rossaurashani

Perchè non fare un figlio?

In Mala tempora currunt on 7 gennaio 2011 at 13:43

Da Libero colgo questo articolo per porre la classica domanda deficiente: Ma perché non fai un figlio?
Eh già, è una domanda stupida perché se una non fa un figlio una ragione certamente c’è. E la risposta non è detto che sia così scontata. Sicuramente è una risposta personale su cui è inutile indagare. E’ come se per qualcuno, ci fosse un solo modo per essere donna, o un solo modo per essere famiglia. Che avere figli sia una necessità è solamente un luogo comune. Non tutti siamo uguali per fortuna. Non ci si muove tutti sullo stesso istinto e non si mediano le decisioni con le stesse armi perché comunque una battaglia grande o piccola c’è sempre. Sarà che gli altri non si fanno mai gli affari propri o sarà che esiste davvero un orologio biologico, prima o dopo una donna ci si trova di fronte. Faccio un figlio oppure no? Che poi la risposta, sia che venga data di “pancia” oppure venga più meditata, sempre una risposta parziale è. Perché quello che non fai oggi potresti desiderare di farlo quando non ti è più possibile o viceversa. Ci sono donne che sono attrezzate solo per diventare delle ottime zie perché a diventar madri non le vedo proprio. Forse poi il termine appropriato è essere brave madri perché a diventar madri, se non esistono veri problemi contingenti, è facile come bere un bicchiere d’acqua. La cosa complicata è esserlo poi per tutta la vita. Magari anche esserlo in tutti i propri momenti di vita, ma anche nei momenti di vita di quel figlio, perché, una cosa è certa, un figlio è come un diamante, è per sempre.
Sinceramente tra le donne che non hanno avuto figli, che vedo davvero tristi sono quelle che non hanno potuto averne. Si sono sentite fallite e tradite dal proprio corpo, che poi molto spesso non è neppure colpa loro e per quanto siano sensibili non è che questa difficoltà gliela passano in modo indolore al compagno. Alcune hanno dirottato il loro desiderio inesaudito, adottando un figlio. Ho un’amica che dopo aver adottato un bambino per colpa della sua infertilità è rimasta incinta ed ha avuto una bella bambina. Un’altra amica dopo aver partorito un bambino malformato, deceduto subito, ha adottato quattro fratellini giocandosi così il rapporto con un marito un po’ egoista. Ho visto mariti che hanno costretto mogli inadatte ad avere figli creando degli altri disadattati. Conosco ragazzine che hanno avuto bambini e che li hanno trattati come bambolotti e che si sono giocate la vita o l’hanno giocata alla di loro madre o ancora al di loro figlio. Ho visto coppie che hanno deciso di non avere figli e che hanno vissuto benissimo del loro amore e del loro vicendevole rispetto. Ho visto donne egoiste negarsi e negare un figlio per voler mantenere il loro stato connaturato di “figlie per sempre”. Ho visto uomini elargire figli solo per tenere la loro compagna impegnata e per non farle comprendere le loro notevoli mancanze. Insomma ho visto di tutto un po’: donne coraggiose e donne insicure. Ho visto uomini partecipi e altri indegni. Ho visto bambini felici, ma anche bambini lasciati a loro stessi dalle incapacità e manchevolezze dei genitori.
E in questa casba come si fa a ergersi a giudice che tutto sa e tutto pianifica?
Se valesse la stessa legge per tutti, di questi tempi, non si farebbero bambini punto. Valutando tutti i fattori non è detto che si possa assicurare loro un presente e sicuramente non si può assicurare il loro futuro. Ad una domanda come questa mi si potrebbe rispondere: “Avere un figlio? E chi me lo mantiene?” oppure “Perché mettere al mondo un figlio se quello che lo aspetta e buio e incertezza?” E chi può negarlo? Magari è meno egoista e più responsabile non fare ulteriori infelici. Chi lo può dire? Intanto io guardo una ragazzina diventata madre un po’ troppo presto, quando ha ancora la voglia di divertirsi e non avere impegni. Si rifiuta di allattare il bimbo per più di un tot per non rovinarsi il seno. Si lagna del costo del latte in polvere e ha deciso di passare alle pappette forse un po’ troppo presto. Consegna il bambolotto in braccio a tutti e preferisce uscire col suo ragazzo invece che dedicarsi a crescerlo. Vive con l’aiuto dei genitori e non si chiede cosa le riserva il domani. Io le voglio bene e rispetto il suo diritto, ma… mi chiedo e le vorrei chiedere: “Perché l’hai fatto?”

