rossaurashani

l’invidia

In amore, La leggerezza della gioventù on 17 settembre 2010 at 5:51

Fotografia a colori di Ross seduta serena che aspetta suo figlioLei dice che sono diverso. Me l’ha sempre detto. Non so se è un complimento. Ancora una volta mi sottraggo. Lo so che lo dice come complimento. A volte anche la modestia smette di essere una virtù. Lei è quella che mi ospita qui. Qui, e in ogni posto accanto a sé e nel suo cuore. Io, invece, non lo so se sono diverso. Il problema è che bene o male, più o meno, ho sempre vissuto con questo me stesso. Mi sono sempre conosciuto così. A volte diversi mi sembrano gli altri. Per piccoli particolari, perché questo non mi fa certo pensare migliore, non mi fa usare arroganze, mi sembra impossibile. Essere come sono mi pare del tutto naturale. E ho imparato a piacermi, raramente e recentemente. Li vedo i miei difetti. Non sono cieco. Cerco di correggerli. Di emendarmi. Mica sempre ci riesco. Poi scatto per un non nulla.
Dove voglio andare a parare? Non lo so. So solo che eravamo rimasti al diario, suo, ritrovato. Alle foto, del suo passato; che stiamo recuperando digitalizzandole. Le foto, naturalmente; non il passato. Veramente le sto recuperando e poi sono diapositive. Perderci gli occhi contro la luce della finestra mi sembra un’inutile tortura. Per poi non avere risultato. E il proiettore non stai certo lì a tirarlo fuori alla prima occasione. E Lei nemmeno si ricorda in quale angolo è finito. Così tra diari e diapositive non facciamo che trovarci invischiati nel passato. Che non è nemmeno un passato comune. E nemmeno tanto passato. Ma quello che è peggio, o piuttosto più singolare, è che sono solo poche pagine di diario, e quelle riguardano proprio quasi noi due. Allora. Ma non è solo di me che confusamente volevo parlare. Il fatto è che oggi la mia vita è piena di Lei. A me sembra un amore giovanile, ma se è senilità debbo dire che non riconosco differenze. E che anche gli amori senili hanno quel pizzico di pazzia e di confusione che hanno tutti. Solo un po’ di consapevolezza. Di coraggio. Di determinazione.
Veniamo al dunque. Con decenza parlando… si stava lì a coccolarci. Ci capita spesso. Lasci tutto e ti rintani nella tenerezza silenziosa e un po’ soporosa. Dimentichi il resto e lasci tutto fuori. Nulla di drammatico, tutt’altro. Lo so che piacciono le storie con una qualche difficoltà, con un che di tragico, meglio se con il lieto finale. Per ora non abbiamo che quel finale. Le difficoltà sono così minime da non aver peso. Nemmeno si possono definire veri rim-pianti. Soprattutto senza i pianti. Beh! qualcuno c’è stato ma di tutt’altro genere. Lacrime tra il ridere e il sorridere a cuore leggero. Insomma ha tutto un che di mieloso. Avrei detto: da fare schifo. Avrei detto, ma oggi niente è come era.
Guadava le foto scorrere sul monitor. Pensava a quel passato, non tutto fatto di sorrisi. Non l’ha detto che pensava allo stesso tempo a me in quegli anni. Così stavo riflettendo alle sue parole: “Non sono mai stata gelosa, ma un po’ lo sono. Non vera gelosia. E’ solo che mi dispiace di non esserci stata. Qualcosa così”. Non ha detto che avrebbe voluto trovarmi in quelle foto. Che poi io non ho proprio foto. In quei momenti c’è sempre un po’ di recriminazione per quello che abbiamo sciupato. La sua voce diventa appena lamentosa e meno palpabile. Continua a farsene una colpa maggiore di quella che ha avuto. Ad assolvermi. E io mi scordo di dare un tono alla mia voce. Non sto a sentirmi. Vorrei solo ripetere quello che ho sempre ripetuto. Mi lascio ad un po’ di stizza. Ma questo succede di solito. E di solito non è sempre.
A pensarci bene -e gliel’ho detto- non è gelosia, la mia. Mai stato geloso. Non è nemmeno vero rimpianto. E’ qualcosa di diverso. Cerco di spiegarLe quello che nemmeno io riesco a capire. Mentre scorro le foto, le fotoritocco, lavoro con passione e… amore. Ad ogni foto mi innamoro di Lei. Di tutte quelle Lei. Delle sue età; anche di quelle che non ho vissuto. Quasi di più. Vorrei chiederLe. Anche quello che Lei fatica a dire. Mi sembra che mi parlino. Che mi chiamino. Qualche volta con un bisbiglio. Qualcuna si confida. Gioisco se trovo un sorriso convinto. Se la colgo, cioè se la coglie la foto, in un momento… spensierato. Se c’è un retrogusto non è né gelosia né rimpianto. Semplicemente invidio le persone che sono con Lei. Forse non è un sentimento nobile, ma quello è. Vorrei esserci. Non al posto. Semplicemente mi basta esserci anch’io. E ci sono; per quell’attimo.
Il fatto è che non so cosa è diverso. So solo che io so amare in un solo modo. E tutto mi sembra naturale. E non parlo solo dell’amore per una donna; quella donna. Mi sorprendo delle sue sorprese, ma forse di questo varrebbe parlarne. La persona che chiede senza dare, che chiede per sé senza dare nulla di sé, non dico che non sa amare. Ripeto che non sa ciò che perde. Sostengo che ama di un amore diverso dal mio. E vorrei poter tenere la sua mano mentre cerca tranquillità e sta aspettando quel figlio che sento anche mio. Il bambino che in altre foto sgambetta sotto i suoi occhi. Oggi lui ha ventisei anni. Sembra nostro. Non è possibile. Non importa. Come posso non sognare? E poi cosa costa?

Fotografia a colori di Ross che mangia crackers su una panchina (1982)

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  1. Credo che il fatto di averti incontrato all’inizio della mia vita sentimentale, di averti perso e successivamente alla fine della mia vita sentimentale di averti ritrovato, ponga in qualche modo una specie di “diritto di usucapione” sul resto della vita :).
    Ovvio che non è possibile impossessarsi del passato di una persona, ma è normale che si pensi che la vita di chi ami potrebbe essere stata diversa se… oppure che ad esserci le cose avrebbero potuto cambiare. Forse è legittimo come sogno e comunque è vero che sarebbe stato diverso, anche malgrado l’orgoglio e le cattive abitudini, malgrado il carattere e tutto il resto.
    Ma come si dice “del senno di poi sono piene le fosse”. Se è giustificato sognare non è detto che la vita di una persona avrebbe potuto essere diversa.
    Sulla diversità poi non dovrei parlarne io perchè la so per cognizione di causa. Per esperienza personale so che chi più ti ama a volte tende a cercare di annullarti al mondo per rinserrarti nel proprio mondo. E’ anche quello un modo di amare. Egoista certo, ma amore. I non egoisti sono da contare sulle dita delle mani. In tutto il mondo? No solo nel mio 😉

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