rossaurashani

Quando si smette di sentirsi figli?

In Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù on 16 ottobre 2010 at 19:19

Ci avevo parlato a lungo. Era il suo compleanno e come sempre le avevo mandato una pianta fiorita. Quella data non la ricordavo per il suo compleanno, era solo che cadeva lo stesso giorno del compleanno di mia figlia. Lei non era mia figlia, non ne aveva nemmeno l’aria e neppure l’età. Ormai era una donna adulta che stava velocemente sfiorendo nelle nebbie delle malinconie e della solitudine. Io ci pensavo a lei solo una volta all’anno e solo perché volevo bene al padre. Ed era di lui che si parlava.
Il padre era un uomo eccezionale, intelligente, colto e attento con gli amici. Generoso, di una generosità rara e sensibile. Pronto a darsi nel momento del bisogno e a ritirarsi quando la vita lo richiedeva. Erroneamente pensavo che per lei fosse un esempio, qualcuno a cui essere grata e da ammirare. Lei mi diceva che suo padre non si era mai occupato di lei e che l’aveva lasciata sola quando era una ragazzina e di questo non lo avrebbe mai scusato. Tanto era forte questo rifiuto che quando, alcuni anni dopo, fu avvisata che suo padre era in punto di morte lei non si presentò e gli mandò a dire che ormai l’aveva perdonato.
Ma torniamo al giorno del suo compleanno. Io la storia di questa donna la conoscevo. Conoscevo le ragioni per cui il padre aveva dovuto lasciare sua madre e la figlia e pure il fatto che non appena lui se ne andò, la madre ricoverò la ragazza in una casa di cura per malattie mentali. Il padre appena saputo la cosa, andò a riprenderla e se la portò a casa propria dove fu allevata con il suo amore e quello della sua nuova compagna.
Lei continuava a raccontarmi la “sua” versione della storia e mi diceva che sua madre si era trasferita da poco nella città e che lei sognava che suo padre e sua madre si fossero di nuovo incontrati e che fra loro si fosse instaurato un rapporto affettuoso e complice, quello che avrebbe dovuto esserci tra due persone che avevano avuto una figlia assieme.
Inutilmente tentai di farle presente che a prescindere dai figli, a volte, i genitori non riescono a stare insieme. Che a volte viene a mancare l’amore, quello fra di loro s’intende, mai quello verso i figli, E poi pensando che comunque lei non era più una bambina, ma una donna di 43 anni, cercai di spiegarle che mi sembrava un comportamento molto infantile e immaturo. La mia convinzione è che arriva un momento nella vita in cui un figlio diventa responsabile di se stesso. Insomma un momento in cui i genitori hanno bisogno di te e tu invece non hai più la necessità della loro attenzione. Perché arriva un momento che ci si sente meno figli e si diventa madri e padri dei genitori stessi. Forse un discorso poco chiaro, soprattutto per chi come lei, pur essendo una donna matura aveva le rivalse di una dodicenne.
Ma allora e dopo di allora, mi posi spesso la stessa domanda: “Esiste un momento preciso che si smette di sentirsi figli e si diventa uomini o donne adulte?” Ci penso guardando anche mia figlia che è rimasta orfana di padre da bambina. Lei, ormai grande, mi guarda e si informa di me come se fossi io la sua figlioletta scapestrata. Si preoccupa della mia salute e se ho qualche necessità. Mi fa ridere questa sua protezione prematura. In fin dei conti non sono ancora decrepita e vivo una vita lavorativa e piena di interessi, viaggio e sono in grado di gestire dignitosamente i miei affetti. Eppure lo so che la mia piccola è già diventata donna e percorre la sua strada senza paura. Spero solo che la vita non la metta in difficoltà e che, un giorno, non debba accorgersi con angoscia che ha ancora troppo bisogno di me.

Annunci
  1. Non è una protezione prematura e, parimenti, non è che si smette d’aver bisogno.
    E’ che arriva il momento nella vita di ognuno di noi in cui i rapporti si equilibrano, diventa uno scambio equo e solidale dove affetto, cura e necessità si bilanciano. Non è più un amore a senso unico.
    Se ti ritrovi con dei genitori decenti e viceversa, s’intende.
    E’ vero anche per me che io ne son diventata un po’ madre e lei mi è diventata un po’ figlia, il che non ci impedisce di prenderci allegramente a cornate se serve.
    Ma no, figlio non smetti mai di esserlo, in fondo.

  2. Io ho dovuto fare da madre a mia madre fin da bambina. Non che volessi, infatti l’ho detestato. Ma questa e’ stata la situazione. Ti diro’ Ross, mi piacerebbe che la situazione si invertisse, ma ormai e’ troppo tardi. Vorrei che almeno una volta nella sua vita “mi accudisse”. Ma non succedera’.
    Forse e’ per questo che cerco sempre di provvedere in modo ossessivo per i miei figli. Mi preoccupo in continuazione per le loro necessita’. E’ compensazione. E’ non volerli mai far sentire soli. Mai.
    MadDog ha ragione. c’e’ bisogno di un bilanciamento. Io non lo raggiungero’, non in questa vita. La mia speranza e’ che i miei figli ci riescano. E che mi diventino amici un giorno. Lo spero.