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  1. Bello l’articolo su Libero e molto bella la tua riflessione. Io sono amica di donne che non hanno potuto avere figli o hanno scelto di non averne. Hanno tutte vite ricche, infatti hanno un network di supporto sociale MOLTO piu’ esteso del mio (infatti l’idea di rimanere sole in futuro non e’ esattamente tra le loro preoccupazioni) e una vita, in genere, molto soddisfacente. Infatti, anche sul mio blog, io ho sempre sostenuto il contrario. Oggi la societa’ spesso ti punisce per aver deciso di essere madre, ti isola, le madri non sono produttive, per cui beccati i pupi strillanti, li hai voluti? taci e tirali su da sola.
    e’ piu’ comune di quanto si pensi.
    Io sono una di quelle donne che ha deciso di avere figli e se avesse avuto un partner giusto, intendo una persona in grado di fare il padre e di sostenere una famiglia con amore, ne avrebbe fatto anche un terzo, alla faccia di tutti i medici che ne sconsigliavano l’idea.
    Non mi pento, i figli li riavrei dovessi tornare indietro, sicuramente con un uomo diverso (dato che mi piacerebbe che si ritrovassero con un padre amorevole e attento) e sicuramente circondandomi di supporto, famiglia e amici, prima ancora della loro nascita.
    Premesso cio’, vedo la differenza di vita che le persona senza figli hanno rispetto alla mia. Ed e’ una differenza di qualita’. Queste persone vivono meglio. Sono piu’ sane. Hanno un aspetto piu’ giovanile. Come hai scritto tu, sono spesso ottime zie, comunque amiche che hanno sempre tempo da dedicarto o una mano da darti perché la loro vita emotiva non e’ completamente risucchiata dai figli.
    Ho continuato a scriverlo e lo ribadisco qui: la nostra societa’ contemporanea non e’ strutturata per avere figli. Infatti, se hai figli sei penalizzata. vieni isolata. Non puoi piu’ lavorare come vorresti. Ti trascuri, non ti riguardi la salute. Non hai un attimo per aiutare gli altri, come ad esempio i genitori anziani o un amico in difficolta’. Spesso la relazione con il tuo partner va a farsi benedire.
    Perché tradizionalmente, nella nostra specie animale, i bambini vengono tirati su collettivamente. L’ho scritto all’infinito: la madre isolata in casa a guardare programmi televisivi demenziali per bambini assieme ad un moccioso strillante NON E’ NATURALE. non e’ sano. E’ sbagliato. Ed e’ egoista.
    Avere figli ci rende egoisti. Non ci responsabilizza come esseri sociali funzionanti e sani. La madre stressata con un neonato strillante nel passeggino e magari un secondo bimbo di tre anni che tira crisi di capricci al supermercato non e’ un bello spettacolo.
    A dire il vero, tra i genitori miei coetanei che conosco, non ce n’e’ uno, dico uno, che consiglierebbe di avere figli a chi ha deciso di non averne. Un mio collega al’universita’ (genitore) mi diceva sempre che un genitore e’ la peggiore pubblicita’ per diventarlo. Parole saggie.
    Essere madri e anche padri dovrebbe essere una cosa splendida. Un figlio dovrebbe essere gioia condivisa, un fattore congregante, dove la gente ti si racchiude attorno invece di allontanarsi. Dove le madri diventano ancora piu’ belle.
    Invece cosi’ e’ tutto sbagliato. Si parla sempre di sacrifici, si fanno salti mortali.
    In questa societa’ perversa, non meravigliamoci se non si fanno piu’ figli.
    Tanto di cappello a chi ne ha la consapevolezza.

