rossaurashani

Quel sentimento di collera

In Nuove e vecchie Resistenze on 22 dicembre 2010 at 10:08

Tratto dal blog di Roberto Ferrucci “Il taccuino di uno scrittore” che nel Corriere del Veneto del 16 dicembre pubblica questo articolo “Quel sentimento di collera”.
Riporto tra virgolette il passo che mi ha colpito e che propongo a voi miei cari amici con l’intento di aprire una discussione sull’argomento che trovo di importanza vitale in questi giorni.

“Ci sono momenti, nel corso di un’esistenza, in cui senti di doverla prendere in mano, la tua vita, e farne l’uso migliore possibile. Succede quando capisci che attorno c’è il vuoto. Succede quando ti rendi conto che tocca a te e c’è poco altro da fare. E, soprattutto, questo momento capita quando sei giovane, quando sei studente. Quando scegli di investire la tua vita nel miglior modo – forse – possibile, che è quello di mettere alla prova il tuo cervello, di arricchirlo più che puoi, per metterlo, in futuro, a disposizione degli altri. Quando fai questa scelta, non pensi mai che lo metterai a disposizione di altri e altrove, il tuo cervello. All’estero. Per questo all’alba di martedì, molti studenti veneti sono partiti per Roma. Per rivendicare un diritto che, per uno studente, è al contempo un dovere: mettere il proprio cervello, il proprio sapere, a disposizione del paese in cui vivi. Sono andati lì per rivendicare questo, gli studenti veneti e del resto d’Italia. Lì, gli studenti del movimento Books bloc (e non Black bloc, sia ben chiaro) si sono uniti a ricercatori, a precari, a cassintegrati, a disoccupati. A tutta quella parte di società border line, che si trova a un passo dall’essere esclusa dalla vita. Lì, a Roma, è scoppiata la violenza. È curioso come, in Italia, non appena un movimento di sacrosanta protesta prende piede, non appena inizia a essere guardato con comprensione e simpatia dalla società civile, arrivino a frantumarlo e a criminalizzarlo, puntuali, i Black bloc. È successo a Genova nel 2001, è successo ieri a Roma. Curioso e strano. Perché chi ha avuto la voglia di approfondire il tema Black bloc, non pago delle superficiali note di servizio della tv, avrà scoperto che apparizioni e provenienze sono a dir poco sospette. E anche questa volta, come a Genova, ci sono immagini inequivocabili a confermarlo. Per cui, oggi, il movimento studentesco è subito stato bollato come violento, se non addirittura criminale. È una dinamica tipica del nostro paese in questi anni. Quel naturale e per certi versi nobile sentimento che porta il nome di collera, non viene preso in considerazione. Viene subito mistificato come violenza gratuita e inaccettabile, punto. Altrove non è così. In altri paesi, di fronte alla collera ci si interroga. Prima di tutti lo fa la politica. Ci si domanda, saggiamente, altrove, che cosa abbia spinto in piazza migliaia di persone in collera. Cosa è stato fatto, forse di sbagliato, per spingere la gente a questo. Si aprono dibattiti seri. Qui no. Qui da noi si predente che atti – quelli sì – di una violenza inaudita quali la certezza della precarietà, lo smantellamento dell’istruzione e della cultura, vengano assorbiti con dolcezza, seduti al calduccio del salotto di casa. Davanti alla tv, ovviamente. Oggi hanno sempre ragione solo quelli che accettano tutto con rassegnazione (o, peggio, con catatonia). Che accettano nuovi contratti di lavoro spogli dei diritti più elementari, che vanno a lezione dentro a edifici barcollanti, che con un sospiro passano davanti al teatro chiuso per sempre. Guai contestare, alzar la voce, ribellarsi. È antidemocratico e criminale. Inaccettabile nel paese “perfetto” che è l’Italia di oggi, dove un Calearo o uno Scilipoti qualunque diventano arbitri definitivi delle nostre precarissime esistenze. E dovremmo pure ringraziarli, col sorriso.”

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  1. E da questo passo che ti ha colpito, io ne sottolineo a mia volta la parte che ha colpito più me:

    Qui da noi si pretende che atti – quelli sì – di una violenza inaudita, quali la certezza della precarietà, lo smantellamento dell’istruzione e della cultura, vengano assorbiti con dolcezza, seduti al calduccio del salotto di casa. Davanti alla tv, ovviamente. Oggi hanno sempre ragione solo quelli che accettano tutto con rassegnazione (o, peggio, con catatonia). Che accettano nuovi contratti di lavoro spogli dei diritti più elementari, che vanno a lezione dentro a edifici barcollanti, che con un sospiro passano davanti al teatro chiuso per sempre.

    Mi ha fatto venire i brividi, e davvero mi metterei sommessamente a piangere.

    D’altra parte, screditare è un sistema usato da sempre per togliere la voce a chi le cose le vorrebbe e potrebbe cambiare. Se glielo lasciassero fare.

    • Esattamente. Roberto Ferrucci ha toccato i punti dolenti per i quali noi ci disperiamo. Non sono cose che si riferiscono a noi stessi, ma temi per il futuro dei nostri figli e pure nostro. O si è omologati o si è fuori. O si accettano le regole di questa società basata più sull’apparire che sull’essere oppure si viene catalogati come ostili e violenti. Le violenze sono ben altre come “la certezza della precarietà, lo smantellamento dell’istruzione e della cultura” queste che non sono certamente le ultime. La violenza è quotidiana e ti ci scontri ad ogni angolo, dalla salute gestita a mo’ di azienda privata, con tempi di attesa memorabili e nessuna “assistenza” psicologica al malato. Che poi gestire la salute per olttenere un tornaconto, insomma facendo una contabilità in attivo, vuol dire scordarsi della professionalità degli operatori e del corretto perseguimento della profilassi e dell’assistenza.
      Ma ancora il futuro di questi giovani ed il lavoro di vaste categorie di lavoratori, che si trovano a terra in età quasi impossibile al riciclo. Spazzatura senza possibilità di nessun uso sociale. Studio, cultura, lavoro, diritti, vecchiaia, tutto in rottamazione. Questo è il punto. E la rabbia che ne nasce non si può far fin ta di non vederla.

  2. posso condividerlo? ovviamente citando l’autrice…E’ drammaticamente bello questo post…Hai riassunto alla perfezione quello che provo…

  3. ops, ho letto solo ora che l’hai riportato…pensavo fosse tuo! in ogni caso questo pezzo ha colpito anche me, il problema è che non ho niente da aggiungere…pure io provo questo sentimento di collera e continuerò a manifestare in piazza per questo.

    • Certo Francesca fatti anche nostra paladina, e ricordati che dietro alle vostre spalle pronti ad entrare nella lotta per il vostro futuro ci siamo anche noi, quelli che lottavano nel 1968 e lottano anche ora, per voi.
      Ross

  4. E’ un Post bellissimo, Amici miei, se “bellissimo” si possa chiamare un pezzo che parli di cose amare, di situazioni paradossali, di violenze indotte ‘dai soliti mascalzoni’ !
    Come giustamente sottolineano Lady @Rossaura e Queen @Ifigenia, si stà procedendo allo smantellamento della Cultura, della Ricerca, e dei sogni di una intera Generazione, con malefica protervia, indotta solo per assicurare a pochi ‘profitti e prebende’ !
    Come si domanda anche @Robrto Ferrucci con esatti pensieri, “perchè” avviene tutto questo ??? Perchè, “con la precisione di un Orologio a Cucù”, quando la Piazza si riempie di Gente di ogni estrazione e professione che manifesti per i propri sacrosanti diritti, escono fuori a seminare violenze e provocazioni gratuite i “Black Bloc”
    opportunamente ‘mascherati’ e sempre coesi “allo scontro con le Forze dell’ Ordine”,
    a seminare il caos, ad interrompere una pacifica e numerosa protesta ?
    E’ inutile tentare di capirci qualche cosa “che possa essere documentabile”, nel disordine organizzato ed ambiguo si rischia di cadere nei luoghi comuni, ma una riflessione è consentito farla : a chi giova, se non ad un potere ‘alla frutta’, spezzare i cortei di gente pacifica che stà lì davanti alla sede del governo (sic!), davanti a lui “senza maschere nè spranghe nè bottiglie incendiarie” per gridargli di andarsene ?
    A chi è utile inscenare scontri violenti con la PS o con i Carabinieri, ai Precari in cerca di lavoro o di una dignitosa occupazione ?
    Ai Ricercatori “puri”, che si chiudono nei Laboratori per tentare di migliorare la “qualità della vita”, che vengono strangolati a favore della ‘ricerca industriale’ dove si investe soltanto per guadagno, anche sporco talvolta ?
    Agli Operai di una Fabbrica che sono stati licenziati e buttati fuori ‘senza salario’, senza risorse, senza più un futuro per loro e le loro Famiglie ?
    Agli Studenti che si battono affinchè le loro Scuole e le loro Università non diventino “una azienda” dove conti soltanto il profitto, e che giustamente percepiscono come ‘pian piano’ e con provvedimenti ipocriti che nascondono il vero scopo, la Scuola Pubblica viene, dal potere stesso, resa subalterna dell’ istruzione privata ?
    Alla Gente pacifica che era finalmente uscita di casa per dare sostegno a queste categorie che si battono ‘sulla loro pelle’ per una società più equa ed umana ?
    O al potere di questo governicchio (sic!) che, dopo aver ottenuto alle ultime elezioni politiche “la maggioranza più ampia mai registratasi dal 1948 ad oggi nella Storia della Repubblica Italiana” si era appena visto votare la Fiducia e rimanere in sella per “soli tre lerci voti in più” ?
    Dopo quel martedì, “nero” per chi ami ancora la democrazia, fateci caso : di questo incredibile ed assurdo risultato ( assai più simile alla vittoria di Re Pirro in negativo, che ad un qualsivoglia straccio di successo ! ), si è parlato, in tutti i TG ‘ruffiani e sottomessi al ‘caporione del governicchio’, soltanto di scontri e violenze a Roma, di Studenti ‘violenti’ ( ma quali ? ) e di tentativo antidemocratico ( ma da parte di chi ? ) di rovesciare un governo liberamente (sic!) scelto dagli italiani !
    Mentre “nulla” si è detto della crisi “implosa nella stessa maggioranza”, una crisi politica che ha ridotto, il governicchio stesso e i suoi pagliacci di corte, a scamparla per soli “tre” voti comprati al mercato delle vacche !
    Vorrei gridare al bravo e saggio @Roberto Ferrucci, ai tantissimi Giovani che si battono come lui “per ideali che non riguardino soltanto il proprio tornaconto”, ai negletti Ricercatori che ancora amino la loro “professione-missione”, agli Operai ed ai lavoratori umiliati : CORAGGIO AMICI NOSTRI, ANDATE AVANTI CON NOI AL FIANCO ! Non siete soli, opponetevi contro un potere ormai allo stremo con il nostro aiuto, affinchè il vostro Futuro ritorni nelle vostre mani, “qualcosa di importante è cambiato” in quei giorni di passione a Roma, anche se si finge grottescamente il contrario !

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