rossaurashani

103) Il buio oltre la siepe

In Un libro al giorno on 17 settembre 2010 at 8:00

Jem, mio fratello aveva quasi tredici anni all’epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere a giocare a palla ovale, Jem non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po’ più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere il pallone al volo. Poi, quando di anni ne furono trascorsi tanto da poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva come erano andate le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalir molto più indietro, e precisamente all’estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l’idea di far uscire di casa Boo Radley.

Soluzione
Titolo: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Autore: HARPER LEE

tema: Il libro tocca il tema più importante degli Stati Uniti degli anni ’30, ovvero il razzismo. Quando fu pubblicato questo romanzo negli USA, era ancora in atto la segregazione razziale dei neri. Anche ai tempi in cui il romanzo è ambientato, sussistevano sentimenti di odio nei loro confronti, specialmente negli Stati del sud. Il romanzo tratteggia i diversi comportamenti nel campo dell’integrazione delle comunità: chi sostiene la segregazione (Bob Ewell, per esempio), chi invece vuole superarla (Atticus) e chi presenta comportamenti contraddittori (p. es., la maestra di Scout, che pur odiando Hitler è contraria all’uguaglianza delle persone di colore). Anche i ragazzi imparano a superare la “paura del diverso” che hanno nei confronti di Boo. Avevano accettato il pregiudizio che egli fosse una persona violenta e, quindi, da evitare. Ma quando si accorgono di tutto ciò che egli fa per loro, scoprono di averlo mal giudicato. Il messaggio dell’autrice, quindi, è di imparare a conoscere il prossimo, senza cadere in facili pregiudizi, come invece è accaduto, per esempio, ai giurati. È su questo che si fonda il razzismo. Il romanzo è lo spunto per una riflessione su questo tema. Anche il sindaco di Chicago, nel 2001, ha consigliato la lettura di questo libro ai concittadini e ne ha fatto acquistare numerose copie da distribuire nelle biblioteche.[1]

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