    • Purtroppo anch’io mi trovo a condividere la visione di Martina, con tre bimbi piccoli, un papà e partner a voler essere gentili poco attento, un lavoro stessante e mille problemi…

  2. Come sai condivido molto di quello che dici. Anche desiderare di avere un figio è uno di quei ricatti di cui si parlava nel post precedente.
    Per rendere tutto più leggero eccoti servita la pubblicità progresso 😉

    un caro saluto
    Ross

  3. Ecco, io appartengo a quella categoria di donne che avrebbero considerato la propria vita sprecata se non avessero avuto un figlio. Anzi, io ne avrei voluto una sfilarata, anche una decina mi sarebbero stati bene.

    A volte abbraccio mia figlia e le dico “Ma come ho potuto vivere senza di te? Perché mi hai fatto aspettare tanto per nascere?”. Che poi, in realtà, povero amore mio, non è stata mica lei a farmi aspettare, ho sempre avuto accanto uomini sbagliati, che non volevano figli. Attila era ancora più sbagliato degli altri, ma grazie al cielo era pure prepotente e imbecille, così da soddisfare con incoscienza un suo capriccio, lasciandomi questo dono così prezioso.

    Ammetto, la mia vita da single era più divertente e piena di interessi. Infelice ma divertente (quare id faciam fortasse requiris. nescio sed fieri…).

    Tutto ciò premesso, non siamo tutti uguali, ognuno vive la sua vita in modo diverso, la maternità o l’assenza di maternità in modo diverso, e “la gente” dovrebbe imparare, un giorno o l’altro, a farsi i beneamati fatti suoi. 😯

    • Sì cara Ify tra le commentatrici io e te siamo quelle che ci siamo tenute più limitate in quanto a figli. Per lungo tempo non volevo figli, era una questione di sistemazione economica e di vita. Poi, arrivata a poterne mantrenere uno, mi sono decisa. A me piacciono i bambini, ci sto bene assieme, che siano figli miei o figli degli altri ed è proprio per questo che ho studiato da maestra anche se poi non mi è servito per il lavoro che faccio.
      Avere un figlio è un’esperienza straordinaria, capisco che però tra noi quattro commentatrici i figli sono stati soltanto (o quasi) responsabilità nostra. Questo comporta delle limitazioni per la propria vita, anche se apre altre possibilità.
      Parlavo proprio con Mario oggi di un’amica molto impegnata politicamente che secondo me ha veramente la stoffa o meglio il calibro dell’animale politico, sposata con due figlie, dopo aver raggiunto buone posizioni per fare il salto finale, quello che porta ai livelli superiori, si è dovuta ritirare perchè il marito ha avuto una promozione e pertanto più responsabilità lavorative. Insomma a qualcuno doveva succedere e fatalità è successo a lei. 😦
      Insomma ci sono cose che non si possono far finta di non vedere.

  4. Splendido video 😀
    Però dovrei mettere in chiaro una cosa che forse non ho spiegato bene nel mio intervento. a me è sempre andato molto bene fare la madre. Questo lavoro (e non ho usato il termine a caso) importantissimo però non mi è sempre riuscito come avrei voluto proprio per gli ostacoli sociali che ho continuato, e continuo a incontrare. All’inizio pensavo fosse una caratteristica della società irlandese, purtroppo ancora molto retrograda in campo di dinamiche familiari (basta considerare che non esistono asili nido statali/comunali), ma invece mi rendo conto che è proprio un problema esteso alla società occidentale in generale.
    Poi sono stata un’emerita imbecille e ho fatto due figli con uno stronzo (scusate il momento casual ma oggi ho un dente particolarmente avvelenato) e ovviamente sono stata ulteriormente penalizzata per questo fattore. Insomma, il sitema catto-conservatore me la sta facendo pagare. Peccato che poi sono sempre i figli quelli che pagano di più.

