Mario

Ross e Michele

In amore, La leggerezza della gioventù on 5 ottobre 2010 at 11:27

Pagine di un diario. La vera storia di Ross e Michele. Di quel nuovo inizio. Come qualcosa di incredibile. Di impossibile. Invece solo improbabile. E dedico questa storia, questo inizio, a chi sta perdendo la speranza; come noi allora. L’amore non dà appuntamenti, ma l’amore non si arrende mai. E ci siamo trovati senza cercarci. Anzi senza cercare niente e nessuno. Semplicemente vivendo le nostre solitudini.

13 marzo 2009 alle ore 21.30: Dal nome potresti essere un “antichissimo” amico di giovinezza, dipende quanti anni hai e se hai un fratello di nome Enrico. Se così fosse, e parlo di quel fratello, potresti essere il Michele che conosco. Non cercare di capire chi sono dal nome perché è evidentemente un nick. Se vuoi rispondimi e se sei tu potremmo riaggiornare la nostra amicizia Ciao Ross
14 marzo alle ore 0.06: Perché cercare di capire. Sono quel Michele. Lo stesso. Con qualche anno in più. O forse in meno. La stessa voglia di vivere e giocare. Non ho bisogno di Nick. ciao Michele
14 marzo alle ore 7.43: Bene, confermato che sei tu. Io sono Rossana, Rossaura perché ho ancora i capelli rossi e anche le idee. Il nick me lo porto dietro dai miei blog L’altra metà del cielo e Lettere al futuro. Facebook è un modo per incontrare virtualmente altri bloggers conosciuti. Per quanto riguarda incontrare vecchi amici attraverso il mio nome e cognome, non ci avevo pensato prima di incontrare il tuo nome, anche perché non credo che di nostri coetanei ce ne siano molti in rete o no? Aggiornami sui tuoi trascorsi, se hai voglia. Un caro saluto Ross (ah è stato giornalettismo che ci ha permesso l’incontro… ciao)
14 marzo alle ore 9.55: Mi ripiomba addosso un passato mai del tutto lasciato. Per altri di allora non so. Enrico si limita a scaricare. Per il resto ho sempre cambiato le mie abitudini, il mio mondo; sempre con gente più giovane. Io sono E’ solo un blog e sempre rosso, ma non di capelli. Di quelli ne son rimasti pochi e quasi tutti bianchi. Faccio e ho fatto altre cose in rete. Sono il modestissimo blogsitter di una amica molto brava: Galatea. Avrò modo di leggere i blog e avrò modo di riprendere il dialogo con calma. Ora devo uscire. Qui votiamo a giugno. un abbraccio Michele

Era notte. Notte quando è arrivata quella prima mail in Facebook. Dormo poco la notte. Cioè dormivo poco la notte. L’ho trovata tornando a casa. A mezzanotte. E ho risposto subito. Ero solo incuriosito. Nemmeno sorpreso. Altro passato era tornato a cercarmi. E’ stano; mi capitano di queste cose. A dire il vero, pensandoci, quella che ricordo di più era un’altra donna. Un’altra ex. Un ritorno che non aveva avuto seguito. Ci avevo pensato. Senza impegno. “Un antico amico”. Ma solo per un attimo. E non certo a Lei. Ci avessi pensato, nonostante il tempo, non avrei potuto che pensare a Lei. Ma io ho pensato spesso a Lei in questi tanti anni. Era rimasta un… gradevole ricordo. Un rifugio. La tranquilla sicurezza che un’amicizia  poteva essere. Che non sarebbe venuta meno mai. E poi ero andato a letto senza alcuna ansia. E’ strano per me. Anzi lo era. Ero un tipo molto ansioso. Soprattutto ero molto sconfitto. Molto rassegnato. Poi è bastato il suo nome. Per chi sa leggere tra le righe non servirebbe aggiungere altro. Leggerlo ed essere sbattuto in un fiume in piena è stata la stessa cosa. Il suo ricordo era sopravvissuto a tutto. Lei mi ha sempre fatto questo effetto. Mi ha sempre dato questa confusione. Bastava incontrarla per strada. Anche solo un “ciao”.  A volte avevo avuto anche solo la speranza di incontrarla. Ho sempre chiesto poco di Lei. Avevo pudore per la sua vita. Non volevo intromettermi. Sapevo che aveva sofferto. Mi sentivo un po’ causa di ciò. Ero convinto che continuasse a soffrire. Ero già certo che era ricominciato. Volevo ascoltare il cuore. Le emozioni. Le emozioni mi dicevano che stavolta non avrei potuto dirle di no. Che non ci sarebbe stato ritorno. Che Lei mi aveva cercato in quel modo in cui sognavo mi cercasse. Per ricominciare quella storia. Brevissima quanto intensa. Sottovalutata quanto importante. Una storia che agli occhi di tutti poteva solo apparire come una semplice storiella di ragazzi. Non ai miei. Non ai suoi. Ne sono stato certo sempre. Cosa mi dava questa certezza non lo so. Non mi sono sbagliato. Così è ricominciata tra noi. Come dicevo all’inizio nel modo più improbabile. Credevo di non avere più l’età per amare. Nemmeno per tornare a vivere. Quanto mi sbagliavo! E’ bastato aspettare il messaggio successivo. E’ bastata quell’ansia. E’ bastato sentire la sua voce. E’ bastato guardarla negli occhi. E’ bastato sfiorarle i capelli. Finalmente tornare a sfiorarle i suoi rossi capelli.

