rossaurashani

117) Sodomie in corpo 11

In Un libro al giorno on 1 ottobre 2010 at 8:00

Sarei così denso da amare: per esempio dalle labbra mieteresti grappoli di sfere e umidità vocali e con il battito dattilografico del vecchio organo potresti trascorrere molte notti a ascoltare concerti di pura retorica non dissimili da temporali di primavera. E pensa cosa questi globuli assenti potrebbero per te focalizzare sulla carta incendiando l’accademia della lontananza, l’arcadia delle tristezze pratiche nell’attesa che nuove architetture di cispa crollino sotto il rubinetto aperto d’improvviso da ogni risveglio. Non ti parlerei semplicemente d’amore, non si tratta solo d’amore: è coinvolto in questa storia il fluire circostanziato del sangue che si fa inchiostro e lui si racconterebbe attraverso la pressione dei polpastrelli sulla carne di cellulosa.
Io, in questa bella storia d’amore che devasta tanto più quanto meno c’è, c’entro sempre meno e non di più o di meno di tutti quanti, inclusi gli esclusi.

Soluzione
Titolo: SODOMIE IN CORPO 11
Autore: ALDO BUSI

Contenuto: Sodomie in corpo 11 è un romanzo di Aldo Busi pubblicato per la prima volta in Italia nel 1988.
Romanzo e prosa di viaggio, Sodomie è il quarto titolo in ordine di pubblicazione della vasta bibliografia busiana. Scritto parallelamente alla stesura di Vita standard di un venditore provvisorio di collant (1985) e de La delfina bizantina (1986), il libro appare nelle librerie nel 1988 per l’editore Mondadori.
Aperto da un incipit importante (sulla falsa riga del celeberrimo incominciamento del Seminario sulla gioventù), il libro narra gli spostamenti dell’autore tra il Marocco e la Tunisia, passando per la Germania (dove compaiono il Demetrio della Vita standard – qui chiamato semplicemente “M.” – e l’amato Jürgen), su su fino in Finlandia per assistere a un incontro internazionale di poeti e scrittori e poi Leningrado prima della caduta del Muro di Berlino e del collasso dell’Unione Sovietica.
I resoconti di viaggio si intervallano a una serie di riflessioni sulla scrittura e sulla figura dello scrittore, presentandosi tra l’altro come una sorta di “manuale di comportamento” per aspiranti scrittori, in anticipo sul successivo Nudo di madre (Manuale del perfetto scrittore), che Busi darà alle stampe solo qualche anno più tardi.
Le riflessioni sulla scrittura e gli incontri sessuali del protagonista sono la chiave interpretativa del titolo, con il chiaro riferimento al corpo tipografico.
In chiusura del libro, prima di congedarsi con i versi della Farsaglia di Lucano, e dopo aver saldato i conti con la memoria di un padre assente e violento, Busi dà voce a sua madre (già personaggio in Seminario sulla gioventù e nella Vita standard), consegnando al lettore la chiave di volta di una narrazione sempre in bilico tra la verità di chi scrive e la verità del reale (esplicita fin dal sottotitolo: “non viaggio, non sesso e scrittura”) (da wikipedia)

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