rossaurashani

L’impegno è vita

In amore, Libri, personale, politica on 9 luglio 2011 at 19:52

Da giorni io e Mario stiamo cercando di capire perché non sappiamo fare altro che essere impegnati. Ovviamente non si tratta solo degli impegni quotidiani legati al lavoro, o alle amicizie o alla cultura. Parlo di impegno “impegnato” ossia di quello che ci vede presi da questioni legate al sociale e alla politica di casa nostra e di quella internazionale.
A volte ci chiediamo come mai, pur restando separati per più di 40 anni, abbiamo sviluppato lo stesso tipo di caratteristiche e di elaborazioni mentali. Non è solo il fatto che abbiamo trovato, per esempio nelle nostre librerie, in buona parte, gli stessi libri e nel cuore le stesse passioni, ma per qualcosa di più: invecchiando abbiamo radicalizzato i nostri interessi.
Il problema è proprio questo perché gli anni ci incoraggerebbero ad essere più defilati, di non prendere più le cose di petto e di non metterci dentro tutte le energie rimaste. Cerchiamo insomma di fare i vecchietti come si deve, praticamente ci alleniamo per fare i nonnini sebbene i nostri figli non abbiano, per ora, alcuna intenzione di darci questo impegno, ma la cosa ci riesce piuttosto male.
Io, a volte, tendo a provocare, senza comprendere che già di mio schizzo come un razzo e gli chiedo di aiutarmi a organizzare una cosa o l’altra. A lui viene un coccolone perché sa che se parte è quasi peggio di me. Non potevamo essere più ben assortiti di così, anche se proprio questa simbiosi ci crea alla fine dei problemi.
Ci piace frequentare gli amici, anche quelli di un tempo, e mai avremmo il coraggio di confessarci che non abbiamo ormai più lo stesso linguaggio e lo stesso amore per la conoscenza e la lotta. Insomma non riusciamo a parlare di figli e nipotini, di nuore, generi e matrimoni traballanti o fortunati, siamo dei pesci fuori dall’acqua in queste stanze. Ma nessuno ci batte se troviamo le anime gemelle. Se le discussioni diventano stimolanti e piene di incognite. Se torniamo a parlare di impegno in prima persona, o di libri e di nuove teorie, di analisi politiche, di cinema e di qualsiasi cosa che non sia le nostre piccole vite. Ma l’impegno è vita e sappiamo che per il lungo periodo che eravamo rimasti separati e che a nessuno interessavano i nostri pensieri più profondi, abbiamo rinunciato a una grande parte di noi stessi. Anche l’inusitato amore per la rete che ci ha visto da singoli autori di due piccoli blog che sono nati a distanza di un mese uno dall’altro, rete che è stata il luogo del nostro fortunato nuovo incontro, anche questo interesse era il frutto del nostro impegno e della nostra voglia di non accontentarci e impigrirci in una vecchiaia senza merito.
Se è vero che l’impegno è vita, mi sa che la nostra sarà una vita lunga e piena di imprevisti.

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  1. Significativo e romanticissimo gli stessi libri del cuore trovati nelle vostre librerie. 🙂

    La vostra storia dovrebbe entrare nella leggenda ancor più di Paolo e Francesca, perché il lieto fine, completo di nipotini (prima o poi verranno!) e impegno sociopolitico ci piace molto assai di più 😀

  2. Mah…. mi sa che neanche i cibi afrodisiaci li metteranno in condizione di filiare presto. Mi sa che sarebbe meglio cambiare la situazione italiana dell’università e del lavoro e allora forse prima o dopo uno di loro si deciderà… ma forse pero!

  3. Ora che abbiamo cantato le lodi (che per la mia parte ritengo immeritate), che ci siamo “pisciati” addosso, che ho affronatto imbarazzo e vergogna cantando il canto eroico di un piccolo uomo. Ora, dicevo, cara compagna Rossa, Ritroviamo un minimo di sobrietà. E’ sempre troppo poco quello che mi sembra di fare e di aver fatto, e non lo dico per modestia. Il resto e fortuna e qualcosa in più, una “sensibilità” comune che la comune stupidità aveva cercato di tradire. Non è difficile ritrovare nella libreria di due come noi libri e dischi uguali. Sarebbe strano se avessi trovato da te Liala o da me, che ne so, Gentile. La verità è che vorrei essere meno pigro, capire di più, essere meno imbranato e migliore. La verità è che è difficile fare politica e restare indipendenti. Eppure mi piace regalare il sorriso della nostra felicità a chi ci sta intorno ed emozionarli e influenzarli. Dire che la vita altro non dovrebbe essere che la ricerca di quella felicità. Un’ultima cosa mi sento di dire: un grande grazie alla mia grande compagna.
    P.S. chi si loda si sbrodola.

    • Davvero pensi che sia comune avere gli stessi libri nella libreria e gli stessi dischi? Allora non nguardile librerie degli altri 😉 Comunque poco male, se abbiamo interessi comuni può essere un caso, se abbiamo lo stesso modo di reagire alla vita, allora anche questo è un caso, certo è che se ci siamo incontrati di nuovo sarebbe il terzo caso, ma comincia a diventare sospetto. Va beh lo sai che io sono per la teoria del complottismo 🙂 E poi non sono complimenti è come davvero è. Una vita diversa e piena di tutto. E che motivo c’è per non dirlo al mondo?

  4. Se magari la piantaste di autodefinirvi “vecchietti”…. 😀
    Che abbiate letto gli stessi libri durante la vostra vita, non mi sorprende… la vostra “sintonia” intellettuale è sicuramente la chiave della vostra felicità.. e poi neanche io sarei in grado di parlare di nipotini in compagnia… mammamia 😉 Insomma le pochissime volte in cui sto in compagnia mi piace finalmnte parlare di vita, di sociale… di tutte quelle cose che ho dentro e che vorrei discutere con “adulti” quando ci riesco.
    E poi… in genere non sono invidiosa, almeno non per le cose materiali, ma quando leggo di voi, la vostra solidarietà, l’uno con l’altro è incredibile. E si espande a macchia d’olio attorno alle persone che vi stanno accanto, insomma, la solidarietà, il supporto, sta nel vostro codice genetico.
    E pure io che sono un tantinello “antiuomo” :mrgreen: per tutte le cose che i simpatici ometti della mia vita mi hanno combinato, davanti a Mario mi trovo in uno stanto di “dissonanza” di pensieri, ovvero mi chiedo se sia lui la mosca bianca o se sia io che mi sono beccata tutti i *beep* (inserite voi il termine che più vi aggrada 😀 ).
    Beh che dirvi: continuate così. Tanto so che sarete così anche tra vent’anni 😉

    • Per la vecchiaia comunque l’età ci sta tutta, e anche un po per gli acciacchi… con la testa volo veloce non è così con il corpo purtoppo 😀
      Ovviamente quando parlavo di sentirci spiazzati non era certamente quello che proviamo con “certi” amici… Sinceramente con i più o meno coetanei,ma a volte anche con i loro figli, ci troviamo assolutamente fuori sintonia e la cosa è alquanto strana visto che abbiamo avuto in tempo lontani una sintonia molto accentuata. Sembra quasi che abbiamo problemi che non si incontrano e parole che sono diverse non solo nell’apparenza, ma anche nella sostanza. Non mi lagno di questo, il tempo cambia, lo sappiamo bene, ma se per esempio avevo u’amica anticonvenzionale e contestatrice che oggi ritrovo bolsa e priva di memoria, capirai che mi sento molto stupita. Tutto sommato io e Mario non siamo cambiati molto, malgrado noi e malgrado le nostre vite complicate.
      Con altre amicizie è diverso, le parole non basterebbero mai e è tale il desiderio di condivisione che soffriamo delle stesse sofferenze, insomma appartengono alle “anime gemelle”.
      Sono certa di essere stata molto fortunata di aver ritrovato ancora disponibile a mettersi in gioco la persona con la quale avevo più condiviso a livello mentale, certo è stato un caso quasi incredibile, e incredibile l’affiatamento che se non fosse migliore direi che è tale e quale 🙂 comunque non credo si tratti di un caso isolato perchè le persone nascono per stare insieme agli altri e ci sono persone che stanno assieme meglio di altre e non bisognerebbe cercare di adattarsi, ma cercare di scegliere con oculatezza. pure questo non basta e tra parentesi più l’età avanza e meno facile e trovare disponibilità e non parlo solo di quella dello stato civile, ma di disponibilità sentimentale e psicologica.
      Le amicizie almeno salvano una parte di questa necessità e allora diamo amicizia e riceviamola… è quello che a volte basta per rendere migliore la vita.

