Mario

Il giorno dell’Arpia

In Mala tempora currunt on 12 maggio 2011 at 12:09

Sono incazzata! Che poi la mia è un’incazzatura che viene da lontano.
Stamattina ho preso un mezzo pubblico che, a dire il vero era come al solito, molto ma molto affollato. Da brava utente, che conosce le regole del vivere comune, mi sono infilata a distanza dalle porte di ingresso, stipata in mezzo alla gente. In prossimità della mia fermata ho cercato di raggiungere l’uscita che era bellamente ostruita da un’Arpia accompagnata da un signore che la sosteneva per le sue probabili difficoltà deambulatorie. Per superare l’Arpia l’ho inavvertitamente sfiorata con la borsetta e questa di rimando mi ha dato, passatemi il francesismo, una “culata” che se non fosse stata per la ressa mi avrebbe steso per terra. In aggiunta la megera ha detto a voce alta: “La smetta di spingere, stupida!” al che ho risposto: “Per la verità ha spinto lei.” trattenendo con tutte le mie forze gli epiteti che cercavano di uscire dalla bocca. L’Arpia non contenta se l’è presa pure con un’altra signora in malo modo: “Non spingerà mica anche lei…”. L’altra intimidita: “No, no signora hanno spinto pure me…”
Tralascio il successivo scambio di battute che non ho saputo trattenere, purtroppo io sono fatta così è non sopporto gli arroganti per natura.
Questo solo per dire che, nella mia educazione infantile, i miei genitori mi hanno inculcato il rispetto totale, anche al di là di qualsiasi ragionevole eccezione, per gli adulti e per gli anziani. Questo tipo di educazione suppongo abbia aperto, in alcuni casi, molti varchi sia a causare “afasia da eccesso di timidezza” e incapacità di reazione ai soprusi, sia, in situazioni estreme, all’abuso per pedofilia.
Nella cultura che mi veniva trasmessa, l’adulto e/o l’anziano aveva, come il cliente, sempre e solo ragione. A tutto questo andava anche aggiunto che ci veniva propinato l’immagine di questi adulti, come persone senza peccato, sagge e piene di buone intenzioni. La vita poi mi ha insegnato che non era sempre così. A volte l’adulto o l’anziano è persona ottusa e approfittatrice, arrogante perché si ritiene in diritto di esserlo e presuntuosa perché non vede che se stessa.
Pensando all’Arpia posso dire che mi sono moderata al pensiero che era una vecchia antipatica e probabilmente acciaccata più nella mente che nelle gambe, ma riflettendo un po’ più approfonditamente ho come la sensazione che tra me e lei non ci fosse una differenza d’età poi così determinante e pertanto vecchia e antipatica avrei potuto esserlo diventata pure io. Perché, invece, siamo evidentemente diverse? Perché io sono tollerante anche nei suoi confronti e lei invece no? Perché ci sono persone accoglienti, umili e generose e altre aggressive ed egoiste? E ancora di più mi chiedo: è proprio da queste differenze che si determinano atteggiamenti più generali, quali incapacità di essere parte di un’entità: paese o nazione che sia, e impossibilità di accettare gli altri o il diverso? E’ forse questo che giustifica il paese che siamo diventati? Incapaci di accogliere e di inglobare, intolleranti per il diverso, spaventati e violenti a parole e fatti per eccesso di difesa del proprio orticello?
Mi sono data una risposta sola che è sfociata con una frase masticata tra i denti: “Non ti permetterò di cambiare la nostra vita, maledetta Megera leghista” 🙂

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  1. L’età non è una garanzia di saggezza, anzi! In un’epoca di infantilismo sfrenato, andando avanti con l’età si rischia di diventare sempre più carichi di livore, grossolani, volgari, prepotenti e maleducati. O, come mi spiegava in ere preistoriche la mia maestra “ineducati”, giacché probabilmente una buona educazione certi personaggi l’hanno anche avuta.

    E quando sento discorsi moralisti sui poveri anziani che vengono lasciati soli, io dico spesso: “dipende… a volte le persone si costruiscono da giovani una vecchiaia di solitudine”.

    • Condivido pienamente quello che dici e sinceramente ho trovato le mie difficoltà a cercare il giusto equilibrio per l’educazione di mio figlio. Non desideravo farne un succube, ma nemmeno un maleducato. Proprio per questo non ho mai preso le sue difese a sproposito, non ho mai criticato gli insegnanti o egli educatori, ho cercato di fargli usare il discernimento e per quanto riguarda gli adulti o gli anziani gli ho detto di essere rispettoso, ma di stare attento ai comportamenti “strani” a volte nascondono problemi difficili da prevedere e pertanto a volte era meglio evitare lo 2scontro”. Ricordo che un giorno, lui era piccolino sei sette anni, alla cassa del supermercato un vecchia lo sgridò malamente perchè non l’aveva aiutata a mettere i suoi acquisti nella borsa. Lui rispose gelido che non l’aveva fatto perchè lei non glielo aveva chiesto. Ma la sua risposta era così puntuale che la vecchia non aveva potuto ribattere. Usciti dal supermercato gli chiesi come mai avesse risposto così duro alla signora. Lui serio mi disse: Tu mi hai sempre detto di valutare se una persona ci sta con la testa, oppure no. Quella signora mi pareva che non ci stesse, quindi ho risposto tagliando corto. Non ho potuto dirgli che se l’era cavata egregiamente e che mi congratulavo con lui per la maturità. Sinceramente quella “nonnina” aveva solo voglia di rifarsi su un bambino oppure non era l’equilibrio il suo punto forte.
      Chi semina in un certo modo quasi sempre finisce solo e poco benvoluto.

      • Purtroppo sono molte le persone che vivono la vecchiaia annegandosi nelle invidie e nei rancori per aver sprecato la vita, o perché pensano di averla sprecata (e non sempre è così). Tutto diventa esasperato nella cosiddetta terza età. Spesso questo tipo di anziani invidia la freschezza dei giovani e, quando possono, cercano di metterli in difficoltà o di umiliarli. Può darsi che sia successo così anche con tuo figlio.

  2. Ma magari… è solo che abbiamo bisogno di dare un volto al mostro; all’incubo. O che siamo semplicemente stufi di questa merda. Non era meno megera se era meno leghista. C’è chi crede che il rispetto gli spetti di diritto, ma di non avere alcun dovere di darlo. E’ più diffuso di quanto vediamo. E’ consueto scorgere anziani redarguire ragazzi che fanno cose di una gravità che in un adulto sarebbero più che tollerate. E non solo per una questione di infingardaggine.

  3. La questione dell’abbinamento Arpia alla Lega non dipende dalla volontà di dare un volto al mostro che popola i nostri incubi è che sotto sotto una certa mentalità, l’intolleranza su piccole cose, la pretesa di avere più diritti di altri mi ricorda un po’ quel pezzo di popolo italiano che si riconosce in una certa ideologia. Non volevo essere pregiudizievole, ma credo che il comportamento quotidiano rispecchi anche un atteggiamento molto più generico che mi viene da attribuire ai leghisti di cui per mia sfortuna ho frequentato un manipolo ma di tipo esemplare. Se volevo togliermeli di torno bastava che accennassi alla facilità che alcuni extracomunitari avevano nell’occupare le case che per lungo periodo rimanevano chiuse 🙂 Basta poco per farli tornare a casa a controllare le serrature 🙂

    • La mia non era una critica. Forse sono ignorante. Non ho mai frequentato leghisti. Ne ho allergia. Per il resto l’anziano perde il senso della gioia e del gioco. Non può più capire quel mopndo. Un po’ come quegli italiani che guardano un migrante e pensano “Che cazzo avrà da ridere quello”. E’ un popolo triste (leghista o meno).

  4. Forse di leghisti ne hai frequentati, ma non te ne sei accorto. No tutti sono così esasperati. Se avessi dovuto vagliare sulle mie conoscenze chi condivideva con me le idee, misarei ridotta le frequentazioni al lumicino 🙂
    Comunque non l’ho presa come critica, solo che un certo comportamento corrisponde sempre ad una certa mentalità e diffido su chi dice di essere altro. Le nostre azioni sono quelle che ci determinano.
    Prendere la vita con leggerezza è l’esercizio che ho proposto per la mia vecchiaia e devo dire che,malgrado tutto, funziona bene.

  5. Io condivido pienamente i due interventi di Uyulala. Me lo sono sempre chiesta anch’io cosa porta certi anziani (vi assicuro, non solo donne e non solo italiane) ad invecchiare così male. Ed è il rancore. Ne parlavo proprio oggi con mia madre. Le dicevo che il motivo principale per cui sono tornata in Italia è stata, a parte quello dell’ovvia sopravvivenza fisica, la necessità e la volontà di cancellare totalmente il rancore dalla mia vita.
    Molta gente vive male, vive odiando e non amando. da’ la colpa a tutti per tutto, è incapace di guardarsi dentro e vive nella guerra.
    Una volta passati i 70, diventa come quell’arpia nell’autobus (o vaporetto 😉 ).
    E non è il fatto di essere una figlia dei fiori, sai che su quella cosa ci gioco e mi prendo in giro. E’ il fatto che mi sono stancata, fisicamente, di vivere nella guerra. Non so come certa gente riesca a farlo tutta la vita.
    Probabilmente sarà stata leghista o forse no. Secondo me questo fattore non ha importanza. Ciò che ha importanza è che quella povera donna non ha vissuto e adesso è divorata dal rancore.
    Guarda queste persone mi fanno quasi pena.
    Voi ovviamente non correrete questo pericolo, a parte il fatto che siete giovanissimi, ma poi mi sembra che navighiate nell’amore. 😉
    Cara Ross, non lasciare che un’arida megera rovini una qualsiasi delle tue fertili giornate.
    Un forte abbraccio

    • vabbuò giovanissimi… Ero giovanissima 30 anni fa…

    • Come dicevo ho attribuito alla megera questo ulteriore difetto in quanto è tipico di una certa mentalità la reazione di paura e aggressione nei confronti degli altri, dei diversi e dei migranti. Certo che potrebbe non esserlo, ma sarebbe solo un caso. Gli anziani rancorosi come dici tu purtroppo sono parecchi, per fortuna non tutti, e questo deriva dalle condizioni di vita che hanno avuto. Spesso però non riesco completamente a capire. Se vieni bastonato per una vita perchè dovresti tentare di bastonare gli altri. E’ come avere dei genitori che ti abusano e ripetere la stressa cosa con i tuoi figli. E’ inaccettabile.
      Ma capisco che come sempre sono un’illusa 🙂

  6. Io di solito questi vecchi rompicoglioni li ignoro completamente.
    Li lascio sproloquiare con calma olimpica osservandoli come se fossero fatti d’aria.
    Quanto li fa incazzare ‘sta cosa!
    E’ divertente.

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