rossaurashani

1 dicembre 1943

In Nuove e vecchie Resistenze on 3 febbraio 2011 at 15:55

Foto colori di manifestazione antifascista
Ricordiamo: Il Rettore dell’Università di Padova chiama i suoi studenti alla rivolta e alla resistenza antifascista.

Studenti dell’Università di Padova!
Sono rimasto a capo della Vostra Università finché speravo di mantenerla immune dall’offesa fascista e dalla minaccia germanica; fino a che speravo di difendervi da servitù politiche e militari e di proteggere con la mia fede pubblicamente professata la vostra fede costretta al silenzio ed al segreto. Tale proposito mi ha fatto resistere, contro il malessere che sempre più mi invadeva nel restare a un posto che ai lontani e agli estranei poteva apparire di pacifica convivenza mentre era un posto di ininterrotto combattimento.
Oggi il dovere mi chiama altrove.
Oggi non è più possibile sperare che l’Università resti asilo indisturbato di libere coscienze operose, mentre lo straniero preme alle porte dei nostri istituti e l’ordine di un governo che – per la defezione di un vecchio complice – ardisce chiamarsi repubblicano, vorrebbe convertire la gioventù universitaria in una milizia di mercenari e di sgherri massacratori. Nel giorno inaugurale dell’anno accademico avete veduto un manipolo di questi sciagurati, violatori dell’Aula Magna, travolti sotto l’immensa ondata del vostro irrefrenabile sdegno. Ed io, o giovani studenti, ho atteso questo giorno in cui avreste riconsacrato il vostro tempio per più di venti anni profanato; e benedico il destino di avermi dato la gioia di una così solenne comunione con l’anima vostra. Ma quelli che per un ventennio hanno vilipeso ogni onorevole cosa e mentito e calunniato, hanno tramutato in vanteria la disfatta e nei loro annunci mendaci hanno soffocato il loro grido e si sono appropriata la vostra parola.
Studenti: non posso lasciare l’ufficio di Rettore dell’Università di Padova senza rivolgervi un ultimo appello. Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria. Traditi dalla frode, dalle violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costruire il popolo italiano.
Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c’è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c’è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina.
Studenti, mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina; per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l’oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla schiavitù e dall’ignoranza, aggiungete al labaro della Vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo.

Il Rettore: Prof. Concetto Marchesi

Annunci
  1. Però quando si dice la dignità e l’orgoglio di alcune persone.
    Cosa che oggi si deve cercare col lanternino…..

  2. Concetto Marchesi noi studenti lo odiavamo al liceo perché ci dovevamo imparare praticamente a memoria il suo testo di storia della letteratura latina. Poi con gli anni imparai che uomo era. Ne scoprii le posizioni politiche, gli ideali. Questa sua lettera non la conoscevo. Un altro pezzo del puzzle che ne conferma il fatto che uomini con la sua mente ce ne erano pochio in Italia in quel periodo.
    Per gratitudine mi andrò a rileggere il vecchio libro di testo, ingiallito e tartassato 😉

    • Nemmeno io sapevo che Concetto Marchesi fosse di tanta levatura morale . In confronto agli omuncoli di oggi…. ma cavolo dove sono finiti gli ideali che hanno mosso queste generazioni? Magari proprio il libro di storia ingiallito e impolverato non è il caso, anche se una ripassatina alla storia di questi tempi male non fa 🙂

  3. La sezione “Nuove e vecchie Resistenze”, un po’ suggerita da un comune amico, è nata proprio per ricordare, attraverso possibilmente documenti, piccoli e grandi gesti a testimoniare la lotta per la libertà e la dignità nata appunto dalla Resistenza e la sua continuità. Cominciano a tornarmi in mente alcune figure che la memoria sta sbiadendo e Concetto Marchesi mi sembra una di queste, anche se non erro il suo “impegno” è ricordato nel marmo nella stessa Università. Non cerco un ordine cronologico né logico. E’ un percorso a ritroso disordinato e, in un certo senso, multidisciplinare; che mescola un po’ sacro e profano. E in questo povero e confuso viaggio mi piace ancora una volta trovarmi a fianco la mia meravigliosa compagna (di oggi e di sempre).

  4. Mamma mia, Ser @Mario ( eh, è ineludibile che, o prima o poi – e forse in Primavera, previo preavviso mio a te ! – io ti venga a trovare a Venezia, sperando di passare una giornata con te e con Lady @Rossaura, per corteggiare insieme la “Memoria”, nostra affascinante Compagna ! ), “che nome” sei andato ad estrarre dal tuo inesauribile e prodigioso vissuto, dal tuo esemplare, se congiunto a quello di Lady @Rossaura, “essere un Uomo semplice, di semplice buon senso, di semplice coerenza, ma di irrefrenabile amore e generosità !
    Pur provenendo da una Famiglia Operaia romana “iscritta al PCI”, io frequentavo il Ginnasio “da qualunquista”, da “chierichetto immemore” della vicina parrocchia, in cui andavo con frequenza per giocare a bigliardino, o a pallone, o al ‘ping pong’ !
    Ma, ahimè, trovai in IV Ginnasio, come Insegnante di Lettere ( Italiano, Latino, Greco, Storia e Geografia ), una Professossa dura e severa, una Donna ‘marxista militante’ . Costei, mi fece vedere “i sorci verdi”, non soltanto perchè con lei ritornai a scorgere i 5 ed i 4 nelle materie in cui, fino ad allora, ero stato ( dalle Elementari alle Medie ) il primo della scuola, ma soprattutto perchè frantumò la mia scarsa propensione alla politica ed il mio qualunquismo “da acquasantiera” parrocchiale !
    Bene, lei scelse per la Letteratura Latina, quella scritta dall’ immenso Concetto Marchesi e, sfogliando quelle pagine inarrivabili che descrivevano gli Autori latini interpretandoli talvolta “meglio di loro stessi”, io “qualunquista immemore” iniziai a capire pian piano la vita, l’ importanza della dignità e della coerenza, la forza dell’ impegno a difesa dei deboli e la grandezza di un Ideale che adombrava, quanto a bellezza e nobiltà, qualsiasi altro mi avesse fin a quel momento convinto .
    Così, qualche anno dopo, alle Politiche di quell’ anno ( era il 1967 ), votai per la prima volta il PCI e, per il Senato, il nostro indimenticabile Enrico Berlinguer, che tutt’ ora mi è vicino col suo mesto sorriso e mi appassiona !
    Ma quella fantastica “Storia della Letteratura Latina” di Concetto Marchesi, il più grande Latinista che io abbia mai conosciuto, quel libro che mi aveva accompagnato enll’ esistenza ‘come e più’ di un Fratello maggiore, io l’ ho perduto nelle vicissitudini trascorse ! Soltanto da fine anno, poichè mi sono rimesso ad insegnare, per passione, il Latino ( oltre al Greco e alla Matematica ) ai Giovani in difficoltà, ho incaricato un’ antica Libreria di rifarmi avere, costi quello che costi, quel preziosissimo libro, ahimè, da me perduto !
    Bravo, Ser @Mario, non potevi scegliere un Uomo più degno !!!
    Un documento nobile, come “Il saluto di un Rettore ai suoi studenti” che Tu hai qui pubblicato, innalza la Memoria fino alle stelle, e pur nella miserabilità della nostra vita precaria, una voce come quella ‘alta e sommessa’ di Concetto Marchesi, ci rincuora, ci fa capire che non è un sogno sentirsi fremere il cuore al pensiero ideale di un Mondo più equo con i più deboli, nè mera illusione che questo stesso ideale ci riempia, come nessuno, il nostro memore cuore !
    Hai, more solito, ragione Tu e Lady @Rossaura : non tutte le morti “furono uguali” !!!
    A tutte, nessuna esclusa, vada la nostra “Humana Pìetas”, ma il nostro ricordo grato e immutabile vada a chi, andando a combattere e morire, ci andò per un Ideale buono per tutti e buono per tutti “liberi”, e non soltanto per far trionfare gli immondi Fascismo e Nazismo che, ove avessero trionfato, ci avrebbero reso “tutti più abietti” !

  5. Caro Bruno
    Ti ringrazio per il tuo lungo e complesso contributo.
    Sei sempre prodigo e generoso di complimenti, complimenti che non mancano di crearmi grande imbarazzo. E che in tutta onestà credo di non meritare. A guardare mi rimprovero di aver fatto e di fare poco. E poi oggi mi chiedo se sia più la “mia stanchezza” o la “stanchezza delle cose”, questo vuoto, questa debolezza. La stessa memoria a volte mi lascia solo con me stesso. E onestamente possiamo tutti trasformarci negli eroi del nostro privato passato. Non mi sento in quel ruolo, non lo penso, non lo sono. E, caro amico, se c’è una cosa che mi ha sempre guidato è l’impegno di guardare avanti e prestare poca attenzione al dietro, cioè il chiedermi cosa posso fare e mettere in soffitta quel poco fatto. Ma i tempi sono quello che sono. E allora mi limito a raccontare storie, storie minime. E a cercare storie.
    Ma qui avevo bisogno di tornare su quelle pagine. Come sai per averlo suggerito, qui torno ad un’altra memoria che non si dovrebbe perdere mai. E nelle mie scelte non c’è graduatoria. La scelta è caduta su un nome che forse la ragione non ritrova spesso. Ma non per fare graduatorie. Non per distinguere meriti. Per fortuna quella Storia, che è grande Storia, non è avara di esempi. E a volte amo pensare che quella Storia ha avuto bisogno, e linfa, anche da piccoli gesti. Da infine “ribellioni”. Da cronisti generosi e modesti. Da vite consumate senza nome e senza essere mai ricordate. Debbo trattenermi e cadenzarli. Vorrei solo riavere l’entusiasmo di una volta, ma soprattutto più tempo. Perché c’è bisogno di credere, ancora.
    Così concludo rapido pregandoti di parlare al sodo e liberarci di quei complimenti tra noi inutili. «Forse in primavera»… mica metto limiti alla “provvidenza”. Spero che la nostra casa non sia più così distrutta dai lavori di restauro. Così da poter sperare di accogliere al meglio gli amici che ci vengono a trovare da lontano; sommandosi ai molti amici che abbiamo la possibilità di vedere quando vogliamo. E allora perché passare una giornata, porre un limite? Diciamo passare del tempo. Questo lo sai ci farebbe molto piacere. E’ questo il senso del nostro commino, mio e della mia compagna: l’incontro. E ti saluto in un abbraccio e un arrivederci.

  6. Grazie, Ser @Mario !
    Nò, non metto limiti alla provvidenza, nè alla vostra ospitalità che sò sincera !
    Sono gli stramaledetti impegni di noi tutti, che ci impediscono talvolta di stare di più con le Persone che ci sono care, e di cui, anche non conoscendole ‘de visu’ poichè vivono lontano da noi, percepiamo una pacata ‘affinità elettiva’ con noi, come un sentimento irrazionale che ci induca a pensare : “ma noi, ci siamo già incontrati, da qualche parte” !
    Così, se a voi farà piacere, non appena il tempo volgerà al bello stabile, ti preavvertirò quando passerò a Venezia, e non ho dubbi – dovessimo incontrarci – che passeremo una “inusuale”, normale giornata in serena amicizia, e coi tempi che “mala currunt”, non è poco per tutti noi !
    Quanto alla Storia e a chi la scrisse con tratti di ‘inchiostro indelebile’, sono d’ accordo con te, Amico mio : più che gli Eroi conclamati ( ma servirono tantissimo anche loro, non c’ è dubbio ! ), io penso che l’ abbiano scritta tutti quei “piccoli ( ma grandi, nella nostra memoria ) personaggi” di cui pochi si ricordano, Uomini e Donne che, con gesti non eclatanti ma dignitosi e coraggiosi, e comunque controcorrente, si ricordarono sempre “di essere Persone libere e liberamente pensanti”, non di rado pagando con la vita questa loro irrefrenabile scelta !
    Un abbraccio e a presto !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: