rossaurashani

Quattro chiacchere sul lavoro

In Disoccupazione, Economia, Giovani on 6 settembre 2011 at 22:45

E’ sempre più difficile parlare del lavoro. Sarà perché di lavoro non ce n’è più, oppure sarà anche perché chi ce l’ha si sente quasi, immotivatamente, fortunato. E’ vero che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, ma è anche vero che molti vorrebbero modificare la Costituzione, tanto per poter fare ancora di più quel cavolo che vogliono.
Oggi ero in manifestazione con la CGIL, ma forse sarebbe corretto dire con tutti i lavoratori: fissi o intermittenti. Insomma con la gente che un lavoro ce l’ha, ma che non sa se lo potrà tenere, fino alla sempre più lontana data della pensione, assieme a chi ha un lavoro saltuario e assolutamente sottopagato. Andando alla manifestazione… riflettevo su quello che mi è stato raccontato da una mia amica, andata per alcuni giorni nel meridione, per motivi di lavoro. Mi ha raccontato alcune cose che già sapevo, come per esempio che al sud, a differenza che da noi al nord, la gente vive meglio, veste meglio, fa una vita più mondana e spende senza troppe remore. Questo è bene, lo facciano almeno loro che possono farlo, ma sul perché loro lo possano fare e noi no, per me, è un mistero. Beh! si sa, non è tutto così il sud, c’è anche chi stenta e che vive sulla soglia della povertà, ma per quelli che ce la fanno incidono, probabilmente, anche la diversa mentalità e anche a quella economia un po’ anomala che troviamo in questa parte d’Italia. Molto più semplie esprimere menefreghismo delle regole supportato dall’indifferenza dei controlli sulle stesse.
La sola cosa che mi ha fatto trasecolare invece è una diffusa abitudine delle aziende ad assumere personale che tutto sommato, pur essendo già di per sè sottopagato, al momento della paga viene ulteriormente “tassato” di una buona parte dello stipendio in contanti. Insomma nella busta paga viene segnata una cifra, sulla quale vengono fatte le trattenute per quell’importo, ma alla fine lo stipendio consegnato è molto più basso di quello convenuto. Insomma, vuoi un lavoro? Ok, te lo do, ma non rompere le scatole, pena l’allontanamento, se non vieni pagato come dovresti… d’altra parte se a te non va bene, chissenefrega, ne troviamo una cofana di gente disponibile a questo trattamento.
Io sono ingenua e queste cose non riesco nemmeno ad immaginarle. Non so nemmeno come questi lavoratori riescano ad adattarsi, ma capisco che i tempi sono davvero brutti. La cosa che però non sopporto è il doppio sfruttamento del lavoro del dipendente, capisco un arricchimento fisiologico dell’impresa, ma non comprendo l’arricchimento del tutto criminale che permette all’imprenditore di non tener conto del diritti del lavoratore.
Ecco a parlare di lavoro mi sono incazzata, ma visto che oggi sono in sciopero avrò il tempo di farmi sbollire la rabbia, tanto domani approveranno la nuova Finanziaria a colpi di fiducia, e allora sì che tutto andrà a posto e a me verrà un travaso di bile. 😦

Annunci
  1. Non so dove prende notizie la tua amica sulla bella vita del nostro meridione. Ho come la sensazione che la bella vita sia altrove e che questo sia un po’ un luogo comune all’interno di certe comunità. Nei nostri poveri giri insieme non abbiamo visto un aumento del benessere sociale spostandoci un po’ a sud, anche se solo un po’. Ma questo non è quanto. La rabbia ha ottenebrato la tua scrittura e alla fine nel post c’è solo rabbia. Ieri l’Italia migliore si è contata ed è stata una bella conta. Di domani non so ma non mi arrendo mai. Auguri di buon lavoro e… hasta la victoria siempre.

    • La mia amica ha visto quello che hovisto io:
      A Napoli per esempio ho visto la coda fuori da negozi di scarpe con saldi (???) dove un paio di stivali scontati costava 450,00 euro 🙂
      Sempre lì ho visto un matrmonio con invitati che si erano fatti gli abiti nella più famosa sartoria della città che comprendevano pochette e scarpe della stessa stoffa…
      Veramente anche nell’isola che frequentiamo sembrano tutti morti di fame e sono proprietari di case e villette, viaggiano per il mondo e vestono meglio di noi.
      Io non so se questo è diffuso, so solo che escono alla sera molto dipiù di noi e ci pensano meno ad andare fuori a cena (sarà che pagano meno di quello che paghiamo noi 🙂 ) Non credere che il mio fosse un discorso da leghista… dico che per carattere si arrangiano meglio di noi, hanno meno remore nel non pagare le tasse, nel non emettere ricevute fiscali, nel vivere in modo caotico e approssimativo. Ovviamente non faccio di tutta l’erba un fascio, credo che esistano problemi e persone tagliate in maniera diversa, ma in generale si ricava un’impressione meno cupa che da noi.
      Riguardo alla manifestazione è stata decisamente entusiasmante, ma non dimentico che malgrado questo passerà una finanziaria che sarà ancora sulle spalle di chi è già in grossolana difficoltà. E malgrado la nostra stanchezza abbiamo un governo schifoso che ci teniamo senza neanche tentare di estirparlo dalla nostra vita. Come faccio a sentirmi ottimista? Come faccio a dire che ce la caveremo quando ci sono persone che devono accontentarsi delle briciole anche se lavorano come bestie?

  2. Onestamente mi chiedo perché ti “arrabbi” con me quando ho una riflessione “di equilibrio” come quella che mostri qui. Se l’Italia è quella da te descritta allora è un Italia in grado di accettare nuovi sacrifici. Se la rappresentazione invece è molto ottica cioè di quello che appare senza verificare se corrisponde a quello che è cioè se l’Italia è come credo e come ce la descrivono allora sarà meno facile e un po’ più dolorosa. Nerlla Romania che ho conosciuto, terra di una arettravezza almeno ventennale, c’erano sempre le code ai cinema e ai ristoranti di una borghesia che riusciva a sopravvivere sulle miserie del proletariato. C’era una economia sotterranea fatta soprattutto di malaffare che falsava la vista della società. Non credo che il meridione sia le vie del centrro di Napoli ma la sua periferia e i comuni del napoletano e tutti gli altri piccoli comuni di un meridione sfruttato dove la cassa del meridione non è mai arrivata e non c’era interesse di creare sviluppo. Insomma, il tuo mi sembra un discorso rimasto alla superfice. Un abbraccio e un bacio.

  3. Secondo me non si possono fare differenze tra nord e sud, come neppure tra diversi paesi nell’ambito dell’Europa. Io sono stata disoccupata e precaria anche all’estero ed anche all’estero ho visto sprechi e consumi come quelli descritti da te.
    E’ il modello dell’economia che ha foraggiato questa crisi planetaria che fa acqua da tutte le parti. Siamo su una barca che affonda, in Italia ancora più evidente a causa di una classe politica cogliona.
    Scusate il francesismo ma non mi viene nessun altro termine.
    Comunque sono ancora precaria e lo sarò fino alla mia pensiane. Quale pensione? Non ho uno schema pensionistico alla veneranda età di 46 anni.
    E non è stata colpa dell’Italia. come vedete, è tutto relativo…..

  4. Devo essere onesta, non so cosa dire.
    A volte ho come l’impressione di vivere su un altro pianeta rispetto all’Italia, pur vivendo in Italia.
    Non so più bene se vergognarmi, incazzarmi, inorgoglirmi o cosa.
    A conti fatti propendo per la terza ipotesi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: