      Leggi il libro di David Grossman che hai sul comodino e capirai alcune cosette, sempre e comunque dalla parte dell’altra Israele.

  3. …è il prossimo in lista… 😉

  4. in israele almeno qualcuno si oppone al governo e si chiama oppositore politico,in palestina si chiamano collaborazionista e vengono impiccati perchè va contro lo statuto di hamas dove si dichiara che il fine dei palestinesi e uccidere tutti gli ebre i cristiani che non si fanno mussulmani e poi far divntare tutto il mondo mussulmano.(leggere statuto hamas.it)

    • Mi risulta che i refuseniks vengono brutalmente processati, si fanno più di un mese di carcere e rimangono marchiati da traditori per la vita, creando loro problemi per trovare lavoro, fare carriera e ottenere riconoscimenti per studi o attività.
      Certo sono oppositori di un regime militare, che tu hai benevolmente chiamato “politico”. 6 milioni e mezzo di israeliani dei quali 1 milione e 400 mila di palestinesi israeliani (che non possono fare i soldati,, a proposito di parità di diritti 🙂 ) e un notevole numero di ultraortodossi che sono relifgiosi e pertanto non fanno il servizio militare formano il secondo esercito più potente del mondo (più armato, dotato di armi atomiche, ma a loro è concesso) e con l’intelligence più importante del mondo… che ne dici? Si tratta di uno stato con un esercito o un’esercito con uno stato?
      Sullo statuto di Hamas, non discuto, non ho grande simpatia per gli estremismi religiosi da qualunque parte vengano, certo che ridurre Hamas al luogo comune che dici è realmente superficiale, tra parentesi ti dimentichi che in Gaza ci stanno 1 milione e mezzo di persone tra le quali ci sono un notevole numero di cristiani cattolici che professano liberamente la loro fede e ci stanno pure orfanotrofi gestiti da suore ed esiste pure il PCR (Palestinian Catholic Relief) e molte organizzazioni internazionali di tipo religioso che operano lì.
      Ma la sostanza della situazione non è questa e lo sai bene. La questione è chiaramente uno stato che occupa più dell’80% di un territorio che non è suo e che lo tiene con l’uso della forza e la quiescenza di stati potenti legati alla grande finanza sionista e come effetto finaloe il lento genocidio di una popolazione, quella palestinese.
      Se poi vuoi che andiamo più a fondo e giochiamo sul terreno della propaganda e della “terra promessa”… beh allora si potrebbe andare avanti per anni.
      Saluti

  5. Vedo che l’amico Franco è molto bene informato. Vorrei sapere che giornali legge. Eppure… hanno mandato Hebron persino in RAI, eppure… basta sentire qualche ebreo della rete ECO, se non crediamo a questo popolo di terroristi che è il popolo Palestinese, eppure… basta solo usare la testa. Grande dono la testa. http://emmedigi.files.wordpress.com/2012/02/israele-un-popolo-in-armi.ppt

  6. che vergogna……….disertori che si rifiutano di serivre il loro paese.
    io come loro sono stato chiamato a servire nello tzahal, dove ho operato dal 2000 al 2010.
    ho partecipato alle operazioni in libano nel 2006. e tutto questo per garantire la sicurezza anche di quei maledetti renitenti traditori, proteggendoli dai vili terroristi arabi

    • Ma dai??? Vuoi dire che hai fatto dieci anni di esercito, quello che si dice il più etico del mondo??? Suppongo che ti abbiano cresciuto con questo pallino… scommetto anche che ti sia difficile vedere che quelli che tu chiami vili terroristi arabi sono stati derubati della loro terra, della loro libertà e dei loro diritti umani… e sai da chi? No dai non te lo dico, magari ti fai un esame di coscienza e lo capisci da solo. Ma un soldato la coscienza ce l’ha? Mah non credo, se ne fosse dotato forse si rifiuterebbe di fare il servizio di leva come fanno gli Shministim, quelli che ragionano con la propria testa e che si rendono conto di quanto Israele si stia trasformando di un stato di apartheid, che occupa territori con la forza bruta e con la forza delle regole che vedono applicare due pesi e due misure tra il presunto “popolo eletto” e il “popolo di terroristi” (e scusa se uso il nome di popolo perchè in realtà, così non è e tanto meno mi risulta essere stato eletto da chichessia).

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