  5. Ma….. ma…… ma……. e vi lamentate anche?
    Ma io vi piglio a calci voi due. :mrgreen:
    Ma che si fottano i nipotini.
    Ma chi l’ha detto che uno, invecchiando, debba per forza rincoglionirsi dietro alle misere miserie quotidiane?
    Vi siete persi ed avete avuto la fortuna immane di ritrovarvi. Con qualche cicatrice in più, ma con il cuore e la mente ancora intatti. E la curiosità di continuare a spiare, dal di dentro, il mondo.
    Ma che cavolo volete di più?
    Vecchietti.
    Vecchietti un par di ciufoli. 😉

    MadDog, versione WTF?

    • Ehi Mad sia chiaro che non mi piango addosso. Anni fa andavo alle terme per i problemi legati ad un incidente automobilistico e mi venivano i fumi a sentire parlare quelle vecchiette logorroiche. Poi a guardare bene qualcuna era più giovane di me, ma questo sarebbe niente, perchè io sono per la libertà di comportamento. ma la cosa che non sopportavo era quando mi facevano le moine e mi tampinavano di ciaccole solo per fregarmi le bollicine dell’idromassaggio. Ho finito per non andare più in piscina e dopo le terapie mi chiudevo in albergo tutta sola e con il mio libro da leggere.
      A volte penso che sia una mia intolleranza. Magari sono rincoglionita davvero, ma non sopporto i teledipendenti e i disinformati, quelli che credono di aver diritto a tutto e che marciano come panzer sopra i giovani. Li ammazzerei uno a uno e siccome non è cosa da pacifisti…. allora cerco di non reagire troppo violentemente e di fare la ragionevole. Tra parentesi mi sento una stronza perchè con molti amici non ho più feelling e a certe cene mi sento come se fossi straniera. Possibile che non si parli che di cazzate? Qualche volta lancio una bomba per vedere di nascosto l’effetto che fa… Mario è l’unico che sa e che mi tiene bordone, ma anche per lui a volte è complicato, ma credimi non ci consideriamo migliori deglli altri, solo un po marziani 🙂
      Sono troppo vecchia per conoscere il significato di WTF? 😀

      • Acronimo: “What the f*ck”.

        Ti è mai capitato di uscire a cena con gente più o meno della mia fascia di età?
        Buona fortuna.
        Ti faccio il quadro di una cena tipo?
        Ti faccio il quadro:

        “Maria DeFilippi, X-Factor, il tronista di turno, Belen e Corona (again?!?), ma l’hai vista la Ventura su Linguaccia 3000, l’ha detto Fede al telegiornale, quella c’ha le tette rifatte, lo scudetto dell’Inter, gli arbitri sono tutti comprati, c’ho la nuova Audi 5500 25000 di cilindrata coi sedili in pelle d’ornitorinco (…. estiqatsi!), chicornificachi nel nostro ameno paesello con spargimento di malignità a vario grado e titolo, pissi pissi bau bau, cronaca delle coliche del pupo minuto per minuto con dettaglio interno pannolino alla CSI (a cena!), marmocchi urlanti di vario grado d’età in ordine sparso nel disinteresse generale, si stava meglio quando si stava peggio e non ci sono più le mezze stagioni. Hai visto che piove sempre? Ma và?”

        Ora, io non pretendo affatto che ogni cena si trasformi in un dibattito politico o in un’analisi sociologica, che ci si riunisca per cercare soluzioni alla fame nel mondo, o che si organizzino campagne per la conservazione del pavone polimorfo della Groenlandia, mi va benissimo il cazzeggio, la risata, la battuta. Con mio sommo imbarazzo faccio pure il karaoke, guarda.
        Ma si può essere “lievi” senza risultare vuoti come una zucca vuota.
        Non posso proprio tollerare d’aver vicino gente capace di parlare di Clooney e della Canalis come se si trattasse di un problema di stato.
        Ho “sfrondato” una marea di gente negli ultimi anni, limitando questi “ameni ritrovi” allo stretto necessario richiesto dalla buona creanza.
        Giusto proprio per non fare la figura dell’orso scorbutico (il piccolo dettaglio è che io sono un orso scorbutico, ma non è questo il punto).
        Ultimamente, vado con piacere alle cene di lavoro.
        Almeno lì si parla di lavoro, ci si scambia informazioni potenzialmente utili e non ci si annoia a morte.
        Sono diventata intollerante. Stronza lo sono sempre stata.
        Eh, pazienza. 😀

        MadDog, versione “ET telefono casa”

    • Mad…. STANDING OVATION! 😆

    • lo standing ovation andava qui originariamente ma WP mi ha fatto confusione… vabbé, va bene anche al commentto dopo 😉

  6. @ mad
    Ok ok ho capito non c’è pace tra gli umani.. 😉 cosa posso dirti? Hai ragione, per certe cose non c’è età. Ricordo una sera a cena con gente bene di Padova non ho spiaccicato neanche una parola perchè si discuteva dell’ultimo festival di Sanremo…a parte che dell’argomento non sapevo niente ma poi a me ….. lasciamo stare un amico mi è venuto in aiuto e ha tirato fuori un aggancio alla politica italiana degli ultimi tempi. Come per incanto ho tenuto banco per un po’ ascoltata solo praticamente dai maschietti che mi guardavano a bocca aperta e mi facevano una sacco di domande. Purtroppo le donne hanno dato forfait subito confessandosi disinteressate se non addirittura annoiate della cosa. Purtroppo a quel tempo Mario non l’avevo ancora incontrato almeno ci saremmo fatte delle risate. Cene così ne ho fatte altre tenendo testa a personaggi che dibattevano su argomenti inaccettabili tipo superiorità di una razza su un’altra, o fannullonismo dei dipendenti pubblici oppure sugli evasori fiscali ingiustificati che sono sempre gli altri…. almeno in questo caso il tempo mi è passato prima e il vuoto alemo si è riempito di lotta…
    Comunque hai ragione l’età non conta,che poi cazzeggiare si può sempre e diverte pure me

    • Beh, meglio parlare di Sanremo che parlare sempre ed esclusivamene (male) degli altri.

      C’è gente che campa di “Ma hai visto quello? Hai saputo di quella?”, e lì giù coi film di fantascienza.

      Io grazie al cielo di gente così non ne frequento, ma ogni tanto, magari un vicino di casa mentre sei in fila in un negozio, capita d’incapparci: che noia ragazzi!

  7. Beh Mad e tutti gli altri, io sono abbastanza fortunata con le amiche. Le (rarissime) volte che riusciamo a vederci mica parliamo di quelle cose lì.. 😆 . Quello che ci salva è forse la complicità del conoscersi da decenni… insomma, sappiamo come siamo fatte centimetro per centimetro… e la pensiamo tutte in modo simile, sennò mica saremmo sopravvissute tutti questi anni insieme 😉
    Però le cose di cui parliamo mica posso tutte spiattellarle in pubblico 😀 Ammetto che le pochissime volte in cui riesco ad avere un paio d’ore tutte per me con dei vecchi amici, riesco sempre a rilassarmi e a sorridere, e di questo a loro sarò sempre grata.

  8. Veramente potrei anche non partecipare. Era quello che m’ero detto. Prefisso. Un bel silenzio. Non mi piace parlare di me, e poco di noi. Non mi sento speciale e nemmeno particolare. Non mi riconosco. In verità non so essere che quello che sono. Anzi… pendo più verso la versione fantozziana di merdaccia (ma questo mica l’ho detto). Fatico per cercate di emendare certi difetti e quelli quasi sempre restano o tornano. L’unica cosa di cui so essere certo è che sono felice. Grazie a lei. Per quanto sia una persona positiva e ottimista senza lei non sarebbe. Ma non ho una ricetta. Non esiste. E perciò non posso spiegarla. Semplicemente oggi per me funziona. Ma il nostro è “anche” un amore giovane. Non ha superato molte prove del tempo. Ne ha superate altre. E non tornerò sulla favola di due ragazzi che hanno avuto la fortuna di conoscersi presto (troppo presto?) e non hanno saputo usarla. Certe cose non mi sorprendono. Certe altre sì. Alcune cose le trovo scontate. Senza fare il saputello: con la nostra generazione hanno inventato i giovani. Quella era la musica da ascoltare. Quelli i libri da leggere. In verità: grossomodo, all’incirca. Questo ci ha portati ad amare la lettura e la musica. Non è sorprendente che molti titoli e amori siano gli stessi (e di titoli ne abbiamo veramente tanti anche presi singolarmente). Anche l’impegno figlia da quegli affascinanti e faticosi anni. Una minima sorpresa è nel fatto che sia rimasto intatto. Un po’ più sta in sensibilità molto simili, come nella pittura su cui non posso ricordare se allora accennammo. Una fatica c’è nelle abitudini contratte in quegli anni lontani. Facciamo del nostro meglio. Amo, se posso, il meglio. E forse Ross eccede un ninin. Le nostre cene non assomigliano mai a quelle descritte. Scapperei prima o creerei imbarazzo. Non che si debba parlare di chissaché. Di fisica non ne so niente ma di fisici e fisicacci almeno un poco ne so o posso improvvisare. Non ci piace il moralismo ma ci incuriosisce l’essere umano. Solitamente le cene finiscono cantando vecchie canzoni di lotta (quelle nuove non le conosciamo) tipo Contessa, ma va bene anche qualche motivetto di allora tipo il Guccini o il Faber. Un fanculo al premier c’è sempre. Spesso la pensiamo allo stesso modo sulle cose come Emergency e/o Referendum. Solo apparteniamo ad una generazione stanca. Diventata vittima delle proprie abitudine, del cosa faccio per cena. Che sia Ross l’artefice della mia fortuna non mi pare strano. Allora me ne innamorai e credevo molto, era per sempre. Se tutto va è perché siamo “simili” ma ancor più complementari. Soprattutto funziona dove non è dato parlare: in una grande sintonia nei sentimenti e nel loro esprimersi. Il fatto è che tra le sue braccia mi sento… appagato. Solo un’ultima cosa a MadDog sullo scudetto dell’Inter… beh! lasciamo perdere. 🙂

    • Ehm….. non so esattamente quale tasto ho toccato, comunque ho scritto scudetto dell’Inter perchè è la prima cosa che mi è venuta in mente. Per quello che ne capisco io poteva pure essere lo scudetto del Canicattì. 😉
      Stava a significare semplicemente che, esaurito il gossip settore cornuterie varie, in genere si passa a ciarlare degli ineffabili undici (?) virgulti in mutande, con la parte maschile che si atteggia a “commissario tecnico de noartri ah se ci fossi io al posto di quello lì (inserire un nome a piacere)” e la parte femminile che si limita a sbavare “quant’è bono quello, quant’è bono questo, quello ha sposato tizia (va da sè considerata meretrice inside), l’altro s’è fidanzato con caia (ovviamente peripatetica a prescindere)”.

      Non si offenda signor Mario, ho usato l’Inter solo come esempio. 🙂

      • Non mi offendo, signora MadDog, cercavo solo di tenerle bordone. Di buttarla sull’ironia. Di fare quello che si finge impegnato, ma poi non sa resistere a non parlare dello scudetto del 2006. Mi addatto a parlare di conoscenze varie, sono scarso nei pettegolezzi e nei gossip. Soffoco se c’è nell’aria quell’aria snob da l’ho fatta ma profumava.
        La preferisco da censore che quando si prostrae in scuse, ora inutili. Mi permetta di augurarle una buona giornata che dell’inter di scudetto m’interessa solo il prossimo.

    • L’Inteeeerrrrr questo si che è un argomento 🙂

  9. Eh, noi di corna non parliamo, a parte quelle che ci portiamo sulla testa come trofei 😆 Però magari si parla di qualche dolore… Mad, noi siamo troppo vecchie per avere figli piccoli, ogni tanto scappa qualcosa su una materia a settembre di qualche figlio svogliato ma viene subito soppressa :D. Si parla di noi, se una di noi ha perso il lavoro la si rassicura, se qualcuna di noi si è beccata l’ennesimo stronzo che l’ha fatta innamorare e poi se n’è andato con un “ooops, scusa era solo un calesse”, la si conforta, ma poi basta, si cerca di essere serene. Qualche pettegolezzo non guasta, di persone che si conoscono ovviamente, ma sono pettegolezzi “d’affetto”, sono persone a cui vogliamo bene. E poi ci si prende in giro, che è la parte più bella, E ci si dice che andrà tutto bene, e che tempi migliori verranno.
    Poi, si parla anche di Pisapia… anzi, ad essere precisi di Boeri 😆

    • Boeri? che sarebbe più interessante a quanto pare… insomma una grande “testa” 😉

      • A me Boeri lo hanno presentato e ti assicuro che di presenza è ancora più “interessante” che in TV… ovviamente a quei tempi non sapevo neanche chi fosse e ci ho fatto la figura della cenerentola 😆 Ovviamente non è single, ettepareva ahahahah 😀

  10. Più o meno anche noi tra amici facciamo gli stessi discorsi di Martina con i suoi, devo dire che anch’io nelle amicizie sono fortunata.

    L’unica differenza è che, accanto ai pettegolezzi “affettuosi” relativi a qualche amico o amica messi in mezzo (anche a loro insaputa), ci sono pure i pettegolezzi veri, quelli “tosti” a danno dei nemici.

    Io poi, quando parlo di qualcuno, mi trasformo in mimo, certe sceneggiate che, se siamo in luogo pubblico, si voltano dal primo all’ultimo (e ridono con noi).

  11. Cara (e meravigliosa) compagna,
    io, QUI, ho parlato quasi solo della favola dell’amore lasciado, QUI, in subbordine il discorso dell’impegno. Le nostre cene, e pranzi, e relazioni le conosci. Atteggiarsi non è impegno e non è da noi. Forse mi sentirò in dovere di mettere qualche puntino tra il sentirsi impegnati e l’impegnarsi.

    • Ok, si sa che c’è una certa differenza. E sappiamo ambedue che non ci sentiamo mai veramente impegnati, perchè l’impegno lo consideriamo qualcosa di grosso e che soprattutto possa portare a qualche risultato. Impegnati lo siamo sempre non solo nel tempo, ma nella valutazione di quello che ci circonda, nell’analisi dei fatti e nel desiderare di conoscere sempre di più. Non si tratta di atteggiamento o di sensazione di superiorità, si tratta che non si può sempre e comunque essere spettatori ignari della vita. Uno si impegna nel lavoro, nella propria famiglia, con gli amici, fa le sue manzioni, telefona, va a cena, aiuta in casa, oppure si scanna per rendere tutto nel miglior modo possibile, ma questo per me non basta, questo è un modo facile e noioso di vedere la vita. Certo bisogna guadagnarsi il pane, bisogna essere disponibile all’interno degli affetti, ma all’esterno?…. di fronte alle contingenze? di fronte a fatti che tri risultano insopportabili e insostenibili? Ecco questo per me è il senso dell’impegno di cui ho parlato. Se incontro una sera i nostri vecchissimi amici e con uno, il più speculativo della compagnia, parliamo di condizione della donna e della sua personale sensazione di non aver ancora ben compreso perchè, malgrado il sapere e aver letto sull’argomento molti testi, alla fine pure lui si accorge che non mette in pratica quello che si era proposto, questo lo considero in discorso impegnato perchè fa parte del confronto che le persone dovrebbero avere fra di loro, di questo mi piace parlare ed ascoltare… e mi incazzo se la moglie si intromette e mi dice “Ah io di queste cose non m’interesso, in genere lui tenta di parlarmene, ma non ne capisco niente. Però quando stiro e lui si mette lì vincino in poltrona lo lascio parlare, così si sfoga e mi racconta cosa legge!” Che opera buona no? Lei è magnanima e fa la brava mogliettina che ascolta il suo uomo, non capendone niente e lo blocca mentre ne parla con l’amica che invece ne è interessata e ne sta uscendo un bel confronto. Ecco è questo che voglio dire. E’ quando in mezzo a discorsi senza capo ne coda ntroduco l’argomento: Se tu potessi tornare indietro per due ore nel tuo tempo, Che ne faresti di quelle due ore e dove interverresti per cambiarti la vita? E quell’amica risponde: Se potessi tornerei a quel giorno che ho deciso di lasciare il lavoro per star dietro alla mia prima figlia. Me lo terrei quel lavoro e oggi sarei più serena. Questo è stimolante no? Se non arrivasse il marito a tapparle la bocca perchè era stato insieme che avevano deciso che i figli crescono meglio se accuditi da una madre casalinga e così è stato. Che poi meglio mi pare una parola grossa no?
      Ecco è di questo che preferisco parlare. E’ per una televisione di approfondimento che preferisco perdere tempo. E per un buon libro che mi va di perdere le ore di sonno. E’ per una cena dove c’è un vero scambio e non dove si parla di bambini da tener chiusi nella loro stanza che possono uscire solo se autorizzati dai genitori. E questa sarebbe la buona educazione? Poi siccome sono io a servire la cena e a preoccuparmi della serata non posso rispondere che nemmeno nel medioevo esistono ‘ste situazioni. Mentre altri danno ragione o perchè non hanno figli oppure perchè non hanno opinioni, Io una bella lotta quella sera l’avrei fatta e credimi che l’avrei pure spuntata… ma m’è toccato lasciar correre per il pproseguo della serata 😀

  12. Avevo già (prima) risposto DA ME. Sugli esempi che porti sai come la penso. Per esempio: Nel caso della “provocazione” su “cambiare il passato” sai che sono intervenuto e ho zittito il marito facendolo sentire un idiota. Nel caso dell’educazione “spartana” dei figli detto da chi non ne ha avuti e non ne avrà mai non mi sembra proprio che tu non abbia risposto perché dovevi servire a tavola. Ci siamo alzati per servire e abbiamo risposto e come. Tenendo i toni bassi ma abbiamo risposto come ho risposto alla stessa persona nella stessa serata su altre uscite un po’ banali dovute anche al vino. Certo la politica si fa anche e soprattutto nel quotidiano. Per il resto avevo spinto il discorso su un altro piano, forse, e qui mi è difficile ricominciare. Mi confusiono. dimenticavo: UN BACIO.

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