    • Cara Martina credo che il tuo ritorno non sia stato dei più felici visto il giudizio netto che hai lanciato verso il merluzzo. Credo che tu abbia delle buone ragioni. 🙂
      Sugli asili nido si potrebbero scrivere fiumi di parole. Mia madre stessa mi ha accusata di essere crudele e snaturata solo perché ho inserito al nido mio figlio a quattro mesi, riempiendo del mio latte biberon da scaldare per le sue poppate. Non dovevo andarmi a divertire, ma dovevo guadagnarmi la pagnotta, anzi guadagnarci la pagnotta, per la verità.
      Ripeto che a me i bambini piacciono e ci sto benissimo assieme, anche se non sono figli miei. Se non fossi stata costretta dalle responsabilità che mi ero presa, mi sarebbe piaciuto avere molti bambini, ma il limite sta nel fatto che crescere figli è un impegno difficilissimo e si può anche esserci portati, ma non basta. L’attenzione deve essere totale e la vita normale non lo cosente.

  5. Eccomi, “zia perfetta” a rapporto.
    Ebbene si, alla veneranda età di 42 anni il mio orologio biologico è beatamente sul sordo, ma che dico, mi sa che è proprio morto. O si son dimenticati d’installarmelo.
    Immagino sembrerà un’eresia a molte di voi, ma io nella mia vita non ho mai, e sottolineo mai, avuto il desiderio d’avere un figlio.
    Non mi è mai passato neppure per l’anticamera del cervello.
    Non è scritta nel mio DNA la necessità di riprodurmi, evidentemente.
    E son contenta così.

    • Cara MadDog non solo non mi sembra strano, ma credo che zie come te siano del tutto necessarie 😉
      Una volta una mia nipotina piccola di ha fatto un complimento molto imbarazzante per fortuna che sua madre non sentiva Mi ha detto sussurrandomi: Zia! Come mi piacerebbe che tu fossi mia madre e mia madre mia zia!
      Credo fosse importante anche che fossi la madre del suo cugino adorato, ma comunque è stata una grande cosa.
      Poi Mad perché riprodurti? sei unica!

  6. Finalmente sono riuscito a leggerVi.
    Da maschietto, un po’ fuori dal coro, vorrei, se m’è permesso, dire che se fossimo animali razionali dovremmo convenire che un figlio ha il diritto di avere un padre. E dico un padre per dire un vero padre non un imbelle compagno o poco compagno della mamma. Io, senza arroganza, credo di essere stato un padre. La voglia di maternità dovrebbe essere mediata da ciò. Non si dovrebbe avere il diritto di dare ad un figlio un genitore che non lo sa essere o non vuole esserlo. Come per l’amore anche per davanti ai figli si dovrebbe essere in due. Mia figlia non è mai stata un peso né l’ho mai vissuta come un limite, ma nemmeno i figli degli amici hanno mai rappresentato un problema. Tranne quando quei figli erano un vero problema per gli altri e per sé. Problema ignorato dai genitori. Ho perso un paio di frequentazioni di coppie perché i loro figli hanno letteralmente distrutto la mia casa senza che nessuno dei due genitori facesse una piega. Per loro questa era la libertà e a volte, non solo per i figli, facciamo abuso di quella che chiamiamo libertà perché pensiamo che la libertà sia solo la nostra e scordiamo di fare attenzione che questa libertà non limiti quella degli altri. E infine riflettiamo su un fatto perché troppe volte ho visto fare un figlio come un ricatto, per legare il compagno a sé. Dire che mi sembra abnorme, e molto umano, è una pura questione di superficialità.
    Mario

