rossaurashani

Riflessioni su mia figlia e il suo bambino appena nato

In amore, La leggerezza della gioventù on 10 ottobre 2010 at 9:28

E’ bella come sempre. Una madonna plebea con un bimbo in braccio. Ma non ha un sorriso virgineo, mantiene un sorriso ironico, come sempre, in modo da nascondere quanto è orgogliosa del bambino. Lo sa che la osservo e cerco di studiare ogni mossa. Mi chiedo se ama e quanto ama. Non sono gelosa di lei, non lo sono mai stata. Se fosse così non avrei potuto sopportare come amava suo padre. Certo era bello vederli parlottare sempre pronti al complotto, allo scherzo e alla risata. Io sono esclusa, io sono sempre un’altra cosa.
Guarda il bambino. E’ così piccolo. Lo guardo pure io e cerco nel suo visino i tratti di lei neonata. E’ paffuto, carino, ridicolo, ma non assomiglia a lei. Infatti lei era un cosino biondo con la pelle di pesca e la luce negli occhi, lui invece ha dei tratti decisi, una bocca disegnata col pennello, ma è scuro e con un’aria pacifica.
Lo guardo e mi sento in colpa, non lo amo come amavo lei. E’ una colpa terribile che lei non mi perdonerebbe mai. Ma non lo dirò, non lo saprà, mi difendo e se posso la difendo dai miei umori.
Però è strano vedere la sua faccia così arrossata dall’emozione. Finge una certa indifferenza. Lo so che è la distanza della principessa superiore anche alla nascita del proprio figlio. Ma il rossore delle sue guance e lo scintillio degli occhi svelano la sua nuova passione. Quanto amore ed orgoglio rivela in tutto questo.
“E’ proprio carino!” mi sbilancio io. “A me pare una scimmietta, non trovi?” Mi sta mettendo alla prova. “Ma sei matta? E’ un angioletto nero, chissà a chi assomiglia?” Lo dico in modo ironico e le rilancio la palla. “Amore… è vero che sei, tutto, quello scimmione del tuo papà?” Io penso: se lo dice lei! Ma non posso lasciar capire quello che penso davvero. In effetti quel ragazzo, padre del mo nipotino, non è un Adone, ma se piace a lei… E poi non devo cadere nel tranello. Lei continua a mettermi alla prova, una prova che suo padre non ha dovuto sostenere. Lui è entrato nella stanza, l’ha baciata con dolcezza e si è preso il frugolo in braccio come se fosse suo figlio. Non l’ha più mollato nemmeno alle braccia del neopadre e mia figlia ne era estasiata. Io le dico: “Beh! se assomiglia ad una scimmietta lui, allora vuol dire che io ho sposato il re degli orango”. Lei ride. Si sa, suo padre per lei è bellissimo.
Forse sono davvero gelosa. Gelosa non so nemmeno di chi. Una madre proprio snaturata. Ma è difficile, tutti sanno fare le cose giuste. Io ai suoi occhi faccio sempre la cosa sbagliata. Sono la sua mamma imperfetta.
Mi guarda e al volo capisce che sono spaesata. “Mamma, pensi che avrò latte a sufficienza”? Finalmente mi fa rientrare in modalità donna-madre-nonna. “Certo che sì, di che ti preoccupi? E poi se non fosse, si trova una soluzione”. Lei non mi ascolta più. Guarda il bambino e le sue guance si arrossano di più. “Lo sai che ti dico? Sei il più bello! Il più bello in assoluto. Molto più bello del tuo papà, anche più bello del più bello dell’universo. Sei il mio bambino per sempre”!
La principessa annoiata si è trasformata in una bambina con il suo giocattolo preferito. “Guarda mamma, che orecchie piccoline… che nasino impertinente, guarda… guarda mi ha sorriso”… Lo dice con un gridolino infantile. Lo guardo. E’ vero, sembra un sorriso quella smorfietta che fa. Che dolce il mio nipotino. Qualcosa mi si scioglie dentro. “Posso tenerlo un pochino anch’io”? Lei me lo porge come fosse un dono. “Piccolino mio, vieni qui dalla tua nonna, che tesoro che sei. Ti ho aspettato per tanto tempo e adesso che sei qui posso solo cominciare a coccolarti e a viziarti”. Lei sorride. Finalmente ho detto la cosa giusta. Lei finalmente mi sorride serena. E’ bellissima. I pensieri volano via. Ma cosa sto a pensare. Che sciocca donna che sono. Guarda quanto bene voglio a queste mie due creature stupende.

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  1. Io penso che sarei una nonna pessima. Prima di tutto, non sopporto i neonati. Ho amato i miei perché me lo dettava in modo dittoriale l’istinto materno sviluppatosi in milioni di anni di evoluzione (l’unico modo che hanno i nostri inetti infanti per sopravvivvere e’ che la madre sia disposta a dare la vota per loro). Diciamocelo chiaro: tutto quello che fanno i neonati e’ piancere, mangiare e… questo teddaglio lo tralascio, ma vi assicuro che e’ orribile, soprattutto in fase di dentizione. Solo i genitori possono tollerare 😉
    I bambini li preferisco quando crescono. Quando cominciano ad andare all’asilo e a scuola e ti portano brandelli del loro mondo da condividere. Quando gli puoi raccontare le storie, leggere libri, portare al cinema. Allora si’ li sarei una brava nonna. Avrei tante di quelle cose da fare con loro! Tutte le cose che avrei voluto fare con i miei figli, ad esempio, e non ho potuto per via delle mie malattie. Portarli al mare d’estate (e lasciare cosi’ i genitori un po’ liberi per i fatti loro!) e costruire enormi castelli di sabbia. Portarli a vedere un acquario ed inventare insieme storie su tutti i pesci che vede.
    Insomma, sarei davvero meravigliata se mi trovassi ad “amare” il neonato di mia figlia (se mai decidera’ di diventare madre), perché cosi’ piccoli per me e’ difficile. E se mi chiedesse “avro’ latte abbastanza?” le risponderei con cinismo: smettila di preoccuparti, comprati del latte in polvere e concentrati sulla data in cui tornerai al lavoro.
    Pero’ mi piacerebbe da matti portarlo/a ad osservare un cielo stellato invernale inventandosi tutti i nomi di nuove costellazioni, una volta cresciuto un pochino 😉

  2. scusa ross, mi sono accorta che ho fatto un sacco di errori di battitura, oggi sono davvero stravolta dalla stanchezza!!! correggili pure a piacimento 😀

    • Non ti preoccupare per gli errori e preoccupati di tornare in forma. Finito il lavoro notturno pensa a riprendere ritmi il più possibile umani.

      Per quanto riguarda l’essere capace e brava ad essere nonna, sinceramente non saprei. Personalmente avendo un figlio maschio, so che, per quanto possa venir coinvoltà, la mia partecipazione potrebbe essere irrisoria. Diversamente è andato con una nipote che ho visto nascere e crescere e che ho sempre trattato come fosse la mia bambina. Tanto che per non essere invadente cerco di vederla il meno possibile. So che finirei per darle consigli non cercati e per dire quello che penso e sarebbe sbagliato anche se fossi la nonna e non lo sono.
      Se mia figlia mi chiedesse qualcosa sull’allattamento non sarei cinica, perchè sono sicura che avrebbe bisogno di rassicurazioni, di sapere che tutto può essere sotto controllo, anche se dovesse esserle necessario tornare al lavoro. Insomma un incoraggiamento a largo spettro 😉
      Questo raccontino, non so se si capisce, cerca di delineare l’immagine più che della figla e del bambino, di una nonna insicura, che non si sente accettata e che finisce col prendere le distanze anche dai suoi affetti, ma poi visto che tutto sommato non è una superficiale, stramazza innamorata della figlia e del nipotino.
      Conosco molte donne che hannno faticato a diventare madri e che non riescono bene a diventare nonne. Ci vuole del tempo e le condizioi, ma alla fine… la natura vince 🙂

    • Hai scordato… e cagano.

  3. Grazie per il pensiero… effettivamente oggi continuavo ad addormentarmi tutte le volte che toccavo il divano… che sia un segno? 😀 Ora me ne vado a letto. La prossima settimana sara’ relativamente piu’ calma. Spero di riprendere presto una routine piu’ sana.
    Ma tua nipote ha gia’ avuto il bambino?! I mesi volano! Se non nonna, sarai sicuramente una prozia fantastica 😀
    Quando diventerai nonna (tra vent’anni, sei ancora troppo giovane 😉 ) sarai una di quelle nonne che tutti i nipoti invidiano. Ed anche se hai un figlio… a mio parere non fa differenza. I nonni sono nonni. A me sono mancati e sono mancati anche ai miei figli. Solo adesso mi rendo conto di quanto siano importanti.
    I nipoti ci consentiranno di non rifare gli errori che abbiamo fatto coi nostri figli. Saremo meno stressati (tutto sommato non ci dovremo fare le notti insonni!) e saremo quelli che “prendono il timone” quando i figli ci busseranno alla porta emaciati e con le occhiaie. Ci siamo passati, saremo freschi e riposati, e pronti a portare i nipoti al planetario.
    Chissa’ perché ogni volta che vedo dei bambini in giro con i nonni, questi bambini sono belli rilassati? Un genitore stressato puo’ trasmettere ai figli un’ansia ed uno stress difficilmente contenibile. Facciamo un monumento ai nonni 😉

    • Non lo so davvero, mi spaventa l’idea di ricominciare, senza averlo voluto davvero, ma poi mi rendo conto che quello che si fa sarebbe solo la pallida ombra di quello che abbiamo già fatto con molteplioci, maggiori responsabilità.
      E poi a me i bambini piacciono, da qualsiasi parte vengano, salvo casi specialissimi in cui nei bambini vedo i segni inconfondibili degli adulti, stronzi.

  4. Io sono diventata madre molto tardi e non so se diventerò mai nonna, posso però testimoniare lo sconfinato amore che i miei genitori nutrono per i loro nipotini, fatto di disponibilità totale 24 ore su 24 nonostante la figlia ribelle e a volte un po’ tiranna… Non so, forse i miei vogliono compensare la totale assenza dei nonni paterni che hanno voluto conoscere i nipoti solo da pochi anni (In questa piccola Italietta succede anche questo…). o forse è solamente il loro splendido modo d’essere.

    • Cara Marisa i nonni sono un bene di dio, se sanno esserci, ma stare anche al loro posto. Come vedi a tutte le donne con figli che hanno commentato i nonni sembrano una bella cosa a parte quelli assenti, come nel tuo caso.
      Diventare nonna amche per me sembra una cosa abbastanza lontana , malgrado l’età di mio figlio. In effetti se uno dovesse avere figli solo quando è sistemato… sarebbe cosa molto al di là da venire. Comunque avendo un maschio probabile che sarei la meno coinvolta, ma pure sempre disponibile.

  5. Scusate la voce fuori dal coro. Penso che se c’è una cosa peggiore di un neonato, con nessi e connessi, siano i nonni. Figure egoiste che espiano i loro errori di genitori rovinando i nipottini con diete ultracaloriche, viziandoli e frapponendosi alla fase educativa dei genitori. Perché improvvisamente illuminati sanno quello che da semplici genitori non hanno mai saputo. Naturalmente esclusi gli eventuali presenti. 😉

    • No, non credo, non è del tutto vero, in qualche caso sì, ma generalmente sono persone che si trovano a dover affrontare una seconda maternità o paternità vivendola con meno castrazioni.
      Certo viziare e vezzeggiare diventa la loro modalità, ma è normale, ci dovrebbero pensare i genitori ad educare i piccoli. I nonni hanno altre funzioni. Utilissime peraltro chiedi a Martina e a Marisa e pure a me che malgrado avessi cercato di essere del tutto autonoma, ho dovuto a ccettare l’aiuto di una nonna molto affettuosa con il nipote. Certo non era il suo tipo di educazione che preferivo, sebbene che nellam realtà ero io a provvedere a questo e lei ad altro (per fortuna) 🙂

  6. Mah, puoi educare i figli ED ANCHE le nonne. voglio dire, se hai bisogno d’aiuto hai bisogno di aiuto. Fai alle nonne qualche lezione di nutrizione corretta, gli fai un elenco delle allergie, spieghi con cura come si sterilizza un biberon, ecc. e dopo i primi 15 tentativi sbagliati, vedi che la prendono giusta.
    Io sono diventata molto filosofica. I figli non si possono, non si devono tirare su completamente da soli. Un errore che ho fatto io -anche, non ho avuto scelta. Ti dico, chi se ne frega se me li rimpinzano di cioccolato se posso avere una serata libera di tanto in tanto per… vivere?!?!
    (e sapere che se qualche volta ti ammali c’e’ qualcuno che comunque una cena per i tuoi figli la prepara?).
    Ho smesso di atteggiarmi a Wonderwoman, Mario. Perché non lo sono 😉

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