Mario

La colonna sonora di una storia

In amore, La leggerezza della gioventù, musica on 31 marzo 2011 at 22:06

Me l’ha fatto tornare a mente proprio Lui con il post Chicco e Spillo che la nostra vita era piena di musica. Già, la musica, non avremmo saputo mai farne a meno, ed invece…
E’ strano come invece vanno queste cose. Credi che sarà sempre così e poi intorno a te le cose cambiano. A noi era successo così, prima non serviva neanche parlare e sapevamo che c’erano le nostre canzoni, i cantautori, le canzoni di protesta, le grandi manifestazioni della pace (beh magari quelle erano solo mie), i figli dei fiori e le canzoni di lotta. Mi erano rimasti solo i suoi due LP che Giovanni mi aveva passato quando Lui era partito. Era il nostro Fabrizio De Andrè e non avevo capito perché Lui se ne fosse voluto liberare prima di partire.

Poi tutto era cambiato, forse solo perché, chi ci stava vicino, cercava di depredarci di quella capacità di essere sopra le righe. Diventare concreti, ecco quello che non era proprio nella nostra natura. Ma che fare, non è colpa di chi ti vuole cambiare, ma di noi che ci siamo fatti cambiare.
Allora, piano piano avevamo perso la nostra colonna sonora che veniva rimpiazzata da quella di altri, da altre note e altre parole oppure semplicemente dal silenzio. Eppure, noi, avevamo le nostre canzoni e nessuno ce le poteva portare via, quelle le avevo ricordate in tutto il tempo che ci eravamo persi, mi dicevo: “Sei una scema. Una schifosa e sdolcinata romantica” e certo pensavo di essere  solo io a ricordare. E così Patty Pravo continuava a ricordarmi che quella perdita era stata ben più dura di quello che avevo pensato. Non sapevo spiegarlo perché quella canzone mi sfrugugliava sempre dentro, come un frullatore che mescolava vorticosamente le mie emozioni al rimpianto.

Ma la vita andava avanti ed io imparavo ad affrontarla da sola. Volente o nolente dovevo imparare a vivere anche senza di Lui.

Ricordo, sorridendo, che quando volevamo ballare e parlare a lungo mettevamo la puntina su quella canzone che durava una vita ed era malinconica e tristissima: “Desolation Row” di Bob Dylan, mica che Bob avesse mai composto canzoni minimamente allegre. O almeno io non me ne ricordo nemmeno una.
Inutile dirlo, ogni passo una canzone a riempire le nostre assenze

poi la difficoltà di rendere compatibile il pubblico con il privato. Volevamo cambiare il mondo e stavamo sempre dalla parte dei deboli, a qualsiasi prezzo. Pensavamo di abitare in una comune, pronta ad accogliere chiunque. Perché l’amicizia era avanti a tutto. I nostri momenti divisi con gli amici, i nostri pensieri condivisi. Tutto avremmo dato per loro e lo facemmo, a nostro scapito.

E così trascorse il nostro tempo pensando che un altro mondo ci era stato dato. Lui e l’impegno politico io e la mia grande voglia di libertà. Credendo fermamente negli altri, sempre insicuri di noi stessi, sempre pronti a darci. E la colonna continuava.

Non c’eravamo mai dati un appuntamento e avevamo perduto la strada. Le nostre colonne musicale si fondevano e si dividevano contro la nostra volontà. s’incrociavano a nostra insaputa dentro a storie che non avrebbero avuto futuro.

Ricordo pure quando Lui canticchiava quella canzone impertinente: «Sono un tipo antisociale, non mi importa mai di niente, non mi importa del giudizio della gente…» ed era vero perché noi ci sentivamo così, eravamo due ragazzi nuovi ed eravamo pronti a quella nuova libertà.
Era il ’68 e noi non lo sapevamo che per noi e per il mondo quello sarebbe stato un anno indimenticabile. Mica le cose si sanno mentre si vivono. Come non sapevamo che ci saremmo ritrovati alla fine.

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  1. “devi sorridermi se puoi,
    non sarà facile ma sai
    si muore un po’ per poter vivere…”

    Maledizione! Adesso me l’avete messa in testa e non se ne va più! 😉

    Bella colonna sonora, però.

    • Pensare che a rigor di logica non dovresti nemmeno conoscerla 😉
      Ma la musica travalica il tempo io lo so bene.
      Se dovessi fare un post con tutta la musica della nostra vita, ci vorrebbe un tir di you tube.
      Ciao Ross

      • L’età non fa testo.
        Pensa solo che io sono una fan di Dalida.
        Tendo al carampanismo acuto, mi rendo conto. 😉

  2. @Mad “carampanismo acuto” questa me la segno 😉

  3. Grande, struggente, accorato, sublime Post, Lady @Lucindescai “WITH DIAMIND” !!!!
    Un “Album di foto di famiglia” che ci appartiene, che sfida il tempo e le miserie ( anche delle nostre amare sconfitte ! ), che racchiude tutto ciò che conti per noi, tutti i nostri sogni che ci fanno vivere ancora e sperare col cuore palpitante, per continuare a sognare una realtà esistenziale meno effimera, meno cialtrona, più equa e vivibile per tutti ‘senza condizioni e rinunce’ !
    GRAZIE !!!
    Aggiungici, ti prego, questa “foto” che voglio dedicare ai miei Amici Ser @Mario e Lady @Rossaura, compagni imperdibili del nostro perenne vagare !

    • Ahhh caro serBruno quanta nostalgia… non sono stati tempi belli nè tempi migliori, sono stati solo i tempi in cui eravamo giovani e innocenti. Come vedi nel mio post ho tentato di mantenermi lontano dal credo politico, anche perchè proprio nel 1968 io ho compiuto solo 17 anni e per quanto fossi sempre stata incline a non accettare le regole del potere, non avevo ancora una coscienza di classe. Mario sì. Lui faceva già scelte in base al suo credo. Ma non abbiamo avuto nemmeno il tempo di affondare radici insieme. A parte le nostre innumerevoli ed interminabili lettere che il destino ci ha fatto perdere nei meandri dei nostri “passaggi”, ma quel diario no. E’ un libricino rosso che contiene tutto il mio ’68. Da quel mio unico e imperdibile diario abbiamo raccolto una messe di informazioni che ci ha letteralmente strabiliato. Titoli di libri, canzoni, poesie che ci hanno accompagnato lungo la strada della vita, anche oltre quel breve noi che poi tanto breve non fu.
      La colonna sonora della nostra storia è molto più lunga e complessa di quello che appare qui. Perché era di musica e scrittura che ci nutrivamo, anime simili se non gemelle.
      Nel 67 quando ci incontrammo nessuno trasecolo nel vederci unire le nostre gioventù, nemmeno quelli che erano interessati a noi nello stesso modo che scoprimmo inevitabile.
      Abbiamo ballato tutto il ballabile, stretti abbracciati o scatenati in shake terribili. Perchè seppure Mario fosse molto timido non si tirava mai indietro e rispondeva sempre alle mie provocazioni. Eravamo delle “anime pure” come cantavano i Rokes

      Ma caro Bruno perchè non ci racconti un po’ anche di te e della tua colonna sonora?
      Un sorriso
      Ross

      • Ti ringrazio perché è una canzone che amo molto di un disco che amo altrettanto. Credo sia una dei più bei dischi di cantautori italiani degli anni 70. Ho già avuto modo di citarlo e ricordarlo nelle pagine del mio blog. Questo post merita una risposta. Non tarderà.

  4. Aaaah, Ser Bruno ma quella canzone piace anche a me anche se non “ho l’età” 😉
    Cara Ross, anche questo tuo post mi commuove, considerando che ho appena passato un’ora a cancellare dozzine di email e sms e similaria per rimuovere ricordi che non voglio più ricordare. Io tendo a cancellare, invece che a tenere, sicuramente per proteggermi da ulteriore dolore e aspettative non realizzabili. Mi piacerebbe anche una sorta di “lavaggio del cervello”, cancellare anche i ricordi che ho in testa e riuscire e ricominciare con una splendida tabula rasa.
    Un giorno forse sarò fiera dei miei ricordi come te e li renderò pubblici, perché è bello avere ricordi che vale la pena ricordare.Non so se si è capito qualcosa con tutto questo gioco di parole 🙂
    Un abbraccio

    • Cara Martina, credo che anche tu abbia ricordi che valgono la pena di ricordare solo che al momento vedi solo quelli brutti e umilianti. Eppure nei tuoi post ho visto la luce e le nuvole d’Irlanda. Ho visto con gioia la tua voglia di vivere, malgrado tutto. Il tuo desiderio di razionalizzare , ma anche quello di volare via. Oggi sei stanca e ferita, ma domani, chissà forse tutto sarà diverso.

      • purtroppo sono i ricordi più recenti che ho voluto cancellare. di ricordi passati o lontani non ne ho, quelli ci ha già pensato il mio cervello a fossilizzarli, da anni e anni.
        Ultimamente mi stanno però ricontattando dei vecchi amici, gente che magari non vedevo o sentivo da venticinque anni. Ecco, alcuni bei ricordi sono tornati.
        La corrente del grande fiume della vita alla fine riporta a galla le cose più belle. come è giusto che avvenga.

  5. Ah! Mi è appena apparso il nuovo template! Bellissimo, complimenti 😉

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