Mario

Il nido delle aquile

In amore, La leggerezza della gioventù, personale on 29 marzo 2011 at 13:24

Non esiste un’età specifica per cui non si può più realizzare un vecchio sogno oppure non sarebbe più il caso di godersi un sogno che si è realizzato, in tempi meno avversi, con sudore e fatica.
Questo, ovviamente, lo dico per consolarmi. Ho realizzato un sogno, da lungo tempo inseguito quando ormai ero al limite delle mie forze, o almeno a quello che dovrebbe essere il confine tra l’entusiasmo e la forza giovanile e il bisogno di mollare della mezza età.
Insomma, ho realizzato il mio nido delle aquile. Ho creato il “mio” luogo dei pensieri e della rigenerazione e per far questo ho superato difficoltà e organizzato il caos più assoluto, andando contromano, mentre i parenti e gli amici mi consigliavano di dedicarmi ad altro meno impegnativo hobby.
Ma quell’isola, che avevo conosciuto nei miei vent’anni, era quanto di più scomodo, arduo, abbandonato e splendido che io avessi mai conosciuto. Ogni anno quando il sole cominciava a far sentire la sua forza, una sola immagine mi si parava davanti: l’azzurro profondo di quando riaprivo sott’acqua gli occhi dopo il tuffo in quel mare. E’ strano come alcuni piaceri si trasformino in allucinazioni che non ti abbandonano neppure quando tenti di disintossicarti.
Il mio posto era lì, in quell’isola. Solo lì io sapevo ripredere contatto con me stessa. Solo immersa in quella luce e in quel mare io comprendevo le vere dimensioni dei miei sogni. Ma se è facile sognare, molto spesso è impossibile realizzare anche uno solo di quei sogni. La vita era sempre stata una fatica dedicata a realizzare qualcosa per gli altri. Strano modo di vivere. Ma spesso è l’unico modo che ti è dato di vivere. Tutte le mie fatiche per avere un luogo dove stare con mio figlio, per dargli sicurezze, per farlo vivere senza l’ansia che io invece avevo sempre dovuto controllare. E questo avevo ottenuto. Un lavoro complicato e la possibilità di realizzare per contrasto una parte della nostra tranquillità. Eppure avevo l’isola nel cuore. Ogni tanto chiedevo: “C’è qualche buchetto in vendita per me?” Mi bastava una grottina piccola piccola con la vista su quel mare, niente di più. Ma la vista sul mare costa e io lo sapevo, e sapevo anche che costava più di quanto io avrei mai potuto permettermi. Così sognavo e guardandomi in giro restauravo ogni grotta ed ogni anfratto che incontravo e che mi suggeriva la possibilità di diventare quel “luogo”. Poi la cosa fu più strana ed imprevista di quello che si possa mai immaginare. Mi ero inerpicata sopra una montagna con un amico isolano che mi aveva condotto ad un rudere ingoiato da insuperabili intrecci di rovi. Avevo guardato una vecchia casa diroccata adagiata sopra grotte buie e inospitali. L’abbandono più totale. La dimenticanza più assoluta. Chi ne era padrone non voleva venderla, ma nemmeno si preoccupava di mantenerla in uno stato decente. Avere troppe proprietà e soldi crea a volte un’insensatezza che non comprendevo. Ma così era.
Mi innamorai subitaneamente e senza speranza, Mai avrei pensato, che dopo qualche anno, in un giorno di esasperazione lavorativa e solo a causa di una fuga onirica in un sito web, così tanto per riempirmi l’anima, l’ho incontrata negli annunci di un’agenzia immobiliare. Non è passato che un attimo, avevo visto la foto e l’avevo riconosciuta subito. Mi chiamava e mi diceva: “Eccomi, sono io! Mi hai trovata e non è un caso. Ora tocca a te.” Telefonai, contrattai, l’acquistai senza neanche vederla una seconda volta. Quelli dell’agenzia non capivano tutta la mia fretta, ma come avrei potuto spiegare che era il sogno della mia vita e che lo stavo realizzando?
Ecco, come incominciò l’avventura e come incominciarono i miei ulteriori guai. Sapevo quanto sarebbe stato tutto difficile, ma me l’aspettavo e giorno dopo giorno trovavo soluzione all’irrisolvibile.
Ora il mio nido delle aquile, è la casa più alta e irraggiungibile dell’isola, con una vista da illuminare gli occhi e i tramonti più belli di quella parte di mar Tirreno. Mi siedo lì, quando è tempo di vacanza. Riempio la mia piscina idromassaggio sulla terrazza più alta e mi immergo guardando verso l’orizzonte e verso l’isola gemella, quella che è il territorio di capre e palme nane. Penso che non c’è niente di meglio che stare lì abbracciata al mio compagno senza parlare di niente ad osservare con quanta grazia il sole tramonta sul mare. E’ davvero un sogno anche oggi che so di averlo saputo realizzare. Qualcuno mi dice che sono stata coraggiosa e capace, ma io so che tutto è nato da una necessità interiore, che assomiglia più che all’abilità, alla tossicità e all’assuefazione di una droga potente. Ora io mi rifugio lì, quando posso, nella mia “Isola che non c’è”,  questo è il  nome di quel nido, e come avrete capito: luogo dedito ai sogni e qualche volta alla loro realizzazione.

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  1. Sì… però… io sognavo un posto in cima al mondo, ma in montagna. Con cime bianche. Silenzioso e fresco. E poi… sognavo una vita facile. Non di dovermi arrampicare come una capra pregando di non rendere l’anima a dio. Certo che amarti non è facile. Qualche volta.

    • Ma scusa non volevi la montagna? E montagna hai avuto! Mi spieghi come ci arrivavi alla tua cima bianca se non andando a salto di capra? Ok il silenzio c’è, su quel nido non volano che aquile coraggiose, gli altri desistono 🙂 e poi il fresco c’è basta andarci fuori stagione, ma anche d’estate immerso nell’acqua dell’idromassaggio oppure in quella del mare e qui proprio non c’è pparagone con niente altro. 😉

  2. sogni, sogni… io li ho persi tutti. Un po’ per paura, un po’ per la reale impossibilità a realizzarli. Ma sai già tutti i dettagli della mia vita.
    Ti ammiro perché hai saputo ricostruirti non una ma dieci volte. Come hai ricostruito il tuo nido.
    Io non ho questa capacità, lo dico con umiltà e con realismo. Mi accontenterò. terrò i miei mille sogni nel cassetto e li rivivrò ogni giorno nella mia immaginazione. Quei sogni sono il carburante che mi tiene viva, perché come sai a volte passa la voglia. Come dice Mario, non bisognerebbe doversi arrampicare come una capra tutto il tempo.
    Per cui, i sogni, anche se non si realizzeranno mai, almeno ci tengono vivi 😉
    Infatti io continuo a scrivere 😀
    Un abbraccio e bentornati, mi mancavano i vostri post.

    • Cara Martina, credo che sognare sia un atto fine a se stesso. Non credo sia necessario che i sogni alla fine vengano realizzati. Il bello è sognare, è una valvola di sfogo, è la capacità di immaginare la nostra vita. Insomma l'”immaginare” che stai facendo tu pianificando il tuo futuro e organizzando la tua nuova vita.
      Certamente anche quello di pensare che scrivere potrebbe fare parte del tuo futuro e magari anche l’amore…
      L’amore sempre sognato e mai realizzato, qualcosa che non si può non immaginare, un diritto… un dovere.
      Va bene che non sei ancora fuori del guado, ma ti ricordo: “Non vendere mai i tuoi sogni!” e quanto ha ragione quel tuo antico amico.
      Un abbraccio
      Ross

      • Cara Ross, no, i miei sogni non li vendo, ma li ho riposti quietamente in un cassetto. Lì rimarranno. Ho lasciato molte macerie dietro di me e altre persone ci sono andate di mezzo.
        come dici tu, non tutti i sogni sono da vivere. e poi, ribadisco, ci vuole anche coraggio per viverli.
        A me il coraggio manca, per anni sono andata avanti a disperazione.
        Mi accontento di poco, in questo momento mi basterebbe un lavoro e un po’ di tranquillità.
        Gli altri sogni rimarranno sogni. Ho vissuto, ci ho provato, non ha funzionato. Ora ho bisogno di riposo. Una volta uscita dal guado, mi metterò tranquilla senza fare più danni 😉
        Baci.

    • Ci siamo ritrovati, dopo lungo tempo. E abbiamo ricominciato a frequentarci. Quattro coppie nate intorno a quell’anno: il 68. Nate assieme. Almeno in tre ci vediamo molto spesso. Se non è già strano ciò? Avevamo, allora, poco da dare e tanto da dire. Non è stato facile per nessuno, ma il difficile è tutt’altro. Ognuno si è dovuto guadagnare la vita; chi più e chi meno, naturalmente. Ci si guarda indietro. Quello che abbiamo e abbiamo realizzato è diverso. Per molti motivi è diverso. Mi vedo fortunato. Poi nego che ci si possa limitare alla distrazione della fortuna. Fermarsi a piangere. Lo faccio fermamente. Mi imbarazza se e quando chi in difficoltà guarda la mia compagna come se ciò che ha le sia stato regalato. Succede. Come se le bastasse chinarsi per trovare ciò che gli manca. Non è stato così. Quel sogno era impossibile. Per un insieme di cose ha reso possibile l’impossibile. Il mare è splendido, dalla nostra terrazza. Anche da dentro. Anche se per me c’è troppo mare intorno. Non so nuotare bene come lei. Quasi non lo so fare. So fare poche cose e quelle poche male. Amiamo, ma lo amiamo veramente, dividere con gli altri quell’isola da sogno. E quella casa che ha ricevuto il nome di “l’isola che non c’è”. Mi diverto a curare il giardino a terrazze. Io che non distinguo un carciofo da una rosa. Ma veniamo al tuo caso. Diverso. Come ogn’uno è diverso. Non entro qui in merito. Non ti rispondo puntualmente. Capisco tutto. E che la sfiga ha imperversato. Ma non è stata da sola. La fortuna non è lì che aspetta. Dietro l’angolo. Ma il treno passa. Passa per tutti. L’importante è non demordere mai. La speranza deve “essere l’ultima a rimanere in vita”. Il bicchiere dev’essere sempre mezzo pieno. Non ci sono scadenze. Non ci può essere fretta. Credo fermamente che c’è per tutti un angolo di paradiso, se si vuole.

  3. Un grande sogno, @Rossaura, un sogno che è fatto della stessa sostanza dell’ infinito, un sogno che poteva essere realizzato ‘soltanto da te’ !!!
    E da chi altri ???
    Per concepirlo, un sogno così, occorre un’ anima altrettanto grande ed infinita, e Tu ce l’ hai !!!
    Occorre avere nel cuore un amore infinito per un Uomo, e Tu ce l’ hai !!!
    Sono felicissimo per te, e percepisco cosa provi dentro, ogni volta che guardi il mare, e ti accorgi che la linea che lo separa dal cielo, non limita più il tuo sguardo, nè il tuo cuore, non accende più il rimpianto, ma solo una pacata e vagheggiante visione !
    Ser @Mario ‘bofonchia’ ???
    Conosco il soggetto, se non bofonchiasse, correrebbe il rischio di farsela sotto, tanto intensa è la gioia di vederti felice, l’ unica cosa che conti per lui !
    Un abbraccio ad entrambi !
    Voi due, siete già la risposta ad un sogno !

    Ps. Non accetto contraddittorio, sull’ ultima mia frase ! E’ così e basta !!!!

  4. Non ho nessuna intenzione di aprire un contraddittorio, sull’ ultima tua frase. Hai colto un’aspetto vero. O meglio sono convinto che l’infelicità altrui non aiuti la mia felicità. E di converso amo vedere la gente intorno star bene. Soprattutto la felicità della mia donna è la mia felicità. Letterale.

  5. C’è, c’è, cavolo se c’è quell’angolo di paradiso. Per tutti.
    Solo che bisogna essere cocciuti abbastanza per acchiapparlo al volo.
    Contro tutto e contro tutti.
    A dispetto di se stessi, il più delle volte.

    • Cara Mad sono anch’io convinta che quell’angolo c’è e che il treno passa davvero per tutti. Io l’ho preso allora e non è stata l’unica volta, ho avuto fortuna e non solo, a volte il coraggio ha rasentato l’incoscenza. Ma non rimpiango nulla. Fatica tantissima… ma alla fine il risultato bene o male c’è stato.

  6. A mio parere, caro Ser @MadDog, “non a dispetto di se stessi”, ma “assecondando se stessi” ed i propri sogni, sfidando fino all’ ordalìa i cialtroni che li volessero cancellare dal nostro cuore !

    • Non ser Mad bensì Lady Mad e anche una lady a tutto tondo 😉
      Certo la lotta sta proprio lì, nel perseverare nei propri tentativi senza ascoltare chi cerca di strapparti quei sogni.
      Ma forse parlo così perchè sono un’ottimista e anche un’inguaribile “trafficona” 🙂

      • Ahia, “Trafficona inside” pure io, temo. 😉
        Però…. adesso che ci penso proprio bene……. io non ho sogni, io ho progetti.
        E’ diverso.

  7. mmm…. scusate, arrivo io a fare la cornacchia guastafeste 😉
    Io non ho mai creduto che “volere è potere” sia un assioma.
    Non ci ho mai creduto. E tutt’ora non ci credo. Fosse così semplice, ma davvero.
    Mi sembra che si sia detto anche più di una volta che nella vita ci vogliano anche delle sane botte di culo (cit.) 😉
    Permango nella convinzione.

    • Concordo con te Martina. La volontà aumenta le possibilità, magari anche enormemente, però queste possibilità continuano però ad avere i loro limiti.

      E’ vero pure che se uno ci si mette di buzzo buono magari riesce di più anche a cogliere le possibilità, che spesso non sono tanto poche quanto trascurate.

  8. Carissima, e nobile Lady @Martina, è dunque interminabile la nostra leale tenzone ?
    Non “volere, è potere” ( anche se Ser @Vittorio Alfieri ci dimostrò, concretamente, che non di rado la volontà “può” ! ), ma “sognare, è potere”, se il sogno persiste nel nostro cuore ‘non ostante tutto’ ( proprio come avviene in te ), e travalica la miserabilità che, in prima linea riguarda i cialtroni che ci infestano ( o le nostre scelte errate ), ma nel fondo, ahinoi, ci è data dalla nostra ineludibile precarietà della carne e dal rapido passaggio in questo nulla che è l’ esistenza di tutti, nobili o felloni, realizzatori di progetti o falliti, coraggiosi o pavidi, tutti ‘foglie al vento’ di una infinità di spazio e tempo che ci sovrasta nostro malgrado !
    Eppure, e Tu @Martina ne sei esempio per noi, tutto questo perire di ogni cosa che viva, di ogni stagione fiorita o sterile, solare o piovosa, di ogni foglia o fiore, non annulla questo respiro eterno che portiamo dentro, questo accorato proiettarci nel futuro di un tempo che, forse, non ci vedrà mai ( ma vedrà i nostri Figli !!! ), questa enigmatica spinta dell’ anima che chiamiamo “sogno” !
    E’ lui la forza, lui è potere, lui è la nostra bussola nel viaggio !

    Ps. Chiedo umilmente scusa a Madonna @MadDog, del mio grossolano errare !

    • Non c’è bisogno di scusarsi cavaliereerrante, ci mancherebbe. 😉

      “Madonna@MadDog”
      Son qui che rido da mezz’ora.
      So benissimo che il cavaliere con gentilezza lo usa nel senso medievale del termine, ma, cavolo, proprio a me bisognava dar della “madonna”? 😀

      • Guarda a volte i termini… cambiano a seconda di chi li usa e fanno ridere chi li riceve.
        Dare della Madonna a te Mad è proprio da sbellicarsi!

        Ricordo male, ma credo di no, che questo termine è stato applicato dagli americani nei confronti del Rais Gheddafi?
        Non parlo di Madonna ma di MadDog ovviamente 🙂

  9. Eh, così fa intuire il tuo Nick : @MadDog = MADonna D’ Origine Garantita !
    No-ò ?!?

    • Ad onor del vero, cavaliere, dare della “madonna” (inteso nel senso religioso del termine) ad un’atea, anticlericale, furiosamente avversa alle follie cristicole che ammorbano questo paese, poco incline a porgere l’altra guancia, ma molto molto incline se del caso ad elargire bei calcioni, è, come dice Ross, da sbellicarsi dalle risate. 😉

  10. @Martina:
    Certo che ci vuole un po’ di questo e un po’ di tutto. Non sto qui a raccontarti di Ross. Cose che sai. Altre non so. A nessuno sono mancate le “difficoltà”. Forse ne hanno avute con un po’ più di parsimonia. Quello che vorrei dirti, qui e non a voce (ma tante cose necessiterebbero di suono e privato) è che se Lei, vedendo solo un emorme intrico di rovi e quella costruzione “diroccata”, dicevo se lei avesse accettato la parole “impossibile” nel suo pieno significato, oggi non potremmo invitare e godere là. Se Lei… ma tanto vale fermarsi qua. E’ che Lei si è sembre lasciata, magari in fondo al cuore, una possibilità, una chance. E’ così che il nido delle “aquile” (ma non solo quello) è potuto diventare “L’isola che non c’è”. Ma è così che io, nel mio piccolo, ho incontrato l’amore (o reincontrato, come preferisci) e la vita alla mia non più tenera età. Quando credevo che la solitudine fosse già diventata rassegnazione. A pensarci non è mai stato così. Mi piagevo addosso ma dentro avevo ancora voglia di vivere. C’era un mondo intorno e ho trovato vecchi e nuovi interessi. In fine Lei. Cosa dovrei dirti se non cercare di farti coraggio e stimolare la tua… fiducia? Oltre a metterci a… disposizione?

  11. “Touchè”, Ser @Mario !

    Quell’ Isola che non c’ è, esiste ed è fantastica : è la nostra Anima !

  12. Vorrei ulteriormente spiegare, anche se penso di ripetermi, che per me i sogni sono necessari come l’aria che respiro. E’ solo con essi che sono riuscita e riesco ad “immaginare” la mia vita. I sogni non sono ancora un progetto, vengono molto prima. Il progetto è qualcosa che attivo immediatamente, nel momento in cui il sogno diventa un fatto concreto. Ricordo che quando visitai per la seconda volta il rudere, il giorno stesso che avevo fatto l’atto di acquisto presi alcune misure ad occhio. A casa successivamente con la catastale in mano (molto approssimativa) e l’immaginazione ricavai delle misure che alla fine dopo il rilievo preciso, discordavano appena di qualche decina di centimetri. Comunque buttai giù uno schizzo di progetto che a guardarlo oggi mi spaventa per la percezione di quello che sarebbe diventato in futuro. Questo, io lo so è stato frutto di un sogno e della capacità di quel sogno di creare un immaginario piuttosto reale. Ogni notte quando andavo a dormire mi divertivo a immaginare le trasformazioni ed i particolari, le soluzioni dei problemi che erano infiniti. Quei sogni ad occhi chiusi, ma con la mente ben sveglia sono stati le mie valvole di sfogo, i miei sostegni per superare i momenti difficili, l’incoraggiamento per andare avanti. Sono nata con un incrocio spaventoso di fantasia e concretezza, che mi porta a sognare sempre cose nuove e al tentativo di concretizzarle. Poi se le cose vanno male, pazienza, comincerò con qualcosa d’altro.
    Per quanto riguarda poi la voglia di esserci e di non fuggire a niente, proprio questa voglia mi ha “salvato” da una vita difficile e a volte insostenibile. Proprio per questo carattere ho superato montagne insormontabili e delusioni cocenti. Mi ha consentito di buttarmi sempre dentro alle cose. Infatti il mio compagno reincontrato in un momento durissimo avrei dovuto, a onor di logica rifuggirlo come la peste, non per i suoi difetti che non sono molti, ma ne ha come tutti, bensì per i miei difetti e soprattutto per la paura di sbagliare ancora e di soffrire come mi è sempre successo.
    Se le cose con lui fossero andate male non so se lo avrei sopportato. Sapevo che mi avrebbe potutto fare molto male, anche se sapevo che lui a fare male non è mai stato capace. Ma erano passati tanti, troppi anni per pensare che quello che ricordavo di lui fosse ancora una realtà.
    Solo per questo invito chi pensa di non dover più sognare o almeno di non dover più consegnare la propria vita all’immaginazione di stare attenti, perchè proprio da questo atteggiamento ci si potrebbe giocare il futuro. Evitare le difficoltà e avere paura di sbagliare può portare ad errori ben più gravi, che questa volta sì sono difficilmente giustificabili.
    Ma capisco che i sogni non hanno lo stesso valore uguale per tutti. Io non posso viverci senza e tutte le volte che ho dovuto smorzarli ho vissuto come l’ombra di me stessa.
    Scusate la lungaggine
    Ross

    • difatti, Ross, io ho precisato subito che ammiro la tua capacità di ricostrurti. E’ un dono, davvero. che io non ho. Le scelte che ho fatto negli ultimi anni erano dovute alla disperazione. Non inseguivo sogni, era solo una necessità di sopravvivenza, penso innata in ognuno di noi.
      Detto questo vorrei precisare che forse c’è stato un fraitendimento, Anch’io ho molti sogni, anzi parecchi. Però li ho chiusi in un cassetto. non ho il tuo dono, la tua forza per realizzarli.
      Non vorrei fare la pedante qui, ma la faccio 🙂 Mi viene sempre in mente la gerarchia dei bisogni primari di Abraham Maslow (in genere rappresentata come una piramide) ogni volta che si parla di queste cose. Ci sono prima i bisogni fisiologici (come alimentazione, sonno e piacere sessuale) poi quelli di sicurezza(letteralmente, salute e una casa in cui vivere) poi quelli irrinunciabili di appartenenza (sentirsi amati, in un circolo di amici e familiari che ti supportano, sentirsi protetti e, perché no, avere anche una relazione intima e soddisfacente). A quel punto finalmente subentra l’autostima e SOLO A QUEL PUNTO, quando i bisogni primari sono stati soddisfatti, subentrano i sogni, la creatività della vita, la vita vera e propria.
      Puoi capire perché, cara amica, io i sogni li abbia messi nel cassetto.
      Qualla piramide è dura da scalare. e, in questo momento, io non ne vedo la cima.
      Alla fine della fiera, diciamo le stesse cose. Io sto solo cercando di semplificarmi la vita all’essenziale e i sogni, in questo momento, proprio non ci stanno.

      • Sapessi quanto mi dispiace cara Martina di non saperti libera di vivere la vita che vorresti. Con i miei discorsi non volevo dire quanto sono brava io e invece quanto appari sfigata tu è che la vita accompagnata anche da piccoli sogni e anche qualche piccola meta è davvero migliore della vita senza alcuna speranza.
        Tu uscirai dal guado e avrai ancora dura lotta ad aspettarti, ma dovrai rosicchiare anche un po’ di “tempo” per te, dovrai concederti qualche piccolozuccherino qua e là, dovrai perchè altrimenti la vita non è vita è solo sopravvivenza.
        Sei troppo giovane e intelligente per non cercare una giusta via di uscita al buco dove ti sei infilata… sì sembrà davvero tutta colpa tua, ma non lo è, non lo credo nemmeno per un momento, credo invece che ti sei mossa principalmente per obiettivi fiorviati dalla tua insicurezza e dal tuo sbagliato senso dell’orgoglio. Imparerai mai quell’umiltà che non è umiliante? Quella che ti avrebbe consentito di avere per te e i tuoi figli la tua parte? Quella che non ti avrebbe messo anche oggi che esci dal tunnel in altri guai, perchèm devi combattere una vita che non è giusto che ti spetta? Ah come vorrei essere la tua sorella maggiore che doma un po’ le tue eccessive reazioni e le tue decisioni impulsive!

  13. Beh, un po’ la mia sorella maggiore la sei 😉
    In realtà ho preso una decisione estrema quand’ero in Italia che è stata confermata al mio ritorno dalla situazione estrema edè è supportata dal mio avvocato. Tornerò in Italia un mese prima del previsto, a metà maggio e senza figli. Anche questa è una decisione di sopravvivenza ed è dovuta principalmente al fatto che devo proteggermi in qualche modo dagli abusi e tentativi di sopraffazione del loro padre, che ormai continuano quotidiani. Dato che lui si sente legittimato dalla situazione e dalla legge a tenermi in pugno, letteralmente “ostaggio” in questo posto con i suoi ricatti. La decisione di trasferire o no i ragazzi sarà interamente in mano al giudice così come la spartizione equa dei beni (prevista per legge, nero su bianco). Quando vengo giù tra venti giorni prenderò la mia residenza all’indirizzo che finalmente sarà il MIO indirizzo probabilmente per ilresto della mia vita.
    Ovviamente il merluzzo sta dando fuori di testa per la mia decisione (dopo che per mesi mi aveva intimato di andarmene dall’Irlanda e mi chiedeva con arroganza perché non l’avessi ancora fatto).
    MI sento come se mi fossi tolta un enorme peso dallo stomaco, dalle spalle. Non potevo più tollerare di dovere aspettare all’infinito che lui, ancora una volta, prendesse tutte le decisioni sbeffeggiandosi di tutti e della legge.
    Incredibilmente per la prima volta in vita mia non ho sensi di colpa. Non mi sento in colpa perché lascio i ragazzi, d’altronde mio figlio è diventato difficilissimo da gestire da sola, forse oltre l’umanamente possibile, e mi ha rifiutato. Mia figlia sopravviverà, è in gamba, lei farà strada nella vita.
    E’ un inizio? Ho preso una decisione per me stessa, ho deciso di affidarmi totalmente alla legge, ho deciso, come dici tu, di avere fiducia e umiltà.
    Ho deciso di iniziare a scalare la piramide.
    I sogni verranno.

  14. Questa decisione e questo atteggiamento lo trovo positivo e credo anche che sarà quello che finalmente creerà i presupposti perchè la situazione venga risolta. La legge provvederà e pur se attualmente non stai in un paese dove i diritti delle donne e dei minori è di primaria importanza, non stento a credere che un giudice che prenderà visione degli atti relativi alla tua storia, saprà decidere nel modo giusto per il bene tuo e dei tuoi figli.
    Non sarà più una responsabilità tua, ma di persone che hanno gli strumenti per costringere chi sbaglia a non farlo più e chi ha bisogni primari di ricevere quello che gli spetta.
    Tieni duro e non tremare, le cose si risolveranno, tu non puoi più far niente perchè le cose si risolvano diversamente e indipendentemente da te succederà.
    Un abbraccio stretto. Ti aspettiamo.
    Ross
    e poi sogni a vele spiegate 🙂

  15. Ma questa è la casa che ha acquistato il berlusca a Lampedusa!

    • Eh no, caro Aquila questa non è ad un tiro di schioppo dall’aereoporto. Qui non si arriva con i voli di stato ma con le alucce da aquilotto. O con i piedini di fata a seconda del genere. 🙂

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