  3. E’ vero ci vuole un bilanciamento almeno fino a che i figli possono avere bisogno dei genitori. Ovviamente i genitori non dovrebbero mai mancare nella vita dei figli,ma questi non possono pretendere dalla vita loro quel rapporto univoco e altruista che li annulla a loro favore.
    Si nota molto di più quando i genitori diventano vecchi e perdono colpi o si ammalano, allora i figli li trattano come bambini e risolvono e pianificano la loro vita come se non fossero in grado di decidere, come fossero dei bambini. In un rapporto totalmente capovolto.
    Ricordo che parecchi anni fa, quando mio padre stava male e mentre lo accudivo visto che mia madre era impossibilitata a farlo, mi resi conto che ormai da lui non pretendevo più nulla , da molto tempo… comunque non abbiamo mai avuto un buon rapporto. Da allora inpoi mi sono sentita più madre che figli di mio padre. Questo cambio di ruolo mi venne naturale, mi rese più comprensiva e più facile al perdono per le sue passate manchevolezze.Insomma giustificavo come avrebbe giustificato una madre…
    Però ne ho viste di donne adulte che pretendevano l’attenzione di quando erano bambine da padri ormai vecchi, come se il tempo non fosse passato. Incolpandoli di loro scelte sbagliate. Di uomini sbagliati, di scelte che secondo me non avevano alcun nesso.
    Bisognerebbe crescere figli più responsabili e più attrezzati a percorrere la strada da soli, certo procurare di proteggerli alle spalle, ma mai sostituirsi a loro.

  4. Penso proprio che sia così, come tu dici Lady @Ross, su i nostri Figli e su noi stessi quando fummo Figli !
    Un passaggio naturale è l’ umanissimo “cambio di ruolo” tra Genitori e Figli, quasi una ulteriore ‘linea d’ ombra’ che, divenuti adulti e “responsabili” ( comunque responsabili, o con l’ aiuto dei Genitori o senza ! ), oltrepassiamo, rimpossessandoci di una più profonda ed attenta comprensione delle vicende nostre e altrui ( dei Genitori compresi ! ) e facendo nostra una ‘humana pìetas’ che da Giovani l’ ansia di crescere, l’ orgoglio ferito, e l’ egoismo che pure s’ accompagna a quell’ età, ci vietavano !
    Qualcuno, ahimè, non riesce ad oltrepassarla, questa invisibile linea d’ ombra, rimanendo fisso sul rancore e sui presunti o veri torti subiti !
    Ed è triste assai, se si pensa a questo morire lento che è, in fondo per tutti, la vita !
    Ed a quanto poco spazio di tempo abbiamo, per recuperare la parte ‘migliore e più nobile di noi !
    Ma questo è il viaggio,
    e non è, ahimè, di tutti !

    • Caro cavaliere errante, se non fossi innamoratissima del mio bellissimo e giovane uomo nonché padre della mia numerosissima prole, ti sposerei senza indugi.

  5. Oh ….. , che pensiero cortese, Lady @Marisa e che profumo di gioventù mi induce !!!
    Ma anch’ io, ad onta di questo inesausto mio vagare per lande solitarie ( e per Blog ora tristi, ora allegri ), sono atteso dalla mia Signora e ‘Domna’ che al verone della mia magione m’ aspetta, scrutando inquieta l’ orizzonte .
    Chè altrimenti, onorato dal tuo pensier di Dama gentile, volentieri assai ti avrei portato con me in giro per il mondo !
    Poichè non sempre ‘triste e sconsolato’ attraverso piogge ventose senza riparo alcuno tranne le stelle, non sempre !
    Talvolta, mi fermo a sostare su qualche scorcio di rupe a picco sul mare e guardo, avendo in cuore il desiderio fortissimo che tutti la potessero guardare con me, l’ incommensurabile bellezza dell’ esistenza, che un tramonto o un alba appena agli inizi riflettono e rimandano agli occhi dall’ orizzonte lontano ma raggiungibile !
    E rifletto, leggendo in me e negli altri, a quanto cadùca sia infine la nostra malinconìa, se un tale spettacolo che la Natura ci offre può sciogliersi così facilmente come la neve al primo sole !
    Sì, ( nuova ) Amica mia,
    questo è il Viaggio
    che spero di tutti !

  6. Per qualche giorno Rossaura sarà costretta ad essere assente. Certo mancherà più a me, e non ho la vanità di poterla sostituire. Magari qualche piccolo post. Su questo, letto con quasi incolpevole ritardo, non ho molto da dire. Non ho saputo mai coltivare con cura i rimproveri. E sono cresciuto. Bene o male son cresciuto. Anche se con un padre a cui fare da padre. Dovvremmo, come dice lei, rivolgerci ai nostri figli. Interrogare loro. Che genitori siamo stati e siamo? Ho sempre il timore che siamo bravi a tentare di non farli crescere. Eppure abbiamo due figli, uno ciascuno, di cui non possiamo che andare orgogliosi. Ma non sempre li vediamo come sono e ci rendiamo conto che sono cresciuti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: