Mario

Quanta scienza serve per la coscienza?

In Le Giornate della Memoria on 27 gennaio 2011 at 23:19

AUSMERZEN – Visto attraverso i commenti di Cavaliere Errante

“Ieri, sulla TV7, è andato in onda uno spettacolo nobile, “Ausmerzen”, scritto, documentato e recitato, come soltanto lui sa recitare ed assorbire il dolore, dal grandissimo ed accorato Marco Paolini, con introduzione di Gad Lerner e dibattito finale condotto (dopo tre ore ininterrotte di recitazione di questo prodigioso affabulatore che è Marco Paolini, unico e nobile in un desolato e urlato panorama di cialtroni televisivi e non !) dallo stesso Lerner. Questa trasmissione ci ha spiegato chi siamo “tutti noi”, e come il dolore (il più atroce che l’ uomo possa conoscere: quello dello sterminio ‘scientifico’ e burocratico di creature innocenti!!!) finisca non di rado per diventare normale, come una qualsivoglia abitudine che ripetiamo sistematicamente immemori, giorno dopo giorno, fino a scoprire poi, che, dietro quella “normalità” c’era l’orrore senza misericordia, l’orrore e il dolore (degli altri!) più turpe e indicibile! Ho scoperto, l’incredibile verità che Konrad Lorentz, il premio Nobel Konrad Lorentz, il candido Uomo austriaco che “parlava con le oche” ed esprimeva una dolcezza da “Babbo Natale”, era stato uno dei primissimi ad inscriversi al Partito Nazista, nell’ ambito del quale, scrisse e firmò, da Scienziato insigne qual’era, un documento di “eugenetica”, che prevedeva il ricambio del sangue di una nazione forte previa la programmata eliminazione dei deboli della società, un documento che appreso ieri sera durante la sua lettura mi procurò il voltastomaco!
Marco Paolini, non ha lanciato né accuse né urla, non ha evocato né sangue né massacri, ma nel suo tono dimesso, straziatamente partecipe del dolore altrui, ci ha ricordato e documentato, a tutti noi e soprattutto ai Giovani, i fatti come si susseguirono in Germania dal settembre del ’39 al settembre del ’41, esortandoci a conservare “la memoria”, sempre, per non ripercorrere tali strade mostruose!”

“Quanto ad “Ausmerzen”, posso aggiungere, per chi non abbia visto questa nobile trasmissione, che per tre ore ho tenuto gli occhi dentro gli occhi di Marco Paolini, la cui profondità è vasta come il mare dell’ anima sua. Ho intuito che non di recita si trattava (per quanto accurata e straordinaria sia stata) da parte di questo prodigioso affabulatore, ma di un riattraversare da parte sua il dolore di tutta una umanità colpita e ferita, non dal nazismo (o almeno, non soltanto da questo), ma dal mostro che è dentro ciascuno di noi, il mostro che è connaturato al nostro essere persone normali, una bestia bruttissima ove in noi non fossero stati costruiti con lacrime e sangue i “nostri valori etici”, irrinunciabili, gli unici che ci fanno vivere, e ci impongono di stare sempre dalla parte dei perdenti della storia di ogni tempo, compresa la nostra epoca!
Marco Paolini, come hai potuto constatare, non ha parlato (o fatto vedere) di sangue e uccisioni, non ha parlato di lager o luoghi di cura, non ha parlato di aguzzini efferati e infami, ma ha parlato di Aziende operative (la ineffabile Action D4), di pianificazioni economiche eseguite da geniali amministratori, ha parlato di eminenti scienziati del settore eugenetico (ahimè, che duro colpo è stato per me, scoprire chi fù Konrad Lorentz!), ha parlato di Expò e Torre Eiffel, di “Belle Epoque”, di Stati Uniti d’America, di Bambini incurabili che, dalle loro stesse madri, venivano consegnati in quei centri di “normale prevenzione e cura delle malattie infantili”, di manicomi esemplarmente gestiti, di burocrazie efficienti, fino al ritratto di quel Bambino Zingaro, si chiamava Lossa, fermando Marco Paolini, il suo cuore sanguinante ed il nostro, inchiodati su quella Foto regalata ‘a memoria’ da Lossa all’unico infermiere tedesco che non l’ avesse bastonato o affamato o calpestato, e difficilmente dimenticheremo più quegli occhi intelligentissimi e maledettamente consapevoli del proprio amaro, accorato destino!
“Ausmerzen”, inizia nel settembre del ’39 e si ferma nel settembre del ’41, ed “Action D4″, questa azienda efficientissima con le sue fatture e bilanci, col suo personale medico e paramedico, con i suoi amministratori e dirigenti, cessa d’incanto di esistere: iniziavano infatti “le soluzioni finali” nei lager a danno infame del Popolo Ebraico e di tutti gli altri (omosessuali, zingari, prigionieri di guerra, malati irrecuperabili al lavoro forzato, Bambini cavie, etc.), vittime tutte dell’uomo, in quegli immondi opifici di morte!”

Tratto da due commenti dell’amico SerBruno sul blog:  Il mondo di Ifigenia – Il dolore

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  1. Un pugno nello stomaco la storia di Lossa, purtroppo uguale, o simile, a troppe altre.

    Il guaio è che, da quello che si evince, Lossa non era neanche un essere inferiore bisognoso di assistenza e sostegno. Probabilmente era un essere superiore. Una mente pensante.

    Uno di quelli che avrebbe salvato il mondo.

    A noi fare in modo che lo salvi comunque.

    • Ad alcune persone presenti è stato chiesto cosa avrebbero fatto di fronte a questa situazione, uno psichiatra ha risposto: “Avrei rubato le mele, per darle ai pazienti, come Lossa.”
      Ecco secondo me di fronte alla barbarie e all’inciviltà, anche se velata da sani principi scientifici, si fa quel che si può. Anche rubare le mele per gli altri. Si diventa eroi anche con poco. La responsabilità comunque ci appartiene. Ma almeno non ci peserà la colpa terribile del silenzio.
      Pensare che l’Italia è un paese che aveva costruito dei punti di eccellenza, attraverso la legge Basaglia e la scuola integrata dagli insegnanti di sostegno. Inserire persone con handicap nelle classi normali consente di imparare dagli altri certe capacità ed inoltre di creare un’abitudine alla solidarietà e alla “comprensione”.
      Alle superiori nella classe di mio figlio c’è stato un ragazzo spastico con gravi problemi motori e di espressione e un ragazzo dawn. L’esperienza è stata molto formativa per tutte le parti e ovviamente per quanto al secondo ragazzino l’esperienza si sia fermata al primo biennio, i ragazzi della classe hanno sviluppato grandi capacità di collaborazione e protezione nei confronti dei compagni con difficoltà.
      Ci penso e mi viene in mente come è ingiusto anche oggi nei tempi di crisi, dove tentiamo di dare un valore economico all’essere umano e alle sue potenzialità… questo porta ad aberrazioni. Le idee si trasformano anche senza accorgersi… è terribile sentire i molti che giustificano i tagli a sanità, assistenza e scuola con la scusa che non abbiamo soldi. Peccato che i soldi per le attività militari non mancano mai.

  2. Né per le auto blu, e speriamo che non siano nostri i soldi con cui si pagano i festini, a scapito di istruzione e sanità, anche se ho i miei seri dubbi.

    Comunque no, gli altri non avrebbero rubato le mele, perché non avrebbero avuto lo stesso coraggio e lo stesso spirito disinteressato di Lossa.

    Forse, l’avrebbe fatto solo qualcuno, ed è su quel qualcuno che il mondo conta per il suo riscatto.

  3. Che mondo ci hai evocato, carissima Lady @Rossaura, e che memoria …
    Non ho parole per ringraziarti, Amica nostra !
    Franco Basaglia, fù l’ Uomo ( o un Angelo misericordioso ? ) che intuì che i manicomi erano luoghi istituzionali di detenzione “che dovevano giustificare l’ istituzione stessa”, non naturali luoghi di cura ! E questo appassionato Studioso dell’ anima umana, pur avendo sempre contro il benpensantismo buracratico, l’ ipocrita reazione dei suoi avversari politici e la pseudo scienza contemporanea a lui, dimostrò con i fatti concreti che “ognuno di noi”, è pazzo ( e cioè schizofrenico ) almeno più volte in ogni giorno, in alcuni ( noi, i sani ! ) durando questo momentaneo smarrimento di se stessi e delle coordinate dello spazio pochi minuti soltanto, in altri ( i cosiddetti ‘pazzi’ ! ) un tempo di gran lunga maggiore, ma questa disfunzione in loro è “una malattia”, salvo rarissimi casi di ‘beozia naturale’ non curabile ( ma neanche “torturabile” ! ), “non “un destino fatale e irreversibile”, una malattia curabilissima, da accompagnare con i normali strumenti della medicina, e soprattutto stando vicini con affetto, rispetto e sensibilità “a questi malati”, non certamente immobilizzandoli con catene e camicie di forza a letti orrendi, in luoghi ‘istituzionali’ privi di ‘humana pìetas’, e con un Personale medico e paramedico freddo, lontano mille miglia ( quando addirittura non violento nei loro confronti !!! ) da quelle solitudini sognanti, del tutto incapace di leggere le anime “di quei pazzi” !
    Non a caso Marco Paolini ha scelto, per trasmettere la sua struggente partecipazione al dolore, un luogo che, prima della luce accesa da Franco Basaglia ( sì, era un Comunista di poca Fede religiosa, ma credeva nel Vangelo degli umili e dei perdenti come pochi “prelati” ! ), fu uno dei più atroci Manicomi che l’ uomo avesse costruito, un luogo deputato al dolore per la soddisfazione di chi, quei pesi della società, voleva rimuovere con programmate strategie non lontane da quelle di “Ausmerzen” .
    Se c’ è un Paradiso, Franco Basaglia starà certamente là, con la sua ennesima sigaretta accesa, magari a curare “gli angeli pazzi” presenti anche fra quelle nuvole
    dannatemente immemori !

  4. E la tua frase

    a curare “gli angeli pazzi” presenti anche fra quelle nuvole

    mi ha emozionato, e caricato di fiducia per un mondo migliore.

    Se ci sono angeli pazzi, voglio andare in Paradiso 😉

  5. Se questo che prospetti è il paradiso, ci faccio un pensierino pure io. Non sopporterei di vivere insieme a spiriti frustrati e tristi. Voglio anche un paradiso spericolato se mi fosse possibile scegliere.
    Grazie caro CavaliereAmico

  6. Quella di Paolini è stata l’ennesima, superba, meravigliosa legnata.
    Quando anche la TV sa fare il suo mestiere, quello di scuotere e far pensare l'”uomo che guarda”.

    Paradiso? No, grazie. Qualunque sia.
    Vorrei solo che il sipario si chiudesse con grazia su di me. 😉

    • Non mi sono persa nemmeno un sospiro di quella televisione 😉
      Mah, sai veramente a me va bene anche il paradiso purché non ci siano tutti quelli che pensano di meritarselo, bensì quelli che se lo meritano per davvero (magari con una commissione valutatrice come dico io!)

  7. Parlando di paradiso e inferno, Wilde diceva. ” Preferisco il paradiso per il clima e l’inferno per la compagnìa “. Splendido post.

  8. Come tutti sapete, sono madre di un ragazzo con Sindrome di Asperger, una forma di autismo molto funzionante. A causa di questa differenza (per la cronaca anche Bob Dylan e Bill Gates hanno la sindrome di Asperger), è stato escluso da scuole e classi “normali” tutta la sua vita, è stato messo in classi speciali che lo hanno rovinato e lo hanno senza ombra di dubbio, fatto peggiorare. E’ stato un lungo calvario, che ogni genitore di persone con tratti autistici conosce.
    E qui mi aggancio con due parole di ricordo a quel grande psichiatra che fu Hans Asperger, che diede nome alla sindrome che lui distinse dall’autismo classico. Austriaco, lui identificò questa sindrome (che venne chiamata con il suo nome solo 50 anni dopo) negli anni’30. Quello era un periodo in cui i ragazzi con autismo venivano classificati “pazzi” e mandati nei campi di concentramento. Allora lui, che aveva una clinica che aveva convertito a “scuola particolare”, andava in giro a raccogliere questi ragazzi con la sua sindrome, ragazzi che lui amava e che aveva soprannominato “adorabili saccenti rompiscatole”. Li accoglieva nel suo istituto dandogli protezione dai nazisti che altrimenti li avrebbero prontamente deportati.
    Ne salvò parecchi di questi ragazzi che cresendo si trasformarono in adulti con un carattere forse scontroso, ma di grande intelligenza e sensibilità.
    Non molti sanno di questo grande scienziato, soprattutto in Italia, ma penso che dovrebbe essere conosciuto, soprattutto per la sua grande umanità.

    • @Martina, credo dovresti farci un post sul dotto Asperger. Certi esempi devono essere diffusi (la Memoria… che si può essere diversi 😉 ).

    • Direi che anche questa persona andrebbe raccontata nei Giorni della Memoria. Asperger deve essere stato eccezionale se non si era arreso all’idea dominante che esistevano degli essere umani che non meritavano di sopravvivere. La psichiatria più avanzata nata in Germania era arrivata a questa conclusione. Chi andava controcorrente doveva avere un cervello senza limiti.
      Dai davvero raccontalo in un post.
      Ho visto su FB che hanno preso tuo figlio a scuola. Che degnazione! Comunque meglio questo piuttosto di niente. Ma per il vostro ritorno ci msono nuove?
      Un abbraccio intanto
      Ross

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