rossaurashani

Abnegazione

In Parola di donne on 2 giugno 2011 at 16:37

Eccoci ancora ad una parola osservata dal nostro punto di vista. Nella foto volevo metterci una Geisha, ma non mi dava davvero l’idea dell’Abnegazione con la A maiuscola, piuttosto quella della Sottomissione con la S maiuscola.

Chissà cosa viene alla mente di noi donne di fronte a queste parole  che fanno sempre da corollario alla nostra vita?
Un uomo molto amato?
Una ideologia politica o religiosa che ci prende l’anima?
Un figlio/a o un’idea di dedizione assoluta che richiede moltissimo, ma non ci consente di mollare?
E ad un uomo cosa viene in mente?
Le attenzioni e i sacrifici della mamma?
Una donna vagheggiata e mai incontrata che è disposta a tutto?
Il desiderio di dominare e radere al suolo il proprio capufficio?

Tante possibilità, tante interpretazioni. A voi l’ultima parola.

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  1. Parola strana abnegazione.. sembra antica e lo è perchè esiste in latino, ma nel vocabolario italiano praticamente molto recente. In realtà nell’ottocento veniva usata annegazione con un significato piuttosto simile: annullamento, soffocamento ecc. Ma questo è un discorso solo tecnico, nella realtà questa parola è praticamente “coniugata” solamente al femminile. Credo che solo le donne siano capaci di annullarsi, dedicarsi agli altri in maniera assoluta ed disinteressata. E purtroppo non essendo l’abnegazione dote assoluta, bensì difetto, per buona parte non poteva che essere di pertinenza feminile :-). Non che non ci siano uomini che si occupino di altri in modo da annullarsi, mogli disabili o figli in difficoltà, ma quasi sempre è la donna capace di dimenticare se stessa a favore di persone care, prima di tutto i figli.
    Personalmente sono capace di occuparmi degli altri e di dimenticare me stessa, ma non è una cosa che vale per sempre. Dentro di me sopravvive anche in assenza di ossigeno una gran voglia di vita e di autodeterminazione. Non esplodo come una bomba, ma piano piano mi stacco e mi risollevo. Nel caso di un figlio, malgrado i lunghi anni di dedizione, ho cercato di recidere il cordone ombelicale, per il suo bene, molto presto. Sempre comunque disponibile a ridedicarmi a lui, senza scordare la mia vita privata.

  2. A questa parola, mi sono precipitata. Avrei voluto scrivere un commento-fiume ma adesso mi sento bloccata. E sai perché.
    Ho avuto una giornata piuttosto emotiva. Per qualche ragione, nelle ultime 24 ore mi è venuto su tutto, tutte le cose a cui ho rinunciato e a cui non avrei voluto rinunciare per uno spirito di auto-sacrificio che non ha portato bene a nessuno, tantomeno a me. A chi è servito? Sai quanto ci ho scritto nel mio blog, cercando di trovare una spiegazione.
    E poi, dopo queste tormentate 24 ore, trovo qui questa parola, questo post.
    Ma allora noi donne siamo proprio irrecuperabili…

    • Cara Martina non ci deve essere spazio per tornare indietro con i pensieri e con le emozioni, sei passata oltre e non esiste più un nuovo stato di prostrazione e l’abnegazioni e fuopri discussione, prendi lezioni da MadDog 🙂

  3. L’abnegazione non è una virtù: è soltanto l’effetto della prudenza sulla furfanteria. (Shaw)

    Parola a me sconosciuta, in realtà.
    So essere solidale e presente, se serve, ma non al punto di annullarmi per gli altri.
    Non al punto di rinunciare a me stessa.
    Egoista? E’ probabile.
    Quindi…… vocabolo bandito dal mio dizionario personale.
    Sotto con la prossima.

  4. Io la trovo una parola splendida. La dedizione totale (e spontanea) a un altro, o a tanti altri, in nome di un ideale più grande, di un amore illimitato.

    Abnegazione ha il sapore di valori di altri tempi, di serietà e rispetto nei confronti della vita, senso del dovere sostenuto da irrinunciabili principi: corro a cliccare su “I like”!

    • E ti pareva che a te piaceva cara Ify 😉
      non ti sembra che in alcuni casi come facciamo un esempio Sabby vedi il tuo ultimo post, l’abnegazione sia veramente terribile? Non tutti hanno la forza di laniare anatemi assieme alle scarpe della scarpiera.

      • Con Sabby stiamo parlando di tutt’altra cosa. Di annullamento imposto da terzi, sovraccarico di lavoro senza ritorno, mancanza di considerazione e gratitudine, muro di silenzio ad aumentare l’isolamento anche psicologico di questa donna: se permetti, l’abnegazione è tutta un’altra cosa.

        Potrebbe definirsi per esempio, il passare una notte sveglia per un bimbo che sta male, o per un adulto molto in salute 😉

  5. @Mad: l’offerta per quel lavoro di personal couch è ancora disponibile. A questo punto, chiedi pure quanto vuoi: non hai prezzo 😉

    • Ok.
      Bada però che io strillo sempre e sono ruvida come la carta vetrata.
      Non t’aspettare mai da me un “oh, poverina”, aspettati piuttosto un “l’hai finita o no di lagnarti?”.
      Io ti aiuto a rimetterti in piedi, se serve.
      Ma poi in piedi ci devi stare da sola.
      Perchè io mi defilerò appena possibile.
      Non scompaio dalla vita delle persone che incontro e con cui stabilisco delle relazioni, certo, ma scappo dal ruolo di stampella.
      E’ un ruolo che, temporaneamente, posso pure accettare, ma per il quale non intendo firmare a vita. Per nessuno.
      Chiare le condizioni? 😉

  6. @Ify: no grazie. Stavolta dico: già dato. E troppo. Ho pagato un prezzo che nessuna donna deve pagare. MAI.

    • Credo ci siano anche in questo caso vari modi per guardare a questa parola. C’è chi sceglie di dedicarsi per un periodo di tempo o anche la vita a qualcosa o a qualcuno. La parola sceglie fa la differenza, da spartiacque tra il lato positivo e quello negativo dell’abnegazione.
      Ritengo che esista un’abnegazione indotta e a provocarla possono essere molti fattori. Per esempio penso che sia tu Martina che Sabby se non proprio per volontà degli altri, ma comunque indotte dalle emozioni, dall’ambiente e da problemi di percezione di voi stesse, questo stato lo avete vissuto e subìto in forma totalmente negativa. Si può dedicarsi anima e corpo (giustamente come diceva Ify lo si potrebbe fare anche tutte le notti per l0″oggetto” amato, chiamala abnegazione :-)) ma l’annullamento, l’isolamento, l’impossibilità di trovare supporto ed aiuto,l’incapacità di trovare una via d’uscita, quello è quanto di più negativo questo atteggiamento provochi.
      Insomma nella via d’uscita quasi mai c’è un’indicazione luminosa che dice “EXIT”, ma una via d’uscita c’è e tu Martina l’hai percorsa. Sabby non ancora e da come vanno le cose temo non ne uscirà se non totalmente annientata. Ma forse è solo un’impressione.

  7. In verità la prima parola proposta, abito, sia come sostantivo che come verbo mi sembrava più intrigante per una lettura e riflessione in chiave di genere. In fondo un approfondimento mi avrebbe incuriosito, magari una escursione sugli abiti mentali, sulle varie offerte, sulle maschere, sul governo di noi nel mercato della vita e dei sentimenti. Vedo invece che ha creato più stimoli la parola abnegazione, compenetrata col suo sinonimo di dedizione. Ora fare il “maschietto” mette un po’ in angoscia perché, tra tante donne, pago comunque una militanza nel genere. Solitamente ci si accosta ad una lettura attraverso i numeri, siano essi grandi che piccoli. Si cerca di leggere i profili delle militanze. Credo sia indubbio che il termine sia molto più frequentato dalle donne anche per una questione, e non solo, educativa e sociale. Non le donne di questa nostra società ma le donne in tutto. Esse sono preparate prima ancora che dalla famiglia dalla stessa storia ad una militanza di dedizione: verso i figli, verso il compagno, verso impegni umili e poco riconosciuti. Penso a quando il figlio piccolo, ma anche no, si interrompe, per esempio, nel sonno alla madre che corre, penso alla compagna che si sente in dovere spontaneo verso l’universo casalingo, soprattutto penso alle molte donne che fanno da promoter al proprio compagno, a volte mediocre, anche rinunciando a sé. Credo che poco importa chi, come MadDog, poco frequentano questa milizia o per carattere o per impegno si sentono poco dedite o poco inclini verso certi sacrifici. Credo che la parola sia coniugabile soprattutto all’universo donna ed in realtà con una interpretazione negativa. Non mi viene proprio il suo contrario che non è riconducibile all’egoismo quanto più ad una autoaffermazione ovvero ad una difesa di stima. Per non farla lunga io non mi scuso ne mi assolvo per la mia militanza di maschio, ne reco i segni anche se cerco di frequentare il meno possibile i vizi di noi uomini. Cerco. E a volte ho il sospetto che tardo a reagire ai bisogni della mia compagna, eppure… viva le donne.

    • Ma no dai il tuo genere ci piace molto caro amico, anzi se non esistesse bisognerebbe inventarlo 🙂
      Sto scherzando ma è anche vero che io credo fermamente in questo, al di là di quello che è tua presenza e dei comportamenti degli altri uomini, io credo fermamente che non esiste un solo modo di comportarsi in un genere sia che sia femminile che maschile. Tanto per dire sono convinta che esistano uomini capacissimi di abnegazione (anche di quella negativa) pronti (magari a parole, ma questo è una capacità anche femminile) di farsi massacrare. Poi mica sempre l’abnegazione porta all’annullamento di se stessi. Succede solo se quelli ai quali ti dedichi per ottusità o per egoismo tentano di spremerti come un limone. Ricordo sempre un mantra che mi veniva detto da persona alquanto interessata a far passare il messaggio: “La donna che ama veramente, accetta anche l’uomo che torna a casa ubriaco tutte le sere e la picchia!” Chissà poi perchè quella scema dovrebbe amarlo sempre e comunque e chissà anche perchè questo mantra non funziona con gli uomini come lui… A questa sparata io sorridevo piena di livore, ma sapevo che non c’era modo per fargli correggere il tiro se non dicendogli che anche un uomo che ama veramente dovrebbe accettare la sua donna che torna a casa ubriaca ogni sera e che lo è tanto da dimenticarsi di picchiarlo. Suppongo che avrebbe dovuto non ripeterla più, ma era troppo bello sperare di riuscire a convincermi che ci ricascava.
      Non è da vergognarsi di essere uomo e da imparare ad ascoltare gli altri e a mettersi in discussione, ovviamente tralasciando gli interessi personali e gli egoismi.:-)

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