rossaurashani

Non picchiateli sono nostri figli

In Giovani, Istruzione, La leggerezza della gioventù on 27 novembre 2010 at 14:28

Ho tratto da Facebook questo post che riporto integralmente qui:

Hanno picchiato anche oggi. Che potevamo fare. Dovevamo obbedire. Faccio parte della Polizia di Stato. Si, anch’io ho una figlia all’università che protestava. Mi sono messo in malattia. Non c’ero.  Ho protestato anch’io.
Hanno picchiato anche oggi. Ma non dovevamo fare male. Fare finta, come nei film. Caricare e adagiare il manganello. Sei feriti. “Per Bacco!!!”.
Anche mio figlio c’era oggi e non potevo chiedere malattia. Che orrore, mi ha visto. Il kefiah !!! Noi, in famiglia, siamo comunisti.
Io ho sempre adorato il corpo di Polizia.
Gli ho mandato messaggi per spostarsi, per evitargli il casino.
Sono rimasto fermo. Il mio superiore lo sa. Ho visto ragazzi che ci credono. Ho visto ragazzi che lo fanno solo per moda.
Ho visto altri ragazzi che sperano davvero che il 14 dicembre, Berlusconi si dimetta. Ma si sa, si faranno operazioni al naso, lifting, mal di pancia, diarrea, mal di testa, vomito, febbre, cause di divorzio.
Tanto non cade.
Hanno picchiato anche oggi.
Luigi, col tamburo della banda musicale, Maria Luisa col flauto. Gli hanno picchiati perché davano fastidio. Il regime dice che si deve stare in silenzio. Però col mio collega gli avevamo appena regalato sorrisi.
Erano pacifici, e che cazzo!!! Fischio d’attacco. Ordine superiore.
“Attaccooo!!!” Non era Mazinga Zeta, eravamo noi.
Il flauto di Maria Luisa  è volato, il labbro insanguinato. Il tamburo di Luigi, bucato. Ma che fastidio dava. Dava fastidio al regime. Ai suoi ultimi giorni di Pompei.
Pompei, Gela, Napoli, ma quante città stanno nella merda quotidiana? Pensava Marco mentre manganellava. Ci tolgono soldi, e noi manganelliamo. C’inchiniamo allo stato, perché poi, perdiamo il posto. E c’è crisi. E poi non rientro più nel corpo di Polizia.
Che faccio?
Sarebbe bello rimettere in funzione la gelateria di mia madre. Torno a Castrovillari e ogni giorno vado a trovare mio padre al cimitero.
Hanno picchiato anche oggi.
Mentre il governo era battuto sugli emendamenti e c’era un caos tale che persino il ministro della Pubblica Istruzione votava contro la sua riforma. Che ridere. Non lo diranno al Tg1, lo diranno al tg3. Il 13 dicembre qualcuno spera in una cena avvelenata  e alcuni deputati saranno in missione. Alcuni si sposeranno.
Ad altri morirà il cugino di terzo grado, non potrà mancare all’evento funebre. Deve scegliere, quello dalla quale si guadagna di meno. No?
I tuoi occhi con chi saranno il 13? A chi penseranno il 13?
Intanto una nuvola ha coperto il sole. Ho scoperto un paese dove fanno cento gusti di gelato diversi. Forse vedrò il mare da sud a nord. Hai un cannocchiale? 🙂

Giandonato De Cesare

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    • Come già scrfitto su facebook, usando le parole dei ragazzi di spinoza.it “Gli studenti hanno scelto la fine del mese per protestare. I poliziotti sono più deboli se a digiuno.” e questo dovrebbe dire tutto.

      • Che dire che non ci siamo già detti se non ripetere che la battuta mi sembra fiacca. Ricordo e ricito: “un filo rosso lega tutte queste vicende \ dentro ci siamo tutti \ è il potere che offende”.

  1. @ Mario
    ti ricordo che pure Pasolini di vValle Giulia disse che era un guerra tra figli di papà contro proletari malpagati. Io in parte penso sia sopravvalutare i valori dei celerini. Sicuramente sono frustrati e malpagati, fanno una vita di m…. e vivono forti contraddizioni. Poi c’è chi fa uscire il morto e choi invece cerca di avvisare il figlio oppure si butta ammalato, per non scontrarsi con la figlia. Ecco c’è pure questo mda tener conto, siamo un paese di ignoranti, ma di un’ignoranza di ritorno.

  2. c’erano pure le mie “bambine”, a Milano, nel casino…
    hanno visto le manganellate ad amici e compagni
    non lo dimenticheranno, per fortuna
    ma non odiamo i poliziotti
    devono fondare un partito, per tutelare i loro diritti di lavoratori..

    • All’inizio ho ricordato le parole di Pasolini sulla battaglia di Valle Giulia nel 68. Diceva che gli studenti erano figli di papà che combattevano contro i veri proletari. L’ho sempre trovata eccessiva come frase, anche perchè se qualche volta si ripensa al G8 di Genova, alla Diaz o a Bolzaneto ci si accorge che le cose stanno anche in altra maniera.
      Però ci sono pure i poliziotti che hanno figli dall’altra parte e pure quelli che non arrivano a fine mese e che sono attratti dalla possibilità di arrotondare il loro magro stipendio. Tutto questo può degenerare… e non li invidio.

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