rossaurashani

Passo dopo passo

In La leggerezza della gioventù on 23 novembre 2010 at 11:59

Gabri era uscita di casa sbattendo la porta. Si era pure scordata di prendere su la chitarra. Era arrabbiata e delusa. Si sentiva incompresa e angariata da quei due che dicevano di essere i suoi genitori. Non facevano che dire: “Perché non ti vesti come Maria?” “Non vedi che è più carina di te, più curata.” “Non vedi che si fa voler bene da tutti e tu invece…” Lei non voleva farsi voler bene da tutti. Almeno non lo voleva più. Voleva andarsene di casa e finalmente liberarsi di loro e pure di quella sorella che non faceva che renderla antipatica ed insicura. Mary quella bella. Mary la bionda e volubile figlia di quella vecchia coppia.
Gabri si sentiva davvero un relitto. Lei era nata tarchiata e nera. Nessuna grazia. Ma non era stupida però, non come sua sorella. Un giorno gliel’avrebbe fatta vedere lei. Si sarebbero rimangiati tutte le loro critiche. D’altra parte a lei nessuno aveva dato niente. Nessun regalo nella sua culla. Niente fate che l’avrebbero cambiata in una dolce fanciulla e tanto meno niente principe azzurro. Ne aveva di che dormire prima di un bacio. Perché le cose dovevano andarle sempre così? Perché proprio a lei?
Piena di rabbia si era avviata in piazza. Magari avrebbe trovato qualcuno con cui sfogarsi, magari avrebbe trovato Michele, lui era sempre così disponibile… Sperava che non fosse con Rossana. Se Michele era con lei non l’avrebbe nemmeno degnata di uno sguardo. Ma perché gli uomini erano così scemi? Sempre pronti a rimanere folgorati dalla bella di turno, magari oca.
Michele sarebbe stato il suo ragazzo ideale se non ci fosse stata Rossana. Ne era certa, se lo sentiva dentro. Lui l’apprezzava e le parlava lungamente di poesia e di libri, come di musica e di amicizia. Se non fosse che aveva messo gli occhi sulla sua amica, l’avrebbe sicuramente conquistato… erano simili in fin dei conti, a parte Rossana a lui non interessava davvero la bellezza. Aveva come lei altri valori. Ma accidenti perché Rossana non si levava dalle palle? Tempi difficili per lei: desiderava ardentemente delle cose che non riusciva a raggiungere mai.

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  1. Nomi familiari… 😉

  2. Prova a chiedere a Michele. Forse non è proprio così… scemo.

  3. Continuo a pensare che dovrebbe essere Ross a chiederlo a Michele. E’ sempre stato un tipo un po’ bizzarro quel Michele. Difficile catalogare uno spirito bizzarro simile. E non sono nemmeno certo che lui stesso lo potrebbe spiegare. Per ora dobbiamo accontentarci di come è raccontata qui (in verità qui e non solo qui), in questo fin troppo succinto post. Ma qui parla Gabri e quella di Gabri è solo la verità di Gabri, e nemmeno tutta quella. 🙂

  4. Questo è un racconto breve niente di più che il delineare una ragazza sofferente e di indole diciamo così “pretenziosa”. Non che non avesse diritto ad essere felice e ad avere, come tutti, la sua parte di cielo, ma con il senno di poi si può dire che amava sempre le cose degli altri e pensava sempre di averne più diritto degli altri.
    Certo non aveva una vita facile. Ma come sempre la sofferenza umana non giustifica tutto. Alla fine si può dire che proprio per il fatto che cercava anche al di là delle sue possibilità, è riuscita ad avere molto, anche se non so quanto lei sia riuscita asd apprezzarlo. Michele era davvero così. Vedeva la bellezza, ma era qualcosa di più di quello che chiedeva. Gabri lo sapeva e ne era attratta. Davvero avrebbe potuto interessarlo se fosse stto un altro momento della vita e se fosse stata una donna diversa.
    Comunque è solo un racconto che sconfina con la realtà, sconfinare non è raccontarla è solo menzionarla 😉
    Un saluto a tutti e due
    Ross

  5. Se ti ricordi… ma ti ricordi, lo so. Comunque questo sconfinare che non racconta ma menziona non ti basta a vedere. Ah! anima candida, di troppo cuore. Tutti la meriterebbero, la felicità, ma ci sono persone che non solo non apprezzano ma non sono mai contente. Per le quali l’erba del vicino è sempre più verde. Per le quali gli altri hanno sempre di più. Che dopo aver mangiato mangerebbero dalla tua bocca. Per loro non c’è mai sazietà. Forse… e dico un debole forse… per quella Gabri nulla è cambiato. Scriverò, forse, una storia su questo non cambiamento e su una canzone.

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