    • Non c’è dubbio che un bambino ha il diritto di avere un padre. Credo che su questo siamo tutti o tutte d’accordo, la questione è un’altra, ossia perchè una donna viene considerata più donna se fa un figlio? Ovviamente un figlio con padre, perché quelle che lo fanno senza sono delle poco serie.
      Ovviamente su questo argomento abbiamo mille aneddoti. Gente che non si fa gli affari suoi, donne che non riescono ad avere bambini e quelle che riescono, ma non hanno un compagno con cui condividere la gioia. Insomma mille sfumature. Allora ci si chiede se è proprio necessario un figlio oppure no. Per alcune donne a quanto pare sembra che non ne possano fare a meno, altre invece decidono per non averne. Scelta libera e condivisibile.
      Certo i figli vanno desiderati e bisogna farli con molta responsabilità. I figli per caso sono quasi sempre quelli che subiscono di più.
      E’ bello sentire un padre così partecipe. Sinceramente non ti so collocare se fra i più oppure i meno. Nella mia piccola esperienza i padri non c’erano e se c’erano non se ne occupavano. Credo comunque che tu non sia un caso raro, ma nemmeno molto frequente.
      Le donne che fanno un figlio per legare a sé un uomo mi spaventano molto, vuol proprio dire che non sanno vivere la vita da sole e questo è un male terribile anche per i figli.
      Tutto sommato meglio una madre single che depressa per l’abbandono del compagno, non credi?

      • Io aggiungerei di più: meglio una madre completamente single (seppur circondata dal supporto sociale che ho accennato in risposta a Mad) che sotto l’influenza di un partner/ex partner che abbia un peso negativo sui figli. Quella è davvero una situazione difficile.

  7. Detto per inciso, io credo che un figlio abbia principalmente il diritto di essere voluto, amato, educato e protetto.
    Che questo poi arrivi da un padre ed una madre, da una madre single, da un padre single, da due padri o da due madri, lo ritengo del tutto irrilevante.
    E’ la qualità delle persone che hai intorno a fare di te un essere umano più o meno degno, non certo la quantità o la loro, come dire, “ortodossia” sociale.
    Mille sfumature, concordo, si.

  8. @Mad, concordo con tutto ovviamente, tranne sul punto della “quantità”: i figli hanno bisogno di crescere in un ambiente ricco di persone, più sono meglio è. Te lo dico per esperienza personale: hanno bisogno di una ricca rete di parenti, affetti, amici, cugini ecc., altrimenti crescono con molti problemi (purtroppo mio figlio ci ha “lasciato le penne” su questo punto). Anche la quantità è importante. Quando crescono, ci penseranno loro a fare la scrematura, ma all’inizio bisogna inondarli. Devono imparare a sviluppare le dinamiche di rapporto sociale sin dall’inizio.

  9. Il caso di Bologna è un caso di oggi. Nemmeno farlo apposta. Certo è un episodio di frontiera. La famosa eccezione. Eppure non si può non tenerne conto. Così com’è duro veder morire di fame in pieno centro nel 2011, in Italia. Finché muoiono lontano dai nostri occhi… Quali meccanismi…? Ne sappiamo poco ma ragioniamo su quello. Quella madre, o quei genitori, hanno avuto cinque figli. Due sono stati loro tolti dai servizi sociali. Gli altri tre, tutti molto piccolissimi, stavano vivendo di stenti e uno non ne è sopravvissuto. Ora nel nostro “teorico” ragionare si sta spostando il focus. Il centro è il diritto del bambino. Lui non ha chiesto. La cosa migliore per un neonato è avere due genitori, o viceversa una famiglia comunque sia disegnata, che lo ami e si “occupi” di lui. Aggiungiamo pure inoltre un ambiente sociale sereno e ospitale intorno; sempre. Tutto il resto è dettaglio. Potesse dovrebbe: “Io non ho chiesto, sono stato invitato. Non contano le ragioni ma ora ci sono”. Ecco, le ragioni dovrebbero essere messe da parte. Certo che meno dell’ideale vale anche un genitore, e ripeto genitore senza caratterizzarlo per genere, che si occupi veramente di lui. In realtà questa, per me, è la vera questione, il resto sono egoismi. Poi ci sono appunto le eccezioni. Chiedere a quella madre perché per andare sulla strada ci sia il bisogno-necessità di cinque figli forse non ci permetterebbe di capire. E forse ci ricorderebbe di situazioni, che credevamo appartenere solo ad altre terre ed altre epoche, in cui i figli erano una manna, intendo economica, perché si potevano mandare a questuare. Magari si storpiavano all’uso. Guardiamoci negli occhi: se abbiamo aspettato una figlia quando avevamo la (quasi) certezza di poterle dare una casa, un piatto sulla tavola, delle attenzioni necessarie e tutti gli eccetera del caso, i pazzi siamo noi? Bologna allora mi interessa perché a tutto c’è una eccezione ma mi allarma quando la cosiddetta normalità si fa eccezione. Mestiere difficile ed ingrato quello del genitori e mal retribuito. Unica discolpa è che non è necessario. Torno al punto e mi ripeto per cer5care di essere chiaro: la mia domanda non è mai stata cosa mi aspetto da un figlio ma cosa si aspetta quel figlio dalla vita.

  10. Nei ragionamenti siamo andati alla grande OT. Ma non importa, perchè come sempre emerge quel gran bisogno di confrontarsi attorno al mestiere di genitore e al desiderio dei figli. Mentre nell’articolo e nel post si voleva solo indicare come un atto altrettanto responsabile quello di non avere figli.
    Ognuno si adegua alle proprie esigenze. Io ho voluto un figlio su una situazione limite e MadDog non ne vuole, magari in una situazione più agevole. La scelta, almeno per noi due è responsabile. Da parte mia perchè sapevo di poter provvedere a mio figlio in quasi tutte le sue necessità, Mad perchè non si sentiva tagliata per quella scelta. Purtroppo nel caso dei Clochard di Bologna avere 5 figli non mi pareva fosse una grande scelta, e se lo era almeno era irresponsabile. Che un bambino di pochi mesi venga tenuto a dormire per strada in uno stato di denutrizione, mi pare delinquenziale. Molte volte mi sono posta la domanda di cosa sarei capace di fare per dar da mangiare a mio figlio, ma non solo al mio, in quanto un bambino in difficoltà diventa automaticamente mio figlio. La risposta è tutto. Deroghererei anche i miei più sani principi. Chiederei la carità. Donerei il sangue e la mia carne per lui… quindi per quei due genitori che vivono sulla strada e ci tengono pure i loro bambini non c’è pietà. Non è possibile averla, a meno che siano ambedue dei mentecatti. Nella nostra società tutto si può dire, ma non che si può morire di fame. Magari di può soffrire di fame, ma mai morire. Paura dei servizi sociali? Paura di restare senza i bambini? E adesso che è stata la morte a portartelo via?
    Di fronte a queste cose mi sento cattiva e non riesco a comprendere quelle ragioni, che possono solo giustificarsi con il cattivo funzionamento del cervello dei due genitori.

  11. Sante parole, “un bambino in difficoltà diventa automaticamente mio figlio”.

    E cosa sarei disposta a fare per dare da mangiare a mio figlio? Anche qui concordo con le tue riflessioni.

  12. @Ify: bellissimo proverbio, me lo segno 😉
    Tutti gli altri:
    il caso di bologna mi ha posto esattamente gli stessi interrogativi: quella coppia non doveva avere figli, non 5, ma neanche uno. Però c’è stato immediatamente un altro interrogativo, prima di questo (e l’ho anche scritto su fb): constatata l’irresponsabilità di questi due folli, perché i servizi sociali, la società in toto non è intervenuta immediatamente per salvare la vita di chi, come sottolinea Mario, non aveva scelto di nascere in quelle condizioni?
    Risposta: tutti impegnati a consumare per le feste. E qui mi riaggancio al bellissimo proverbio di Ify: se ricominciassimo a considerare i bambini come un tesoro collettivo certe tragedie non succederebbero. E mi baso anche sulla mia triste esperienza irlandese, paese in cui i bambini sono considerati meno che zero. Dove la parola “bambino” non appare neanche una volta nella costituzione.

    • Quello che dici sull’Irlanda è davvero tristissimo. Chissà perchè almeno per quanto riguarda la legge questo paese lo pensavo molto più anglosassone invece mi sembra un paese improvvisato e vessato da chi preferiva tenerli sotto il loro dominio. La Chiesa per esempio. Devo rivedere alcune idee sui paesi amici 🙂

      • L’ Irlanda è un paese, almeno formalmente, a maggioranza cattolica, non c’è molto di cui meravigliarsi, temo.

      • @Mad: questa era una cosa che all’inizio pensavo anch’io ma poi ho fatto il confronto culturale con paesi come la Spagna e l’Italia, a forte tradizione cattolica, dove i bambini sono letteralmente adorati, infatti si passa all’eccesso opposto, e vengono viziati in modo ignobie 😀
        La teoria di Ross invece mi sembra più plausibile: un paese “improvvisato”, nato dalla sofferenza e dal sopruso. Pensa che si era formata una corrente di opinione che proponeva un referendum per l’introduzione nella costituzione almeno di un articolo che tutelasse i bambini, anche in modo simbolico, per introdurre la parola bambino nella costituzione. I “padri fondatori” se ne sono semplicemente, ops, dimenticati, intenti com’erano nelle loro foghe repubblicane ed unioniste. Poi la chiesa, per collegarmi a Mad, ha fatto il resto, ha abusato e stuprato un’intera generazione di bambini innocenti. E nessuno ha mosso un dito.
        Perché dev’essere così difficile essere bambini, perché?

  13. Da Ifigenia a qui….perchè avere un figlio?

    Perchè nonostante la riduzione della libertà personale, l’aumento delle preoccupazioni e tanti altri particolari tecnici…quando guardi il suo viso e stringi le sue manine capisci che solo un figlio può rubarti per sempre il cuore…
    e solo ad un figlio vale la pena realmente di donarlo

    ciao kate

    • La risposta è molto buona cara Kate. Io la penso come te, ma non tutte la pensano come noi e non per questo sono delle debosciate o delle persone fuori dal mondo. A parte il fatto che tutti ci si dovrebbe fare i fatti propri, ma di fronte a queste verità assolute: un figlio è la cosa assolutamente più bella al mondo, ne esistono altre verità su cui bisogna riflettere.
      La scelta se può esserlo, sarà ponderata. Sia nell’averne che nel non averne ci sono pro e contro, a volte ragioni decisive, a volte solo sensazioni. Poi ci si prenderà la responsabilità della decisione e ci saranno madri amorose e ottime zie amorose o anche solo delle donne che hannno altre priorità.
      Grazie per la visita
      Ross

  14. Grazie a te perchè pensi che i bimbi siano la cosa migliore della vita…

    le altre donne faranno ciò che credono giusto.

    Un abbraccio kate

  15. E se questo senso lo ritrovassimo in punto di morte? è lì che forse dobbiamo fare i conti con la coscienza, con uno spinoso argomento bioetico…

    Ad ogni modo i miei più vivi complimenti per il post

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro =)

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/09/robotanasia/

  16. Mai voluto figli e non è stata neanche una questione di scelta “ponderata” ma di vero e proprio rigetto alla sola idea.
    Tant’è che sono ricorsa per tre volte – visto che la sterilizzazione mi è stata rifiutata – all’interruzione di gravidanza, arrivando a far cacciare dall’ospedale il padre del secondo bambino perché pretendeva di impedire l’aborto.
    Non oso pensare a me stessa nei panni di una delle tante donne “costrette” a sfornare un figlio non voluto… molto probabilmente l’avrei odiato al punto da arricchire le pagine della cronaca nera.

  17. Cara Mirella mi incuriosisce il tuo totale rifiuto che non giustifichi. A parte il fatto che sei libera ovviamente di non giustificarlo, ma la mia è una domanda che mi sorge spontanea: Ma perchè tu hai rigetto verso un figlio? Che cosa vedi in lui e nella sua esistenza, tanto da sottoporti a IDV anche contrastato? Hai paura? Non ti senti adeguata, pronta o adatta? Che cosa ti fa desiderare una vita senza dedizione e amore, ma di contro senza preoccupazioni e responsabilità? Non voglio farti pensare che sto giudicando, voglio davvero capire. Spegamelo se vuoi
    Ross 🙂

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