rossaurashani

Dio esiste? Non lo so! Spero di sì, ma credo di no.

In uomini on 8 dicembre 2010 at 2:06

L’albero dei pensieri

Una volta, ormai molto tempo fa, prima che mi venisse la strana idea di avere un blog, anzi due, frequentavo assiduamente il socialnet OkNotizie. Niente di speciale. Un’occhiata e pescavo le notizie che mi interessavano o per argomento, o per come venivano presentate. Molto spesso sceglievo quelle dei blogger che mi piacevano di più. In quel luogo virtuale, ho fatto amicizia con molte delle persone più amabili che annovero oggi tra i miei amici assidui. Con alcuni ci telefoniamo spesso o ci si incontra su Facebook per uno scambio veloce di notizie. Una volta all’anno ci si incontra in un grande meeting, due o tre giorni da qualche parte, molto spesso a casa mia.
Questo per dire che invece con Alberto non ho mai potuto fare la sua conoscenza diretta. La cosa non era strana per me, visto che il sospetto che avevo si era fatto certezza. Lui ai raduni non ci poteva venire perché era un prete. Sinceramente credo che ci abbia invidiato terribilmente perché le sue serate dovevano essere vuote se perdeva le sue ore di sonno a scambiare con noi le sue opinioni attorno allo scibile umano e non. Una grande mente e una straordinaria cultura, che si era agganciata al nostro gruppo di ragazze irriverenti e agnostiche. Attorno a questa proposta di discussione ci passammo settimane a provocarci e a scherzare, a scambiare umori e considerazioni. Infiniti commenti sulle scritture e sui pensatori di ogni tempo, ma anche solo su emozioni e fatti del giorno.
Col tempo ho abbandonato questo socialnet che stava diventando ricettacolo di trolls. Così ho perduto Alberto e le nostre “insensate” chiacchierate notturne. Poi seppi del suo blog e del suo ritiro in spazi più contenuti. Forse anche lui era arrivato al capolinea. Ma ora, malgrado i tempi bui e le istituzioni ecclesiastiche così poco invitanti, ogni discussione sull’argomento langue. Forse sento la sua mancanza perché non ho più nessuno da provocare e forse ho anche nostalgia del suo poetare così immediato e popolare. Qualche volta penso che sarebbe stato uno di noi : intelligente e piacevole, non importa se affascinante o meno. Molto spesso la Chiesa ruba delle risorse e delle buone menti al genere umano. 😉

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  1. Beh, credo che oggi diventare prete sia una scelta, non è la Chiesa che ce li ruba.

    Ne ho conosciuti di preti fantastici, a volte anche d’aspetto, non erano solo menti sottratte a noi (che di quelle, comunque, se ne poteva usufruire), erano proprio bei pezzi di figlioli sottratti a noi figliole: e questo sì che è peccato!!!!

    • Sì, capisco cosa vuoi dire, ma io sarei un po’ come MadDog, ossia mi sembra abbastanza incongruente essere persone colte e avere un ottimo cervello, per finire all’interno di una “organizzazione” che non fa certo di queste qualità la sua maggior dote.
      Insomma a parte i bei figlioli, che spesso ci vengono sottratti anche per altri motivi, anche quelli preparati e dotati per la vita sociale finiscono all’angolo perchè castrati dall’intervento della Chiesa. Magari ai credenti può sembrare una bestemmia, ma io credo che avrebbe pagato una cifra per passare quei due o tre giorni tra amici.

  2. In tutta onestà?
    Se la chiesa arriva a “rubarle”, direi che ‘ste menti non sono poi così buone, nè che le risorse sottratte siano così poi fondamentali per il genere umano.

    • Concordo con te. Penso anche io che le ragioni per cui, persone particolari, finiscono sotto le mani della Grande Madre Chiesa non deponga a loro vantaggio. Poi in pratica ci sono preti che mi chiedo come sia possibile che restino ancora all’interno della Chiesa e siano così convinti di poter operare liberamente. Certo sono preti tenuti ai margini, ma sempre preti sono.

  3. Quale nickname usava?
    Ci chiacchieravo anch’io?
    Ho qualche sospetto ma non sono sicura…
    ciao
    :))

    • Sì Marisa sicuramente ci hai chiacchierato pure tu. Il nick era semperamicus, ma noi lo chiamavamo amicus. 🙂 Ti ricordi che discussioni? Ti confesso che a volte un certo argomentare mi manca. Ma forse è solo che dentro al nostro blog, dilungarsi non si può più di tanto.

  4. Semperamicus me lo ricordo anch’io.
    Voglio essere sincera: in vita mia ho conosciuto solo un prete in gamba. Eravamo al liceo, e per un anno ci venne a fare l’ora di religione. Lo conoscevamo anche da fuori ovviamente, era famoso per le sue attivita’ coi ragazzi, la sua azione sul territorio, coi senzatetto ecc. Poi venne spostato di diocesi. So di gente che, gia’ con la fede in bilico ma che decise di sposarsi in chiesa per le solite pressioni familiari,ando’ a cercarlo nella sua diocesi lontana per farsi sposare da lui.
    Me lo ricordo ancora. Davvero una brava persona.
    Dopo (e prima) di lui, il deserto.

    • Dal dissertare al dissodare… 🙂 ho conosciuto anche io preti che si sono dati alla vita attiva e di supporto, proprio per quello so quanto può costare il loro impegno esterno in seno alla Chiesa. Sono richiamati e messi al bando. Scoraggiati e avviliti. Per fortuna questi in genere non si fanno taglieggiare e continuano con coraggio. Ma che ci fanno nella Chiesa?

  5. Credo… cioè credo… che al post manchino due cose:
    Spendere due parole (magari più di due) sulla bella foto (chi ne è l’autore?).
    Sottolineare come era bello il dialogo tra due persone che erano, in qualche modo, così distanti ma rispettose dell’altro.

    • La foto? Sai bene cos’è. E’ l’albero dei pensieri che si trova a Berlino al museo della storia ebraica. L’autore? Beh poco conta, l’importante è il simbolo.
      Sì mi piace l’idea di parlare anche in due lingue diverse e provare a capire, questa è democrazia… 😉

  6. Importa chi è l’autore della foto perché è una gran bella foto. Non importa invece che io conosca il soggetto perché non sono il tuo unico lettore, perché non tutti viaggiano con noi e vedono e conoscono le stesse cose e infine perché c’è molto da dire su ciò; se ne potrebbe fare uno o più post (senti a me).

  7. Ti capisco benissimo…Una delle menti più brillanti che ho conosciuto era prete…Già, era poiché non sopportava l’ipocrisia e la corruzione all’interno della chiesa stessa. Purtroppo questa sua esperienza personale l’ha distrutto…Proprio vero, la Chiesa c’ha rubato delle grandi menti. Un caro saluto

    • Ne conobbi io pure uno, nella mia lontana gioventù, che si confondeva coi giovani che uscivano dal ’68. Fu parroco in una parrocchia, ma venne combattuto per la sua vicinanza ai giovani e alle loro problematiche. Fu tacciato di essere troppo umano anzi troppo uomo in quanto non faceva distinzione fra uomini e donne. Accettava anche il tuo modo di pensare diverso. Avvicinava a te una Chiesa che nulla pretendeva. Ricordo con dolcezza quella chiesam che alla domenica si riempiva di ragazzi, aveva introdotto la prima messa beat. Fu anche lui angariato e distrutto, ma mantenne sempre (più nascosto) il suo spirito indomito e scanzonato. Poi la vecchiaia lo ha ulteriormente insultato fino alla sua morte, poco tempo fa. Lo rimpiango assieme alle chiaccherate con l’amico web.

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