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  1. Beh! se non sapessi che è accaduto davvero lo riterrei un racconto fantastico. Ciò che mi pare comunque fantastico è quello che successe dopo 🙂

  2. In realtà c’è già tutto, per chi ha orecchie. Se dopo più di 41 anni uno ti dice: “Mi ripiomba addosso un passato mai del tutto lasciato.” allora quello nella sua testa ha qualcosa che non va. Oppure è iniziato qualcosa di straordinario. Dopo è stato un naturale continuo susseguirsi di quello che avrebbe già dovuto essere stato.

  3. Ogni tanto ci penso a ricercare qualcuno, ma poi chi in fondo?

    Ogni tanto digito un nome su facebook, e non viene fuori niente, o troppi nomi.

    Una persona però sarei curiosa di rincontrare, un mio ex compagno di liceo. Eravamo i due geniacci della classe, sempre in competizione, sempre in gara a chi batteva l’altro.

    So che oggi è medico, che collabora con Medici senza Frontiere. So che si occupa di immigrati.

    Io sono un operatore sociale multiculturale, m’imbattei nei suo nome proprio facendo l’analisi del territorio, ma mi prese un attacco di timidezza e mi rivolsi ad altri indirizzi.

    Che ne so, forse qualche volta il destino ci viene incontro, o forse qualche volta gli andiamo incontro noi. Altre volte, però, ci scansiamo.

    Se la paura di cambiare ci ha fatto chinare il mento…

    • Cara Ify,
      a spiegarla bene non l’ho neppure cercato, mi è capitato di vedere il suo nome attorno ad un articolo di Giornalettismo. Ci ho pensato un po’ prima di chiedere l’amicizia accompagnando il tutto con un messaggio interlocutorio. Tanto lui non mi avrebbe riconosciuto mai, protetta dal nick.
      Avevo pensato: Ma dai non si ricorderà di te. Ed era una bugia perchè dentro di me sapevo molte cose, molte di più di quello che volevo ammettere. Poi mi sono detta: Sei pure stronza a farti viva dopo tutti questi anni. E ora so che se avessi rinunciato mi sarei negata forse la parte più bella della mia vita, a parte la nascita di mio figlio.
      Con questo non invito a cercare amici ed ex in FB anche se non lo escluderei a priori. Ritornare indietro nel tempo non è sempre inutile e foriero di rimpianti. A volte ripercorri sentieri dimenticati e ti serve per capire cose che non avevi capito o per fretta o per ingenuità.
      A volte non si è solo timidi, si ha paura dell’impatto e credimi che può essere veramente notevole.
      Però chinare il mento mai 😉
      Un abbraccio
      Ross

  4. cari sconosciuti,
    NON fatemi venire nostalgie strane di amori perduti alle sei meno qualcosa del mattino! che facebook è sempre a portata di mano! ma i lietofine solo fino a esaurimento scorte :PPPPP
    (che bella questa dichiarazione, racconto, d’amore :))

    • Caro o cara Nakin
      l’amore non guarda in faccia nessuno, si presenta alla porta e sei tu a doverlo riconoscere 🙂
      Per la verità qualche volta ti devi presentare tu, come in questo caso, ma è solo una inezia. Mica sempre il caso vuole che scocchi ancora la scintilla e si riesca a realizzare un sogno.
      In questo caso si è solo continuato un discorso interrotto da una serie di ragioni convergenti e sfortunate più di 42 anni fa. Per fortuna i protagonisti avevano una “buona memoria” 😀

  5. Fortuna che quelli avevano una buona memoria. Già mi sono scordato cosa volevo dire. Persino a chi volevo dirlo. Però sono un po’ giustificato: tra luciindescai, Roddaura e Rosanna etc. non mi ci raccapezzo più. Non solvoliamo, per favore, sulla dedica. Senza di lei forse il post non aveva senso. Comunque nessuna storia con un lieto o meno lieto fine può essere senza un inizia. 😉
    Che poi mica sono tanto convinto che quella memoria, e quel precedente, abbiano solo facilitato le cose. Le hanno permesse in questa forma ma a volte non è sempre facile. Lo sai?

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