Mario

Sul fiume Sand Creek

In Cinema, Cultura, Guerra, Miti ed eroi, musica, Pietas on 16 dicembre 2010 at 11:09

Riporto senza modifiche il commento del caro Cavaliereerrante sulla strage perpetrate a Sand Creek da parte dell’esercito a stelle e strisce. Senza aggiungere ulteriori commenti da parte mia. Grazie Ser@Bruno.

  • Sul Fiume Sand Creek (‘ruscello della sabbia’ lo chiamavano gli Cheyenne), si accampò, per tenersi lontano da chi, anche dalla sua stessa etnìa, voleva scatenare una ‘guerra persa in partenza’, Pentola Nera, Grande Capo dei Cheyenne pacifici .Questo saggio Cheyenne, cui era stata assegnata una Medaglia del Congresso per il riconoscimento della sua azione di pace tra Bianchi e Pellerossa, aveva fatto accampare la sua Gente, circa un migliaio di Cheyenne prevalentemente anziani, per lo più donne e bambini, e pochissimi guerrieri in grado di combattere . Era nelle sue previsioni, un posto tranquillo, fuori mano, non avaro di pesca e cacciagione, e rigoglioso d’ erba grassa per i cavalli . Un posto sicuro, un posto incantevole fatto per crescere Gente pacifica!
    Ma un bastardo di uomo (sic!), l’ ex Predicatore Battista Chivington, ex Colonnello non privo di oscure gesta militari, Uomo di accanita ed ipocrita vocazione religiosa, un intollerante, un avventuriero “privo d’ onore”, alla testa di una masnada di ex renitenti alla Leva per Soldati della Guerra di Secessione, cui si erano aggiunti ex galeotti appena usciti dalle più lercie galere, ed altri uomini senza scrupoli, “tutti attirati” dalle grosse taglie che pendevano sulle teste degli “Indiani ostili” (sic!), un’ eterogenea accozzaglia di delinquenti di ogni risma che si fregiava del titolo di “Rangers del Colorado” e che sventolava la bandiera USA, attaccò questo accampamento pressoché inerme, ritenendolo – ahimé giustamente! – una delle prede più facili a portata dei loro artigli. Erano le ore 20 circa del 28 Novembre 1865, una serata gelida, un cielo privo di stelle e di humana pìetas! Gli Cheyenne dormivano tranquilli, non avevano neanche appostato sentinelle nelle vicinanze, tanto erano consapevoli di non costituire pericolo per nessuno. A colpi di sciabola, cariche di fucilerie appoggiate da 4 Obici da montagna, in grado di sparare proiettili di circa 12 libbre ciascuno, questi “eroi dell’ infamia” massacrarono letteralmente, e con un sadismo mai eguagliato, la maggior parte di quegli indifesi Cheyenne, torturando, stuprando le donne prima (anche in cinta) e sventrandole poi, spaccando a metà con la sciabola bambini in fasce, ovunque spargendo la morte e il terrore, resuscitando l’ inferno. Ogni vittima pellerossa fu scotennata (anche le donne, cui fu scalpato anche il pube, anche i bambini appena adolescenti), costituendo questo ‘trofeo’ la prova da esibire per incassare le taglie e le prebende che lo stesso Governatore del Colorado aveva posto a premio di simili imprese, e furono infine massacrati anche i cavalli!
    Il bel Film “Soldato Blu”, e la sua struggente omonima ballata cantata con l’ anima dalla pellerossa Buffit Saint-Marie, mostrano solo in parte l’ orrore e le infamie di quel proditorio attacco notturno, rimasto agli atti della Storia degli Stati Uniti d’ America “come l’ azione più vile mai perpetrata contro una popolazione indifesa sotto la Bandiera ‘a stelle e strisce’ degli USA” . I pochi sopravvissuti di quella strage, raccontarono che Antilope Bianca, un vecchio guerriero di 75 anni, prima di cadere colpito a morte, dicesse : “Niente vive a lungo, solo la Terra e le Montagne”!!!
    Oggi, a circa 145 anni di distanza da quell’ orribile strage, nulla resta degli infami che la commisero, se non una condanna morale irredimibile ed un sentimento di repulsione per i nomi dei carnefici, cui nessun oblìo potrà mai porre termine .
    Ma sui Monti Rushmore, le mitiche Saha Paha (Le ‘Black Hills’), il luogo sacro a Wakan Tanka Paradiso dei Giusti dalla pelle rossa, dal 1948 un gruppo di Scultori, sostenuti economicamente con gli aiuti pervenuti da tutto il Mondo Civile, sta scolpendo “a colpi di tritolo” prima, improntando con i martelli pneumatici poi ed infine rifinendo il marmo a scalpello, una Montagna di circa 195 metri: il Monumento dedicato a Tashunka Uitko, il più alto Monumento che l’ Uomo nella sua Storia plurimillenaria abbia mai scolpito (‘Colosso di Rodi’ compreso) con le sue nude mani. Vi si intravede già il Volto malinconico di Tashunka che guarda verso la sottostante ‘grande prateria’, la testa del suo Cavallo ed il braccio che l’ Eroe Oglala Lakota protende, indicandolo con il dito indice disteso, quel paradiso perduto strappato dai bianchi alla sua Gente!
    Come previde, con l’ esattezza del saggio, il vecchio Cheyenne Antilope Bianca “vivono a lungo solo la Terra e le Montagne”!
    cavaliereerrante
  • Cari ed ospitali Ser @Mario e Lady @Ross, vi ringrazio per l’ ospitalità e l’ occasione di estrarre da me una insopprimibile malinconia, che mi fa vivere male, che tutt’ ora mi turba!
    Come Tu dici “con cognizione di causa”, carissima Lady @Ross : “perdenti si nasce”!
    Forse, è vero, se leggiamo la Storia! Ma se “perdere” significa andare a fecondare la terra all’ ombra di quei Giusti, se “perdere” significa stare per sempre dalla parte di Tashunka Uitko, di Ernesto ‘Che’ Guevara, di Salvador Allende, di Yuri Gagarin, di Enrico Berlinguer e di tutte le altre, infinite, anime perse nei sogni di libertà irrefrenabili, allora Amica mia penso da Cavaliere Errante che fu una meravigliosa sorte la nostra, se ci fece “nascere con quella fatale vocazione” nel cuore!


