Mario

Oltre cortina

In Donne, uomini on 10 aprile 2011 at 23:01


Riescono ancora ad avere fascino queste due parole assieme. Oltre cortina. Che poi la cortina non c’è più e a venire di qua è decisamente più facile.
Era arrivata per un convegno organizzato dall’Università al quale sarebbero seguiti dei contatti con i curatori della mostra. Sembrava strano, ma all’estero le opere di un certo periodo erano molto apprezzate. Come si suol dire nemo profeta in patria. Nel suo paese ne avevano una piena di quel periodo. Era meglio dimenticare e lasciar pensare agli altri.
Aveva scelto giornalismo e ad insegnare questa materia nel suo paese in qualche modo risultava pericoloso. E poi i soldi scarseggiavano, ma ormai la cultura non andava più di moda. Lì come qui. E Roma ti entrava nel sangue. I suoi cieli e il suo sole. Lei al sole non era abituata, ma ora che lo aveva conosciuto non poteva farne a meno. Non provava più tanto freddo. Non che non amasse il suo paese, ma ugualmente ritardava il rientro. In fin dei conti nessuno l’aspettava. E poi si andava verso l’inverno e lei di freddo ne era stanca e anche delle difficoltà del lavoro e del problema dei soldi.
A Roma aveva cercato un appartamentino da condividere e Valentina era la ragazza giusta, pronta a trovarle dei lavoretti per sopravvivere, ma anche discreta e poco invadente.
Le ripeteva: “Sei una bella ragazza e hai quell’aria irraggiungibile che aprirà molte porte.” E il lavoro non era mancato mai. Le dicevano che la sua bellezza era gelida, ma dietro a quegli occhi chiari si intravvedeva una passione travolgente. Gli uomini italiani sono quasi sempre più esibizionisti che realmente carnali. Amano sfoggiare le donne, soprattutto se belle e ancor di più se in aggiunta sono pure colte e li fanno sembrare migliori di quello che sono.
Ora frequentava i migliori ristoranti e le migliori case della città. Quasi mai per una serata. Piuttosto per un week end lungo. La cosa funzionava con un discreto passaparola. Gradivano portarla in ottimi alberghi ed in belle località alla moda. Lei non capiva come mai, malgrado la novità, cominciava a provare anche noia di questa nuova routine. E più s’annoiava e più la cercavano. La sua bellezza veniva esaltata da quel vago malessere che provava a fare l’accompagnatrice.
Lui era arrivato da Mosca. Giovane, rampante e di successo. Gli avevano consigliato Olga come gradevole interprete, anche se a lui serviva poco un’ interprete, sicuramente parlava italiano meglio di lei. Non usava gli stessi metodi indiretti degli altri. Con lui era come correre al massimo con un’auto potente. Era stato gentile, ma poco coinvolto. Prima di tutto gli affari e poi anche il piacere. Era stata una settimana intensa di appuntamenti e lei poteva risentire la musicalità della sua lingua e i racconti della città che aveva Lasciato. Strano non le sembrava che le fosse mancata così tanto, eppure a volte veniva presa da una maliconia senza spiegazione.
Lui l’aveva affrontata diretto: “Perchè non torni a casa? Non sei fatta per questo paese. Tu in Italia sei sprecata. Ti prendono solo per quello che non sei.” Non era un’ offerta di prenderla sotto la sua protezione, era solo la proposta di un passaggio aereo. E lei per la prima volta ci aveva pensato davvero.
L’aveva seguito fino alla sua ultima mèta italiana. Lui sarebbe partito e probabilmente non si sarebbero visti più. Quell’ultima notte lui non si era nemmeno accorto che lei non era riuscita a dormire e che aveva lasciato scivolare silenziose lacrime sul cuscino. Che stupida! Si era chiesta se a lei era concesso di amare e di desiderare qualcosa nella vita. E sapeva che non era possibile, lei non era una donna come le altre. Lei non aveva nessuno che l’aspettava.
Aveva provato il desiderio di vestirsi e allontanarsi nella notte. Sparire. Ma se se ne fosse andata avrebbe dovuto rinunciare al suo compenso e questo nel suo nuovo mondo non era previsto.

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  1. Per piacere mi piace ma la sfida è all’inizio. Cerca di approfondire il personaggio senza remore. E non nasconderti dietro una mancanza di fantasia e non è mai stata un tuo limite. Nella società del mercato globale si compra tutto, “anche l’anima” e le lacrime sono orpelli da un altro mondo. Ma qual’è il mestiere dell’accompagnatrice?

    • Il personaggio resta volutamente vago, ma più che vago: algido. Poco lascia trapelare dei suoi sentimenti, certo ne ha, ma l’educazione la costringe a restarsene estranea anche della sua vita.
      Quello che la sconvolgerà e succederà su una di queste storie è il fatto di ritornare nella stessa casa con un accompagnatore diverso. A provare ancora il desiderio di non esserci… di sparire. Tutto sommato il suo atteggiamento di estraneità èil solo modo che ha per difendersi.
      Accompagnatrice di uomini d’affari è quello che dice la parola. Non trovo ragione di chiamarla escort o prostituta. Per lei è un lavoro come un altro e le consente di vivere con un certo agio. Chissà come apparirebbe vicino al nano P.d.C.

  2. molto triste… 😦
    (è un complimento, mi è piaciuto molto)

    • L’impressione era questa: una donna triste e malinconica che si nascondeva dietro una voluta indifferenza. Anche una donna così può essere saccheggiata.

  3. Bello. Crudele, in fondo.
    Gradirei qualcosa di un po’ più “cattivo”, però.
    Precipitaci nell’abisso, Ross.

    • Già questa storia mia ha coinvolto abbastanza… mi sembra di essere un coroner di fronte ad un cadavere 😦
      La vorrei cattiva, ma mi è difficile pensarla così. Tutto sommato il suo atteggiamento è più vicino a quella di una vittima sacrificale che di una virago.
      Gli uomini che l’hanno accompagnata sono affascinanti e gentili, ma c’è qualcosa di insano nel gesto (presunto) di usare le sue qualità. Di farsene belli. Di usare una donna bella ed intelligente al fine di passare un week end.
      Magari è amore? Magari è un calesse? Come direbbe Troisi. Magari è davvero una spia che carpisce segreti ai grandi della finanza… 😉
      Per quanto però cerchi una spiegazione non posso escludere che si tratti di semplice casualità e di normali rapporti tra persone adulte e coscenzienti.

  4. Bellissimo ma, al contrario di MadDog, non vorrei un finale “cattivo”, magari non per lei. Facciamoci perecipitare qualche riccone di turno nell’abisso, hai visto mai che ne esca purificato 😉

    • Anche questa potrebbe essere una soluzione. Una donna ammaliatrice. Uomini succubi del suo fascino abissale. Mi sa che ci credo poco, ma è sempre una possibilità.
      Una storia di “un uomo onesto, un uomo probo tralalla lalla tra lalla lero….” succede a volte, ma lo strano è che stavolta si tratta di due uomini 🙂 sarà molto fortunata?

  5. non ce la vedo spia, Ross, ne’ vedo finali “purificanti”. Diemme, purtroppo gli uomini non cadono negli abissi perché, semplicemente, non si fanno coinvolgere.
    Per cui la nostra Olga qui, qualsiasi sia la sua professione, è comunque una vittima.
    Altrimenti non avrebbe quello sguardo, no? Altrimenti non sarebbe sempre stanca, sempre con un partner diverso.
    Per me anche lei dovrebbe diventare single e rimanerci 😀 😀 Insomma, un finale pratico.

    • Anche questa potrebbe essere una soluzione, però la tapina non guadagnerebbe neanche una lira. Ce la vedo proprio a passare da docente a traduttrice 🙂 non sapendo neanche benissimo la lingua italiana per giunta.
      Comunque Martina non è del tutto vero che gli uomini non si fanno coinvolgere, lo vorrebbero (quasi sempre) e a volte ci riescono. Meglio prendere dalla vita quello che offre senza porsi limiti e problemi. Questa sarebbe la giusta filosofia. Quella che dovremmo praticare pure noi femminucce.
      Fa paura l’impegno perchè come già ebbi da dire: “è facile avere molte donne, il difficile e conservarne una” 😉
      Vai poi a mangiarti le dita delle mani, le mani e poi i gomiti, alla fine si raccoglie quello che si semina.
      Un saluto e a presto

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