rossaurashani

Il senso delle donne per un bikini

In Mala tempora currunt on 5 luglio 2011 at 16:31

“Oggi mi sono comperata un bikini!” Al giorno d’oggi si possono prendere spendendo anche moderatamente. Ma con qualsiasi fisico, e a quasiasi prezzo, sempre bikini è. Comunque per molte donne il bikini è il modo migliore per essere ed esternare se stesse.
Ho amiche molto diverse tra loro. Certamente lo sono fisicamente, ma soprattutto è il carattere che incide di più sul loro aspetto ed è proprio dentro a un bikini che le modalità divergono.
Maria si è presa un bikini nero. La ragione è che non vuole troppo apparire. Certo che il suo pallore per contrasto, risalta molto di più. Era una vita che non ne prendeva uno. L’ultima volta era una ragazza e invece oggi è una donna, non più sposata, ma con due figli non più bambini. Mica che questo l’abbia cambiata molto fisicamente, solo che, il pallido sole del nord, non valeva minimamente la spesa di un costume da bagno. Adesso era tornata a casa. Adesso che si era rimpossessata della sua libertà, assieme al timore del suo significato, si doveva anche riprendere la sua femminilità e la voglia di progettare il suo futuro, che ad ogni buon conto non le sembrava così luminoso come avrebbe potuto essere. Quindi costume nero, niente di appariscente, ma molta voglia di sole. Comunque non voleva essere osservata, e non sapeva nemmeno se avrebbe avuto il coraggio di metterlo, quel costume, sulla sua candida pelle ormai troppo negata al sole del suo paese. Però, varrà niente un bikini, ma è bellissima la rivincita della sua pelle esposta al sole e delle aspettative dei benefici, se mai ce ne fossero stati, per il suo aspetto fisico e per il suo morale. In fin dei conti non l’aveva neppure pagato molto, anzi costava lo stesso prezzo di quello di sua figlia e pure la misura non era poi così diversa. Solo che lei si sentiva comunque vecchia, malgrado che il suo fisico fosse rimasto apparentemente quello di un tempo. Lei non avrebbe resistito… insomma non voleva leggere la stessa sentenza negli occhi degli uomini che l’avrebbero guardata. Quel bikini le pesava nella borsa neanche fosse stata un’incudine di ferro.
Lucilla si era comprato un bikini di un bel rosso corallo. Lei ne comperava uno tutti gli anni. Ci spendeva un piccolo capitale, ma lei per i bikini ci andava matta e se era per quello non badava a spese. D’altra parte il bikini è un’arma di grande seduzione, almeno di questo ne andava quasi sicura. Se una donna vuole piacere deve saper provocare con il suo modo di vestire, ma soprattutto con quello di spogliarsi. Beh anche il cervello aveva il suo bel fascino… però agli uomini…
Quel bikini era un sogno e le stava a pennello. Sì, gli uomini non capivano niente se di fronte al suo bel personale e a quel colore non davano di matto. Ma gli uomini sono stupidi, quasi sempre… Preferiscono le veline, le ochette senza cervello che poi in spiaggia si potrebbero chiamare le “paperelle” vista la presenza dell’acqua. Lei era certa che stavolta bucava la scena. D’altra parte lei era anche single e disponibile, che cosa stavano aspettando? S’era pure fatta fare quelle foto un po’ osé, maliziosette, aggiungici poi che a lei la testa non mancava, chi sarebbe stato capace di resisterle? Il bikini è il migliore amico delle donne, questo diceva sempre sua madre e lei ci credeva fermamente.
Mara si era presa un bikini colore del mare, ma da furbetta, aveva mirato al colore dei suoi occhi. Era di dimensioni ridotte, ma lei aveva ben poca ciccia da nascondere. Era rimasta quella di una volta, malgrado gli anni e i figli. Era bello pensare di essere ammirata ancora come lo era stata quando era una ragazza. Certo adesso il tempo e le gravidanze pesavano, ma per lei non erano un deterrente. Per piacere, piaceva di questo era certa. Che poi un bikini cosa vuoi che sia, grande o piccolo, colorato o tranquillo, l’importante era quello che sottintendeva. Si ricordava con languore le occhiate, in piscina, scambiate con quello sconosciuto: era stato un amplesso a distanza. Lei queste cose le sapeva solleticare senza che poi suo marito se ne accorgesse. Aveva provato un forte desiderio e un pizzicore che non provava da tempo. Era stato un attimo e già lei si era tolta il reggiseno lanciando uno sguardo malizioso verso l’oggetto della sua seduzione. Le era sembrato oppure l’aveva visto deglutire a vuoto? Beh più tardi si sarebbe alzata per andare al bar così almeno avrebbe verificato anche l’effetto del suo tanga. Essere ammirata era quasi più piacevole che essere toccata. E il bikini era una metafora del suo modo di vedere la vita. Ogni donna avrebbe dovuto provare quel brivido, ma solo lei lo sapeva assaporare con tanto gusto.
Dodi non trovava quasi mai un bikini che la contenesse tutta. Che poi chiamarlo bikini le pareva davvero ridicolo: sarebbe stato meglio chiamarlo tenda da campeggio. Aveva trovato al mercato uno che si faceva bello di una fantasia a fiori che si giocava la scena con chi voleva indossarlo. Maledetto bikini che figurava altrettanto male che un costume a pezzo intero. Tutto le stava piccolo, anche la pazienza e pure il coraggio di mostrarsi. Tanto sarebbe valso andare nuda, ci avrebbe fatto la stessa figura schifa. Quando si ha un fisico così si dovrebbe essere abbastanza ricche da permettersi una spiaggia privata, senza occhi indiscreti per vedere la balena spiaggiata. Forse forse avrebbe prevalso l’idea di prendere una bella forbice per tagliarlo a striscioline floreali, sicuramente si sarebbe divertita di più e ci avrebbe fatto miglior figura. “Odio i bikini e chi li ha inventati!” e con questo aveva detto tutto.

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  1. Una dei due fa la furba e quella una non sono io. Due storie di bikini due nella stessa giornata non sembrano un po’ troppe? Ma a pensarci è estate, di cosa vogliamo parlare?

  2. ops… cosa ti ha ispirato questo post? 😆
    comunque ci sei andata vicina, non è nero ma molto scuro, con una piccola fantasia floreale. Preso a saldi stracciati 😀 Domani faccio la prova del nove alla piscina comunale all’aperto. E ti assicuro, per me sarà un passo avanti incredibile (se riesco a farlo… 😦 ).

  3. ehm… ho appena scritto anche da Mario… diciamo che lì il commento si aggancia a questo in un modo un po’ più esplicativo 😉

    • Ho seguito la ridda dei commenti 🙂 il tuo bikini è una metafora senza dubbio. Quello delle altre tre invece è ben altra cosa. Direi una piccola caduta di stile di donne intelligenti che alla fine sottostanno alle convenzioni… vai a capire perchè.
      Nemmeno io mi infastidivo delle occhiate degli uomini, anzi in genere non mi accorgevo, magari non sono mai stata guardata, che ne so. Però non ho mai avuto atteggiamenti provocatori e maliziosi, anzi direi che davo pochi appigli malgrado che come tutte le ragazze ho uato minigonne e pure abiti scollati, pantaloni stretti e pure un certo fastidio per i reggiseni. Ho fatto nudismo nella mia isola, ma a quel tempo non c’era nessuno a guardare 🙂 Comunque le donnne sanno essere in molti modi, quindi c’è possibilità per tutte.

      • No,a me gli sguardi degli uomini infastidiscono eccome, scusa forse non era chiaro da Mario. Comunque non avvengono, problema risolto 😀

  4. Scusa, mi era già chiaro. Anche a me gli sguardi degli uomini infastidirebbero. 😉 Quelli delle donne invece, non so perché, no. Basta che guardino e basta. Problema risolto. 🙂

  5. Mattacchioni che siete, e che delizioso questo post!

    In realtà, leggendo del bikini nero ho pensato subito a Martina, i conti tornavano tutti, paese del nord, taglia piccola uguale alla figlia, etc. etc.

    Dodi invece potrei essere io, se non fosse che quei bikini grandi e colorati che mi compro non ho nessun problema a indossarli, e mi annoierei in una spiaggia privata: evviva il sole, evviva la gente e l’allegria!

    Evviva pure le cicce, tiè! 😀

    • Le donne sono tante ognuna con il proprio bikini.Ormai si è capito che oltre ad uno straccetto da indossare al mare,o da non indossare, il bikini è anche una filosofia di vita 🙂
      Per questo Dodi assomiglia anche a me, che magari trovo un bikini adatto al mio fisico,ma il costume intero…. ah che sofferenza. Ti confesso che una spiaggia desolata ( ma come si fa a dire così di una spiaggia per niente affollata?) la sogno da sempre e qualche volta l’ho pure trovata e mi sono goduta l’attimo fuggente con molta gioia 😉 mica per questioni di dimensioni fisiche,ma per un’innata idiosincrasia ai rumori molesti.

      • Sono con te. Le spiagge affollate non sono per me, a parte toccate e fughe occasionali. In passato ho portato per qualche giorno i miei figli in Romagna, quando erano piccoli, e ti assicuro che è stato unm sacrificio (non solo per quello comunque, ma tralasciamo…) 😦

  6. Io ho il bikini corallo, in effetti. 🙂

    • Wow, ma hai anche la stessa idea insana che. “il bikini è il migliore amico delle donne”? 😉 ah questa cosa non mi trova per niente d’accordo…. per niente…. 😀

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