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    1. Speravo fosse sir @Bruno a proporlo. Comunque…

      • Ho pensato di proporre il commento senza l’autorizzazione di Ser Bruno considerandomi autorizzata dal commento stesso sul mio blog. Spèero che Bruno non se ne abbia a male, perchè se non gli dispiace ho intendione di proporre un altro post dal titolo Da Soldato blu al Piccolo Grande Uomo copn ovvi riferimenti cinematografici.
        Cercherò la collaborazione del nostro amico che ha già commentato sull’argomento.
        Spero si faccia vivo 🙂

    2. Anch’io mi inchino a questo scritto di Ser Bruno. Da una vita sono amante di cultura nativo-americana, una popolazione nobile letteralmente stuprata dall’ignoranza e sadismo degli europei che vennero a “civilizzare” l’America, considerata inferire solo perché non aveva una tradizione scritta. Le oscenita’ perpretrate alle popolazioni native continuano a farmi rabbrividire e nulla, dico nulla di cio’ che i governi nordamericani hanno cercato di fare negli ultimi decenni per riparare i danni servira’ mai a ripagare questo popolo stupendo.

      E visto che siamo in tema, vorrei ricordare a tutti che il sublime Johnny depp ha 50% di sangue Cherokee. 😉

      • Su Johnny Depp non ho molto da dire, non mi stimola particolare interesse se non per la sua intelligenza vivave, ma cosa vuoi io sono vecchietta 😉 amo l’antico.
        Sul resto credo che tutti siamo d’accordo sull’ingiustizia perpetrata nei riguardi di tutte le tribù ooriginarie d’America e con questo parlo di indios che abitavano quella terra dalla notte dei tempi.

    3. No, che poi io sono da molti considerata un’intollerante solo perchè penso che gli “uomini” (il virgolettato mi pare d’obbligo) di accanita ed ipocrita vocazione religiosa andrebbero amabilmente randellati sulla testolina un giorno si e l’altro pure.
      Augh!

      • Ti riferisci al predicatore vero? 😦 Beh pure io che di fondamentalista ho solo l’idea della giustizia, quell’omino me lo sarei fatta alla graticola.
        Vengo in pace sorella! c:-)

    4. Cari, affettuosi Amici, Ser @Mario e Lady @Ross, mi avete commosso e non era facile, ve l’ assicuro, farlo, vista la mia corazza corrosa dal tempo ed il mio brando intaccato da mille battaglie, le più perse !
      Voi ci siete riusciti, e non ho parole per ringraziarvi come il cuore mi detta .
      La ballata di Ser @Fabrizio termina con “….. quando il sole alzò la testa, tra le spalle della notte – c’ erano solo cani e fumo, e tende capovolte”, orrenda, realistica immagine di cosa lasciano dietro di sè la violenza e l’ intolleranza, che sono sempre malvagie, anche quando si presentino mascherate da abiti religiosi o nazional-ideologici, quando attaccano la vita, la saggezza, l’ amore per la natura incontaminata e per tutte le creature viventi .
      Cosa ci resta, Amici miei carissimi, cosa ci fà vivere di fronte a tali inaudite malvagità, tutt’ oggi in corso contro Popolazioni inermi, contro gli indifesi, contro i più poveri ?
      Il nostro continuo batterci contro tutto questo, batterci senza sosta per quello che umanamente possiamo ( ed a volte, anche oltre ), batterci con qualunque mezzo a che non si perda la speranza di arrivare, o noi o i nostri Figli o i nostri Nipoti, ad un Mondo più giusto e pacato, dove una piètà irrifiutabile, una pietà nè religiosa nè laica, ma semplicemente “umana”, impedisca, una volta per tutte, fatti come quello appena narrato, e la MEMORIA !
      Sì, la memoria rivestita di “coscienza storica”, empatico sentimento che ci spinga, sempre, a “metterci nei panni dell’ altro”, a ragionare con la sua testa, per cercare di comprendere fino in fondo i suoi intoccabili diritti, più o meno come seppero fare quei “Giusti e Perdenti”, al cui pensiero siamo orgogliosi di appartenere per sempre !
      Come disse un altro Perdente, il sublime Ugo Foscolo, quella stessa Memoria che consegnò Ettore al mito, sottrarrà gli orrori del fiume Sand Creek all’ oblìo, “finchè il sole risplenderà sulle sventure umane” !

    5. Bellissimo e agghiacciante

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